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Afghanistan, ennesimo attacco mortale contro la libertà d'informazione

22 gennaio 2015

La telecamera di un'emittente

Amnesty International ha condannato duramente l'attacco suicida di Kabul del 20 gennaio contro lo staff di Tolo TV, in cui sono morte sette persone e ne sono rimaste ferite altre 27.

Un attentatore alla guida di un furgone carico di esplosivo si è lanciato contro un bus-navetta della società di una società di produzione di Moby Group, il principale gruppo televisivo dell'Afghanistan e proprietario di Tolo TV.

L'attacco è stato rivendicato dai talebani, che in una dichiarazione hanno affermato di aver "mantenuto la promessa" di colpire Tolo TV, poiché le persone che vi lavorano sono "elementi anti-jihad e anti-Islam addestrati da servizi segreti di altri paesi e al servizio degli americani da molti anni".

Nell'ottobre 2015 i talebani avevano rivolto minacce a Tolo Tv e a un'altra emittente, 1 TV: "Tutti i giornalisti e i collaboratori di questi canali saranno considerati persone nemiche e tutte le loro sedi e gli inviati saranno ritenuti obiettivi militari che saranno direttamente eliminati".

Secondo Nai, un osservatorio sulla libertà di stampa in Afghanistan, nel 2015 vi sono stati 73 attacchi contro i giornalisti e altri operatori dei media. Non solo da parte dei talebani: in realtà, la maggior parte di essi è stata portata da attori statali.

I giornalisti afgani che si occupano di terrorismo, corruzione, diritti delle donne e altre questioni di grande interesse pubblico subiscono costantemente intimidazioni, minacce e attacchi.