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Arabia Saudita: Raif Badawi fustigato

Data di pubblicazione dell'appello: 09.01.2015

FI on UA: 3/13 Index: MDE 23/001/2015 Saudi Arabia Status dell'appello: aperto

Campagna Individui a rischio

Ecco cosa puoi fare per Raif Badawi e per altri 11 prigionieri di coscienza in Arabia Saudita

Firma l'appello qui sotto!
Mail/fax-jam ogni giovedì, partecipa!
Partecipa alla twitter action e all'azione di solidarietà 
Segui la pagina Facebook dedicata a Raif
 
Raif Badawi © Archivio privato
Raif Badawi © Archivio privato

Raif Badawi è fondatore di "Free Saudi Liberals", un forum ideato per discutere del ruolo della religione in Arabia Saudita. Già nel 2008 era stato arrestato per apostasia e rilasciato pochi giorni dopo. In quella occasione, il governo gli aveva proibito di lasciare il paese e nel 2009 aveva congelato i suoi conti bancari. Il 17 giugno 2012 è stato nuovamente arrestato, con la stessa accusa, perché nei suoi articoli aveva criticato figure religiose. Il 17 dicembre 2012, il tribunale distrettuale di Gedda aveva rinviato la causa alla Corte di appello di Gedda, raccomandando che Raif Badawi fosse processato per reato di "apostasia". Il 29 luglio 2013, il tribunale penale di Gedda ha condannato Raif Badawi a sette anni di carcere e 600 frustate per aver violato le norme del diritto informatico e aver insultato le autorità religiose fondando e gestendo il forum online "Free Saudi Liberals". 

Il primo settembre 2014, la Corte d'appello di Gedda ha confermato la condanna di Raif Badawi a 10 anni di prigione, 1000 frustate e una multa di 1.000.000 di rial sauditi (circa 196.000 euro), per aver creato e amministrato il sito Saudi Arabian Liberals e aver insultato l'Islam.  Secondo il provvedimento definitivo, Raif Badawi riceverà non più di 50 frustate per sessione, con una pausa di non meno di una settimana tra le sessioni. 

Il 9 gennaio Raif Badawi è stato frustato dopo la preghiera del venerdì di fronte alla moschea di al-Jafali a Gedda. La fustigazione è stata eseguita in pubblico.

Mercoledì 14 e 21 gennaio Raif Badawi è stato portato all'ospedale Re Fahd di Gedda ed è stato accuratamente esaminato da una commissione medica di circa otto medici. Dopo ore di esami, la commissione ha concluso, in entrambi i casi, che non era possibile procedere alla seconda sessione di frustate per motivi di salute. Dalla settimana successiva, Raif Badawi non è stato più chiamato dalla sua cella ne esaminato dal medico del carcere. Non è chiaro il motivo per cui il check-up medico di routine non ha avuto luogo ne il motivo per il quale la fustigazione è stata rinviata. 

Amnesty International ha appreso che il caso di Raif Badawi è stato sottoposto da parte della Corte Suprema alla Corte d'appello di Gedda il 3 febbraio 2015. Altre informazioni circa i dettagli di questo trasferimento non sono stati resi disponibili. La Corte Suprema potrebbe confermare la condanna e la pena, o potrebbe chiedere un nuovo processo ribaltando la sentenza e la condanna o presentare osservazioni e raccomandazioni. Le autorità saudite non hanno ancora fatto una dichiarazione ufficiale sul caso, nonostante l'indignazione internazionale. Ma fino a quando la condanna alla fustigazione e alla prigione rimarrà in vigore, Raif Badawi sarà sempre a rischio di fustigazione e sconterà la condanna a 10 anni di carcere.

Raif Badawi è stato inoltre condannato per aver infamato simboli religiosi pubblicando post su Twitter e Facebook, e per aver criticato la Commissione perla promozione della virtù e la prevenzione del vizio (conosciuta anche come la polizia religiosa) e i funzionari che avevano sostenuto il divieto di includere le donne nel Consiglio della Shura. Contestualmente alla condanna, il giudice ha disposto la chiusura del forum online. Dal 17 giugno 2012, Raif Badawi è detenuto nel carcere di Briman, a Gedda.

 

Raif Badawi e gli altri prigionieri di coscienza in Arabia Saudita
Amnesty International ha adottato 12 prigionieri di coscienza in Arabia Saudita: Suliaman al-Rashudi, Abdullah al-Hamid, Mohammed al-Qahtani, Abdulaziz al-Khodr, Mohammed al-Bajadi, Fowzan al-Harbi, Abdulrahman al-Hamid, Saleh al-Ashwan, Omar al-Sa'id, Loujain al-Hathloul, Waleed Abu al-Khair e il più noto di loro, Raif Badawi.

Tutti sono detenuti solo per aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione. Devono essere rilasciati immediatamente!

King Salman bin Abdel aziz  Al Saud 
The Custodian of the two Holy Mosques
Office of His Majesty the King
Royal Court, Riyadh
Kingdom of Saudi Arabia
Fax: (via Ministry of the Interior)
+966 11 403 3125 (please keep trying)

Maestà,

Le scrivo in quanto sostenitore di Amnesty International,l'organizzazione non governativa che dal 1961 lavora in difesa dei dirittiumani, ovunque siano violati.

Le chiedo di liberare Raif Badawi immediatamente e incondizionatamente essendo un prigioniero di coscienza, detenuto solo per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione.  

Le chiedo di assicurare che la sua sentenza e la sua condanna siano annullate.  

Le chiedo di non procedere alla pena della fustigazione, che violerebbe il divieto di tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti del diritto internazionale.

Le chiedo di rilasciare immediatamente 
e incondizionatamente Suliaman al-Rashudi, Abdullah al-Hamid, Mohammed al-Qahtani, Abdulaziz al-Khodr, Mohammed al-Bajadi, Fowzan al-Harbi, Abdulrahman al-Hamid, Saleh al-Ashwan, Omar al-Sa'id, Loujain al-Hathloul, Waleed Abu al-Khair essendo prigionieri di coscienza, detenuti solo per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione. 

Grazie per l'attenzione.

 

#FreeRaif

Partecipa alla nostra foto-action. Scatta una foto ad un computer, un portatile, un mouse e inserisci nella foto "#FreeRaif" o "Blogging is not a crime" e inviaci la foto all'indirizzo action@amnesty.it o pubblicala sulla pagina facebook Amnesty International Italia.
Invieremo le foto all'ambasciata saudita in Italia!