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Guatemala: Norma Cruz ancora in attesa di giustizia!

Data di pubblicazione dell'appello: 10.05.2011

Status dell'appello: chiuso

29 gennaio 2012 -  Grazie a tutte le persone che si sono attivate per Norma Cruz. 4242 persone nel mondo hanno inviato un fax per far sì che non passasse inosservata la campagna per chiedere indagini sulle minacce che ha subito. La Commissione presidenziale per i diritti umani se n'è accorta subito. Il giorno dopo l'inizio dell'azione mondiale ha telefonato a Norma Cruz per verificare le sue condizioni di sicurezza.

Norma Cruz ha voluto inviare un messaggio di ringraziamento a quanti si sono attivati per lei:
"Voglio ringraziare una per una le persone di Amnesty International, da parte mia, da parte del mio team da parte di ogni donna che è sopravvissuta alla violenza, da parte di ogni famiglia che ha perso una figlia, una moglie, una sorella. Spero che, grazie alla vostra azione, si possa garantire non solo la mia incolumità ma anche la protezione di tutte le bambine che sono state vittime di violenza. In tempi difficili come questi per la Fundación Sobrevivientes, la vostra campagna ci dà coraggio, ci dà forza e ci ricorda che non siamo sole. Sostenere la nostra lotta significa sostenere la lotta di tante donne in Guatemala e nel mondo!"

Norma Cruz, attivista per i diritti umani e fondatrice dell'organizzazione Fondazione delle sopravvissute (Fundación Sobrevivientes), che a sede a Città del Guatemala, riceve continue minacce di morte a causa del suo lavoro per le donne che hanno subito violenza e perché chiede che i responsabili siano portati davanti alla giustizia.
 
Da maggio 2009, Norma Cruz ha ricevuto diverse minacce perché la sua organizzazione aveva fornito assistenza legale a una ragazza vittima di stupro. Le minacce, arrivate via sms e attraverso chiamate al cellulare e al telefono dell'ufficio della Fondazione, mettono in guardia Norma Cruz dalle conseguenze fatali cui andrebbe incontro se non smettesse di lavorare sul caso.

La mattina del 30 agosto 2010, alle 8:51, Norma Cruz ha ricevuto una chiamata sul suo cellulare. Un uomo ha lasciato un messaggio dicendo che le avrebbero consegnato la testa di sua figlia. Ha minacciato anche l'organizzazione, affermando che: "A mezzanotte la Fondazione esploderà in 1000 pezzi".
 
Per le minacce ricevute nel 2009, un uomo è stato arrestato e successivamente rilasciato su cauzione. Grazie alla pressione internazionale, è stato nuovamente arrestato e sottoposto a processo nel luglio 2011. A settembre, è stato riconosciuto colpevole e condannato a pagare una multa di 10.000 quetzales (circa 1000 euro). Dovrà pagare 10 quetzales al giorno; qualora non lo facesse, ci sarà una pena detentiva di 3 anni. 
 
Le indagini sulle minacce che hanno avuto luogo nel 2010 sono ancora in corso e non hanno ancora prodotto alcun risultato.
 
Raramente le minacce contro i difensori dei diritti umani sono oggetto di indagini e processi in Guatemala, per questo il caso di Norma Cruz crea un precedente importante e apre la strada a indagini future sulle vessazioni nei confronti dei difensori dei diritti umani.