
24 febbraio 2010 - Grazie alle 4108 persone che hanno firmato per Leily Afshar su questo sito. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione del caso.
Leily Afshar è una delle centinaia di persone arrestate durante e dopo le commemorazioni religiose dell'Ashura, giorno sacro per i musulmani sciiti, e che si teme siano trattenute in incommunicado. Tutte le persone arrestate sono a rischio di tortura o di altro maltrattamento.
Almeno sette persone sono state uccise, sembra dalle forze di sicurezza, durante le manifestazioni nei luoghi in cui queste si svolgevano. Leily Afshar, fotografa di 29 anni, è stata arrestata nel pomeriggio del 27 dicembre. La donna si trovava in macchina nei pressi delle manifestazioni, quando alcuni ufficiali di polizia in borghese l'hanno prelevata dall'auto e condotta nella sezione 209 del carcere di Evin, a Teheran. Da qui ha fatto un'unica telefonata alla sua famiglia.
Le organizzazioni umanitarie hanno pubblicato una lista con i nomi di 156 persone arrestate in questa occasione. Il 1° gennaio, il vicedirettore della magistratura ha comunicato che non ci saranno rilasci su cauzione, anche se il 12 gennaio un parlamentare ha dichiarato nel corso di un'intervista che 16 delle 26 donne arrestate durante le commemorazioni dell'Ashura erano state rilasciate.
Informazioni aggiuntive
L'Ashura, che si celebra durante il mese islamico di Moharram, è uno dei giorni sacri per i musulmani sciiti, che di solito scendono in strada per commemorare la morte di Emam Hossein, nipote del profeta Maometto. Quest'anno, la ricorrenza religiosa è caduta nel settimo giorno dai funerali del grande Ayatollah Montazeri.
Le proteste contro i risultati elettorali del giugno 2009 sono stati violentemente repressi dalla polizia e dalla milizia paramilitare Basiji che ha fatto ricorso a un eccessivo uso della forza. Da allora, diverse dimostrazioni si sono svolte durante le giornate di rilevanza nazionale, uniche occasioni in cui è permesso manifestare, come ad esempio il giorno di Al-quds (18 settembre), l'anniversario dell'attacco all'Ambasciata americana (4 novembre) e la Giornata nazionale dello studente (7 dicembre). Durante le manifestazioni tenutesi in questi giorni, centinaia di contestatori sono stati arrestati; la gran parte di questi è stata poi rilasciata.
Molti hanno subito torture o altri maltrattamenti. Almeno tre sono morti a causa delle torture nel centro di detenzione di Kahrizak, vicino Teheran. Il 19 dicembre 2009 una corte militare di Teheran ha comunicato che 12 persone erano state incriminate in relazione a questi abusi, tre delle quali sono accusate anche di omicidio.
La risposta delle forze di sicurezza alle dimostrazioni avvenute durante e dopo l'Ashura sono state le più violente dall'inizio delle proteste. Il sito di opposizione Jaras riporta che almeno 1300 persone sono state arrestate in Iran, di cui 600 a Esfahan, 200 a Najafabad e, secondo quanto reso noto dalle autorità, 500 a Teheran. Le organizzazioni per i diritti umani sostengono che almeno 300 persone sono ancora nel carcere di Evin, a Teheran. Alcuni rapporti fanno pensare che altri possano trovarsi nelle strutture di detenzione riaperte sotto il controllo delle Guardie rivoluzionarie nel complesso di Eshratabad, nel centro di Teheran.
Le autorità iraniane hanno affermato che coloro che hanno protestato o commesso atti violenti saranno accusati di moharebeh (comportamento ostile a Dio), reato che può essere punito con la pena di morte. Il 5 gennaio cinque persone, di cui non sono noti i nomi, sono state accusate di questo crimine a causa della loro partecipazione alle manifestazioni del 27 dicembre e saranno processati immediatamente.