Capo di Stato: José Eduardo dos Santos
Capo del governo: António Paulo Kassoma (subentrato a Fernando da Piedade Dias dos Santos a settembre)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 17,5 milioni
Speranza di vita: 41,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 243/215‰
Alfabetizzazione adulti: 67,4%
È stato riportato un numero inferiore di sgomberi forzati e il governo ha avviato un programma di costruzione di alloggi popolari. Sono diminuite le violazioni dei diritti umani per mano della polizia. Sono proseguiti gli atti di intimidazione e vessazione nei confronti di difensori dei diritti umani: le autorità hanno chiesto all'ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite di chiudere la propria sede in Angola e hanno cercato di chiudere una organizzazione locale. La libertà di espressione ha subito limitazioni con giornalisti che hanno subito vessazioni tramite denunce per diffamazione. Un prigioniero di coscienza è stato condannato a una lunga pena detentiva.
Le piogge torrenziali nelle province di Cunene, Namibe e Huíla hanno provocato inondazioni che hanno costretto oltre 10.000 persone a lasciare le proprie abitazioni a febbraio. Nel mese di novembre circa altre 50 famiglie hanno avuto la loro casa distrutta dalle piogge torrenziali a Huambo.
L'Angola è divenuto il primo Paese per produzione di petrolio dell'Africa subsahariana ad aprile, superando la Nigeria. Ciononostante, il 68% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà, con il 28% in condizioni di povertà estrema.
A febbraio l'Angola ha estradato Henry Himomotim Okah e Eduardo Atata in Nigeria. Entrambi gli uomini erano sospettati di essere coinvolti negli attacchi nella zona petrolifera nigeriana del delta del Niger.
Circa 30 detenuti, tra cui 10 donne e un minorenne, sono morti a marzo nel crollo dell'edificio della Direzione nazionale per le indagini penali (DNIC). Sebbene sia stata condotta un'inchiesta per stabilire le cause del crollo, i suoi risultati non sono stati resi pubblici.
A marzo un impiegato di una società portoghese è stato colpito a colpi d'arma da fuoco al braccio e a una gamba mentre era alla guida di un veicolo della società. Le Forze armate di Cabinda, l'ala armata del Fronte di liberazione dello Stato di Cabinda (FLEC), nel rivendicare l'attacco, hanno dichiarato che avrebbero colpito le società straniere operative a Cabinda allo scopo di interrompere il loro sostegno all'economia dell'Angola.
A settembre si sono tenute le prime elezioni legislative in 16 anni. Le operazioni di voto si sono generalmente svolte senza violenza e altre violazioni dei diritti umani, malgrado alcuni episodi isolati di vessazione di attivisti politici nel periodo antecedente le elezioni. Il principale partito di opposizione, Unione nazionale per l'indipendenza totale dell'Angola (UNITA), ha inizialmente chiesto la ripetizione del voto per la capitale Luanda, ma ha alla fine accettato i risultati che hanno visto il partito di governo, Movimento popolare per la liberazione dell'Angola (MPLA), vincere le elezioni con oltre l'80% dei suffragi.
L'Angola ha presentato in forma congiunta il suo iniziale, secondo e terzo rapporto al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali nel mese di novembre. Durante tale sessione il vice ministro degli Affari Esteri ha riconosciuto l'importanza di dare attuazione ai diritti economici, sociali e culturali in Angola.
Il governo ha avviato la costruzione di alloggi in base al programma per la gioventù dell'Angola, che mira a costruire un milione di unità abitative popolari entro il 2012. a seguito delle elezioni di settembre, il ministero degli Affari Urbani e dell'Ambiente ha assunto il nome di ministero degli Affari Urbani e degli Alloggi. A ottobre si sono tenute a Luanda le celebrazioni della Giornata mondiale dell'abitazione delle Nazioni Unite. Nel corso di tali celebrazioni il governo si è impegnato a stanziare oltre il 10% dei proventi derivanti dal petrolio per gli alloggi popolari.
È diminuito il numero degli sgomberi forzati riportati rispetto agli anni precedenti. Alcune delle persone che erano state sfrattate in precedenza, secondo quanto segnalato, hanno ricevuto una nuova sistemazione. È stato altresì riportato che il governo aveva programmato di reinsediare le famiglie sfrattare con la forza negli scorsi anni dalle loro abitazioni dei quartieri di Cambamba I, Cambamba II e Cidadania, ma alla fine del 2008 ciò non era ancora avvenuto.
*A ottobre, almeno 17 famiglie sono state sgomberate con la forza e le loro abitazioni demolite dalla ditta di costruzioni Jardim do Éden (Giardino dell'Eden) nel quartiere di Iraque a Luanda. Le famiglie sostenevano di aver ricevuto i titoli sulla terra dalla municipalità di Kilamba Kiaxi sin dal 1989. Secondo quanto riferito, alcuni residenti hanno ricevuto una somma tra 500 e 2.500 dollari USA quale risarcimento. Alle famiglie che non potevano provvedere a loro stesse non è stata offerta alcuna sistemazione alternativa.
Si sono avuti miglioramenti nelle operazioni di polizia, compresa l'approvazione di un modello operativo che regola l'impiego della forza. La polizia non è parsa comportarsi in maniera parziale ed è diminuito il numero di denunce di violazioni dei diritti umani durante le elezioni. Tuttavia, vi sono stati alcuni casi di uccisioni illegali da parte della polizia.
*A luglio un gruppo di circa sette agenti di polizia ha raggiunto la zona di Largo da Frescura a bordo di un veicolo di color bianco, privo di distintivi e ha aperto il fuoco contro otto giovani, uccidendoli. I poliziotti hanno sostenuto di essere intervenuti un seguito alle notizie secondo cui un gruppo di giovani sospettati di rapina armata si trovavano nella zona e che questi avevano esploso dei colpi contro di loro. Gli agenti hanno dichiarato di aver sparato per autodifesa. Nessuno dei poliziotti è rimasto ferito. Testimoni oculari hanno affermato che gli agenti avevano detto ai giovani di stendersi proni, avevano sparato loro mentre giacevano a terra per poi andarsene a bordo del veicolo. Sette poliziotti sono stati arrestati, ma a fine anno non era iniziato alcun processo.
Il clima nei confronti dei difensori dei diritti umani si è mantenuto teso. A maggio l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani è stato chiuso su richiesta del governo. le autorità hanno sostenuto che l'Ufficio non aveva un mandato legale in quanto retaggio di una missione di osservatori delle Nazioni Unite in Angola (MONUA), la quale aveva avuto il permesso di rimanere nel Paese alla fine della missione di peacekeeping nel 2002.
A settembre, il procuratore generale ha presentato una causa presso la Corte costituzionale per chiudere l'Associazione per la giustizia, la pace e la democrazia, sostenendo che lo statuto di fondazione della stessa comprendeva clausole contrarie alla legge angolana. A fine anno non si era ancora avuta una sentenza.
Sono proseguite le limitazioni alla libertà di espressione dei giornalisti. Alcuni giornalisti hanno subito vessazioni sotto forma di denunce per diffamazione.
A luglio il ministero delle Pose e Telecomunicazioni e il ministero dei Media hanno congiuntamente ordinato alla stazione radiofonica privata Rádio Despertar di sospendere le trasmissioni per 180 giorni, con la motivazione che la frequenza di trasmissione della radio eccedeva quella stipulata nelle sua licenza.
Si sono avuti arresti di persone a seguito dell'esercizio dei loro diritti alle libertà di associazione e riunione.
*A marzo la polizia e membri della polizia investigativa criminale hanno interrotto le celebrazioni del pellegrinaggio annuale a Cabinda rifiutando di lasciare proseguire il pellegrinaggio a oltre 3.000 membri della Chiesa cattolica. I pellegrini sono stati fatti sedere sotto il sole senza acqua né cibo. Xavier Soca Tati e un'altra persona sono stati condotti al commissariato di polizia e interrogati per diverse ore. Essi hanno affermato di aver seguito le necessarie procedure prima del pellegrinaggio, fatto che è stato negato dalla polizia. Non è stata sporta alcuna denuncia nei confronti di alcun membro della Chiesa cattolica.
*A ottobre la polizia ha arrestato e detenuto membri del Sindacato degli insegnanti angolani a Caxito, provincia di Bengo. Essi stavano scioperando contro i bassi salari e le precarie condizioni lavorative. Manuel Bento Azevedo, Gonçalves Ismael Lopes, Moniz Mujinga, César Gomes António e Almério Augusto Cristóvão sono stati arrestati nella scuola missionaria 307 con l'accusa di aver costretto altri insegnanti a unirsi allo sciopero. Altre cinque insegnanti sono stati arrestati la stessa settimana in scuole differenti nella provincia di Bengo. In un'occasione la polizia non aveva mandati d'arresto, ma ha dichiarato di stare obbedendo a degli ordini. Tutti e 10 gli insegnanti sono stati rilasciati senza processo due giorni dopo il loro arresto iniziale, ma circa cinque giorni più tardi Manuel Bento Azevedo e altri due membri del sindacato sono stati nuovamente arrestati. A fine ottobre tutti e tre sono stati prosciolti dalla Corte provinciale di Bengo.
A settembre, José Fernando Lelo, ex corrispondente di Voice of America a Cabinda è stato giudicato colpevole da una corte militare in un processo iniquo e condannato a 12 anni di carcere per reati contro lo Stato e istigazione alla ribellione a Cabinda. Egli era stato arrestato nel novembre 2007 e trattenuto senza accusa fino al marzo 2008. Cinque soldati processati assieme a lui sono stati giudicati colpevoli di tentata rivolta armata e altri reati militari e condannati a 13 anni di carcere. Un sesto soldato è stato prosciolto.
A ottobre delegati di Amnesty International hanno avanzato richiesta per ottenere i visti d'ingresso in Angola, ma a fine anno non li avevano ancora ricevuti. Non sono state fornite motivazioni per il ritardo né indicazioni riguardo ai tempi di rilascio. L'ultima visita di Amnesty International nel Paese risale al febbraio 2007.
Angola: Briefing for election monitors (AFR 12/002/2008)
Angola: Briefing for the UN Committee on Economic, Social and Cultural Rights: 41st session, 3-21 November 2008 (AFR 12/010/2008)