Capo di Stato: Ilham Aliyev
Capo del governo: Artur Rasizade
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 8,5 milioni
Speranza di vita: 67,1 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 89/81‰
Alfabetizzazione adulti: 98,8%
La libertà di espressione ha continuato a subire pesanti restrizioni. Giornalisti indipendenti e dell'opposizione sono stati abitualmente sottoposti a vessazioni e alcuni sono stati incarcerati per accuse discutibili al termine di processi che non hanno rispettato gli standard internazionali. Alcuni gruppi religiosi sono incorsi in continue vessazioni.
Giornalisti indipendenti e dell'opposizione hanno continuato a subire vessazioni, aggressioni fisiche e intimidazioni a causa della loro attività giornalistica. Sebbene diffamazione e calunnia continuino a essere reati penali, diversi giornalisti sono stati incarcerati per altre accuse penali palesemente non collegate alla loro attività giornalistica, come «vandalismo» o «corruzione». I processi a carico di giornalisti che dovevano rispondere di questo tipo di accuse non hanno rispettato gli standard internazionali di equità processuale, e hanno di fatto ridotto al silenzio l'attività giornalistica critica del governo.
Non sono stati segnalati progressi significativi da parte delle autorità nelle indagini riguardanti numerosi casi di aggressioni a giornalisti. Nel caso del direttore di quotidiano Elmar Hüseynov, ucciso a colpi d'arma da fuoco nel 2005, le autorità hanno riferito che erano impegnate «con tutti i mezzi possibili» per estradare due azeri con cittadinanza georgiana in relazione al crimine; secondo quanto riportato, il governo delle Georgia si è rifiutato di estradare i due a causa della loro cittadinanza georgiana.
*Faramaz Novruzoğlu e Sardar Alibeylı del quotidiano Nota Bene sono stati condannati rispettivamente a due anni di carcere e 18 mesi di lavoro correzionale, dopo che avevano riportato notizie della presunta corruzione all'interno del ministero degli Affari Interni.
*A marzo, Qenimet Zahid, caporedattore del quotidiano dell'opposizione Azadlıq (Libertà), è stato condannato a quattro anni di carcere per le accuse di vandalismo e aggressione. Il suo avvocato ha affermato che il processo a suo carico non si era svolto in conformità con gli standard internazionali sull'equo processo.
*Aqil Xalil, corrispondente di Azadlıq, è stato aggredito fisicamente a febbraio, stando alle accuse, da funzionari locali impegnati a tagliare illegalmente alberi, e poi accoltellato nel corso di un'aggressione da parte di uomini non identificati a marzo. Aqil Xalil ritiene di essere stato accoltellato a causa della sua inchiesta su transazioni fondiarie illegali. Ad aprile la Procura generale ha sostenuto che egli era stato accoltellato da un amante omosessuale; queste affermazioni sono state confutate da ONG per i diritti umani dell'Azerbaijan.
*A giugno, Emin Hüseynov, direttore dell'osservatorio sui media Istituto per la libertà e l'incolumità dei reporter (IRFS), e noto attivista, è stato detenuto e, stando alle accuse, picchiato dalla polizia. Egli è stato ricoverato in ospedale con gravi dolori alla testa e al collo.
*Alla fine di agosto, secondo le segnalazioni, tre giornalisti sono stati percossi a Naxçivan, un'enclave autonoma situata tra l'Iran e l'Armenia. Secondo le notizie riportate, i corrispondenti di Radio Liberty Malahet Nasibova e Ilgar Nasibov, e il corrispondente dell'IRFS Elman Abbasov sono stati picchiati da membri dell'amministrazione locale del villaggio di Nehram. L'episodio ha avuto luogo mentre i giornalisti stavano lavorando a un'inchiesta su una disputa tra i residenti del villaggio di Nehram e la polizia locale, e la loro attrezzatura è stata sottratta e distrutta.
Rappresentanti di gruppi o confessioni religiose al di fuori delle strutture ufficialmente riconosciute hanno continuato a essere oggetto di vessazioni. Ad agosto, la moschea di Abu Bekr di Baku è stata obiettivo di un attentato dinamitardo in cui sono morte tre persone. A seguito dell'episodio, ai musulmani è stato vietati di pregare in pubblico davanti alle moschee. Sono giunte continue segnalazioni di rasature della barba forzate da parte della polizia.
*A marzo, Zaur Balaev, un pastore battista condannato nell'agosto 2007 a due anni di carcere per accuse di resistenza e aggressione, è stato graziato e rilasciato. A giugno, un altro pastore battista, Hamid Şabanov, è stato arrestato ad Aliabad per accuse di possesso di armi da fuoco. La sua famiglia e membri della comunità battista hanno affermato che l'arma era stata messa apposta. Il processo a suo carico è iniziato a luglio e a fine anno era ancora in corso; egli è stato trasferito dal carcere agli arresti domiciliari a novembre.
*Ad agosto, una comunità protestante con sede a Baku ha visto sequestrare il proprio luogo di culto senza alcun indennizzo, nonostante fosse in possesso di regolare certificazione di proprietà rilasciata dallo Stato.
*A settembre, la Corte Suprema ha rigettato l'appello di Said Dadaşbeyli, condannato nel dicembre 2007 a 14 anni di carcere per accuse collegate al terrorismo. Said Dadaşbeyli aveva capeggiato una organizzazione religiosa denominata NIMA, accusata dalle autorità di cooperare con i servizi segreti iraniani ma che la sua famiglia e il suo avvocato sostenevano essere coinvolta soltanto in opere di beneficenza.
A luglio la Corte d'appello di Baku ha confermato la sentenza di condanna al carcere per Dmitri Pavlov, Maksim Genashilkin e Ruslan Bessonov, di età compresa tra i 15 e i 16 anni all'epoca del fermo e giudicati colpevoli nel giugno 2007 dell'accusa di omicidio di un altro adolescente. Non è stata condotta alcuna inchiesta sulle accuse avanzate dai ragazzi secondo cui essi avrebbero confessato sotto tortura.
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