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Burundi

Repubblica del Burundi

Capo di stato: Pierre Nkurunziza
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 8,9 milioni
Speranza di vita: 48,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 178/156‰
Alfabetizzazione adulti: 59,3%

  1. Contesto
  2. Uccisioni illegali
  3. Sistema giudiziario
  4. Arresti e detenzioni arbitrarie
  5. Tortura e altri maltrattamenti
  6. Violenza contro donne e ragazze
  7. Libertà di riunione
  8. Libertà di espressione
  9. Impunità - il processo Muyinga
  10. Giustizia transizionale
  11. Vaglio internazionale
  12. Rifugiati - rientri
  13. Missione e rapporti di Amnesty International

Sono aumentati gli episodi di vessazione e intimidazione ai danni di oppositori politici, giornalisti e difensori dei diritti umani, spesso in violazione del diritto alla libertà di espressione. Si sono avuti procedimenti giudiziari a carico di militari per le uccisioni di civili avvenute nel 2006, ma altre gravi violazioni dei diritti umani compiute in passato sono rimaste senza risposta e il governo non è stato in grado di rompere il circuito d'impunità. Malgrado le riforme del sistema giudiziario, sono rimasti immutati alcuni significativi problemi nell'amministrazione della giustizia. I casi di stupro e violenza sessuale, benché prevalenti, raramente sono stati indagati e perseguiti. Un gran numero di minorenni sono rimasti detenuti senza processo.

Contesto

A febbraio ha preso il via una crisi politica quando i partiti di opposizione si sono rifiutati di presenziare all'Assemblea Nazionale in seguito alla destituzione della prima vice presidente, Alice Nzomukunda, da parte del partito di governo, Consiglio nazionale per la difesa della democrazia - Forze per la difesa della democrazia (CNDD-FDD). Le divisioni interne al CNDD-FDD, che hanno provocato espulsioni e defezioni, hanno determinato la perdita della maggioranza da parte del partito presso l'Assemblea Nazionale e la paralisi del governo. A maggio il presidente dell'Assemblea Nazionale, membro del CNDD-FDD, ha chiesto alla Corte Costituzionale di espellere 22 ex membri del CNDD-FDD. La Corte ha sentenziato che, secondo la Costituzione, i 22 non potevano sedere all'interno dell'Assemblea Nazionale in qualità di membri "indipendenti". L'iniziativa è stata da più parti considerata anticostituzionale e una grave ingerenza nell'indipendenza della magistratura.

I negoziati sull'attuazione del cessate il fuoco tra il governo e il partito di opposizione Forze di liberazione nazionale (FNL) sono risultati lenti. Ad aprile e maggio, si sono avuti nuovi scontri tra l'FNL e il governo alla periferia della capitale, Bujumbura, così come nelle circostanti province occidentali.

Il 10 giugno, le due parti hanno siglato il Magaliesberg Communiqué impegnandosi congiuntamente a garantire la pace e a negoziare il numero di posizioni assegnate all'FNL alle massime cariche istituzionali. Tuttavia, durante la seconda metà del 2008, il Meccanismo congiunto di verifica e monitoraggio, l'organismo incaricato di dare attuazione all'Accordo completo per il cessate il fuoco del settembre 2006, ha fatto registrare scarsi progressi. L'FNL si è rifiutato di omettere il riferimento all'etnia dal nome del suo partito politico (Palipehutu-FNL) in vista delle elezioni del 2010, aspetto che secondo il governo costituiva una violazione della Costituzione. La smobilitazione dei soldati dell'FNL è risultata in ritardo rispetto a quanto programmato.

Presso l'Assemblea Nazionale era in attesa di discussione una bozza di revisione del codice penale, comprendente disposizioni per il miglioramento dei diritti umani, tra cui misure per affrontare la tortura e la violenza sessuale.

La povertà è risultata inasprita dall'elevato costo dei beni do consumo e dalla disoccupazione. In determinate zone rurali il raccolto è stato scarso e ciò ha determinato un limitato accesso al cibo da parte della popolazione. Il rientro dei profughi ha aggiunto ulteriori difficoltà di approvvigionamento alle già limitate risorse. La presenza di armi di piccolo calibro, di un gran numero di nuovi combattenti smobilitati unitamente a un alto tasso di criminalità hanno nel complesso contribuito al generale senso di insicurezza.

Uccisioni illegali

Le forze di sicurezza hanno ucciso civili nel contesto di operazioni di sicurezza contro l'FNL. Anche quest'ultimo ha compiuto violazioni dei diritti umani, comprese uccisioni illegali e stupri.

*Il 5 maggio, membri dell'esercito sono entrati nell'abitazione di una famiglia nel comune di Muhuta, provincia del Bujumbura Rurale, dove sospettavano vivessero membri dell'FNL. Secondo quanto riferito, uno dei solfati ha aperto il fuoco, uccidendo la madre della famiglia.

*Nel mese di giugno, soldati dell'FNL si sono recati nel comune di Mutimbuzi, provincia del Bujumbura Rurale, per cercare nuove reclute. Secondo quanto riferito, essi si sono rivolti a un membro di una organizzazione giovanile hutu locale, ma questi si è rifiutato di aiutarli. I soldati hanno gettato una granata nella casa di costui, uccidendone la moglie.

Sistema giudiziario

Il governo e le Nazioni Unite hanno intrapreso iniziative per riformare e rafforzare il sistema giudiziario, anche tramite la costruzione e la ristrutturazione delle aule di tribunale, la formazione dei magistrati, affrontando il sovraffollamento nelle strutture di detenzione e riducendo l'arretrato di fascicoli giudiziari. Tuttavia, alcuni significativi problemi sono rimasti irrisolti. La magistratura è risultata mancare di indipendenza e sotto l'influenza dell'esecutivo. Sono stati riportati episodi di corruzione. Il personale del settore giudiziario è risultato privo di attrezzature adeguate e bisognoso di maggiori risorse finanziarie e materiali. La popolazione locale ha dimostrato scarsa fiducia nel sistema giudiziario e in numerose occasioni ha fatto ricorso a sistemi di giustizia alternativi.

Le condizioni di detenzione sono rimaste precarie e le prigioni sovraffollate. L'accesso al cibo e alle cure sanitarie è risultato gravemente limitato e i detenuti sono stati spesso trattenuti in condizioni altamente antigieniche. Le informazioni personali e legali riguardanti i detenuti sono state gestite in modo inadeguato dalle autorità carcerarie.

Minorenni sono stati trattenuti in strutture di detenzione della polizia e nelle carceri, in violazione delle procedure di arresto e detenzione. Essi sono stati trattenuti assieme ai detenuti adulti e pertanto esposti ad abusi fisici e sessuali. Molti detenuti minorenni sono stati trattenuti senza processo, in condizioni tali da configurarsi come trattamento crudele, inumano e degradante e senza accesso a cure sanitarie o all'istruzione. Una organizzazione internazionale ha stimato che l'80% dei detenuti minorenni era in attesa di processo.

Arresti e detenzioni arbitrarie

Le autorità hanno frequentemente trattenuto senza accusa soggetti in violazione del limite legale massimo di custodia di 14 giorni. Spesso funzionari privi di una conoscenza di base della legge hanno arrestato arbitrariamente persone. Molti di coloro che sono stati arrestati in modo arbitrario erano sospettati di essere sostenitori dell'FNL.

*Ad aprile, 782 persone sono state arbitrariamente arrestate in seguito alla ripresa degli scontri tra l'FNL e le Forze di difesa nazionale. La polizia ha arrestato soggetti da essa sospettati di essere simpatizzanti o sostenitori dell'FNL, spesso senza alcun fondamento legale per la loro detenzione.

Tortura e altri maltrattamenti

Organismi di monitoraggio sui diritti umani hanno riportato che la Polizia nazionale si era resa responsabile del pestaggio di detenuti e altri cittadini. Membri delle forze di sicurezza avevano a malapena una conoscenza di base dei diritti umani nonostante la formazione continua fornita dalle Nazioni Unite e da locali organizzazioni per i diritti umani.

*Jean Claude Nkunzimana del comune di Kinama, Bujumbura, stava camminando verso casa il 1° luglio quando è stato fermato da cinque poliziotti che bevevano qualcosa in un bar locale. Un agente gli ha chiesto una sigaretta. Al suo rifiuto, i cinque agenti lo hanno picchiato duramente.

*Un giovane è stato arrestato il 9 giugno per frode nel comune di Gisozi, provincia di Mwaro. Dopo essere stato colto mentre cercava di fuggire, stando alle fonti, è stato colpito con il calcio delle pistole e preso a calci da sette poliziotti. Il giovane è stato ricoverato in ospedale a causa delle ferite subite.

Violenza contro donne e ragazze

Si è registrato un elevato tasso di stupri e altri tipi di violenza sessuale contro donne e ragazze. Ad esempio, un centro gestito dall'ONG Medici senza Frontiere a Bujumbura ha accolto una media di 131 vittime di stupro al mese nel corso dell'anno. Vi è stato un aumento dei casi registrati di stupro di ragazze, spesso da parte di insegnanti. Per contro, le Nazioni Unite hanno riportato una diminuzione dei casi di stupro da parte di membri delle forze di sicurezza.

I responsabili, i quali erano spesso conosciuti dalle vittime, non hanno temuto di essere perseguiti e l'impunità ha continuato a rappresentare la norma. Le donne sopravvissute alla violenza sessuale non hanno avuto fiducia nel sistema giudiziario. Le famiglie delle vittime hanno spesso raggiunto un "accordo amichevole" al di fuori delle aule di tribunale con il presunto responsabile della violenza.

*Una ragazza di 15 anni è stata stuprata dal suo insegnante il 20 marzo nel comune di Kanyosha, Bujumbura. L'insegnante le aveva chiesto di portargli a casa un telefono cellulare. La ragazza ha sporto denuncia contro l'insegnante, il quale è stato arrestato.

Libertà di riunione

Il governo ha impedito ai partiti di opposizione di tenere adunanze senza previa autorizzazione. Le autorità hanno applicato tali decisioni attraverso le amministrazioni locali, le quali sono risultate sempre più sotto stretto controllo da parte dell'esecutivo. Il 6 ottobre, il ministro dell'Interno ha firmato un decreto ministeriale con cui si stabiliva che i partiti di opposizione potevano tenere riunioni solamente in determinati periodi. Il decreto inoltre richiedeva ai partiti di opposizione di chiedere formalmente, per iscritto, l'autorizzazione a tenere adunanze alle rispettive amministrazioni locali. A queste ultime sono stati conferiti poteri di respingere tali richieste nel caso in cui ritenessero che i comizi avrebbero disturbato «l'ordine e la pubblica sicurezza».

Due dei maggiori partiti di opposizione, il Consiglio nazionale per la difesa della democrazia (CNDD) e il Fronte per la democrazia in Burundi (FRODEBU) hanno pubblicamente denunciato il decreto chiedendone il ritiro.

*L'11 novembre, 21 membri dell'Unione per la pace e lo sviluppo (UPD- Zigamibanga) sono stati arrestati e detenuti dall'amministrazione locale della provincia di Ngozi. I detenuti erano accusati di aver tenuto riunioni senza l'autorizzazione delle autorità locali.

Libertà di espressione

Le autorità si sono dimostrate sempre più intolleranti nei confronti delle critiche, e i rapporti tra la società civile e il governo sono risultati tesi.

*Alexis Sinduhije, presidente del gruppo di opposizione politica Movimento per la sicurezza e la democrazia (Mouvement pour la Sécurité et la Démocratie), è stato arrestato e detenuto il 3 novembre dopo che aveva organizzato una festa. L'11 novembre egli è stato accusato di «oltraggio al capo dello Stato» per aver messo in discussione le politiche di sviluppo del presidente.

*Juvénal Rududura, vice presidente del sindacato del personale non togato del Dipartimento di giustizia, è stato arrestato l'11 settembre e accusato di diffamazione. Egli aveva sostenuto in un articolo che il costo del viaggio del presidente Nkurunziza in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Pechino aveva causato il ritardato pagamento degli stipendi di alcuni dipendenti pubblici.

Impunità - il processo Muyinga

Il 23 ottobre, il tribunale militare di Muyinga ha giudicato colpevoli 15 soldati dell'uccisione di 31 persone tra luglio e agosto 2006. Il processo ha stabilito che queste furono dapprima detenute nel campo militare di Muyinga e poi condotte presso le rive del fiume Ruvubu, dove furono vittime di esecuzione extragiudiziale per mano di membri dei servizi di intelligence. Quattordici soldati hanno ricevuto condanne variabili da due anni all'ergastolo. L'ex comandante della Quarta regione militare, colonnello Vital Bangirinama, il quale, stando alle fonti, diede l'ordine, era fuggito dal Paese e non aveva presenziato al processo. Egli è stato giudicato colpevole in contumacia e condannato a morte. L'esito del processo è stato accolto con favore dalla società civile burundese e dalla comunità internazionale quale importante passo in avanti nella lotta all'impunità.

Giustizia transizionale

Il governo, di concerto con la comunità internazionale e la società civile, ha intrapreso qualche iniziativa per istituire una Commissione verità e riconciliazione e un Tribunale speciale per indagare e perseguire i più gravi crimini commessi durante i conflitti del Burundi.

A tale scopo sono state programmate consultazioni nazionali della durata di 12 mesi il cui inizio era previsto a giugno e per le quali sono stati stanziati fondi dalla Commissione delle Nazioni Unite per il peacebuilding. Tuttavia, gli incontri del Comitato tripartito, istituito nel novembre 2007 allo scopo di sovrintendere il processo e formato da Nazioni Unite, governo e delegati della società civile, sono stati rinviati, principalmente perché alcuni membri non si erano presentati e le sue sessioni erano state cancellate dal presidente del comitato stesso. L'inizio delle consultazioni nazionali è stato riprogrammato per il 1° marzo 2009.

Vaglio internazionale

Il 24 settembre, il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha esteso il mandato dell'Esperto indipendente sulla situazione dei diritti umani in Burundi fino a che non fosse istituita una «commissione sui diritti umani nazionale e indipendente». Preoccupazioni sono state espresse all'interno della società civile riguardo alla capacità futura della commissione di operare in modo indipendente e privo di interferenze o intimidazioni da parte delle autorità. Non è stato stabilito con chiarezza il termine per l'istituzione della commissione sui diritti umani.

Rifugiati - rientri

Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre hanno fatto ritorno in patria 95.050 rifugiati burundesi, principalmente dalla Tanzania, di cui 30.818 erano rifugiati fuggiti dal Paese nel 1972.

Vi è stato un aumento delle dispute sulla terra, specialmente a seguito del rientro in patria dei rifugiati fuggiti nel 1972. Le dispute sulla terra hanno raggiunto l'apice nel sud del paese, specialmente nelle province di Bururi e Makamba. Il governo aveva istituito una Commissione nazionale sulla terra e altre proprietà nel 2006, ma il lavoro di quest'ultima è risultato ostacolato dall'assenza di giurisdizione legale sulle dispute e dal numero di denunce. Alla data di ottobre 2008 la Commissione aveva registrato 11.200 dispute sulla terra e ne aveva risolte 2.279.

Missione e rapporti di Amnesty International

Una delegazione di Amnesty International ha visitato il Burundi a novembre per condurre ricerche.

Burundi: Submission to the UN Universal Periodic Review: Third Session of the UPR Working Group of the UN Human Rights Council (AFR 16/003/2008)

Rape in Burundi - demand justice now!, 21 luglio 2008