Capo di Stato: re Norodom Sihamoni
Capo del governo: primo ministro Hun Sen
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 14,7 milioni
Speranza di vita: 58 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 92/84‰
Alfabetizzazione adulti: 73,6%
Impunità, uno Stato di diritto inadeguato, e gravi deficienze nel sistema giudiziario hanno continuato a causare una sistematica mancanza di protezione nel campo dei diritti umani. Sgomberi forzati, condotti con il coinvolgimento diretto o con la complicità delle autorità di governo, hanno fatto sprofondare in condizioni di ulteriore povertà migliaia di cambogiani già ai margini della società. Difensori dei diritti umani e attivisti di comunità impegnati nella difesa della terra e delle risorse naturali sono stati incarcerati sulla base di accuse prive di fondamento. Le libertà di espressione e di riunione sono state sottoposte a restrizioni.
A ottobre, la Banca asiatica di sviluppo ha ammonito che due milioni di cambogiani potevano essere scivolati al di sotto della soglia di povertà in seguito all'aumento dei prezzi di alimentari, carburante e altri beni di prima necessità nel contesto della crisi finanziaria globale. Questi andavano ad aggiungersi ai 4,5 milioni, circa in terzo della popolazione, che già vivevano in condizioni di povertà.
A luglio, il Partito popolare cambogiano, al potere, ha vinto le elezioni all'Assemblea Nazionale. L'opposizione era risultata indebolita da lotte politiche interne ed esterne, e dall'intimidazione di elettori, giornalisti e attivisti.
A settembre, il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha sostituto il Rappresentante speciale del Segretario generale per i diritti umani in Cambogia con un Relatore Speciale del Consiglio per la durata di un anno, mantenendo le funzioni del mandato. Il detentore del mandato, professor Yash Ghai, si è dimesso deplorando il rifiuto opposto dal governo a cooperare con lui.
A luglio, l'UNESCO ha inserito il Tempio di Preah Vihear vicino al confine thailandese tra i siti Patrimonio dell'umanità. A ciò ha fatto seguito una disputa territoriale con la Thailandia riguardo alla proprietà dei terreni adiacenti al tempio. La tensione è risultata a tratti elevata mentre migliaia di truppe di entrambe le parti si mobilitavano nell'area. A ottobre, due soldati cambogiani sono morti sotto il fuoco dei proiettili.
Sono proseguiti gli sgomberi forzati sull'onda delle dispute sulla terra, appropriazioni di terreni, e progetti di riqualificazione industriale e urbana. Migliaia di persone sgomberate con la forza non hanno ricevuto un rimedio legale, compresa la restituzione di abitazioni, terreni o proprietà. Durante l'anno, almeno 27 sgomberi forzati hanno colpito circa 23.000 persone. Il governo ha negato che gli sgomberi forzati avessero avuto luogo. Il sistema di giustizia penale è stato sempre più spesso utilizzato da ricchi e potenti per zittire quanti proteggevano il loro diritto a un'abitazione adeguata e i popoli indigeni impegnati ad affermare i loro diritti sulla terra e il loro stile di vita. All'incirca 150 attivisti della terra e persone colpite dagli sfratti sono stati arrestati durante l'anno, molti dei quali hanno dovuto affrontare procedimenti giudiziari in base ad accuse penali pretestuose.
*Più di 4.000 famiglie di Phnom Penh residenti nei pressi del lago Boeung Kak sono state costrette allo sfollamento in seguito al riempimento di terra del lago. Molti dei colpiti si sono trovati a vivere in povertà in alloggi di fortuna. Ai residenti non è stato dato alcun preavviso prima dell'inizio del riempimento del lago il 26 agosto. Sono risultate diffuse le minacce nei confronti dei manifestanti da parte delle autorità locali e dei lavoratori della società incaricata dei lavori.
Il giornalista Khim Sambor e suo figlio sono stati uccisi l'11 luglio nel corso della campagna elettorale. Le uccisioni hanno fatto seguito a un articolo a firma Khim Sambor pubblicato dal quotidiano affiliato all'opposizione Moneaksekar Khmer (Coscienza Khmer) in cui si asserivano gravi iniziative illegali da parte di un funzionario di governo di cui non era indicato il nome. L'uccisione ha diffuso preoccupazioni tra i giornalisti. Nove giornalisti sono stati uccisi dal 1994 e, a tutt'oggi, nessuno è stato chiamato a risponderne.
Nel periodo pre-elettorale, le autorità hanno chiuso una stazione radiofonica indipendente per aver permesso a partiti di opposizione di andare in onda e, il direttore di Moneaksekar Khmer è stato brevemente detenuto per aver dato notizia di un discorso pronunciato dal principale leader dell'opposizione Sam Rainsy.
La Corte Suprema ha esaminato l'appello di Born Samnang e Sok Sam Oeun il 31 dicembre e ha deciso di deferire il caso alla Corte d'appello per nuove indagini e di rilasciare su cauzione i due uomini. Essi erano stati giudicati colpevoli per l'omicidio nel 2004 del leader sindacalista Chea Vichea. Entrambi avevano un alibi al momento dell'omicidio.
A settembre un giudice del tribunale di Phnom Penh ha confermato che l'inchiesta sull'uccisione del 2007 del leader sindacalista Hy Vuthy era stata chiusa per mancanza di prove.
Ad aprile, una missione di ricerca dell'Organizzazione internazionale del lavoro inviata per valutare il progresso di un'indagine delle autorità sull'uccisione di tre sindacalisti ha concluso che la mancanza di una magistratura indipendente era stata un fattore chiave nell'incapacità del governo di arginare la violenza e gli attacchi nei confronti di sindacalisti.
Rompendo il circuito di impunità, cinque ex soldati khmer rossi sono stati processati per il loro ruolo nel rapimento e uccisione di uno sminatore britannico e del suo interprete. Quattro di essi sono stati giudicati colpevoli e condannati a lunghe pene detentive.
La polizia di Phnom Penh ha accresciuto i raid notturni, arrestando arbitrariamente lavoratori del sesso, persone senzatetto e mendicanti. Secondo vittime e testimoni, i lavoratori del sesso sono stati abitualmente rastrellati e costretti, spesso con metodi violenti o minacce, a salire a bordo di autocarri. Molti arresti hanno violato il codice di procedura penale cambogiano e il diritto internazionale. Alcuni detenuti sono stati trasferiti in centri di "educazione" o "riabilitazione" gestiti dal Dipartimento affari sociali della municipalità, dove almeno tre detenuti erano stati pestati a morte, e le donne sottoposte a stupri di gruppo dalle guardie. A fine anno i due centri rimanevano operativi, ma il governo ha formalmente assicurato che coloro che vi erano rimasti lo avevano fatto spontaneamente.
Presso la Camera straordinaria dei tribunali della Cambogia (ECCC, Tribunale sui khmer rossi) si sono tenute diverse udienze preliminari. Tuttavia, il primo processo ad aver luogo, quello a carico di Kaing Guek Eav (conosciuto anche come Duch), è stato aggiornato al 2009 in seguito a una decisione da parte dei pubblici ministeri aggiunti di ricercare un'incriminazione più ampia.
Tra continue accuse di corruzione, sia la parte delle Nazioni Unite sia la parte cambogiana del Tribunale hanno concordato il varo di un programma anti-corruzione. Ciò ha portato numerosi dipendenti cambogiani a denunciare di essere stati costretti a pagare tangenti per assicurarsi di conservare il posto di lavoro.
A settembre una donna transgender ha sporto la prima denuncia all'ECCC per abusi legati al genere sotto i khmer rossi, come violenza sessuale sotto forma di stupro di gruppo in detenzione, e matrimonio forzato.
A fine anno, l'Unità vittime dell'ECCC aveva ricevuto oltre 1.100 richieste di costituzione parte civile, 34 delle quali erano state accolte, e circa 1.700 denunce da parte di vittime.
Il nuovo codice penale, che aveva richiesto 14 anni di stesura, non è stato approvato; a fine anno era in fase di revisione da parte del Consiglio dei ministri.
La legge anti-corruzione non è stata approvata, malgrado fosse una questione di massima priorità per i donatori internazionali. A maggio, una coalizione di oltre 40 ONG ha presentato una petizione firmata e sottoscritta con l'impronta del pollice da oltre un milione di cambogiani per chiedere all'Assemblea Nazionale di adottare la legge e intraprendere provvedimenti per piegare la corruzione.
A settembre, il primo ministro Hun Sen ha dichiarato l'intenzione di far approvare una legge sulle associazioni, in parte allo scopo di accrescere il controllo sul finanziamento e gli obiettivi delle ONG. Organizzazioni di tutto il Paese hanno espresso gravi preoccupazioni che la legge ponesse ulteriori restrizioni alle loro attività.
La nuova legge contro la tratta, adottata nel mese di marzo, è stata criticata per essere incentrata sull'arresto e la detenzione dei lavoratori del sesso piuttosto che sui trafficanti.
Amnesty International ha visitato la Cambogia tra febbraio e marzo e a ottobre.
Cambodia: Release scapegoats for labor leader's murder (ASA 23/001/2008)
Rights Razed - Forced evictions in Cambodia (ASA 23/002/2008)
Cambodia: Ignoring the rights of Indigenous Peoples (ASA 23/008/2008)
Cambodia: A risky business - defending the right to housing (ASA 23/014/2008)