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Camerun

Repubblica del Camerun

Capo di stato: Paul Biya
Capo del governo: Eprahim Inoni
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 18,9 milioni
Speranza di vita: 49,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 150/136‰
Alfabetizzazione adulti: 67,9%

  1. Contesto
  2. Uccisioni illegali
  3. Libertà di espressione - giornalisti
  4. Difensori dei diritti umani
  5. Libertà di riunione
  6. Arresti e detenzioni arbitrarie
  7. Processi iniqui
  8. Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender
  9. Condizioni carcerarie
  10. Pena di morte
  11. Missioni di Amnesty International

A febbraio le forze di sicurezza hanno ucciso un centinaio di persone nel corso di manifestazioni di protesta contro l'aumento dei prezzi e un emendamento costituzionale finalizzato a estendere la durata del mandato del presidente. Quale parte di una strategia per soffocare l'opposizione, le autorità hanno perpetrato o condonato violazioni dei diritti umani come arresti arbitrari, detenzioni illegali, e limitazioni alle libertà di espressione, associazione e riunione. Difensori dei diritti umani sono stati oggetto di vessazioni e minacce. Uomini e donne sono stati detenuti a causa del loro orientamento sessuale.

Contesto

Alla fine di febbraio sono scoppiate rivolte in diverse città, compresa la capitale politica Yaoundé, e quella economica, Douala. I manifestanti protestavano contro l'impennata del costo dei prezzi, i bassi salari e i programmi del governo per emendare la Costituzione eliminando una clausola che impediva al presidente Paul Biya di candidarsi alle elezioni presidenziali nel 2011.

Decine di migliaia di ciadiani sono fuggiti nella regione settentrionale del Camerun a febbraio dopo che gruppi politici armati avevano attaccato la capitale del Ciad, N'Djamena.

Il 14 agosto, la Nigeria ha restituito la penisola petrolifera di Bakassi al Camerun, in ottemperanza alla sentenza della Corte internazionale di giustizia del 10 ottobre 2002. Gruppi armati ritenuti originari della Nigeria hanno sferrato diversi attacchi a installazioni governative e della sicurezza della penisola, uccidendo alcuni membri delle forze di sicurezza e funzionari governativi camerunesi.

Uccisioni illegali

Le forze di sicurezza sono regolarmente ricorse a un uso eccessivo e indebito della forza letale e non è stata condotta alcuna inchiesta sulle uccisioni illegali da parte di membri delle forze di sicurezza.

*Alla fine di febbraio, le forze di sicurezza hanno ucciso un centinaio di persone nell'ambito della repressione di violente proteste che hanno interessato l'intero Paese. Alcune persone sono state chiaramente colpite da spari alla testa esplosi a bruciapelo. A Douala, sono stati riferiti casi di persone annegate dopo che erano state costrette a gettarsi nel fiume Wouri perché tenute sotto tiro. A molte persone che avevano riportato ferite da arma da fuoco sono state negate le cure mediche e alcune sono, in conseguenza di ciò, decedute.

*Il 29 giugno, decine di prigionieri sono evasi dalla prigione New Bell di Douala. Secondo quanto riferito, cinque di essi sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco dalle guardie carcerarie e da altri agenti delle forze di sicurezza nelle conseguente caccia all'uomo. Il giorno successivo, René Mireille Bouyam, che viveva nei pressi della prigione, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco esplosi dopo che nella sua abitazione era stato trovato nascosto un prigioniero. Anche quest'ultimo è morto sotto gli spari.

Libertà di espressione - giornalisti

Giornalisti che lavoravano a casi di corruzione o che avevano criticato il governo hanno dovuto affrontare arresti e accuse di diffamazione politicamente motivate. A febbraio, le autorità hanno chiuso la stazione televisiva Equinoxe e due emittenti radiofoniche, Radio Equinoxe e Magic FM. Diversi giornalisti che si erano occupati delle proteste di febbraio sono stati aggrediti dalle forze di sicurezza. Il governo ha autorizzato alle emittenti a riprendere le trasmissioni a luglio, ma Magic FM non ha potuto farlo poiché la sua attrezzatura era stata sequestrata e palesemente distrutta.

*Il 27 febbraio, Eric Golf Kouatchou, un cameraman della stazione televisiva Canal 2 International, è stato arrestato mentre si apprestava a riprendere le proteste scoppiate a Bonanjo, nei pressi di Douala. Gli è stata sequestrata l'attrezzatura e assieme ad altri 36 giovani è stato detenuto e picchiato prima di essere rilasciato.

*Marie Noëlle Guichi e Jean-François Channon di Le Messager sono stati arrestati il 3 giugno dopo che si erano occupati di uno scandalo di cronaca collegato all'acquisto di un aereo presidenziale difettoso. Sebbene ai due giornalisti sia stata concessa la cauzione, se giudicati colpevoli avrebbero dovuto affrontare il carcere.

*Il 15 ottobre, la polizia di Yaoundé ha arrestato tre redattori di quotidiano che stavano programmando di pubblicare articoli che accusavano il direttore di un istituto scolastico di aver accettato tangenti. Secondo quanto riferito, Max Mbida di Le Tenor de l'Info è stato trattenuto per alcuni giorni. Armand Ondoua di Le Régional e Zacharie Flash Diemo di Le Zénith a fine anno si trovavano ancora detenuti.

Difensori dei diritti umani

Difensori dei diritti umani che avevano criticato il governo per la situazione dei diritti umani hanno subito vessazioni e minacce.

*Alhadji Mey Ali, presidente dell'associazione per i diritti umani OS-Civile nella provincia dell'Estremo-Nord, è stato arrestato il 20 febbraio e processato il giorno successivo. Egli è stato condannato a un anno di reclusione e al pagamento di un'ammenda pari a 1 milione di franchi CFA (all'incirca 2.000 dollari USA) dopo che l'Alta Corte lo aveva giudicato colpevole del reato penale di diffamazione.

*Madeleine Afite, di ACAT-Littoral (Actions des Chrétiens pour l'Abolition de la Torture, Azione cristiana per l'abolizione della tortura), ha ricevuto minacce di morte mentre la sua auto è stata danneggiata agli inizi di marzo dopo che aveva denunciato gli abusi avvenuti nel corso delle proteste di febbraio.

*Secondo quanto riferito, il 28 marzo, un funzionario della procura di Maroua ha telefonato e minacciato Abdoulaye Math, presidente del Movimento per la difesa dei diritti umani e delle libertà (MDDHL). Il 3 aprile, le guardie della prigione di Maroua gli hanno negato di incontrare i detenuti che la Corte d'Appello gli aveva chiesto di rappresentare in tribunale.

Libertà di riunione

Le forze di sicurezza sono ricorse ad azioni di violenza, arresti arbitrari e detenzioni illegali per impedire ad attivisti politici dell'opposizione di tenere riunioni.

*Mboua Massock ma Batalon è stato arrestato il 16 febbraio a Zoétélé, allo scopo di impedirgli di tenere un raduno pubblico per chiedere le dimissioni del presidente. Durante i tafferugli occorsi al raduno, i gendarmi e la polizia hanno arrestato diverse persone, tra cui il figlio di Mboua Massock, Camille Massock, stando alle fonti picchiandolo duramente. Gli arrestati sono stati rilasciati senza accusa nell'arco di qualche giorno.

*Paul Eric Kingué, sindaco della contea di Njombé-Penja, di Nkongsamba, provincia del Littoral, è stato arrestato il 29 febbraio e accusato di coinvolgimento nelle proteste e di incitamento alla rivolta. Egli ha sostenuto di essere stato arrestato per aver denunciato l'evasione fiscale da parte di agricoltori francesi ed esponenti di primo piano del governo.

Arresti e detenzioni arbitrarie

Oppositori politici del governo sono stati arbitrariamente arrestati e detenuti. Tra le persone prese di mira figurano membri del Fronte socialdemocratico (SDF), il principale partito di opposizione e il Consiglio nazionale dei camerunesi del sud (SCNC), un gruppo di sostenitori dell'indipendenza delle province anglofone.

*Almeno 20 membri dell'SCNC, tra cui Fidelis Chinkwo Ndeh, sono stati arrestati a Bamenda il 10 febbraio e almeno sette altri sono stati arrestati il giorno successivo. Alla fine dell'anno, all'incirca 40 membri dell'SCNC erano in attesa di processo per accuse che andavano dall'aver indossato magliette dell'SCNC all'incitamento alla secessione.

*Almeno 23 membri della principale fazione dell'SDF sono rimasti detenuti senza processo per oltre due anni e mezzo, accusati dell'uccisione di Grégoire Diboulé, membro di una fazione dissidente dell'SDF, avvenuta nel maggio 2006. A novembre, l'Alta Corte di Yaoundé ha disposto il rilascio di uno dei detenuti e la libertà provvisoria degli altri. Il leader dell'SDF, John Ni Fru Ndi, è stato anch'egli accusato dell'uccisione ma alla fine dell'anno non si trovava detenuto.

Processi iniqui

Più di 1.500 persone arrestate durante le proteste di febbraio sono state processate in modo insolitamente rapido, con poco se non inesistente tempo per prepararne la difesa. Molti degli imputati non hanno avuto assistenza legale, mentre ad altri non è stato dato il tempo di consultarsi con i loro avvocati. I processi sono risultati di natura sommaria. Centinaia di imputati sono stati condannati a pene variabili da tre mesi e due anni di carcere. Nonostante un'amnistia presidenziale nel mese di giugno, a centinaia rimanevano in carcere a fine anno, o perché avevano presentato appello o perché non potevano permettersi di pagare le ammende imposte dalla corte.

*Due musicisti e attivisti politici, Pierre Roger Lambo Sanjo (conosciuto anche come Lapiro de Mbanga) e Joe de Vinci Kameni (conosciuto anche come Joe La Conscience), sono stati arrestati rispettivamente a marzo e aprile, dopo essersi esibiti in canzoni in cui si criticava il presidente. Joe de Vinci Kameni è stato giudicato colpevole di istigazione di persone a manifestare e condannato a sei mesi di reclusione. Pierre Roger Lambo Sandjo è stato ritenuto colpevole di complicità nelle rivolte e condannato a tre anni di carcere e al pagamento di una pesante ammenda. Joe de Vinci Kameni era tra i 139 prigionieri rimessi in libertà in seguito all'amnistia del 16 giugno.

Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender

Il codice penale criminalizza le relazioni omosessuali. L'omofobia è endemica all'interno della società camerunese e i procedimenti giudiziari che contro uomini gay sono continuati su base regolare portando alla carcerazione degli stessi.

*A marzo due uomini sono stati giudicati colpevoli di rapporti omosessuali e condannati a sei mesi di reclusione e al pagamento di un'ammenda. Essi sono stati rilasciati perché avevano già scontato più di sei mesi di custodia cautelare. I detenuti erano stati sottoposti a umilianti visite anali.

*A maggio, la polizia di Lomié, provincia Orientale, ha arrestato due giovani donne perché sospettate di rapporti omosessuali. Mentre erano in custodia, stando alle fonti la polizia ha costretto le due donne a denunciarne altre quattro come loro "complici".

Condizioni carcerarie

Le carceri e altre strutture di detenzione sono risultate abitualmente sovraffollate e malsane. Spesso non sono state fornite cure mediche ed è mancato il cibo. Minorenni sono stati tenuti assieme agli adulti e, talvolta, uomini sono stati tenuti assieme a donne. Disordini e tentativi d'evasione sono stati frequenti. Le guardie carcerarie erano mal addestrate ed equipaggiate.

*Almeno 10 reclusi sono deceduti e altri 78 hanno riportato ferite in seguito a un incendio divampato nella prigione New Bell il 20 agosto. La prigione New Bell fu costruita negli anni Trenta per una popolazione carceraria di 700 reclusi ma ne conteneva all'incirca 4.000.

Pena di morte

I tribunali hanno continuato a comminare la pena capitale, sebbene no siano state riportate esecuzioni dal 1997. Il 20 maggio un decreto presidenziale ha commutato in ergastolo un numero imprecisato di sentenze di morte.

A dicembre il Camerun si è astenuto alla votazione di una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

Missioni di Amnesty International

Le autorità non hanno autorizzato ad Amnesty International l'ingresso nel Paese.