Capo di Stato: regina Elisabetta II, rappresentata dalla governatrice generale Michaëlle Jean
Capo del governo: Stephen Harper
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 33,2 milioni
Speranza di vita: 80,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/6 ‰
Le popolazioni indigene impegnate nella difesa dei loro diritti sulla terra hanno continuato a incontrare seri ostacoli. I risultati di un'inchiesta sul ruolo di funzionari canadesi nella detenzione e tortura di detenuti all'estero hanno rivelato che essi avevano contribuito alla violazione dei diritti umani.
Non sono cessate le preoccupazioni per l'incapacità di assicurare una soluzione rapida e imparziale delle dispute relative ai diritti sulla terra e le risorse. Ad agosto il Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione razziale ha espresso preoccupazione per i progetti di costruzione di un gasdotto attraverso territori dell'Alberta sui quali i lubicon cree continuano a rivendicare diritti. La Utilities Commission dell'Alberta ha rifiutato di tener conto di tali preoccupazioni quando ha approvato il progetto a ottobre.
A settembre la Commissione canadese per i diritti umani ha ordinato un'inchiesta su una denuncia relativa alla disparità nei finanziamenti stanziati a favore delle organizzazioni per la protezione dei bambini indigeni.
Il governo ha continuato ad asserire che la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni non trovava applicazione in Canada poiché questo aveva votato contro la sua adozione.
In Ontario si è registrato un lento progresso nell'attuazione delle raccomandazioni contenute nel rapporto del 2007 dell'Inchiesta Ipperwash sulle circostanze dell'uccisione da parte della polizia di Dudley George nel 1995, un uomo indigeno disarmato coinvolto in una protesta nel contesto dei diritti sulla terra.
La polizia provinciale dell'Ontario è ricorsa a un uso eccessivo della forza durante le proteste per il riconoscimento dei diritti sulla terra vicino e nel Tyendinaga Mohawk Territory nel 2007 e 2008.
A ottobre il Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne ha sollecitato il Canada ad «adottare le misure necessarie per porre rimedio alle inadeguatezze nel sistema» con riferimento alle donne indigene uccise o scomparse. Il Comitato ha anche chiesto che fossero eliminati i tagli agli stanziamenti per le attività di sostegno delle donne di organizzazioni femminili e l'istituzione di un meccanismo di supervisione per le donne detenute.
A febbraio il governo ha apportato modifiche al sistema dei "certificati di sicurezza" di immigrazione a seguito della decisione della Corte Suprema del Canada del 2007, ma il sistema non ha cessato di essere iniquo. Cinque uomini sottoposti a tali provvedimenti sono stati rilasciati mentre erano in corso i procedimenti giudiziari, qualcuno sulla base di condizioni per il rilascio su cauzione molto restrittive. Un uomo, Hassan Almrei, si trovava detenuto dall'ottobre 2001.
A marzo, la Corte federale ha respinto un'azione di opposizione alla prassi del trasferimento di detenuti sul campo di battaglia in Afghanistan sotto custodia afghana ove erano esposti a grave rischio di tortura. A dicembre la decisione è stata confermata dalla Corte d'appello federale.
A ottobre è stato pubblicato il resoconto di un'inchiesta sul ruolo svolto da funzionari canadesi nei casi di Abdullah Almalki, Ahmed El-Maati e Muayyed Nureddin, tutti cittadini canadesi, che erano stati detenuti e torturati all'estero. Il rapporto ha individuato numerosi aspetti per cui le azioni dei funzionari canadesi avevano contribuito alla violazione dei loro diritti.
Il governo ha continuato a rifiutarsi di intervenire presso le autorità statunitensi in relazione al caso di Omar Khadr, cittadino canadese, arrestato in Afghanistan quando aveva 15 anni e trattenuto da oltre sei anni a Guantánamo Bay.
A giugno la Corte d'appello federale ha annullato, per motivazioni procedurali, una decisione della Corte federale del 2007 che stabiliva che il Safe Third Country refugee agreement tra Canada e Stati Uniti violava la Carta dei diritti e il diritto internazionale.
È stata avviata un'inchiesta pubblica a livello provinciale sulla morte di un cittadino polacco, Robert Dziekanski, avvenuta nell'ottobre 2007 all'aeroporto internazionale di Vancouver dopo che era stato colpito con il taser da agenti della Royal Canadian Mounted Police (RCMP). L'Ufficio del Commissario per i reclami pubblici nei confronti della polizia federale RCMP ha emanato un rapporto sollecitando restrizioni nell'impiego dei taser. Durante l'anno quattro persone sono morte dopo essere state colpite dalle scariche di un taser dalla polizia.
A settembre la Corte federale ha preso in esame una richiesta presentata dal cittadino canadese Ronald Smith che nel 1983 fu condannato a morte negli Stati Uniti, nello Stato del Montana. Ronald Smith contestava la nuova politica del governo canadese di non chiedere clemenza per i cittadini canadesi condannati a morte in Paesi considerati democratici e che aderiscono ai principi dello Stato di diritto. A fine anno la Corte non si era ancora pronunciata in merito.
Canada: Amnesty International Submission to the UN Universal Periodic Review: Fourth session of the UPR Working Group of the Human Rights Council, February 2009 (AMR 20/004/2008)
Land and a way of life under threat - The Lubicon Cree of Canada (AMR 20/006/2008)
Canada: Unequal Rights: Ongoing concerns about Discrimination against Women in Canada (AMR 20/008/2008)