Capo di Stato e di governo: Michelle Bachelet
Pena di morte: abolizionista per i reati ordinari
Popolazione: 16,8 milioni
Speranza di vita: 78,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 10/8‰
Alfabetizzazione adulti: 95,7 %
Sono stati registrati alcuni progressi nell'assicurare alla giustizia i perpetratori di violazioni dei diritti umani. Le popolazioni indigene e persone impegnate nella difesa dei loro diritti hanno continuato a subire violazioni dei diritti umani. Le proteste sociali sono state sempre più criminalizzate e le forze di polizia sono state in alcune circostanze accusate di uso eccessivo della forza contro i dimostranti.
Durante l'intero anno si sono avute manifestazioni, a volte violente, su questioni come l'istruzione, i diritti dei popoli indigeni e l'aumento del costo della vita.
Un progetto di legge per allineare la legislazione interna ai principi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale è stato presentato al Parlamento alla fine dell'anno.
Ad agosto il Relatore Speciale sui diritti delle persone private della libertà della Commissione interamericana dei diritti umani ha visitato le prigioni cilene. Il Relatore ha constatato la presenza di alcune prassi positive, ma ha condannato l'uso eccessivo della forza a scopo punitivo, un livello senza precedenti di sovraffollamento nelle prigioni statali e un'inadeguata fornitura di servizi di base nei centri di detenzione minorile.
Il 15 settembre, il Cile ha ratificato la Convenzione 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro sui popoli indigeni e tribali, dopo aver ritirato una controversa dichiarazione interpretativa.
Le tensioni tra le popolazioni indigene, soprattutto i mapuche, e le autorità sono rimaste alte. L'espansione delle industrie estrattive e del legno è continuata e la risposta alle rivendicazioni relative alla terra da parte degli indigeni è stata lenta. Sono continuate le denunce di violazioni dei diritti umani. Ad aprile il governo ha lanciato un piano per i diritti dei popoli indigeni.
*Il 3 gennaio, Matías Valentín Catrileo Quezada, uno studente mapuche di 23 anni, è morto dopo essere stato colpito da spari esplosi durante una protesta per i diritti alla terra nel comune di Vilcún, regione dell'Araucanía. Dopo iniziali incoerenze tra l'autopsia e le indagini medico-legali, è stato confermato che egli era stato colpito alle spalle. Un membro della Forza speciale di polizia (Fuerzas especiales de carabineros) è stato accusato di aver sparato e a fine anno era in libertà condizionata, in attesa di processo per l'accusa «violenza non necessaria, che ha causato la morte».
A novembre, a Temuco, un pubblico ministero regionale ha incriminato tre studenti collegati alla causa mapuche, uno dei quali aveva 16 anni, ai sensi della legge anti-terrorismo, risalente al governo militare di Augusto Pinochet. L'accusa si riferiva al loro presunto coinvolgimento in un attacco contro la polizia con una bomba Molotov (ordigno incendiario di fabbricazione artigianale). Il governo aveva ripetutamente assicurato che non avrebbe sostenuto l'applicazione della legge anti-terrorismo in casi riguardanti proteste indigene.
Secondo cifre ufficiali, 1.125 casi di violazioni dei diritti umani, commesse durante il governo militare di Augusto Pinochet (1973-1990), erano ancora aperti e altri 3.195 erano stati oggetto di investigazione. A fine anno, 245 membri delle forze di sicurezza erano stati dichiarati colpevoli in relazione a 115 casi.
In diversi casi di alto profilo vi sono stati importanti verdetti e sviluppi.
*A marzo, 24 alti ufficiali della polizia militare in congedo sono stati dichiarati colpevoli del rapimento, tortura, e uccisone di 31 persone a Osorno, tra l'ottobre e novembre 1973. Le sentenze andavano da quattro anni di carcere all'ergastolo.
*A giugno, Manuel Contreras, ex capo della Dirección de inteligencia nacional (DINA), è stato dichiarato colpevole dell'attentato con un'autobomba che costò la vita all'ex comandante in capo dell'esercito Carlos Prats González e di sua moglie, avvenuto in Argentina nel 1974. Il giudice ha aggiunto due ergastoli più 20 anni alla condanna che Manuel Contreras stava già scontando in carcere. Altri sette ex agenti della DINA e due civili hanno ricevuto condanne a oltre 20 anni di carcere.
*A ottobre, il generale in congedo Arellano Stark è stato condannato a sei anni di carcere per il ruolo avuto nell'uccisione di quattro prigionieri politici nel 1973, come capo della "Carovana della morte". Altri quattro ufficiali hanno ricevuto condanne tra i quattro e i sei anni di carcere. Si tratta del primo verdetto di colpevolezza emesso in relazione all'uccisione di 72 persone per mano della "Carovana della morte" nel nord del Cile. A novembre si è avuta conferma che Arellano Stark non sarebbe stato incarcerato per motivi di salute.
*Diciannove ufficiali della Marina, alcuni ancora in servizio attivo, sono stati accusati del rapimento del sacerdote Miguel Woodward. A tutti è stata concessa la libertà provvisoria su cauzione. Le inchieste hanno confermato che Miguel Woodward morì nel 1973 sotto tortura e che era stato detenuto a bordo della nave della Marina Esmeralda, che è rimasta in servizio come parte della flotta militare. La giudice che presiedeva il caso è stata minacciata e i testimoni intimiditi quando sono entrati in tribunale.
*A luglio, l'ex procuratore militare di Temuco, Alfonso Podlech, è stato arrestato in Spagna. Un mandato di arresto internazionale era stato emesso in relazione al ruolo che egli ebbe, nel 1973, nella sparizione di quattro cittadini italo-cileni, tra cui il sacerdote Omar Venturelli. Alfonso Podlech è stato in seguito estradato in Italia dove a fine anno si trovava in custodia cautelare.
Poliziotti sono stati accusati di aver maltrattato i detenuti e di uso eccessivo della forza contro dimostranti.
*Il 21 maggio, durante una protesta a Valparaíso, un carabinero a cavallo ha colpito al volto con un bastone di metallo un fotografo, Victor Salas. Come conseguenza del colpo, Victor Salas ha sofferto di una grave riduzione di vista per un lungo periodo. Un'inchiesta interna non è riuscita a identificare il responsabile e anche le inchieste successive si sono rivelate inconcludenti.
A novembre, la segretaria generale di Amnesty International ha visitato il Cile e ha incontrato la presidente Bachelet e altri alti esponenti del governo.
Memorandum to the Chilean Government (AMR 22/009/2008)
Chile: Submission to the UN Universal Periodic Review: Fifth session of the UPR Working Group of the Human Rights Council, May 2009 (AMR 22/010/2008)