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Corea del Nord

Repubblica Democratica Popolare di Corea

Capo di Stato: Kim Jong-il
Capo del governo: Kim Yong-il
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 23,9 milioni
Speranza di vita: 66,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 62/62‰

  1. Contesto
  2. Diritto al cibo
  3. Migranti, rifugiati e richiedenti asilo
  4. Condizioni carcerarie
  5. Pena di morte
  6. Sparizioni forzate
  7. Libertà di espressione
  8. Vaglio internazionale

Milioni di persone hanno dovuto affrontare la più grave carestia alimentare dalla fine degli anni Novanta. A migliaia hanno attraverstao il confine con la Cina, principalmente alla ricerca di cibo e per motivi economici. Coloro che venivano arrestati e rimpatriati forzatamente sono stati sottoposti a lavoro forzato, tortura e alti maltrattamenti nei campi di prigionia. Sono persistite altre diffuse e sistematiche violazioni dei diritti umani come il ricorso a detenzioni ed esecuzioni politicamente motivate, e gravi restrizioni alle libertà di espressione e di movimento. Gli organismi di monitoraggio indipendenti sui diritti umani hanno continuato a veder loro negato l'accesso al Paese.

Contesto

A giugno la Corea del Nord ha presentato un elenco delle sue attività nucleari al ministero degli Affari Esteri cinese, quale parte del processo di denuclearizzazione della penisola coreana. A ottobre, il governo degli Stati Uniti ha tolto la Corea del Nord dall'elenco dei Paesi che promuovono il terrorismo dopo che questa aveva concordato di consentire il pieno accesso alle proprie strutture nucleari.

A novembre, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione in cui si esprime gravissima preoccupazione riguardo alle violazioni dei diritti umani in Corea del Nord.

Diritto al cibo

Secondo il World Food Programme (WFP), milioni di persone hanno sofferto la fame come mai prima d'ora nel corso del decennio, con donne, bambini e anziani maggiormente vulnerabili a questa situazione. La produzione alimentare è scesa bruscamente e le importazioni di derrate sono diminuite. Secondo quanto riferito, le telefonate a lunga distanza sono state bloccate per impedire la diffusione di notizie relative alla carestia.

A giugno, uno studio del WFP e della FAO (Food and Agriculture Organization) riguardante 53 contee di otto province ha indicato che almeno tre quarti delle famiglie nordcoreane avevano ridotto il proprio regime alimentare. La maggioranza delle famiglie aveva smesso di cibarsi di alimenti ricchi di proteine e viveva di cereali e vegetali. Molte persone sono state costrette a ricercare piante e alimenti spontanei che hanno scarso potere nutritivo e causano problemi digestivi. Secondo il WFP e la FAO, una delle principali cause di malnutrizione tra i bambini al di sotto dei cinque anni di età era la diarrea causata dall'aumentato consumo di erbe e piante spontanee.

Nonostante la carestia alimentare abbia raggiunto livelli critici, il governo non ha provveduto ad assicurare i livelli minimi essenziali di cibo. A causa delle relazioni tese tra i due Paesi, la Corea del Nord non ha richiesto l'assistenza della Corea del Sud, uno dei principali donatori di riso e fertilizzante degli ultimi anni.

Migranti, rifugiati e richiedenti asilo

Migliaia di persone hanno attraversato il confine con la Cina, principalmente alla ricerca di cibo e di opportunità economiche ma anche a causa dell'oppressione politica. Alcuni si sono fermati per brevi periodi per raccogliere cibo e altri beni essenziali prima di far ritorno a casa. Altri, per lo più donne, si sono fermate per periodi maggiori e spesso hanno contratto matrimoni con agricoltori cinesi. Alcuni mediatori hanno approfittato della loro vulnerabilità per trafficarle in matrimoni forzati. La maggior parte dei nordcoreani in Cina hanno vissuto nel timore di arresti e di rimpatri forzati. Pressoché la totalità dei rimpatriati forzatamente in Corea del Nord si sono trovati a scontare anche tre anni in campi di prigionia dove sono stati sottoposti a lavoro forzato, tortura e altri maltrattamenti.

Centinaia di nordcoreani si sono spostati attraverso la Cina in Thailandia dove sono riusciti a reinsediarsi in un Paese terzo. La maggioranza di essi sono giunti in Corea del Sud dove hanno ottenuto la cittadinanza ma un numero significativo di essi hanno invece incontrato difficoltà ad adattarsi alla vita della Corea del Sud e, secondo quanto riportato, alcuni hanno sofferto di sindrome da stress post traumatico. Un numero crescente è migrato in altri Paesi, specialmente in Europa.

*Il 2 dicembre, le autorità di Mynamar hanno arrestato 19 nordcoreani, tra cui un bambino di sette anni, per ingresso illegale mentre tentavano di attraversare il confine con la Thailandia. Si è temuto che il governo di Myanmar potesse rispedirli in Corea del Nord.

Condizioni carcerarie

I prigionieri dei campi e dei centri di detenzione sono stati costretti a prestare lavori fisicamente estenuanti come tagliare legna in montagna ed estrarre pietre, spesso per 10 o più ore al giorno, senza alcun giorno di riposo. Le guardie hanno picchiato i prigionieri sospettati di mentire, di non lavorare abbastanza in fretta o per aver dimenticato le parole dei canti patriottici. Tra le forme di punizione si citano esercizi fisici forzati, rimanere seduti senza muoversi per periodi prolungati e umilianti critiche in pubblico.

Prigionieri si sono ammalati o sono deceduti in custodia, o poco dopo il rilascio, a causa dell'azione combinata di duri lavori forzati, cibo inadeguato, percosse, mancanza di cure mediche e condizioni di vita antigieniche.

Pena di morte

Il governo ha continuato a mettere a morte persone per impiccagione o fucilazione. È stato segnalato che le autorità avevano portato a termine esecuzioni come forma deterrente contro i reati politi e finanziari. A febbraio, le autorità della Corea del Nord hanno messo a morte 15 persone in pubblico per aver attraversato illegalmente il confine con la Cina, secondo quanto riportato, come ammonimento verso altri.

A dicembre, la Corea del Nord ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

Sparizioni forzate

È proseguita la diffusa politica della Corea del Nord di porre in atto sparizioni forzate inaugurata dalla Guerra di Corea (1950-1953). Familiari nordcoreani di presunti dissidenti sono scomparsi in base al principio della «colpa per associazione».
 

Le autorità hanno continuato a rifiutarsi di ammettere il ricorso alle sparizioni forzate. Tuttavia, nel mese di agosto, funzionari nordcoreani hanno acconsentito di riaprire le indagini per far luce sulla sorte di diversi cittadini giapponesi che risultavano scomparsi dagli anni Settanta.

Libertà di espressione

Il governo ha posto un rigido controllo sui media e ha limitato severamente la pratica religiosa. Sono giunte segnalazioni secondo cui le autorità locali avevano arrestato persone per aver guardato video sudcoreani o per possesso di telefoni cellulari non autorizzati.

Vaglio internazionale

Il governo ha continuato a negare l'accesso agli organismi di monitoraggio indipendenti sui diritti umani. a dicembre, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha espresso grave preoccupazione per il rifiuto opposto dalla Corea del Nord a riconoscere il mandato del Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Corea del Nord.