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Cuba

Repubblica di Cuba

Capo di Stato e di governo: Raúl Castro Ruz
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 11,3 milioni
Speranza di vita:77,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 7/6‰
Alfabetizzazione adulti: 99,8%

  1. Contesto
  2. Effetti dell'embargo statunitense
  3. Libertà di espressione e associazione
  4. Prigionieri di coscienza
  5. Sistema giudiziario
  6. Pena di morte
  7. Rapporti di Amnesty International

Sono continuate le severe restrizioni alle libertà di espressione, di associazione e di riunione. Giornalisti e dissidenti politici sono stati oggetto di vessazioni e maltrattamenti da parte di agenti di sicurezza. Quattro prigionieri di coscienza sono stati rilasciati agli inizia dell'anno; 58 sono rimasti in prigione. I cubani hanno continuato a risentire degli effetti negativi dell'embargo statunitense, in particolare in relazione al diritto al cibo.

Contesto

A febbraio il parlamento ha nominato Raúl Castro presidente del Consiglio di Stato, rendendolo così capo di Stato e di governo. Cuba ha firmato il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali; non è stata fissata una data per la ratifica.

Cuba e l'UE hanno ufficialmente riallacciato legami, cinque anni dopo che quest'ultima aveva imposto sanzioni in seguito all'arresto di 75 prigionieri di coscienza nel marzo 2003. L'UE ha revocato le sanzioni diplomatiche e ha iniziato con le autorità un dialogo su vari temi, fra cui i diritti umani.

Nella prima metà dell'anno il governo ha iniziato a introdurre riforme economiche nel settore agricolo. Tuttavia, la devastazione procurata da diversi uragani ha ostacolato queste iniziative. Secondo fonti ufficiali, decine di migliaia di persone sono rimaste senzatetto a causa degli uragani, mentre le perdite per la produzione agricola hanno quasi raggiunto il miliardo di dollari USA. Per la prima volta i cubani hanno ricevuto il permesso di comprare computer e telefoni cellulari per uso personale, ma sono rimaste le restrizioni sull'accesso a Internet. A ottobre, per il diciassettesimo anno consecutivo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione, sostenuta da 185 nazioni, che chiedeva agli Stati Uniti d'America (USA) di porre fine all'embargo nei confronti di Cuba.

Effetti dell'embargo statunitense

L'embargo statunitense e le misure a esso collegate hanno continuato ad avere un effetto negativo sul pieno godimento dei diritti umani. La libertà di movimento e la possibilità di ricongiungimenti familiari fra Cuba e gli USA sono rimaste gravemente ridotte. L'applicazione extraterritoriale delle leggi statunitensi ha limitato la capacità del governo cubano di acquisire, fra le altre cose, cibo, forniture mediche e materiali da costruzione dai partner commerciali di Cuba. Tuttavia, Cuba ha ottenuto il permesso di acquistare dagli USA beni alimentari di prima necessità per un valore superiore ai 530 milioni di dollari USA, previo pagamento anticipato in denaro contante.

Libertà di espressione e associazione

La libertà di espressione è rimasta limitata, con tutti i principali mezzi di comunicazione di massa sotto fermo controllo da parte dello Stato. Giornalisti che lavoravano per agenzie di stampa alternative o indipendenti hanno continuato a subire vessazioni e intimidazioni, sotto forma di brevi periodi di detenzione amministrativa o controlli da parte di agenti delle forze di sicurezza. Gruppi politici di opposizione e molte associazioni professionali e della società civile hanno continuato a veder loro negato un riconoscimento legale. A dicembre, più di 30 persone sono state brevemente trattenute dalle autorità cubane, fatto che ha loro impedito di celebrare la Giornata internazionale dei diritti umani all'Avana.

*Il giornalista Carlos Serpa Maceira, dell'agenzia di stampa Sindical Press, è stato arrestato nella sua casa dell'Avana nel mese di giugno. Egli è stato accusato di coinvolgimento in «atti provocatori e mercenari per conto della Sezione interessi degli Stati Uniti a Cuba». Agenti hanno ordinato a Carlos Serpa Maceira di porre fine alla sua attività di giornalista, altrimenti sarebbe stato mandato con la forza nella sua città natale. È stato in seguito rilasciato.

*A luglio le autorità hanno impedito a decine di dissidenti di partecipare a diversi eventi all'Avana, fra cui l'incontro della società civile denominato "Agenda per la transizione" e un evento organizzato dalla Sezione interessi degli Stati Uniti all'Avana per celebrare la giornata dell'indipendenza degli Stati Uniti. Ad alcuni di loro è stato impedito di dirigersi verso la capitale, ad altri, che già abitavano all'Avana, è stato impedito di lasciare le loro case, mentre circa altri 30 sono stati fermati dalla polizia e rilasciati dopo alcune ore o il giorno successivo.

Prigionieri di coscienza

Al termine dell'anno, 58 prigionieri di coscienza continuavano a essere trattenuti unicamente per aver espresso le proprie opinioni politiche. A febbraio quattro prigionieri di coscienza sono stati rilasciati per motivi di salute, ma è stato loro imposto di lasciare il Paese. Sono giunte segnalazioni di intimidazioni e maltrattamenti contro prigionieri di coscienza e prigionieri politici da parte di altri prigionieri e guardie carcerarie.

Sistema giudiziario

Il sistema giudiziario ha continuato a essere usato come arma per intimidire i dissidenti politici, soprattutto tramite l'imputazione di «pericolosità». Giornalisti, dissidenti e critici del governo spesso sono stati trattenuti per periodi di 24-48 ore e poi rilasciati senza che venissero formulate imputazioni a loro carico.

*Ad agosto Gorki Águila, musicista della band Porno Para Ricardo, è stato arrestato e incriminato con l'accusa di «pericolosità» all'Avana in quanto i suoi testi esprimevano critiche nei confronti del governo. Il 29 agosto la corte ha archiviato l'accusa di «pericolosità», ma lo ha condannato al pagamento di un'ammenda per l'accusa minore di «disobbedienza civile».

Pena di morte

Ad aprile il presidente Raúl Castro ha annunciato che quasi tutte le condanne a morte sarebbero state commutate in ergastolo. Non ci sono state nuove esecuzioni nell'arco dell'anno.

A dicembre Cuba si è astenuta per la seconda volta durante la votazione di una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

Rapporti di Amnesty International

Cuba: Submission to the UN Universal Periodic Review: Fourth session of the UPR Working Group of the Human Rights Council, February 2009 (AMR 25/002/2008)

Cuba: Five years too many, new government must release jailed dissidents, 18 marzo 2008