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Danimarca

Regno di Danimarca

Capo di Stato: regina Margherita II
Capo di governo: Anders Fogh Rasmussen
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 5,5 milioni
Speranza di vita: 77,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/6‰

  1. Tortura e altri maltrattamenti - espulsioni con rassicurazioni
  2. Polizia e forze di sicurezza
  3. Rifugiati e richiedenti asilo
  4. Violenza contro donne e ragazze
  5. Rapporto di Amnesty International

Il governo ha reso noto che avrebbe accettato le rassicurazioni diplomatiche in caso di espulsione di persone verso Paesi in cui rischierebbero violazioni dei diritti umani. Il sistema di indagine dei reclami contro la polizia non ha assicurato una soluzione per i casi di maltrattamento. Legislazione e pratiche discriminatorie non hanno tutelato le vittime di stupro.

Tortura e altri maltrattamenti - espulsioni con rassicurazioni

Nel mese di aprile il ministro per i Rifugiati, gli Immigrati e l'Integrazione ha commissionato a un gruppo di lavoro lo studio dei metodi per espellere gli stranieri ritenuti una minaccia per la sicurezza nazionale. Il gruppo di lavoro doveva anche considerare se la Danimarca dovesse cercare e accettare "rassicurazioni diplomatiche" in caso di deportazione verso Paesi in cui gli espulsi fossero a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani, comprese la tortura e altre forme di maltrattamento.

Il gruppo di lavoro è stato creato dopo il caso di K.S. e S.C., due cittadini tunisini residenti in Danimarca, arrestati nel mese di febbraio insieme a un cittadino danese. I tre uomini erano sospettati di aver aderito a una presunta cospirazione per uccidere uno dei disegnatori delle discusse vignette sul Profeta Maometto apparse su un quotidiano nazionale nel settembre 2005. Il cittadino danese è stato rilasciato poco dopo l'arresto, mentre nei confronti dei due cittadini tunisini le autorità hanno proceduto alla revoca del permesso di soggiorno e all'emissione di un ordine di espulsione poiché ritenuti una minaccia per la sicurezza nazionale. In attesa dell'espulsione vera e propria, i due uomini sono rimasti agli arresti. Nel mese di agosto K.S. avrebbe volontariamente lasciato la Danimarca per una località sconosciuta.

A ottobre, il Consiglio di appello per i rifugiati ha stabilito che, se rimandato in Tunisia, S.C. avrebbe effettivamente rischiato di essere torturato e maltrattato e che, pertanto, l'espulsione non poteva essere portata a termine. A seguito di tale decisione è stato rilasciato. Il governo ha reso noto che, nel caso in cui il gruppo di lavoro lo avesse raccomandato, avrebbe proseguito nel tentativo di espulsione, anche cercando rassicurazioni dalle autorità tunisine in merito al trattamento al suo ritorno in patria.

Polizia e forze di sicurezza

Il sistema per i reclami contro la condotta della polizia non è stato in grado di assicurare un effettivo risarcimento nei casi di maltrattamento. Il numero di denunce confermate dai pubblici ministeri regionali è stato molto basso - tra 5 e 8 ogni 1.000 - e ancora più basso è stato quello dei procedimenti penali istruiti contro agenti di polizia.

Nel 2006 il ministro della Giustizia aveva incaricato un comitato di esaminare l'attuale sistema per i reclami e suggerire possibili riforme. La pubblicazione del rapporto del comitato era attesa per fine anno.

Rifugiati e richiedenti asilo

Nuove norme entrate in vigore dal mese di novembre hanno imposto ulteriori restrizioni allo status di "residenza tollerata" concesso ai cittadini stranieri contro cui è stato emesso un ordine di espulsione che non può essere condotto a termine. Tra essi vi sono coloro per i quali il Consiglio di appello per i rifugiati ha stabilito essere non sicuro il ritorno nel Paese di origine. A novembre le persone con status di "residenza tollerata" erano probabilmente 18, compreso il cittadino tunisino S.C. Le nuove norme impongono a tali persone di vivere in specifici centri per richiedenti asilo e di presentarsi quotidianamente alla polizia, salvo in casi eccezionali. Le norme hanno anche aumentato a un anno il periodo massimo di detenzione per chi non rispetta tali requisiti.

Almeno 11 cittadini iracheni sono stati espulsi forzatamente in Iraq, contrariamente a quanto raccomandato dall'UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Alcuni richiedenti asilo vittime di tortura o altri maltrattamenti non hanno ricevuto adeguata assistenza sanitaria in Danimarca.

Violenza contro donne e ragazze

Per le donne vittime di stupro non si sono avuti né tutele né forme di risarcimento. Degli stupri denunciati alla polizia, solo in un caso su cinque vi è stata condanna per i responsabili. La mancanza di prove ha impedito al 60% dei casi denunciati di approdare in tribunale.

La legge prevede una possibile riduzione di pena se la vittima e il responsabile dello stupro in seguito si sposano o convivono. Rapporti sessuali non consensuali con una vittima in stato vulnerabile, ad esempio a causa di malattia o sotto effetto di sostanze, non vengono ritenuti stupro a meno che il perpetratore non sia riconosciuto direttamente responsabile delle condizioni della vittima.

Rapporto di Amnesty International

Police accountability mechanisms in Denmark (EUR 18/001/2008)