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Etiopia

Repubblica federale democratica d'Etiopia

Capo di Stato: Girma Wolde-Giorgis
Capo del governo: Meles Zenawi
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 85,2 milioni
Speranza di vita: 51,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 151/136‰
Alfabetizzazione adulti: 35,9%

  1. Contesto
  2. Prigionieri di coscienza e altri prigionieri politici
  3. Rilasci di prigionieri
  4. Libertà di espressione
  5. Difensori dei diritti umani
  6. Truppe etiopi in Somalia
  7. Conflitto armato interno
  8. Tortura e altri maltrattamenti
  9. Pena di morte
  10. Rapporti di Amnesty International

Nella regione di Somali (nota come Ogaden) si sono protratte le restrizioni agli aiuti umanitari. Il governo ha impegnato risorse in sporadici scontri armati contro il Fronte di liberazione nazionale dell'Ogaden (ONLF) ed entrambe le parti hanno perpetrato violazioni dei diritti umani contro i civili. Le truppe etiopi impegnate a combattere contro gli insorti in Somalia a sostegno del Governo federale di transizione (TFG) hanno commesso violazioni dei diritti umani e, stando alle accuse, si sono macchiate di crimini di guerra. Verso fine anno, le forze di sicurezza hanno arrestato membri dell'etnia oromo ad Addis Abeba e nella regione dell'Oromia. Giornalisti indipendenti hanno continuo a essere oggetto di vessazioni e arresti. Si ritiene che alcuni prigionieri politici detenuti siano rimasti in detenzione e la leader del partito di opposizione Birtukan Mideksa, la quale era stata graziata nel 2007, è stata riarrestata. Per il 2009 era attesa l'approvazione di una bozza legislativa che limita le attività delle organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani sia etiopi che internazionali.

L'Etiopia è rimasta tra i Paesi più poveri al mondo, con circa 6,4 milioni di persone in grave situazione di insicurezza alimentare, compresi gli 1,9 milioni nella regione di Somali.

Contesto

La Commissione sul confine Eritrea-Etiopia ha completato il suo mandato a ottobre, malgrado l'inadempienza da parte dell'Etiopia nell'applicazione della sua decisione, e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ritirato la Missione delle Nazioni Unite in Etiopia ed Eritrea (UNMEE) in conseguenza dell'ostruzionismo eritreo nei riguardi delle sue operazioni lungo il confine tra Eritrea ed Etiopia.

Migliaia di truppe etiopi sono rimaste in Somalia per gran parte dell'anno al fine di sostenere il TFG nel conflitto armato contro gli insorti. Le accuse di violazioni dei diritti umani da parte delle truppe etiopi si sono succedute durante tutto l'anno. Le fazioni di insorti hanno affermato di stare combattendo per costringere l'Etiopia al ritiro dalla Somalia. Un piano articolato per il ritiro etiope è stato inserito in un accordo di pace firmato dall'Alleanza per la riliberazione della Somalia di Djibouti e rappresentanti del TFG alla fine di ottobre. Le forze etiopi hanno iniziato il loro ritiro verso la fine dell'anno, alla scadenza del quale non avevano tuttavia lasciato interamente la Somalia.

Il governo ha fatto fronte a sporadici scontri armati nelle regioni dell'Oromia e di Somali, che hanno visto anche il coinvolgimento di membri dell'ONLF nelle violazioni dei diritti umani contro i civili. I partiti di opposizione etiopi in esilio sono rimasti attivi in Eritrea e in altri Paesi dell'Africa e dell'Europa.

Le divisioni hanno spaccato il partito di opposizione Coalizione per l'unità e la democrazia (CUD), fatto che ha determinato il sorgere di nuovi partiti di opposizione, tra cui quello dell'Unità per la democrazia e partito della giustizia (UDJP), guidato dalla ex giudice Birtukan Mideksa. Quest'ultima figura tra gli oltre 70 leader della CUD, giornalisti e attivisti della società civile condannati, indi graziati e rilasciati nel 2007.

Attentati suicidi hanno colpito obiettivi mercantili etiopi ad Hargeisa, Somaliland, il 29 ottobre, uccidendo diversi civili etiopi e somali.

Prigionieri di coscienza e altri prigionieri politici

Alcuni prigionieri politici, detenuti in anni precedenti nel contesto dei conflitti armati interni o a seguito delle contestate elezioni del 2005, sono rimasti detenuti.

*Bekele Jirata, segretario generale del partito Movimento federalista democratico Oromo, Asefa Tefera Dibaba, docente presso l'Università di Addis Abeba e decine di altre persone di etnia oromo sono stati arrestati ad Addis Abeba e in località della regione dell'Oromia a partire dal 30 ottobre in poi. Alcuni degli arrestati sono stati accusati di fornire sostegno economico al Fronte di liberazione Oromo (OLF).

*Il sultano Fowsi Mohamed Ali, un mediatore indipendente, il quale era stato arrestato a Jijiga nell'agosto 2007, stando alle fonti, per impedirgli di fornire prove a una missione di ricerca delle Nazioni Unite, è rimasto in stato di detenzione. Processato per il suo presunto coinvolgimento in due attacchi tramite bombe a mano nel 2007, è sttao condannato a 22 anni di carcere nel maggio 2008.

*Il 15 gennaio, Birtukan Mideksa, Gizachew Shiferaw e Alemayehu Yeneneh, già alti esponenti della CUD, sono stati brevemente detenuti dalla polizia dopo che avevano tenuto riunioni di partito nel sud dell'Etiopia. Birtukan Mideksa è stata nuovamente arrestata il 28 dicembre dopo che aveva rilasciato una dichiarazione pubblica riguardante i negoziati che avevano portato alla sua grazia nel 2007. Questa le è stata revocata mentre le è stata ripristinata la condanna all'ergastolo.

Rilasci di prigionieri

Molti prigionieri rilasciati hanno subito vessazioni e intimidazioni, ed alcuni hanno scelto di lasciare il Paese.

*I difensori dei diritti umani e avvocati Daniel Bekele e Netsanet Demissie sono stati rilasciati il 28 marzo. Si trovavano detenuti dal novembre 2005 assieme a centinaia di parlamentari dell'opposizione, membri della CUD e giornalisti. A differenza dei loro coimputati che furono graziati e rilasciati nel 2007, Daniel Bekele e Netsanet Demissie erano rimasti in stato di fermo, essendosi rifiutati di firmare un documento negoziato da anziani locali. Essi avevano preparato la difesa e furono giudicati colpevoli dall'Alta corte federale di istigazione a delinquere (malgrado il parere contrario del giudice che presiedeva) e condannati a 30 mesi di reclusione. Dopo che era divenuto evidente che non sarebbero stati rilasciati, neppure in caso di appello, essi hanno scelto di firmare il documento di negoziazione e sono stati conseguentemente graziati e rilasciati dopo aver scontato 29 mesi della sentenza di condanna.

*Le accuse di cospirazione finalizzata a commettere «oltraggio alla Costituzione» a carico di Yalemzewd Bekele, un avvocato per i diritti umani che lavorava per la Commissione Europea ad Addis Abeba, sono state archiviate, senza riserve, prima del processo.

*Abdirahman Mohamed Qani, capo del sottoclan tolomoge del clan ogaden della regione di Somali, è stato arrestato il 13 luglio dopo aver ricevuto un ampio benvenuto generale al suo rientro dopo due anni trascorsi all'estero. È stato rilasciato il 7 ottobre, e i suoi parenti, i quali erano stati anch'essi arrestati, stando alle fonti, sono stati rilasciati diversi giorni più tardi.

*L'attivista della CUD Alemayehu Mesele, il quale era stato oggetto di vessazioni dopo il suo rilascio dal carcere nel 2007, ha lasciato l'Etiopia agli inizi di maggio dopo essere stato duramente picchiato da aggressori non identificati.

*Il direttore del quotidiano Reporter Amare Aregawi è stato oggetto di un pesante pestaggio da parte di aggressori rimasti ignoti il 31 ottobre ad Addis Abeba. Egli era stato in precedenza detenuto da agenti della sicurezza ad agosto.

A settembre, il governo ha annunciato l'avvenuto rilascio di 394 prigionieri e di aver commutato una sentenza di morte all'ergastolo in occasione dell'Anno Nuovo Etiope.

Libertà di espressione

Giornalisti indipendenti sono stati continuamente al centro di vessazioni ed arresti.

Almeno 13 quotidiani chiusi per ordine del governo nel 2005 sono rimasti tali. Secondo quanto riferito, a giornalisti indipendenti sono state negate le licenze per poter lavorare, sebbene ad altri queste siano state concesse. Serkalem Fasil, Eskinder Nega e Sisay Agena, ex editori dei maggiori quotidiani indipendenti a diffusione etiope, i quali erano stati arrestati assieme a membri della CUD, hanno vista negata la licenza per l'apertura di due nuove testate giornalistiche.

A febbraio la Corte Suprema ha confermato una delibera di scioglimento dell'Associazione degli insegnanti etiopi (ETA) e ne ha consegnato i beni a un sindacato rivale formato dal governo, conosciuto anch'esso come Associazione degli insegnanti etiopi. Tale iniziativa è giunta dopo anni di vessazioni e detenzioni di sindacalisti. A dicembre, il sindacato, che aveva assunto la nuova denominazione di Associazione nazionale degli insegnanti, ha vista respinta la domanda di registrazione quale organizzazione di categoria professionale.

*In occasione della Giornata mondiale della stampa (3 maggio), Alemayehu Mahtemework, editore del mensile Enku, è stato arrestato e 10.000 copie della sua pubblicazione confiscate. Egli è stato rilasciato cinque giorni dopo senza accusa e le copie del giornale gli sono state in seguito restituite.

*A novembre, un giudice dell'Alta corte federale ha giudicato colpevole la capo redattrice del settimanale Enbilta, Tsion Girma, di «istigazione pubblica attraverso la diffusione di dicerie false» in seguito a un errore di cronaca. La giornalista, secondo quanto riportato, è stata multata e rilasciata.

Difensori dei diritti umani

Il governo ha riesaminato diverse volte durante l'anno un progetto di legge riguardante le associazioni e gli enti no-profit, ma ha questo ha continuato a rappresentare una minaccia per il diritto alle libertà di riunione, associazione ed espressione. Il provvedimento include forti limitazioni ai fondi che le organizzazioni della società civile etiopi impegnate in questioni inerenti i diritti umani possono ricevere dall'estero (non più del 10% dei proventi totali). Esso inoltre istituisce un'Agenzia per le associazioni civili con autorità assoluta su organizzazioni impegnate in iniziative a favore dei diritti umani e per la risoluzione del conflitto in Etiopia. L'approvazione del documento legislativo da parte del parlamento era attesa per gli inizi del 2009.

Truppe etiopi in Somalia

L'Etiopia ha mantenuto una significativa presenza di truppe in Somalia che fino a fine anno hanno garantito sostegno al TFG. Le forze etiopi hanno compiuto violazioni dei diritti umani e, stando alle segnalazioni, anche crimini di guerra. Esse hanno attaccato la moschea di al-Hidya a Mogadiscio in cui sono rimasti uccisi 21 uomini, alcuni all'interno della moschea, il 19 aprile. Più di 40 bambini sono stati trattenuti per alcuni giorni prima di essere rilasciati dopo l'irruzione nella moschea. È stato riportato che molti attacchi da parte delle forze etiopi in risposta agli insorti armati sono stati condotti in modo indiscriminato e sproporzionato, spesso in zone civili densamente popolate.

Conflitto armato interno

Il governo ha continuato le operazioni contro-insurrezionali nella regione di Somali, che erano aumentate in seguito agli attacchi dell'ONLF a un pozzo petrolifero a Obole nell'aprile 2007. Queste comprendevano restrizioni agli aiuti umanitari che hanno avuto un grave impatto sui distretti della regione colpiti dal conflitto. Il governo non ha autorizzato l'accesso libero e indipendente al monitoraggio sulla situazione dei diritti umani.

Le notizie risalenti al 2007, di percosse, stupri e altre forme di tortura, arruolamento forzato ed esecuzioni extragiudiziali nella regione di Somali sono state indagate da un ente commissionato dal governo ma non da un organismo internazionale indipendente.

Tortura e altri maltrattamenti

Le accuse avanzate dagli imputati del processo al parlamentare eletto Kifle Tigeneh e ad altri, uno dei molti processi CUD, non sono state indagate.

Le condizioni nel carcere di Kaliti e in altre strutture di detenzione sono risultate pessime, caratterizzate da sovraffollamento, mancanza di igiene e assenza di assistenza medica adeguata. Tra i detenuti in queste condizioni vi erano prigionieri politici di lungo corso trattenuti senza accusa né processo, in particolare coloro che erano stati accusati di legami con l'OLF.

*Mulatu Aberra, un commerciante di etnia oromo accusato di sostenere l'OLF, è stato rilasciato il 1° luglio su cauzione e ha lasciato il Paese. Egli era stato arrestato nel novembre 2007 e, stando alle fonti, torturato e gli erano state negate le cure mediche per le ferite riportate mentre era in detenzione.

Pena di morte

Mentre nel corso dell'anno i tribunali hanno comminato alcune condanne a morte, non sono state riportate esecuzioni.

*A maggio, la Corte suprema federale ha ribaltato le precedenti sentenze e condannato a morte l'ex presidente Mengistu Haile Mariam (in esilio in Zimbabwe) e 18 alti funzionari del suo governo Dergue. La pubblica accusa si era appellata contro le sentenze di condanna all'ergastolo imposte nel 2007, dopo che l'Alta corte federale li aveva giudicati colpevoli di genocidio e crimini contro l'umanità perpetrati tra il 1974 e il 1991.

*IL 6 aprile un tribunale ha condannato a morte in contumacia cinque ufficiali militari. Essi avevano prestato servizio durante il governo di Mengistu Haile Mariam, ed erano stati ritenuti responsabili di incursioni aeree su Hawzen, nella regione di Tigray, in cui rimasero uccise centinaia di persone in un mercato nel giugno 1980.

*L'8 maggio un tribunale della regione di Tigray ha giudicato sei persone colpevoli di un attentato dinamitardo contro un autobus nel nord dell'Etiopia tra Humora e Shira il 13 marzo e ne ha condannato a morte tre.

*Il 21 maggio la Corte suprema federale ha condannato a morte otto uomini per un attentato dinamitardo avvenuto il 28 maggio 2007 a Jijiga, nella regione di Somali.

*Il 22 maggio un tribunale militare ha condannato a morte in contumacia quattro piloti etiopi, i quali avevano cercato asilo mentre erano in addestramento in Israele nel 2007.

Rapporti di Amnesty International

Ethiopia: Government Prepares Assault on Civil Society (AFR 25/006/2008)

Ethiopia: Comments on the Draft Charities and Societies Proclamation (AFR 25/008/2008)

Ethiopia: Draft Law would Wreck Civil Society (AFR 25/009/2008)

Ethiopia: Arbitrary detention/torture or other ill-treatment (AFR 25/012/2008)

Routinely Targeted: Attacks on Civilians in Somalia (AFR 52/006/2008)