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Francia

Repubblica francese

Capo di Stato: Nicolas Sarkozy
Capo del governo: François Fillon
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 61,9 milioni
Speranza di vita: 80,2 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/5 per 1.000

  1. Polizia e forze di sicurezza
  2. Migranti, rifugiati e richiedenti asilo
  3. Controterrore e sicurezza
  4. Sviluppi legali, costituzionali o istituzionali
  5. Missioni e rapporti di Amnesty International

Sono continuate a pervenire denunce di maltrattamenti, di cui almeno un caso mortale, a opera di agenti delle forze dell'ordine, mentre le procedure per indagare su tali episodi e condurre i responsabili dinanzi alla giustizia hanno continuato a non essere conformi agli standard internazionali. Il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha criticato le condizioni di vita nei centri di detenzione per migranti irregolari. L'esame delle domande di asilo con la procedura accelerata non ha comunque escluso il rischio di espulsione forzata per quei richiedenti asilo ancora in attesa della decisione sulla richiesta. Nonostante il rischio di gravi violazioni dei diritti umani, la Francia ha rimpatriato con la forza un uomo in Algeria e ha tentato di rimpatriarne un secondo. Il principio della presunzione di innocenza è stato minato dalle nuove disposizioni di legge che autorizzano il rinnovo indefinito della "detenzione preventiva" e da un decreto che consente alla polizia di raccogliere ampie informazioni personali su soggetti ritenuti una possibile minaccia per l'ordine pubblico.

Polizia e forze di sicurezza

Non sono cessate le denunce di maltrattamenti commessi da agenti delle forze dell'ordine, in merito alle quali né la magistratura, né le forze dell'ordine stesse hanno condotto indagini conformi agli standard internazionali, contribuendo così alla creazione di un reale clima di impunità. Il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani si è detto preoccupato per le denunce di maltrattamenti a opera di agenti delle forze dell'ordine contro i migranti irregolari e i richiedenti asilo trattenuti nei centri di detenzione e per la mancanza di adeguate indagini e pene per tali violazioni dei diritti umani.

Il 22 settembre il ministro dell'Interno ha autorizzato la polizia municipale ad adottare armi a scarica elettrica. In precedenza, tali armi potevano essere impiegate solo dagli agenti delle forze nazionali di polizia.

***Uccisione illegale

*Il 9 maggio Abdelhakim Ajimi è morto durante il fermo nella città di Grasse. La polizia lo aveva arrestato e immobilizzato a seguito di un litigio avvenuto nella banca in cui si era recato per prelevare denaro. A fine anno l'indagine giudiziaria sul caso era ancora in corso. Secondo il referto dell'autopsia, Abdelhakim Ajimi è morto per asfissia a causa delle tecniche di immobilizzazione applicate su di lui. Diversi testimoni hanno riferito di un eccessivo uso della forza da parte della polizia. Alla fine dell'anno gli agenti coinvolti nell'episodio erano ancora in servizio attivo.

***Impunità

* Nel mese di luglio il pubblico ministero ha concluso l'inchiesta sulla denuncia di maltrattamenti presentata da Josiane Ngo in cui affermava che, nel luglio 2007, era stata colpita con pugni e calci e trascinata a terra da agenti di polizia pur essendo all'ottavo mese di gravidanza. L'episodio era avvenuto per strada, davanti a un gran numero di testimoni. La donna era stata trattenuta per la notte in stato di fermo di polizia e rilasciata il giorno seguente senza accuse. Il successivo controllo medico aveva stabilito una prognosi di 10 giorni di astensione dal lavoro a causa delle ferite subite.

Migranti, rifugiati e richiedenti asilo

Il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione per le segnalazioni di sovraffollamento, mancanza di igiene, insufficienza di cibo e di assistenza sanitaria nei confronti di migranti irregolari e richiedenti asilo, inclusi minorenni non accompagnati, trattenuti in detenzione. Il Comitato ha chiesto alla Francia di rivedere la propria politica di detenzione e di migliorare le condizioni di vita nei centri, specialmente in quelli nei dipartimenti e territori d'oltremare. Nel mese di dicembre un mittente anonimo ha inviato ad Amnesty International e a una televisione locale francese alcune fotografie e un video che documentavano le condizioni inumane del centro di detenzione per migranti nel territorio d'oltremare di Mayotte. La videoregistrazione mostrava gravissime condizioni di sovraffollamento e scarse strutture igieniche e sanitarie.

Ad aprile l'OFPRA, l'agenzia francese che determina lo status di rifugiato, ha reso noto che la percentuale di accoglimento delle richieste era giunta, nel 2007, a circa il 30%, una delle percentuali più alte degli ultimi anni. All'opposto, il numero delle nuove richieste continuava a diminuire, scendendo da 26.269 a 23.804 tra il 2006 e il 2007.

Il 3 luglio diversi parlamentari hanno presentato un progetto di legge per riformare il diritto di appello dinanzi al Tribunale nazionale per l'asilo per i richiedenti asilo la cui domanda era sottoposta a esame secondo la procedura accelerata. Secondo la nuova proposta, i richiedenti asilo che avessero presentato appello contro una decisione accelerata non potevano essere rimpatriati con la forza nel Paese di origine fintantoché l'appello era in corso. Il governo non ha dato il proprio sostegno a tale progetto di legge.

Controterrore e sicurezza

Nel mese di luglio il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite si è detto preoccupato per la legislazione anti-terrorismo adottata nel 2006 e ha chiesto alla Francia di garantire che tutti i detenuti siano prontamente portati in giudizio e abbiano immediato accesso all'assistenza legale. Le autorità francesi hanno continuato i rimpatri forzati in Paesi in cui le persone espulse rischiavano di essere sottoposte a tortura o ad altre gravi violazioni dei diritti umani.

*Il 14 aprile il cittadino algerino Rabah Kadri è stato rilasciato dal carcere di Val de Reuil avendo scontato la pena inflittagli il 16 dicembre 2004 dal tribunale penale di Parigi per partecipazione a un complotto terroristico per un attentato al mercatino natalizio di Strasburgo nel 2000. La sentenza prevedeva sei anni di reclusione e il successivo divieto permanente di risiedere in territorio francese. Appena rilasciato dal carcere, Rabah Kadri è stato preso in custodia dalla polizia e rimpatriato via mare in Algeria il 15 aprile. Giunto ad Algeri il 16 aprile e consegnato alle autorità algerine, è stato detenuto in incommunicado per 12 giorni in una località segreta.

*Il 21 aprile Kamel Daoudi è stato rilasciato dal carcere La Santé e immediatamente fermato in attesa dell'espulsione in Algeria. Nel 2005 egli giudicato colpevole di «associazione a delinquere con finalità terroristiche» e falsificazione di documenti ufficiali e condannato a sei anni di reclusione e successivo divieto permanente di risiedere in territorio francese. Di origine algerina, Kamel Daoudi aveva ottenuto la cittadinanza francese, che gli fu revocata nel 2002 per il suo presunto coinvolgimento con gruppi terroristici, anche se all'epoca il procedimento penale nei suoi confronti non si era ancora concluso. A seguito della richiesta del suo legale, il 23 aprile la Corte europea dei diritti umani ha ordinato alle autorità francesi di sospendere la procedura di espulsione a carico di Kamel Daoudi, in attesa della decisione della Corte sull'eventuale rischio di tortura e altri maltrattamenti in caso di rimpatrio in Algeria. A fine anno Kamel Daoudi viveva con un «ordine di residenza obbligatoria» (che limitava i suoi movimenti solo a determinate zone della Francia e gli imponeva di presentarsi regolarmente in commissariato), in attesa del pronunciamento della Corte.

Sviluppi legali, costituzionali o istituzionali

***Detenzione preventiva

Il 7 febbraio è stata approvata una nuova legge sulla "detenzione preventiva". Essa consente la detenzione, per periodi di un anno rinnovabili indefinitamente, di persone condannate per determinati reati che abbiano scontato la pena, se ritenute pericolose e ad alto rischio di recidiva. In pratica, la legge autorizza l'estensione indefinita della sentenza di reclusione imposta al termine del processo, in violazione del diritto alla libertà, della proibizione della detenzione arbitraria e della presunzione di innocenza. Il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto la revisione di tale legge.

***Dossier della polizia sui dati personali

Un decreto pubblicato il 1° luglio e connesso alla creazione della Direzione centrale di pubblica sicurezza ha autorizzato la raccolta di nuovi dati personali da parte di polizia e servizi di sicurezza sottoforma dei cosiddetti "dossier EDVIGE". Tali dossier sono destinati a contenere informazioni su persone maggiori di 13 anni ritenuti un «possibile disturbo all'ordine pubblico» e a comprendere, tra le altre, informazioni sulla salute e sull'orientamento sessuale. A seguito di massicce e diffuse proteste pubbliche e delle udienze della Commissione parlamentare di giustizia, il ministro dell'Interno ha proposto una versione rivista del testo del decreto che, a dicembre, era ancora in corso di esame da parte dell'Authority nazionale per la protezione dei dati personali e la libertà.

***Ispettore generale degli istituti di detenzione

L'11 giugno il Consiglio dei ministri ha nominato Jean-Marie Delarue ispettore generale degli istituti di detenzione, in conformità a quanto richiesto dal Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti. Nel mese di luglio il Parlamento ha approvato una norma che consente alla Francia la ratifica del Protocollo opzionale.

***Difensore dei diritti

Il 21 luglio è stata adottata una nuova legge costituzionale volta alla riforma di alcuni aspetti del sistema politico e della pubblica amministrazione. Tale legge ha creato una nuova figura istituzionale nazionale per la protezione dei diritti umani, nota come "Difensore dei diritti". A fine anno, il suo mandato e le sue attribuzioni non erano ancora stati determinati, ma si presumeva che esso avrebbe sostituito alcuni altri organi, tra cui l'ente indipendente di supervisione dell'operato delle agenzie per l'ordine pubblico, la Commissione nazionale per la deontologia della sicurezza (CNDS). È stato espresso il timore che ciò potesse condurre alla perdita di specializzazione, esperienza e risorse per l'attività condotta dalla CNDS, o perfino limitarne i poteri, determinando in tal modo conseguenze negative sull'effettiva indipendenza della supervisione sull'operato delle forze dell'ordine.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International si sono recati in Francia a marzo e a maggio.

France: Recording interrogations is not enough - more safeguards needed for rights of detainees (EUR 21/004/2008)

France: Briefing to the Human Rights Committee (EUR 21/005/2008)