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Guinea Bissau

Repubblica della Guinea-Bissau

Capo di Stato: João Bernardo "Nino" Vieira
Capo del governo: Carlos Gomes Júnior (subentrato a Carlos Correia a dicembre, a sua volta succeduto a Martinho Ndafa Cabi ad agosto)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 1,7 milioni
Speranza di vita: 45,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 204/181‰
Alfabetizzazione adulti: 44,8%

  1. Contesto
  2. Libertà di espressione
  3. Minacce di morte contro funzionari della magistratura
  4. Tratta di esseri umani - bambini

Le disastrose condizioni economiche e il traffico di droga hanno continuato a minacciare la fragile stabilità politica e sociale del Paese. Sono pervenute notizie di tentativi di colpi di Stato. Giornalisti e funzionari della magistratura hanno ricevuto minacce di morte in relazione al loro lavoro. Sono stati compiuti sforzi per combattere la tratta di bambini.

Contesto

La povertà è rimasta dilagante. A febbraio le autorità hanno affermato che erano necessarie 20.000 tonnellate di aiuti alimentari. Tuttavia, il Paese è rimasto politicamente instabile e i donatori erano riluttanti a concedere aiuti per progetti alimentari e sociali, o per riforme indispensabili delle forze armate e del settore della sicurezza.

Si sono avuti frequenti scioperi durante tutto l'anno di dipendenti pubblici e di altri settori per il mancato pagamento dei salari. Ad aprile è scoppiata un'epidemia di colera che si è diffusa nell'intero Paese e che, alla data di novembre, quando è stata portata sotto controllo, aveva ucciso oltre 200 persone. Secondo un rapporto dell'UNICEF di maggio, il Paese aveva il 6° più alto tasso di mortalità infantile del mondo.

Ad agosto, il presidente João Bernardo "Nino" Vieira ha sciolto il parlamento e nominato un nuovo governo. A novembre si sono tenute le elezioni parlamentari, vinte dal Partito africano per l'indipendenza della Guinea-Bissau e di Capo Verde (PAIGC). Il leader del Partito per il rinnovamento sociale (PRS), ha sostenuto che i risultati erano stati guastati da brogli. Nonostante la nomina di un nuovo primo ministro alla fine di dicembre, a fine anno non era stato ancora formato un nuovo governo.

Sono pervenute notizie frammentarie e non verificate di un tentativo di colpo di Stato ad agosto. A novembre un gruppo di soldati hanno attaccato il palazzo presidenziale, due giorni dopo l'annuncio dei risultati delle elezioni. Le autorità erano discordi nello stabilire se si trattasse di un tentato colpo di Stato o di un ammutinamento. Un soldato è morto nell'attacco e, stando alle fonti, diverse guardie presidenziali sono rimaste ferite. Sette soldati sono stati arrestati e il presunto leader dell'attacco, un nipote del leader del PRS, è fuggito in Senegal dove, stando alle fonti, è stato arrestato.

Il traffico di droga ha continuato a rappresentare un importante fattore di destabilizzazione e persistenti accuse hanno indicato che membri delle forze armate fossero coinvolti nel traffico. A luglio un aereo privato contenente droga è stato posto sotto sequestro all'aeroporto di Bissau. Tuttavia, soldati hanno ostacolato le indagini condotte dalla polizia giudiziaria, impedendole di entrare nell'aereo. Cinque membri dell'equipaggio latino americani e un controllore del traffico aereo guineano sono stati arrestati ma in seguito rilasciati su cauzione. I cittadini stranieri hanno lasciato il Paese.

Quattro soldati sono stati arrestati e a fine anno si trovavano ancora in detenzione, dopo che, stando alle fonti, erano stati accusato di coinvolgimento in un presunto tentato colpo di Stato ad agosto. Il presunto leader del tentato colpo di Stato, l'ex capo di Stato maggiore della Marina, ha lasciato il Paese, sebbene le autorità abbiano sostenuto che era stato posto agli arresti domiciliari. Egli era stato più volte legato al traffico di droga.

Ad agosto la Guinea-Bissau ha ratificato la Convenzione dell'ILO sulle peggiori forme di lavoro forzato di minorenni.

Libertà di espressione

La libertà di espressione è risultata limitata e i giornalisti che si occupavano del traffico di droga hanno ricevuto minacce di morte.

*A gennaio, il giornalista Alberto Dabo ha ricevuto minacce telefoniche anonime, pochi giorni dopo aver incontrato per strada l'allora capo di Stato maggiore della Marina. Alberto Dabo ha sostenuto che l'ufficiale della Marina gli aveva puntato contro i pugni in modo minaccioso. Alberto Dabo aveva già ricevuto minacce nel giugno 2007 dopo che aveva accusato l'ufficiale di coinvolgimento nel traffico di droga. Nell'agosto 2007 l'ufficiale sporse denuncia contro di lui, ma a fine 2008 il processo era ancora pendente.

*Il giornalista Athizar Mendes Pereira è stato arrestato e interrogato per diverse ore dai servizi di intelligence del ministero dell'Interno a marzo. Egli aveva scritto un articolo in cui affermava che il capo di Stato maggiore delle Forze armate si era assunto il compito di promuovere gli ufficiali di polizia. È stato rilasciato senza accusa sei ore più tardi.

Minacce di morte contro funzionari della magistratura

A luglio il Procuratore generale e il ministro della Giustizia hanno affermato di aver ricevuto minacce di morte per costringerli a interrompere le loro indagini su un carico di cocaina. Entrambi avevano pubblicamente accusato alti profili politici, militari e dei servizi di sicurezza di coinvolgimento nel traffico, e di aver ostacolato le loro indagini.

Tratta di esseri umani - bambini

Le notizie riguardanti la tratta di bambini sono diminuite di circa il 45%, come conseguenza di un miglior coordinamento degli sforzi per combatterla. Sono stati istituiti comitati di sorveglianza lungo il confine tra la Guinea-Bissau e il Senegal con la partecipazione dei residenti locali, di ONG, di autisti di autocarri e delle autorità. Secondo quanto riferito, nove bambini della Guina-Bissau sono stati salvati dalle vie di Dakar, in Senegal, ad aprile.