Capo di Stato: Teodoro Obiang Nguema Mbasogo
Capo del governo: Ignacio Milán Tang (subentrato a Ricardo Mangue Obama Nfube a luglio)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 520.000
Speranza di vita: 50,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 162/145‰
Alfabetizzazione adulti: 87%
La povertà è rimasta diffusa, con oltre il 60% della popolazione che ha vissuto con circa 1 dollaro USA al giorno, nonostante gli elevati livelli di crescita economica e di produzione petrolifera, e uno dei più alti redditi pro capite del mondo. Secondo l'UNICEF, più della metà della popolazione non aveva accesso all'acqua potabile e il 20% dei bambini non arrivava all'età di cinque anni. È diminuito il numero degli arresti di oppositori politici rispetto agli ultimi anni malgrado un'impennata nel periodo antecedente le elezioni. Alcune persone sono state detenute per brevi periodi e rilasciate senza accusa; altre sono state condannate a pene detentive al termine di processi iniqui. La maggior parte di loro erano da considerarsi prigionieri di coscienza. A giugno il presidente ha graziato circa 30 detenuti politici, compresi prigionieri di coscienza. Sono diminuite le segnalazioni di tortura. Prigionieri sono stati detenuti in incommunicado; alcuni trattenuti in isolamento incatenati e ammanettati. Un ex ufficiale dell'esercito è stato vittima di sparizione forzata. Decine di famiglie sono state sfrattate con la forza dalle loro abitazioni e altre centinaia sono rimaste a rischio di sgombero.
A febbraio il Parlamento ha approvato il Piano di sviluppo nazionale finalizzato allo sradicamento della povertà entro i prossimi 12 anni.
A maggio il Partito democratico della Guinea Equatoriale, al governo, ha vinto le elezioni municipali e parlamentari, ottenendo 99 seggi parlamentari su 100 e tutte le municipalità. La Convergenza per la Socialdemocrazia (CPDS), all'opposizione, ha ottenuto un seggio parlamentare. Sono stati riportati brogli elettorali e vessazioni di elettori e di candidati dell'opposizione. A luglio è stato nominato un nuovo governo.
A settembre il governo ha firmato l'Accordo rivisto di Cotonou, in base al quale l'Unione Europea finanzierà il buon governo, i diritti umani e i progetti sociali e fornirà sostegno alle associazioni della società civile. Una legge finalizzata a regolamentare la proprietà della terra è stata presentata in Parlamento.
Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura si è recato in Guinea Equatoriale a novembre. Il Relatore ha visitato le carceri del Paese e altri centri di detenzione e ha potuto parlare con gran parte dei prigionieri. Tuttavia, l'accesso gli è stato negato a tre prigionieri che furono rapiti dalla Nigeria nel 2005 e la cui prigionia è stata smentita dalle autorità, nonostante prove attendibili della loro detenzione nella prigione Spiaggia Nera nella capitale Malabo.
È proseguito il rinnovamento delle città principali e come conseguenza sono continuati gli sgomberi forzati. Decine di famiglie sono state sfrattate con la forza dalle loro abitazione per far spazio a strade e complessi residenziali di lusso, specialmente della capitale Malabo e a Bata. Altre centinaia di famiglie rimanevano a rischio di sgombero. Le famiglie sfrattate con la forza negli anni precedenti non sono state risarcite né risistemate.
Sebbene il numero degli arresti politicamente motivati sia diminuito rispetto agli anni precedenti, vi è stata un'impennata nel primo quadrimestre dell'anno. Alcuni degli arrestati sono stati rilasciati senza accusa dopo essere rimasti trattenuti per periodi variabili. La maggior parte di loro erano da considerarsi prigionieri di coscienza. Decine di prigionieri, compresi possibili prigionieri di coscienza, sono rimasti in detenzione.
*Brigida Asongsua Elo, moglie del prigioniero di coscienza Guillermo Nguema Ela, rilasciato a giugno, è stata trattenuta senza accusa né processo presso la Stazione centrale di polizia di Malabo per oltre quattro mesi. La donna era stata arrestata senza mandato nel dicembre 2007, il giorno dopo essere stata in visita al marito nella prigione Spiaggia Nera. Le autorità l'hanno accusata di aver ricevuto una cartina dal marito in cui era pianificato un attacco alla prigione. È stata trattenuta in condizioni degradanti e inumane in una cella assieme a un centinaio di detenuti, principalmente uomini. La polizia ha ignorato un'ordinanza di tribunale che convocava in aula la donna.
In occasione del suo compleanno a giugno, il presidente Obiang Nguema ha graziato circa 30 prigionieri. Tra questi vi erano 13 prigionieri di coscienza giudicati colpevoli al termine di un processo iniquo nel giugno 2002 di complotto finalizzato a rovesciare il governo, e il reverendo Bienvenido Samba Momesori, il quale era trattenuto senza accusa né processo dal novembre 2003. Tuttavia, ai prigionieri rilasciati è stato ordinato di far ritorno ai loro luoghi di origine entro una settimana ed è stato loro comunicato che era necessario ottenere un permesso per allontanarsi da tali luoghi.
Sono diminuite le segnalazioni di tortura e altri maltrattamenti di detenuti politici. Tuttavia, sospetti criminali hanno continuato a essere torturati o altrimenti maltrattati impunemente nelle stazioni di polizia.
Una poliziotta arrestata nel novembre 2007 in relazione alla morte di Lázaro Ondo Obiang, avvenuta a Nsuemang, distretto di Ebebiyin il 29 settembre 2007, è stata processata davanti a una corte militare a Bata a febbraio. Lázaro Ondo Obiang morì in seguito alle percosse subite per mano di quattro poliziotti, i quali apparentemente agirono su ordine della collega. L'agente è stata giudicata colpevole e condannata a sei mesi di reclusione. Un alto ufficiale di polizia, il quale era stato accusato di aver torturato altri detenuti nella stazione di polizia di Bata e che, stando alle fonti, era stato arrestato nel novembre 2007, era fra i giudici.
Due soldati arrestati nel novembre 2007 in relazione alla morte di Salvador Ndong Nguema nella prigione di Evinayong nel 2007 sono stati rilasciati a febbraio senza essere stati processati e sono rientrati in servizio.
*Saturnino Ncogo, un ex membro del Partito del progresso delle Guinea Equatoriale (PPGE), al bando, è deceduto nelle prigione Spiaggia Nera il 12 marzo. Egli era stato arrestato poche ore prima dopo che erano state trovate tre armi nascoste in casa sua. Le autorità hanno sostenuto che si era suicidato gettandosi dall'alto di un letto a castello. Non è stata aperta alcuna inchiesta e non è stata eseguita alcuna autopsia. I suoi parenti hanno affermato che il corpo era in avanzato stato di decomposizione quando fu loro consegnato tre giorni più tardi, e che aveva il cranio fratturato.
Sebbene le condizioni carcerarie siano migliorate, prigionieri sono stati trattenuti in incommunicado durante l'intero anno dopo che a gennaio le autorità avevano sospeso tutte le visite nelle carceri. La somministrazione di cibo e medicine è rimasta inadeguata, sebbene, stando alle fonti, un medico prestasse visite su base regolare. Almeno otto prigionieri della prigione Spiaggia Nera sono rimasti permanentemente ammanettati e incatenati in celle d'isolamento.
L'8 ottobre, due poliziotti camerunesi, i quali stando alle fonti erano stati pagati da personale di sicurezza della Guinea Equatoriale, hanno arrestato illegalmente l'ex colonnello dell'esercito guineano equatoriale Cipriano Nguema Mba, rifugiato in Camerun, e lo hanno consegnato all'ambasciata della Guinea Equatoriale a Yaoundé. Egli è stato trasferito alla prigione Spiaggia Nera e trattenuto in incommunicado. Sebbene avesse incontrato il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, a fine anno la sua presenza rimaneva negata dal governo. Le autorità hanno continuato a non riconoscere la detenzione di tre persone rapite da personale della sicurezza in Nigeria nel luglio 2005, sebbene fosse noto che si trovavano trattenute nella prigione Spiaggia Nera. Notizie raccolte a luglio hanno indicato che l'ex tenente colonnello Florencio Bibang Ela, Felipe Esono Ntutumu e Antimo Edu erano trattenuti in incommunicado mani e piedi incatenati. Juan Ondo Abaga, anch'egli rapito dalla Nigeria nel febbraio 2005, era tra i prigionieri rilasciati a giugno. Fino al rilascio, egli è stato tenuto in cella d'isolamento mani e piedi in catene.
Sei ex membri del PPGE sono stati giudicati colpevoli a giugno di possesso di armi e munizioni e condannati da uno a sei anni di carcere, sebbene non fossero state trovate con loro né armi né munizioni. Cruz Obiang Ebele, Emiliano Esono Michá, Gerardo Angüe Mangue, Gumersindo Ramírez Faustino, Juan Ecomo Ndong e Bonifacio Nguema Ndong sono stati arrestati senza mandato a Malabo a marzo ed aprile. Il loro arresto ha fatto seguito a quello di Saturnino Ncogo (v. sopra), da loro conosciuto. Essi sono stati trattenuti presso la Stazione centrale di polizia per circa due mesi; in tribunale non sono state presentate prove che suffragassero le accuse se non le tre armi trovate nella casa di Saturnino Ncogo e le dichiarazioni degli imputati che affermavano di sapere delle armi. In aula essi hanno sostenuto che le loro dichiarazioni erano state alterate e che erano state fatte loro firmare differenti dichiarazioni cotto coercizione. Tuttavia, la corte ha respinto tale tesi. Essi non hanno avuto accesso a un avvocato della difesa fino a tre giorni prima dell'inizio del processo.
I sei uomini sono stati processati assieme a Simon Mann, un cittadino britannico accusato di tentato colpo di Stato nel marzo 2004, nonostante le accuse a carico dei sei non fossero attinenti con il presunto tentativo. Simon Mann è stato giudicato colpevole secondo le accuse e condannato a 34 anni di carcere. Egli era stato estradato dallo Zimbabwe a febbraio. Mohamed Salaam, un uomo d'affari libanese residente da lungo tempo in Guinea Equatoriale, è stato giudicato colpevole dei medesimi reati e condannato a 18 anni di carcere.
A settembre le autorità hanno minacciato i leader della CPDS per aver tentato di aprire una stazione radiofonica. Dopo settimane di negoziati con le autorità, il giorno dopo che la CPDS aveva richiesto formalmente una licenza, la polizia ha fatto irruzione nella sede del partito a Malabo chiedendo la radiotrasmittente, che la CPDS si è rifiutata di consegnare. A fine anno non era stata concessa alcuna licenza.
Equatorial Guinea: Opposition under threat (AFR 24/011/2008)