Capo di Stato: René García Préval
Capo del governo: Michèle D. Pierre-Louis (subentrato a Jacques-Édouard Alexis a luglio)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 9,8 milioni
Speranza di vita: 59,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 82/59‰
Alfabetizzazione adulti: 54,8%
Carenza di cibo, disoccupazione cronica e disastri naturali hanno esacerbato povertà e marginalizzazione, mettendo a rischio diritti minimi essenziali quali casa, sanità e istruzione. Sono stati segnalati casi di maltrattamenti e uso eccessivo della forza da parte di agenti di polizia. La violenza sessuale nei confronti delle donne è risultata pervasiva e diffusa; particolarmente a rischio ragazze di età inferiore ai 18 anni. Migliaia di persone sono rimaste detenute in attesa di processo in carceri estremamente sovraffollate. La tratta di persone verso la Repubblica Dominicana è continuata senza sosta.
Ad aprile, in seguito a dimostrazioni contro l'aumento del prezzo dei beni alimentari di base, il primo ministro Jacques-Édouard Alexis è stato costretto a dimettersi dopo un voto di sfiducia al Senato. Le violenze e i saccheggi che hanno accompagnato le manifestazioni hanno costretto alla chiusura scuole e negozi. Il Paese si è trovato senza un governo funzionante per quattro mesi, situazione che ha bloccato l'approvazione del bilancio nazionale e paralizzato fondamentali progetti di sviluppo.
A luglio Senato e Parlamento hanno ratificato quale primo ministro Michèle D. Pierre-Louis. Le elezioni per il rinnovo di un terzo del Senato, nel primo trimestre dell'anno, sono state rinviate al 2009, compromettendo la capacità dello Stato di legiferare, in quanto in molte sessioni il senato si è ritrovato a non disporre del quorum.
A ottobre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato il mandato della Missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Haiti (MINUSTAH) per il quinto anno.
La situazione relativa alla pubblica sicurezza ha continuato a destare forti preoccupazioni. Secondo l'UNICEF il rischio di rapimento per i bambini era cresciuto rispetto agli anni precedenti. Il coinvolgimento di poliziotti corrotti nei rapimenti ha fatto intensificare le richieste per porre sotto stretto controllo gli agenti della Polizia nazionale di Haiti.
L'impennata dei prezzi degli alimenti e la carestia di cibo hanno posto a rischio la sopravvivenza dei bambini haitiani. A novembre, nel dipartimento di Sud-Est, 26 bambini sono stati ospedalizzati per malnutrizione acuta. In seguito agli uragani, organizzazioni impegnate nell'assistenza umanitaria hanno dichiarato che decine di bambini erano morti di fame.
L'accesso all'istruzione è rimasto problematico. Secondo l'UNICEF, circa 500.000 bambini in età scolare risultavano esclusi dall'istruzione.
I criminali minorili sono stati spesso giudicati al di fuori del tribunale dei minori e incarcerati in celle condivise con gli adulti.
Sono stati compiuti alcuni sforzi per rimuovere gli ostacoli all'accesso alla salute nelle strutture pubbliche per le donne incinte. Tuttavia, alcuni ospedali hanno continuato a richiedere tariffe arbitrarie per le cure ostetriche.
Kit antiretrovirali per le vittime di stupro non erano disponibili al di fuori della capitale Port-au-Prince.
Secondo fonti ufficiali e delle Nazioni Unite, il 40% della popolazione in tutto il Paese continuava a non avere accesso ad acqua pulita o a sistemi fognari.
Rispetto al 2007 sono aumentate le segnalazioni di violenze e stupri nei confronti delle donne, spesso perpetrate nell'ambito della famiglia e delle relazioni con il partner. Organizzazioni haitiane per i diritti delle donne hanno raccolto dati su almeno 110 stupri di ragazze di età inferiore ai 18 anni nel corso dell'anno, numero che si ritiene rappresenti solo un'esigua parte del totale. Continuavano a mancare misure specifiche per proteggere donne e ragazze, come leggi sulla violenza domestica e lo stupro maritale. Donne e ragazze che cercavano di intraprendere le vie legali dopo aver subito uno stupro o altre forme di violenza sessuale sono state soggette a ulteriori discriminazioni. Mancanza di volontà politica, pregiudizi diffusi e l'inefficacia del sistema giudiziario sono stati tra i fattori che hanno contribuito a far fallire gli sforzi per porre fine alla violenza sulle donne. A marzo il governo haitiano ha presentato il suo primo rapporto al Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione contro le donne.
Nonostante l'incremento della sorveglianza al confine, migliaia di haitiani, fra cui donne e bambini, hanno continuato a essere trafficati nella Repubblica Dominicana. Le autorità non sono riuscite a mettere in atto in modo efficace le leggi anti-tratta e a individuare i presunti responsabili della stessa. Le persone espulse dalla Repubblica Dominicana ad Haiti non hanno ricevuto alcun tipo di assistenza da parte delle autorità haitiane.
La grande maggioranza dei carcerati si trovavano in detenzione prolungata in attesa di processo a causa della mancanza di personale e di risorse per far avanzare speditamente i procedimenti giudiziari. Secondo la Sezione diritti umani della MINUSTAH, le condizioni carcerarie sono risultate estremamente dure, con solo 0,55 m² di spazio per prigioniero nelle celle. Alcune autorità giudiziarie, come i giudici di pace, hanno abusato dei propri poteri agendo al di fuori della propria giurisdizione, conducendo processi in casi attinenti al diritto penale e ordinando arresti in casi in cui non sussisteva reato in base alla legislazione nazionale.
La Corte interamericana dei diritti umani ha dichiarato ad agosto che l'arresto nel 2004 dell'ex primo ministro Yvon Neptune e la sua carcerazione per 23 mesi senza processo erano una violazione del suo diritto a un equo processo e a essere libero da persecuzioni politiche.
Non si sono avuti progressi nell'investigazione di passate violazioni dei diritti umani.
*Padre Jean Pierre-Louis, conosciuto come "Ti Jean", fu ucciso il 3 agosto 1998 a Port-au-Prince. Più di dieci anni dopo i responsabili dell'omicidio non erano stati ancora assicurati alla giustizia. Padre Pierre-Louis era impegnato per i diritti umani dei migranti haitiani, ed era uno dei cofondatori del Servizio ecumenico per lo sviluppo e l'istruzione popolare (Service Œcuménique pour le Développement et l'Education Populaire - SEDEP).
Nel complesso, il numero di abusi da parte delle forze di polizia è sembrato essere in diminuzione. Tuttavia, vi sono stati casi di uso eccessivo della forza durante manifestazioni e nel corso di arresti, uccisioni nel corso di sparatorie e maltrattamenti di detenuti. Almeno due persone sono morte mentre erano in custodia di polizia. In tutto il Paese sono risultati comuni arresti arbitrari senza mandato e richieste d'incriminazione in assenza di prove.
Delegati di Amnesty International hanno visitato Haiti a marzo e novembre.
Don't turn your back on girls - Sexual violence against girls in Haiti (AMR 36/004/2008)