Capo di Stato e di governo: Susilo Bambang Yudhoyono
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 234,3 milioni
Speranza di vita: 69,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 36/26‰
Alfabetizzazione adulti: 90,4%
La situazione a Papua e nelle Molucche è andata deteriorandosi, anche in riferimento ai continui attacchi alla libertà di espressione. Il numero dei prigionieri di coscienza è aumentato bruscamente a 117. Gli attacchi a gruppi di minoranza religiosa e ai loro leader si sono intensificati in tutto l'arcipelago. Non sono cessati i casi di tortura, uso eccessivo della forza e uccisioni illegali da parte della polizia e delle forze di sicurezza. Non sono stati compiuti progressi nell'assicurare alla giustizia i responsabili delle passate gravi violazioni dei diritti umani nel Nanggroe Aceh Darussalam (NAD), a Papua e a Timor-Leste. L'Indonesia ha ripreso le esecuzioni a giugno, mettendo a morte complessivamente 10 persone. Il tasso di mortalità materna è rimasto tra i più alti registrati nel Sud Est Asiatico.
Il governo ha continuato a imporre rigide restrizioni alla libertà di espressione. Il numero di persone arrestate e detenute per aver pacificamente espresso le proprie opinioni ha raggiunto il numero di almeno 32. Altre 85 persone incarcerate in anni precedenti sono rimaste detenute.
Ha continuato a costituire reato penale l'innalzamento della bandiera "Stella del Mattino" a Papua, della bandiera "Benang Raja" nelle Molucche e della bandiera "Luna crescente" nel NAD.
È proseguito a bassi livelli il conflitto tra le forze di sicurezza e gli insorti indipendentisti di Papua. Leader di comunità locali hanno ricevuto intimidazioni e minacce da parte dei militari e della polizia. Sono giunte segnalazioni di tortura e altri maltrattamenti, uso eccessivo della forza ed esecuzioni extragiudiziali da parte delle forze di sicurezza.
*Ad agosto, a un raduno tenutosi per celebrare la Giornata mondiale dei popoli indigeni, la polizia ha aperto il fuoco su una folla di persone, alcune delle quali avevano innalzato la bandiera fuorilegge "Stella del Mattino". Un dimostrante pacifico, Opinus Tabuni, è stato trovato morto in seguito all'episodio.
*Filep Karma, condannato a 15 anni e Yusak Pakage, condannato a dieci anni, sono rimasti in carcere. I due uomini furono giudicati colpevoli nel 2005 per aver innalzato la bandiera "Stella del Mattino".
Ventuno uomini che si erano esibiti in una tradizionale danza di guerra davanti al presidente culminata con lo spiegamento della bandiera fuorilegge "Benang Raja" sono stati condannati a pene variabili dai sette ai 20 anni di carcere per «ribellione» nel corso di processi celebratisi durante l'intero arco dell'anno.
La minoranza religiosa ahmadiyya ha continuato ad affrontare discriminazioni, intimidazioni e violenze. Durante un raduno interconfessionale tenutosi a giugno, manifestanti di fede ahmadiyya sono stati attaccati da frange del Fronte Pembela Islam (FPI). La polizia che stava osservando il raduno non è intervenuta. In risposta, il governo indonesiano ha annunciato un decreto ministeriale congiunto che avrebbe "congelato" le attività della religione ahmadiyya, di fatto ponendo fuorilegge i suoi seguaci. A ottobre, Munarman, un comandante della Squadra di difesa islamica, e Rizieq Shihab, leader del Fronte dei difensori islamici, sono stati incarcerati per 18 mesi per incitamento alla violenza durante il raduno.
Sono proseguiti a Papua gli attacchi a leader cristiani ed edifici ecclesiastici sono stati chiusi.
*Ad agosto, a Jakarta Sud, tre aggressori non identificati hanno picchiato il prete cattolico e difensore dei diritti umani Padre Benny Susetyo, fino a fargli perdere conoscenza.
Tra le violazioni dei diritti umani commesse dal personale della polizia e delle forze di sicurezza si citano un uso eccessivo della forza durante gli arresti, in alcuni casi con esito mortale, tortura e altri maltrattamenti di detenuti, mancata protezione dei dimostranti durante manifestazioni pacifiche e corruzione endemica.
Ad aprile, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha esaminato il secondo rapporto periodico dell'Indonesia. Pur apprezzando determinati sviluppi legislativi, il Comitato ha espresso preoccupazione per le numerose, attendibili, segnalazioni di un «uso abituale e diffuso di tortura e maltrattamenti di sospetti in custodia di polizia», così come di metodi di tortura nel corso di operazioni militari.
A gennaio, la Corte Suprema ha condannato Pollycarpus Priyanto, un ex pilota, a 20 anni di carcere per aver avvelenato nel 2004 l'attivista per i diritti umani Munir Said Thalib su un volo della compagnia aerea Garuda decollato dall'Indonesia e diretto nei Paesi Bassi. A febbraio, Indra Setiawan, un ex direttore della Garuda, è stato condannato a un anno di reclusione per aver falsificato i documenti che avevano permesso a Pollycarpus Priyanto di imbarcarsi sul volo di Munir Said Thalib. A dicembre, Muchdi Purwoprandjono, un ex vice comandante dell'Agenzia di intelligence dell'Indonesia (BIN), è stato prosciolto per mancanza di prove dall'accusa di aver pianificato l'omicidio di Munir Said Thalib. Sono state espresse preoccupazioni che il processo fosse stato ostacolato dopo che tre testimoni dell'accusa, tutti ex membri della BIN, avevano ritrattato la loro testimonianza a settembre.
A luglio, la Commissione verità e amicizia (CTF), ha stabilito di documentare i crimini commessi a Timor-Leste nel 1999 e di promuovere la riconciliazione, presentando i propri risultati al governo di Timor-Leste e a quello indonesiano. La CTF ha attribuito la responsabilità per le gravi violazioni dei diritti umani ai gruppi della milizia filo-autonomista, ai militari indonesiani, al governo civile e alla polizia. Il governo indonesiano ha accolto con favore il rapporto e ha espresso rammarico per gli eventi del 1999, ma ha opposto il proprio silenzio di fronte all'eventualità di scusarsi.
Il mandato della CTF le ha impedito di dare seguito a procedimenti giudiziari propri, e di fare i nomi dei responsabili delle violazioni. Le preoccupazioni in tema di impunità hanno portato le Nazioni Unite a boicottare le indagini della CTF e a far riprendere invece i procedimenti giudiziari tramite l'Unità per i crimini gravi e i pubblici ministeri di Timor-Leste, al fine specifico di indagare le violenze del 1999.
*Ad aprile, la Corte Suprema dell'Indonesia ha ribaltati in appello il verdetto di colpevolezza e la sentenza a dieci anni di carcere dell'ex leader miliziano Eurico Guterres per crimini contro l'umanità a Timor-Leste. Egli era l'unico imputato di sei originariamente giudicati colpevoli, il cui verdetto era stato confermato e che stava pertanto scontando una sentenza di condanna al carcere.
A giugno sono riprese le esecuzioni, ponendo fine a una sospensione durata 14 mesi. Durante l'anno sono state 10 le persone messe a morte, rispetto alle 11 registrate nell'intero decennio precedente. Almeno 10 persone sono state condannate alla pena capitale, e almeno 116 erano nel braccio della morte.
*L'8 novembre, Amrozi bin H. Nurhasyim, suo fratello Ali Ghufron e l'imam Samudera sono stati messi a morte. I tre uomini erano stati giudicati colpevoli di coinvolgimento negli attentati dinamitardi di Bali del 12 ottobre 2002, in cui erano morte 202 persone.
A dicembre, l'Indonesia ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.
L'Indonesia detiene il tasso più elevato di mortalità materna del Sud Est Asiatico, con circa 19.000 morti all'anno. Il tasso di mortalità materna nelle zone remote e tra le popolazioni indigene è di gran lunga superiore rispetto alle zone più centrali e sviluppate.
Delegati di Amnesty International hanno visitato l?Indonesia a marzo, luglio, agosto e novembre.
Indonesia Briefing to the UN Committee Against Torture (ASA 21/003/2008)
Indonesia: Investigate ill-treatment of Papuan prisoner (ASA 21/019/2008)
Indonesia: Crackdown on freedom of expression in Maluku (ASA 21/021/2008)