Capo di Stato: Giorgio Napolitano
Capo del governo: Silvio Berlusconi (subentrato a Romano Prodi a maggio)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 58,9 milioni
Speranza di vita: 80,3 anni
Mortalità infantile al di sotto dei 5 anni (m/f): 6/6‰
Alfabetizzazione adulti: 98,4%
Durante tutto l'anno i rom sono stati oggetto di gravi aggressioni e non sono state rese disponibili sufficienti informazioni su indagini efficaci in merito a tali episodi. Gli sgomberi forzati hanno spinto i rom in una più profonda condizione di povertà. Varie persone hanno ricevuto ordini di espulsione e almeno due sono state espulse in Tunisia, dove erano a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani. In Italia ancora manca una legge organica per la tutela dei richiedenti asilo. Tuttavia, a seguito dell'attuazione della legislazione comunitaria, sono entrate in vigore una serie più ampia di norme, che comprendono alcuni miglioramenti nella procedura di asilo. Le indagini in merito alle denunce di maltrattamenti a opera di agenti delle forze di polizia sono state insufficienti.
I rom sono stati vittime di aggressioni di stampo razzista e non hanno ottenuto protezione da parte delle autorità. Sono proseguiti gli sgomberi forzati illegittimi, mentre ai prefetti sono stati accordati poteri speciali per controllare gli insediamenti rom.
I rom e i sinti hanno continuato a non essere riconosciuti come minoranze nazionali.
Le comunità rom sono state oggetto di frequenti aggressioni e spesso le autorità non sono intervenute a fermare la violenza.
Nel mese di maggio il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale (CERD) ha espresso preoccupazione per le «segnalazioni di affermazioni razziste», tra cui dichiarazioni contro gli stranieri e i rom, attribuite a esponenti politici.
A luglio un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha commentato con «sbigottimento la retorica aggressiva e discriminatoria usata da alcuni leader politici, tra cui anche membri del governo, nel riferirsi alla comunità rom» e ha affermato che il «clima instaurato contro i rom ha avuto come conseguenza la mobilitazione di gruppi estremisti che hanno recentemente compiuto una serie di aggressioni contro campi e singole persone rom».
*Il 13 maggio, nel quartiere Ponticelli di Napoli, più di cento persone, secondo quanto riferito armate di bastoni e bottiglie molotov, hanno dato fuoco ad alcune parti di un insediamento rom. Una bottiglia molotov è stata lanciata contro una roulotte in cui vivevano numerosi bambini, che per pura fortuna sono riusciti a scappare e a non morire bruciati vivi. In totale, circa 800 rom sono stati costretti ad abbandonare l'accampamento. Nello stesso giorno, diverse persone di etnia rom sono state aggredite nelle zone circostanti.
* Il 6 giugno, davanti a un bar di Rimini, una donna rom incinta di sei mesi è stata ripetutamente colpita con calci alla schiena.
*Altri attacchi incendiari sono stati segnalati durante il corso dell'anno a Napoli, Novara, Pisa, Roma e Venezia.
Per tutto l'anno sono proseguiti gli sgomberi forzati illegittimi di comunità rom.
*Nel mese di aprile, circa 800 rom sono stati sgomberati dall'insediamento di via Bovisasca a Milano. Non è stata fornita loro una sistemazione alternativa, né sono state prese misure specifiche per le donne incinte, gli anziani e i bambini rimasti senza casa.
*A giugno, l'insediamento di Campo Boario a Roma, che ospitava 130 rom di nazionalità italiana, è stato distrutto dalle forze dell'ordine. La comunità è stata trasferita in un accampamento temporaneo nel quartiere di Tor Vergata, privo di servizi essenziali come l'acqua e la corrente elettrica. A ottobre la comunità è stata nuovamente spostata in un parcheggio a pochi chilometri di distanza.
Il 26 maggio il presidente del Consiglio ha dichiarato lo stato di emergenza nei confronti delle comunità rom di Lazio, Campania e Lombardia, in vigore fino al maggio 2009. I prefetti di tali regioni hanno ottenuto poteri speciali per effettuare il censimento delle persone che risiedevano nei campi, condurre sgomberi forzati, derogare a varie leggi dello Stato e raccogliere le impronte digitali delle persone, bambini compresi.
A seguito delle ampie critiche espresse dalle organizzazioni per i diritti umani, le impronte digitali sono state raccolte solo in situazioni eccezionali, quando non erano disponibili altri mezzi di identificazione.
Hanno continuato a verificarsi attacchi di stampo razzista, che comprendevano aggressioni fisiche e verbali e distruzione di proprietà. Sia il Commissario europeo per i diritti umani, sia il CERD hanno sottolineato che le affermazioni razziste di alcuni politici e l'adozione di norme contro i migranti avevano contribuito a creare un ambiente ostile contro i cittadini non italiani. Entrambi hanno sollecitato le autorità ad agire contro le dichiarazioni razziste e a introdurre pene più severe per i reati motivati da razzismo.
Migranti e richiedenti asilo senza valida documentazione, tra cui donne incinte e famiglie con bambini, sono stati regolarmente trattenuti subito dopo l'arrivo in centri di detenzione prima di avere la possibilità di fare domanda per ottenere la protezione internazionale. Ai migranti e ai richiedenti asilo detenuti in alcuni centri non è stato garantito il diritto di ricorrere in giudizio contro la legittimità della detenzione e le condizioni in cui erano trattenuti.
*Nel centro di detenzione di Cassabile, richiedenti asilo sono stati detenuti fino a cinque settimane prima di poter presentare domanda di asilo.
Sono stati segnalati decessi di migranti nei centri di detenzione attribuiti, secondo quanto riferito, al ritardo con cui era stata fornita loro l'assistenza medica.
*Il 24 maggio, nel Centro di permanenza temporanea di Torino, il cittadino marocchino Hassan Nejl è morto, dopo un malore. Secondo gli altri detenuti, non gli era stata data assistenza medica immediata e adeguata. È stata aperta un'inchiesta giudiziaria sul caso, ma a fine anno le sue conclusioni non erano ancora disponibili.
Il decreto legislativo di attuazione delle norme europee sulle procedure di asilo, adottato il 3 ottobre prevede la possibilità che sia sospesa l'espulsione dei richiedenti asilo che presentano ricorso contro il respingimento della domanda in prima istanza. Il decreto ha anche assegnato ai prefetti il potere di limitare entro un'area specifica la libertà di movimento di migranti e richiedenti asilo.
Anche le autorità municipali hanno adottato varie misure nei confronti dei migranti. L'11 febbraio un tribunale di Milano ha annullato una circolare emessa dal consiglio comunale della città lombarda a causa della sua natura discriminatoria. La circolare riduceva le possibilità di iscrivere alla scuola materna i figli di migranti privi di permesso di soggiorno.
Il Commissario europeo per i diritti umani e il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria hanno sollevato preoccupazioni dopo che il 21 maggio sono state adottate varie proposte di legge, note come "pacchetto sicurezza", per affrontare l'immigrazione irregolare. Un decreto, convertito nella legge 125/08 il 24 luglio, ha stabilito che, in caso di reati compiuti da migranti, la condizione di irregolarità del soggiorno è una circostanza aggravante, da aggiungere a quelle presenti nel codice penale, che potrebbe dare luogo all'imposizione di pene più severe.
L'Italia non si è occupata adeguatamente delle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto del programma di rendition operato dagli Stati Uniti d'America.
*Il 3 dicembre è stato nuovamente sospeso il processo contro sette cittadini italiani, principalmente agenti dei servizi segreti militari, in merito al rapimento di Abu Omar. Rifugiato egiziano con residenza in Italia, Abu Omar fu rapito a Milano nel febbraio 2003 e trasferito in aereo in Egitto, dove fu conseguentemente arrestato e, da quanto viene riferito, torturato. Fu rilasciato nel febbraio 2007 senza alcuna imputazione.
Nel mese di novembre il presidente del Consiglio ha dichiarato che l'uso di prove relative ai contatti con la CIA avrebbe messo a rischio il segreto di Stato. Il giudice ha deciso di sospendere il processo, ritenendo che fosse impossibile procedere oltre, dal momento che la maggior parte delle prove si riferiva a contatti con la CIA. Il processo è stato sospeso in attesa di una decisione della Corte Costituzionale, prevista per il mese di marzo 2009.
A fine anno il ministro della Giustizia non aveva ancora inoltrato alle autorità statunitensi le richieste di estradizione, emesse da un tribunale di Milano, di 26 cittadini statunitensi, tra cui membri del personale consolare, agenti della CIA e un colonnello dell'aeronautica.
L'Italia ha mantenuto in vigore il cosiddetto "decreto Pisanu", legge 155/05, che autorizza gli ordini di espulsione per i presunti terroristi. L'espulsione può essere ordinata dal ministro dell'Interno o da un prefetto quando vi sia il sospetto di collegamenti terroristici. La legge non prevede la convalida o l'autorizzazione giudiziaria dell'ordine di espulsione e non garantisce effettiva tutela contro il rimpatrio forzato in Paesi in cui vi sia rischio di tortura o di altri maltrattamenti.
*Il 28 febbraio, la Corte europea dei diritti umani si è pronunciata contro una decisione del ministro dell'Interno, risalente al 2006, relativa all'espulsione in Tunisia di Nassim Saadi, il quale era stato condannato in Italia per associazione a delinquere. Nonostante le rassicurazioni diplomatiche, se fosse stato rimandato in Tunisia egli avrebbe rischiato di subire violazioni dei diritti umani.
*Il 4 giugno, il cittadino tunisino Sami Ben Khemais Essid è stato rimpatriato in Tunisia seguendo una procedura accelerata di allontanamento applicata in casi di persone considerate un rischio per la sicurezza nazionale, nonostante la Corte europea dei diritti umani avesse richiesto all'Italia di sospendere l'espulsione in attesa di un giudizio sul caso.
*Il 13 dicembre, il cittadino tunisino Mourad Trabelsi è stato rimpatriato in Tunisia nonostante la Corte europea dei diritti umani avesse richiesto di sospenderne l'espulsione a causa dei rischi di tortura e altri maltrattamenti che egli avrebbe corso in Tunisia. A fine anno né la famiglia, né l'avvocato sapevano dove si trovasse Mourad Trabelsi.
Le autorità non sono state in grado di introdurre il reato di tortura nel codice penale, né di istituire un meccanismo efficace di controllo delle responsabilità delle forze di polizia. Sono pervenute continue segnalazioni di tortura e altri maltrattamenti a opera di agenti delle forze dell'ordine, soprattutto nei confronti di migranti.
*È proseguito il processo per la morte di Federico Aldrovandi. Questi era morto il 25 settembre 2005 dopo essere stato fermato da quattro agenti di polizia che, in seguito, sono stati accusati di omicidio colposo. Le nuove prove presentate il 25 novembre hanno suggerito che il decesso di Federico Aldrovandi sarebbe stato provocato dai metodi di contenimento impiegati dalla polizia, che gli avrebbero impedito di respirare, causandogli un arresto cardiorespiratorio.
*Si sono avuti nuovi sviluppi nel caso di Aldo Bianzino, morto nell'ottobre 2007 in carcere a Perugia, due giorni dopo l'arresto. Una visita medica effettuata subito dopo il fermo lo aveva trovato in perfetta salute. L'autopsia aveva rivelato un'emorragia cerebrale e la lacerazione del fegato. La procura aveva avviato un procedimento penale contro ignoti per omicidio e contro un agente di custodia per omissione di soccorso. La famiglia di Aldo Bianzino si è detta convinta che egli sia morto per i maltrattamenti subiti durante la detenzione. Nel mese di febbraio ulteriori esami medico-legali ordinati dalla procura hanno stabilito che Aldo Bianzino sarebbe morto per cause naturali dovute a un aneurisma cerebrale. La procura ha perciò chiesto la chiusura del procedimento per omicidio, richiesta a cui la famiglia si è opposta. A ottobre il giudice ha stabilito che il caso non doveva essere chiuso.
*Il 29 settembre il cittadino ghanese Emmanuel Bonsu è stato arrestato e, secondo quanto riferito, picchiato da agenti della polizia municipale di Parma, con conseguenti danni all'occhio. È stato rilasciato dopo quattro ore. Dieci agenti di polizia sono stati incriminati, tra l'altro, per rapimento, maltrattamenti e abuso di potere.
Sono proseguiti i processi contro manifestanti e agenti delle forze dell'ordine coinvolti nelle operazioni di mantenimento dell'ordine pubblico in occasione del Summit G8 tenutosi a Genova nel 2001.
*Nel mese di gennaio al ministro dell'Interno è stato ordinato di versare quale indennizzo 35.000 euro a M.P., un medico duramente picchiato da agenti di polizia durante gli scontri di Genova del 2001.
*Il 14 luglio, 15 persone, tra cui agenti di polizia, agenti di custodia e medici, sono state condannate a periodi di reclusione fino a cinque anni perché riconosciuti colpevoli di abuso d'ufficio e maltrattamenti dei manifestanti detenuti nella prigione di Bolzaneto. A novembre il giudice ha affermato di aver potuto condannare gli imputati soltanto per accuse minori, dal momento che la tortura non è un reato riconosciuto dal codice penale. È improbabile che i condannati scontino effettivamente la condanna, poiché i reati di cui sono stati dichiarati colpevoli saranno prescritti, secondo la legge italiana, prima della conclusione del processo di appello.
*Il 13 novembre, 13 agenti delle forze di polizia sono stati riconosciuti colpevoli, tra l'altro, di maltrattamenti sui manifestanti presenti nella scuola Armando Diaz, di calunnia e di fabbricazione di prove false. I colpevoli, in solido con il ministro dell'Interno, dovrebbero corrispondere indennizzi alle vittime. Le condanne inflitte dal tribunale variano da un mese a quattro anni di reclusione.
State of denial - Europe's role in rendition and secret detention (EUR 01/003/2008)
Italy: the witch-hunt against Roma people must end (EUR 30/006/2008)