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Kuwait

Stato del Kuwait

Capo di Stato: sceicco Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah
Capo del governo: sceicco Nasser Mohammad al-Ahmad al-Sabah
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 2,9 milioni
Speranza di vita: 77,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 11/9‰
Alfabetizzazione adulti: 93,3%

  1. Diritti dei migranti
  2. Controterrore e sicurezza
  3. Libertà di espressione
  4. Pena di morte

Lavoratori migranti hanno continuato ad affrontare situazioni di sfruttamento e abusi, e a chiedere protezione per i loro diritti. Alcuni sono stati espulsi dopo che avevano preso parte a proteste di massa. Il governo ha promesso di migliorare le condizioni. Diversi giornalisti sono stati perseguiti. È stato segnalato un caso di tortura. Almeno 12 persone erano in attesa di esecuzione ma non si è avuta notizia di esecuzioni portate a termine.

Diritti dei migranti

A luglio, migliaia di lavoratori migranti, in maggioranza cittadini del Bangladesh, hanno preso parte a proteste di massa per chiedere un miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro. La polizia ha impiegato manganelli e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti e, stando alle notizie, un migliaio di lavoratori sono stati rastrellati ed espulsi. Alcuni hanno accusato di essere stati picchiati o altrimenti maltrattati dalla polizia al momento dell'arresto e mentre erano detenuti.

A seguito dei disordini il governo ha introdotto un salario minimo garantito per gli addetti alle pulizie e le guardie di sicurezza impiegate dalle società a contratto statale ma non per gli altri lavoratori. L'8 settembre la Commissione parlamentare sui diritti umani ha richiesto la revisione del sistema in base al quale i lavoratori stranieri devono ottenere uno sponsor kuwaitiano che offra loro lavoro.

Migliaia di lavoratrici domestiche sono risultate in particolar modo vulnerabili agli abusi da parte dei datori di lavoro. Ad agosto, la Commissione parlamentare sui diritti umani ha proposto un nuovo progetto di legge che prevede pene detentive fino a 15 anni di carcere per reati come il lavoro forzato, abusi nei confronti dei lavoratori e sfruttamento sessuale delle lavoratrici domestiche.

Controterrore e sicurezza

Quattro cittadini kuwaitiani continuavano a essere detenuti presso la struttura di detenzione statunitense di Guantánamo Bay. Il 22 ottobre, la pubblica accusa militare statunitense ha formulato capi d'accusa per crimini di guerra nei confronti di due di loro, Fouad al-Rabia e Faiz al-Kandari. Se giudicati colpevoli di cospirazione e sostegno al terrorismo, essi potrebbero essere condannati all'ergastolo.

*Il 22 maggio, funzionari della sicurezza di Stato a volto coperto hanno arrestato Adel Abdul Salam al-Dhofairi, lo hanno bendato, ammanettato e incatenato, e interrogato per tre giorni. Essi gli hanno chiesto di identificare un uomo afghano sospettato di aver inviato persone in Afghanistan, e lo hanno accusato di aver consegnato all'uomo piccole somme di denaro per le famiglie bisognose, accuse da lui negate. I funzionari hanno picchiato duramente Adel al-Dhofairi, lo hanno fatto immergere in acqua gelata e correre bendato e ammanettato lungo un corridoio. Egli è stato condotto davanti al magistrato, il quale ne ha autorizzato la detenzione per 15 giorni e lo ha multato. Egli è stato rilasciato senza accusa dopo 18 giorni di detenzione. Il suo tentativo di sporgere una denuncia alle autorità è stato respinto e non è stata avviata alcuna indagine.

Libertà di espressione

A luglio è stato formato un sindacato indipendente dei giornalisti, quattro anni dopo che un tribunale ne aveva respinto la creazione. Tuttavia, diversi giornalisti sono stati perseguiti per accuse di diffamazione e di altro tipo sebbene queste non comportino più pene detentive.

*L'8 marzo, due direttori sono stati multati dalla Corte penale di Kuwait City e le licenze dei loro giornali sono state ritirate. Mansur Ahmad Muhareb al-Hayni, direttore del settimanale al-Abraj, è stato giudicato colpevole di diffamazione del primo ministro, e Hamed Turki Abu Yabes, direttore del quotidiano al-Shaab, è stato ritenuto colpevole di pubblicazione di articoli politici (il suo giornale aveva la licenza di pubblicare solamente articoli di arte e cultura).

Una nuova proposta di legge per punire «i trasgressori di Internet» potrebbe, secondo quanto riportato, prevedere il carcere e ammende per una serie di "reati on-line", come promozione di condotta immorale, incitamento a sentimenti anti-governativi, divulgazione di segreti di Stato e oltraggio all'Islam.

Pena di morte

Almeno 12 persone si trovavano nel braccio della morte, comprese sei che erano state condannate nel corso dell'anno, ma non si è avuta notizia di esecuzioni portate a termine. Due delle quattro sentenze di morte confermate dalla Corte Suprema sono state in seguito commutate dall'emiro, il capo dello Stato.

A dicembre il Kuwait ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

*Il 24 giugno, la Corte Suprema ha confermato la sentenza di morte comminata nel dicembre 2007 nei confronti dello sceicco Talal bin Nasser al-Sabah, membro della famiglia reale, per traffico di droga.

*L'8 luglio, l'emiro ha commutato la condanna a morte nei confronti di May Membriri Vecina, una lavoratrice domestica delle Filippine, dopo che era stata giudicata colpevole dell'omicidio dei figli del suo datore di lavoro e di aver tentato di ucciderne altri due. Al processo a suo carico, la donna ha affermato che il suo datore di lavoro aveva abusato fisicamente e psicologicamente di lei, rendendola mentalmente incapace.