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Liberia

Repubblica della Liberia

Capo di Stato e di governo: Ellen Johnson-Sirleaf
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 3,9 milioni
Speranza di vita: 44,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 212/194‰
Alfabetizzazione adulti: 51,9%

  1. Contesto
  2. Dispute sulla terra
  3. Pena di morte
  4. Giustizia transizionale
  5. Impunità
  6. Violenza contro donne e minorenni
  7. Amministrazione della giustizia
  8. Missioni e rapporti di Amnesty International

La presidente Ellen Johnson-Sirleaf ha convertito in legge un documento legislativo che reintroduce la pena di morte per il reato di omicidio commesso nel contesto di rapina armata. La magistratura ha continuato a essere ostacolata dalla carenza di personale. Sono stati riportati elevati tassi di stupro e altre forme di violenza sessuale. Tra gli sforzi messi in atto per fronteggiare l'aumento di stupri e violenze sessuali si cita una decisione del governo per istituire una corte speciale dedicata a questo particolare tipo di reati. Non si sono avuti progressi nella nomina dei commissari per la commissione nazionale indipendente sui diritti umani.

Il lavoro della Commissione verità e riconciliazione (TRC) ha compiuto significativi avanzamenti, con udienze individuali conclusesi entro fine anno. A gennaio è ripreso all'Aja il processo all'ex presidente Charles Taylor. Chuckie Taylor, figlio di Charles Taylor, sotto processo negli Stati Uniti d'America ai sensi della legge del 1994 sulla tortura, è stato giudicato colpevole dei crimini commessi in Liberia alla fine degli anni Novanta quando ricopriva la carica di capo dell'Unità anti-terrorismo sotto il governo dell'ex presidente Charles Taylor.

Contesto

A dicembre si è conclusa la fase finale del programma di disarmo, smobilitazione, riabilitazione e reintegro che ha interessato 7.251 ex combattenti, di cui il 40% era costituito da donne.

I processi per tradimento dell'ex generale delle Forze armate della Liberia (AFL), Charles Julu, e dell'ex colonnello Andrew Dorbor, si sono risolti a maggio con l'assoluzione. L'ex portavoce incaricato dell'Assemblea legislativa transizionale nazionale George Koukou, accusato di tradimento, è stato graziato dalla presidente a gennaio.

Il processo per accuse di corruzione dell'ex presidente del Governo transizionale nazionale della Liberia (NTGL) Charles Gyude Bryant è stato interrotto, ed egli ha concordato la restituzione dei fondi indebitamente appropriati. Il processo di Edwin Snowe, ex portavoce della Camera dei rappresentanti, incriminato per appropriazione di fondi pubblici, è proseguito.

Nel corso dell'anno la Liberia ha ricevuto 15 milioni di dollari USA dal Fondo di peacebuilding delle Nazioni Unite destinati a promuovere la riconciliazione e la risoluzione del conflitto. Ad aprile, i creditori di Paris Club hanno concordato un condono del debito della Liberia pari a 254 milioni di dollari USA, condizionato al programma di riforme del Fondo Monetario Internazionale. A giugno è stata finalizzata a Berlino una strategia di riduzione della povertà, nell'ambito di un convegno che ha visto riuniti esponenti di governo e donatori.

A febbraio è stata dispiegata la prima unità di peacekeeping interamente femminile proveniente dall'India quale parte di una Missione delle Nazioni Unite in Liberia (UNMIL). Il mandato dell'UNMIL è stato rinnovato fino al settembre 2009 e a fine anno contava un contingente pari a 11.000 unità.

L'Esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla Liberia ha visitato il Paese a luglio.

Reati violenti, specialmente rapine a mano armata, sono risultati in aumento durante tutto l'anno, alimentati da un alto tasso di disoccupazione, da dispute sulla proprietà della terra, dalla povertà e dalla facile reperibilità di armi di piccolo calibro. Le attività di ex combattenti hanno continuato a essere fonte di instabilità, in particolare nel contesto di attività minerarie illecite.

Le Nazioni Unite hanno esteso l'embargo sulle armi alla Liberia per un ulteriore anno.

Dispute sulla terra

Uno studio pubblicato a settembre dalla TRC ha dimostrato che le dispute sulla terra rappresentavano la principale minaccia alla pace in Liberia.

*A maggio, secondo le accuse, almeno 19 lavoratori delle piantagioni sono stati uccisi e almeno altri 21 sono scomparsi vicino al confine tra le contee di Margibi e Grand Bassa nel contesto di una disputa sulla terra tra il senatore Roland Kaine, precedentemente del Fronte patriottico nazionale della Liberia (NPFL) e il segretario al Commercio Charles Bennie, già appartenente ai Liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia (LURD). Stando alle accuse, Roland Kaine ha ordinato l'uccisione dei lavoratori delle piantagioni alle dipendenze di Charles Bennie. Lo stile delle uccisioni era tipico del conflitto liberiano in cui alle vittime venivano legate le mani dietro la schiena e venivano gettate in un fiume o annegate. Il processo a Roland Kaine e ad altri 15 imputati è iniziato a novembre.

Pena di morte

A maggio la Camera dei rappresentanti ha approvato un progetto di legge che conferma la pena di morte per omicidio commesso nel contesto di rapina a mano armata, atti di terrorismo o dirottamenti. A luglio la bozza legislativa è stata convertita in legge dalla presidente, contravvenendo agli obblighi della Liberia ai sensi del Secondo protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, che ha come obiettivo l'abolizione della pena di morte, e al quale la Liberia ha aderito nel 2005.

A dicembre la Liberia si è astenuta alla votazione di una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

Giustizia transizionale

Le pubbliche sessioni su base individuale della TRC hanno avuto inizio a gennaio e si sono concluse a settembre. Una ha avuto luogo negli Stati Uniti d'America, la prima volta che una sessione della TRC veniva tenuta al di fuori del Paese in cui erano state commesse le violazioni. Alle sessioni hanno fatto seguito udienze istituzionali e tematiche che a fine anno erano ancora in corso.

Le Nazioni Unite e altri organismi internazionali hanno espresso la loro preoccupazione riguardo all'assenza di un'adeguata protezione dei testimoni. Il mandato della TRC è stato prorogato per tre mesi, e il suo rapporto era atteso con ogni probabilità per il 2009. A settembre la TRC ha avanzato richiesta al Tribunale speciale per la Sierra Leone di chiamare a testimoniare l'ex presidente Charles Taylor. A dicembre, in un tentativo di spingere i presunti responsabili a prendere parte alle udienze, la TRC ha pubblicato un elenco di 198 nomi di presunti perpetratori che si erano rifiutati di comparire innanzi alla corte per rispondere delle accuse a loro carico.

La Commissione nazionale indipendente sui diritti umani è rimasta non operativa a causa di ritardi nella nomina dei suoi commissari. A giugno sono stati presentati all'assemblea legislativa emendamenti riguardanti alcuni provvedimenti inseriti nella legge che regolamenta la Commissione.

Impunità

Il governo non ha intrapreso iniziative per indagare e perseguire i responsabili di crimini ai sensi del diritto internazionale commessi durante i 14 anni di conflitto.

Roy M. Belfast Jr (noto come Charles McArthur Emmanuel o Charles "Chuckie" Taylor Jr), figlio di Charles Taylor, è stato giudicato colpevole alla fine di ottobre da una corte statunitense di tortura e reati connessi mentre rivestiva la carica di capo dell'Unità anti-terrorismo in Liberia. Si tratta della prima sentenza di colpevolezza ai sensi della legge statunitense sulle vittime di tortura, emanata nel 1994. Chuckie Taylor è anche la prima persona a essere processata e giudicata colpevole per reati ai sensi del diritto internazionale commessi durante il conflitto in Liberia. La sentenza era attesa agli inizi del 2009.

A marzo una corte d'appello dei Paesi Bassi ha ribaltato il verdetto di colpevolezza di Gus Kouwenhoven, il quale era stato ritenuto colpevole di violazione dell'embargo delle Nazioni Unite sulle armi per aver fornito armamenti a Charles Taylor durante il conflitto in Liberia. La corte d'appello ha fatto seguito alla decisione della corte distrettuale di prosciogliere Gus Kouwenhoven dalle accuse di crimini di guerra.

Violenza contro donne e minorenni

Stupri e altre forme di violenza sessuale sono rimasti tra i reati più frequentemente commessi. Secondo le Nazioni Unite tra gennaio e giugno sono stati registrati 349 stupri, in significativo aumento rispetto all'anno precedente. L'accesso alle strutture sanitarie per assistenza di pronto soccorso e psicologica ha continuato a essere inadeguato.

I reati contro minorenni, tra cui stupri, violenza sessuale, violenza fisica, tratta e abbandono, hanno continuato a essere motivo di grave preoccupazione.

Si sono avuti alcuni sviluppi positivi nell'affrontare il fenomeno degli stupri e altre forme di violenza sessuale. A maggio, il governo ha deciso di istituire un tribunale speciale dedicato ai casi giudiziari riguardanti la violenza di genere e sessuale. A giugno a Monrovia è stata aperta una casa protetta per sopravvissute alla violenza sessuale, con il sostegno dell'UNMIL e gestita da una ONG locale. Durante l'anno è stato adottato un piano nazionale di azione sulla violenza per motivi di genere e le Nazioni Unite hanno stanziato fondi per dare attuazione al piano. A luglio la Liberia ha ratificato il Protocollo alla Carta africana sui diritti umani e dei popoli sui diritti delle donne in Africa.

Amministrazione della giustizia

Sono stati registrati alcuni progressi nell'addestramento degli agenti di polizia. Tra il 2004 e la fine del 2008, almeno 3.661 agenti, tra cui 344 donne, hanno ricevuto una formazione di base e oltre 1.000 un addestramento specifico. Tuttavia, la polizia ha continuato a essere penalizzata dall'inadeguatezza delle risorse, compreso il ritardato pagamento degli stipendi, aspetto che ha finito col favorire pratiche di corruzione e ha limitato la sua capacità di operare in modo efficace e di essere presente in ogni parte del Paese.

Il settore della giustizia ha continuato a subire gli effetti della carenza di giudici qualificati, della mancanza di infrastrutture, di normative di procedura arcaiche e di un numero troppo esiguo di funzionari giudiziari. In tutto il Paese era attivo un unico difensore d'ufficio.

I problemi del sistema giudiziario hanno prodotto situazioni di sovraffollamento nella Prigione centrale di Monrovia. All'incirca il 95% dei detenuti nella suddetta prigione erano trattenuti senza accusa, alcuni da periodi anche di due anni. A febbraio, l'intervento di una organizzazione locale ha contribuito al rilascio dalla Prigione centrale di Monrovia e dal carcere di Kakata di 36 prigionieri che vi erano detenuti senza accusa da oltre 180 giorni. A novembre e nuovamente agli inizi di dicembre rispettivamente più di 50 e 100 persone sono evase dalla Prigione centrale di Monrovia. La polizia ha risposto arrestando alcuni dei prigionieri evasi, oltre che alcuni passanti.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Liberia a gennaio per girare un film e a marzo per lanciare un rapporto.

Liberia: A flawed process discriminates against women and girls (AFR 34/004/2008)

Film: Women of Liberia fighting for Peace

Liberia: Towards the final phase of the Truth and Reconciliation Commission (AFR 34/002/2008)