Capo di Stato: Yang di-Pertuan Agong Tuanku Mizan Zainal Abidin
Capo del governo: Abdullah Ahmad Badawi
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 27 milioni
Speranza di vita: 73,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 12/10‰
Alfabetizzazione adulti: 88,7%
Il governo ha serrato il controllo sul dissenso e ristretto il diritto alle libertà di espressione e di religione. Blogger sono stati arrestati ai sensi della legge sulla sedizione, mentre la legge sulla carta stampata e le pubblicazioni (PPPA) è stata utilizzata per controllare i contenuti dei giornali. Dieci persone sono state arrestate e detenute arbitrariamente ai sensi della legge sulla sicurezza interna (ISA). Le forze di sicurezza hanno continuato a far ricorso a un uso eccessivo della forza mentre l'istituzione di una commissione indipendente sui reclami relativi a casi di cattiva condotta della polizia è stata rinviata. Personale dell'immigrazione e volontari hanno effettuato arresti di massa di lavoratori migranti. Almeno 22 persone sono state condannate a morte. Il numero delle esecuzioni effettuate è rimasto sconosciuto.
Alle elezioni di marzo, l'opposizione ha vinto il controllo di cinque dei 13 Stati malaysiani e 82 dei 222 seggi parlamentari, ponendo fine alla soverchiante maggioranza detenuta dalla coalizione del Barisan Nasional (Fronte Nazionale). Ad agosto, il leader dell'opposizione ed ex detenuto ai sensi dell'ISA Anwar Ibrahim è stato eletto al Parlamento.
Le autorità hanno sospeso o minacciato di cancellare licenze di pubblicazione ai sensi della PPPA e arrestato blogger in base alla legge sulla sedizione.
*Ad aprile, le autorità hanno sospeso l'autorizzazione alla stampa del giornale tamil Makkal Osai, in quanto avrebbe offerto estesa copertura alla coalizione di opposizione nel periodo precedente le elezioni.
*A maggio, le autorità hanno minacciato di revocare la licenza di pubblicazione al quotidiano cattolico The Herald per aver utilizzato la parola "Allah" come sinonimo di "Dio".
*A settembre, il blogger Syed Azidi Syed è stato arrestato e detenuto per tre giorni ai sensi della legge sulla sedizione, in quanto avrebbe postato un articolo che esortava la gente a esporre la bandiera malaysiana capovolta in segno di protesta contro alcune politiche attuate dal governo.
*A maggio, il blogger Raja Petra Kamarudin è stato incriminato ai sensi della legge sulla sedizione per un articolo in cui egli avrebbe implicato il coinvolgimento del vice primo ministro nell'omicidio di una donna mongola. A settembre, egli è stato arbitrariamente arrestato e detenuto ai sensi dell'ISA. Sei giorni prima del suo arresto, secondo quanto citato, il ministro dell'Interno ha affermato che egli avrebbe potuto essere arrestato in base all'ISA per aver insultato i musulmani e denigrato l'Islam in alcuni articoli apparsi sul suo sito web. Il ministro dell'Interno ha emesso un ordine di detenzione di due anni, rinnovabile a tempo indefinito. A novembre, dopo un acceso dibattito pubblico, l'Alta Corte ha sentenziato che doveva essere rilasciato.
Durante l'anno due persone sono state arrestate ai sensi dell'ISA. A fine anno erano almeno 50 i detenuti trattenuti in base alla suddetta legge, compresi 17 che erano reclusi da un minimo di quattro a un massimo di otto anni senza accusa né processo. Si è avuta notizia del rilascio di 31 detenuti, compresi quattro cittadini indonesiani i quali sono stati espulsi.
*Il meccanico Sanjeev Kumar, il quale aveva sviluppato una paralisi e disturbi mentali, presumibilmente in seguito alle torture subite mentre era in detenzione, è stati rilasciato a settembre. A fine anno egli si trovava sotto ordine di soggiorno obbligato.
*Cinque leader della Forza d'azione per i diritti indù sono rimasti detenuti per aver organizzato alcuni raduni contro l'emarginazione dell'etnia indo-malaysiana. A marzo, mentre era in detenzione, Manoharan Malayalam è stato eletto all'assemblea statale. A maggio, la Corte federale ha archiviato l'istanza di habeas corpus presentata dai cinque con la motivazione che il loro arresto era da considerarsi legale. Da allora essi hanno presentato ricorsi contro la decisione della Corte federale. Amnesty International li considera prigionieri di coscienza.
*A maggio, il parlamentare dell'opposizione Lim Lip Eng è stato percosso da personale della sicurezza che si ritiene appartenente all'Unità riservista federale (FRU) dopo che aveva tentato di mediare una situazione di stallo tra la polizia e alcuni residenti riguardo a una disputa per l'accesso a una strada.
*A maggio, almeno 10 uomini in uniforme, stando alle fonti, appartenenti alla FRU hanno trascinato con la forza il meccanico Chang Jium Haur fuori dalla sua auto e lo hanno percosso finché non ha perso conoscenza. Alla data di stampa, nessuno era stato perseguito per l'episodio.
Il parlamento ha aggiornato il dibattito sul progetto di legge d'istituzione di una Commissione speciale sui reclami, su proposta del governo, finalizzata a monitorare la cattiva condotta della polizia, che era stata ampliamente criticata da associazioni locali e internazionali per i diritti umani.
Un terzo dei tre milioni di migranti della Malaysia sono rimasti a rischio di arresto ed espulsione a causa del loro status di irregolari, compreso un numero imprecisato che temevano persecuzioni una volta rimpatriati nel loro Paese di origine. Il governo non fa distinzioni tra lavoratori migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Alla data di agosto, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati aveva registrato 41.405 persone per le quali esistevano preoccupazioni, 11.172 delle quali erano minorenni. L'88% di esse proveniva da Myanmar.
A marzo il Dipartimento delle carceri aveva completato il trasferimento di 11 centri di detenzione per immigrati al Dipartimento immigrazione. I 480.000 volontari privi di addestramento del Relawan Ikatan Rakyat (Rela - Corpo di volontari del popolo) hanno rilevato la gestione dei centri. Le segnalazioni di gravi violazioni contro i detenuti per mano del Rela sono aumentate.
*Ad aprile, nel centro di detenzione per immigrati di Lenggeng è scoppiata una rivolta contro i pestaggi selvaggi di alcuni detenuti e le deplorevoli condizioni del centro.
Membri del Rela, che può effettuare arresti senza mandato o assistenza della polizia o degli agenti dell'immigrazione, non hanno fatto distinzioni tra richiedenti asilo, rifugiati, apolidi, e lavoratori migranti durante le loro operazioni in materia di immigrazione. In una di queste, svoltasi ad agosto, il Rela ha arrestato circa 11.600 persone, per scoprire al termine delle procedure di controllo che soltanto 500 di esse non avevano uno status di immigrazione regolare.
A giugno, il ministro dell'Interno ha annunciato un giro di vite finalizzato a espellere 200.000 migranti irregolari, in maggioranza filippini. I dati forniti dal governo delle Filippine indicano che alla data di agosto gli espulsi erano 35.000. A fine anno altre migliaia erano stati sottoposti a espulsione. La Commissione per i diritti umani delle Filippine stava indagando sulle accuse di percosse e condizioni di detenzione sovraffollate durante la suddetta operazione.
La politicizzazione della religione è sensibilmente aumentata durante l'anno. Persone hanno continuato a incontrare impedimenti alla conversione dall'Islam.
*A marzo, Kamariah Ali, una donna nata musulmana, è stata condannata da una corte della sharia a due anni di reclusione per aver rinunciato all'Islam.
*Ad agosto, un forum dell'Ordine egli avvocati sulle cause legali affrontate da famiglie malaysiane nel caso in cui un coniuge si converta all'Islam è stato costretto a interrompere i lavori dalla polizia e da dimostranti islamisti in quanto i manifestanti minacciavano di entrare con la forza al convegno. Contro questi ultimi non è stato intrapreso alcun provvedimento.
La discriminazione razziale è rimasta istituzionalizzata in Malaysia, in particolare nelle «politiche di azione affermativa» sostenute dal governo per i Bumiputeras (popoli malay e indigeni di Sabah e Sarawak) riguardo alla proprietà della terra, dell'impiego e dell'istruzione, che in alcuni casi ha determinato la completa esclusione di altri gruppi.
*Ad agosto, ha destato scalpore nell'opinione pubblica la proposta di un funzionario statale affinché l'Università Teknologi Mara (UITM) stanziasse il 10% dei posti universitari a non malay. L'università, che ospita 120.000 studenti, è stata aperta negli ultimi 50 anni soltanto ai malay. Il primo ministro e il ministro dell'Istruzione Superiore hanno rigettato la proposta.
A gennaio, l'ONG Malaysiani contro la pena di morte ha calcolato che il numero di reclusi del braccio della morte era di almeno 300, la maggioranza dei quali per reati di droga. Amnesty International è a conoscenza di 22 persone condannate a morte dall'Alta Corte nel corso dell'anno, mentre il numero delle esecuzioni resta sconosciuto.
A dicembre, la Malaysia ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.
La fustigazione ha continuato a essere impiegata per punire molti reati, compresi quelli legati all'immigrazione.