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Messico

Stati Uniti Messicani

Capo di Stato e di governo: Felipe Calderón Hinojosa
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 107,8 milioni
Speranza di vita: 75,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 22/17‰
Alfabetizzazione adulti: 91,6%

  1. Contesto
  2. Difensori dei diritti umani
  3. Polizia e forze di sicurezza
  4. Tortura e altri maltrattamenti
  5. Libertà di espressione - giornalisti
  6. Impunità
  7. Violenza contro donne e ragazze
  8. Migranti
  9. Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali
  10. Rapporti di Amnesty International

Membri dell'esercito e della polizia hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, tra cui esecuzioni extragiudiziali, uso eccessivo della forza, torture e detenzioni arbitrarie. Diversi giornalisti sono stati uccisi. Difensori dei diritti umani sono stati oggetto di minacce, accuse di reato costruite ad arte e procedimenti giudiziari iniqui. Persone che protestavano contro progetti di sviluppo economico sono state aggredite. La Corte Suprema ha rigettato un ricorso costituzionale relativo alla legislazione di Città del Messico che depenalizza l'aborto. Sono iniziate le riforme al sistema di giustizia penale. La violenza contro le donne ha continuato a essere diffusa.

Contesto

La questione della sicurezza pubblica e la riforma del settore energetico hanno dominato il dibattito politico. Migliaia di agenti della polizia federale e 45.000 militari sono stati impiegati in operazioni contro il crimine organizzato. Tuttavia, i livelli di violenza attribuiti a queste organizzazioni sono aumentati; rapporti dei media riferiscono che durante l'anno più di 6.000 persone sono state uccise in questi episodi di carattere violento. Anche decine di agenti della sicurezza sono stati uccisi o feriti mentre erano in servizio.

*A settembre i corpi di 24 uomini assassinati sono stati trovati nel parco nazionale La Marquesa, Stato del Messico. In un presunto attacco di rappresaglia da parte di una banda di narcotrafficanti, due granate sono state lanciate tra la folla che celebrava la Giornata dell'indipendenza del Messico a Morelia, Stato di Michoacán, uccidendo otto persone e ferendone molte altre. A ottobre la polizia federale ha arrestato tre uomini in relazione all'attacco con le granate. Gli uomini hanno confessato, ma hanno presentato una denuncia legale per tortura durante la detenzione preventiva.

Le misure adottate per combattere il crimine hanno incluso sentenze più severe e l'adozione nella Costituzione della detenzione preventiva (arraigo) fino a 80 giorni. A settembre, istituzioni federali e statali hanno firmato l'Accordo nazionale per la sicurezza, la giustizia e la legalità per migliorare il coordinamento delle operazioni di polizia e di altre misure di sicurezza. A dicembre, il Congresso ha approvato una legislazione sulla pubblica sicurezza che regolamenta le forze di polizia, ma le tutele in materia di diritti umani non sono state rafforzate. A giugno, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato l'Iniziativa Merida che fornisce al Messico fondi per 400 milioni di dollari USA. Il pacchetto comprende la fornitura di equipaggiamento e formazione alla polizia e all'esercito messicani oltre che ai funzionari giudiziari e dell'immigrazione. Il 15% dei fondi destinati all'esercito è rimasto sospeso in attesa che la segreteria di Stato americana confermasse che il Messico aveva soddisfatto i requisiti in materia di diritti umani. Questi comprendono indagini credibili per identificare i responsabili dell'uccisione del video-giornalista statunitense Bradley Roland Will, avvenuto nel 2006 a Oaxaca durante disordini politici. A ottobre, Juan Manuel Martínez Moreno, membro di un gruppo politico di opposizione, è stato incarcerato e accusato dalla Procura generale federale dell'omicidio di Bradley Will. Molti, inclusi periti legali indipendenti e la Commissione nazionale dei diritti umani, hanno espresso critiche nei riguardi delle motivazioni della detenzione, in quanto temono che gli accusati in questo caso possano essere in realtà capri espiatori al fine di dimostrare l'ottemperanza del Messico alle condizioni stabilite dall'Iniziativa Merida.

Ad agosto il governo ha pubblicato il suo Programma nazionale per i diritti umani, ma non ha chiarito come e quando i vasti impegni assunti sarebbero stati realizzati. Molte organizzazioni della società civile hanno criticato il fallimento del governo nel mantenere un dialogo con loro in modo da sviluppare una concreta agenda sui diritti umani. Il governo e l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno rinnovato l'accordo per mantenere un ufficio in Messico.

Difensori dei diritti umani


Difensori dei diritti umani hanno continuato a subire minacce, aggressioni, incriminazioni penali politicamente motivate e detenzioni per aver guidato proteste o promosso il rispetto dei diritti umani. Il governo ha acconsentito a fornire misure di protezione a diversi difensori dei diritti umani, in base alle raccomandazioni della Commissione interamericana dei diritti umani. Tuttavia, alcuni difensori hanno riferito che non erano stati compiuti sostanziali sforzi per indagare i loro casi o per fornire loro una protezione effettiva.

*Ad aprile, cinque membri dell'Organizzazione del popolo indigeno me' phaa (Organización de pueblos indigenas me' phaa - OPIM), della municipalità di Ayutla, Stato del Guerrero, sono stati tratti in arresto e accusati dell'omicidio di Alejandro Feliciano García avvenuto il 1° gennaio. L'OPIM ha promosso campagne di vasta portata contro la marginalizzazione della comunità me' phaa e lavorato a favore dei diritti dei popoli indigeni. Nonostante un'ingiunzione federale favorevole a quattro dei detenuti e prove inconfutabili che il caso fosse politicamente motivato, a fine anno tutti e cinque rimanevano in custodia. Si tratta di prigionieri di coscienza.

Diversi progetti di sviluppo e di investimento hanno dato luogo a proteste da parte delle comunità locali per la mancanza di adeguate consultazioni e per il potenziale impatto negativo sui diritti sociali, ambientali e su altri diritti. Le comunità indigene hanno subito un numero particolarmente alto di rappresaglie.

*Nella comunità di Huizopa, municipalità di Madera, Stato di Chihuahua, gli abitanti che chiedevano che le operazioni di estrazione mineraria nelle terre comunali si svolgessero nel rispetto degli accordi presi con la comunità hanno subito minacce, mentre operazioni di polizia hanno disperso le loro legittime manifestazioni di protesta.

Polizia e forze di sicurezza

***Personale militare

Si sono avute crescenti segnalazioni relative a personale militare implicato in uccisioni extragiudiziali, torture, maltrattamenti, detenzioni arbitrarie e perquisizioni illegali di case. Il sistema giudiziario militare ha conservato la giurisdizione per indagare e perseguire il personale militare accusato di violazioni dei diritti umani. La Commissione nazionale dei diritti umani ha emesso nove raccomandazioni relativamente a gravi violazioni commesse durante l'anno da soldati.

*A marzo, personale militare ha aperto il fuoco su un veicolo a Santiago de los Caballeros, municipalità di Badiraguato, Stato di Sinaloa, uccidendo quattro uomini e ferendone altri due. Non vi era prova che le vittime fossero armate o rappresentassero una minaccia. A fine anno cinque soldati erano in custodia militare sotto inchiesta. Sempre a fine anno era pendente un'istanza avanzata dai loro familiari affinché fosse impedito che l'esercito rivendicasse la giurisdizione sul caso.

***Polizia

Uccisioni illegali, torture, uso eccessivo della forza e detenzioni arbitrarie da parte della polizia sono rimasti fenomeni diffusi. Sono state intraprese misure per creare un unico corpo di polizia federale con rafforzati poteri di investigazione. Tuttavia, non si sono avute iniziative di rilievo per migliorare l'assunzione di responsabilità della polizia in merito alle violazioni dei diritti umani e, sia a livello statale che municipale, le forze di polizia non sono state riformate.

*A settembre, la Polizia preventiva federale, stando alle accuse, ha sparato, uccidendolo, a un passante di 17 anni dopo aver, senza necessità e senza preavviso, indirizzato raffiche di proiettili contro un'auto a Matamoros, Stato di Tamaulipas. Gli occupanti dell'auto, Carlos Solis e Luis Alberto Salas, sono stati arrestati e accusati di omicidio, nonostante i testimoni abbiano dichiarato che era stata soltanto la polizia a sparare. Secondo quanto riferito, i due uomini sono stati torturati durante la custodia e a fine anno erano in attesa di processo per l'accusa di possesso di armi.

*A ottobre, sei membri della comunità indigena di Miguel Hidalgo, municipalità di La Trinitaria, Stato del Chiapas, sono morti sotto i colpi sparati dalla polizia di Stato. Almeno quattro di loro sono stati uccisi in circostanze tali da configurarsi come esecuzioni extragiudiziali. Diversi agenti sono stati arrestati e, stando alle fonti, a fine anno 26 erano indagati.

*A settembre, più di 30 prigionieri sono morti nel corso di rivolte nella prigione di Stato di La Mesa a Tijuana, Baja California. Il direttore della Commissione dei diritti umani di Baja California ha concluso che alcune delle morti erano state il risultato di un uso eccessivo della forza e di altre violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza responsabili delle operazioni.

Tortura e altri maltrattamenti

Tortura e altri maltrattamenti sono rimasti fenomeni diffusi. Nonostante varie iniziative, pochi sono stati i miglioramenti nel perseguimento dei responsabili. Ad agosto, il Sottocomitato delle Nazioni Unite sulla prevenzione della tortura ha visitato le strutture di detenzione di diversi Stati e ha ricevuto informazioni di numerosi casi di tortura. I risultati del Sottocomitato sono rimasti riservati.

*A febbraio, Eliseo Silvano Espinoza e Eliseo Silvano Jiménez, due indigeni tzeltal sono stati arrestati a Chilón, Stato del Chiapas, dalla Polizia stradale dello Stato. Secondo quanto riferito, erano stati esplosi dei colpi d'arma da fuoco contro di loro, erano stati picchiati, quasi soffocati, minacciati e irrorati di gas lacrimogeni per tentare di estorcere loro una confessione. I due uomini sono stati successivamente rilasciati senza accusa. A fine anno due agenti di polizia erano sotto inchiesta agli arresti.

*A ottobre, insegnanti e sostenitori di comunità hanno organizzato proteste nello Stato di Morelos. Nella città di Xoxocotla la polizia federale ha disperso le manifestazioni in corso lungo un'importante via di comunicazione. Molti di coloro che sono stati detenuti hanno denunciato di essere stati arrestati nelle loro abitazioni, picchiati e alcuni costretti a camminare a piedi nudi su carboni ardenti.

Libertà di espressione - giornalisti

Almeno cinque lavoratori del settore dei media sono stati uccisi e almeno uno, che era stato rapito, risultava ancora disperso. Ha continuato a persistere un clima di impunità per questi crimini e altri attacchi a giornalisti attribuiti a bande criminali.

*Ad aprile due donne indigene, Felícitas Martínez e Teresa Bautista, che lavoravano per una stazione radiofonica della comunità nella regione di Triqui, Stato di Oaxaca, sono state uccise dopo che uomini armati avevano sparato all'auto nella quale stavano viaggiando. Le autorità hanno negato che il loro omicidio fosse collegato al loro lavoro presso la radio, ma non hanno condotto un'indagine completa sui fatti.

Impunità

L'impunità per le passate e le recenti violazioni dei diritti umani è rimasta persistente. La mancanza di effettive istituzioni per indagare e perseguire le violazione dei diritti umani a livello federale o statale ha fortemente limitato l'individuazione delle responsabilità e l'accesso alla giustizia.

*In occasione del 40° anniversario del massacro di Piazza Tlatelolco, quando le forze governative spararono sui manifestanti a Città del Messico in circostanze che non sono mai state chiarite, i responsabili erano ancora lontani dal rendere conto alla giustizia. A fine anno era in corso una revisione da parte della corte federale di una precedente sentenza secondo cui l'ex presidente Echeverría non avrebbe dovuto affrontare un processo per genocidio in connessione con il massacro di Tlatelolco.

Non si sono registrati progressi giudiziari o impegni da parte del governo per assicurare alla giustizia i responsabili delle centinaia di casi di omicidi extragiudiziali, sparizioni forzate e tortura compiuti durante gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.

*A giugno, il caso di Rosendo Radilla, vittima di sparizione forzata per mano delle forze di sicurezza nel 1976 e le cui sorti non sono mai state stabilite, è stato presentato presso la Corte interamericana dei diritti umani.

Non hanno prodotto pressoché alcun risultato positivo le indagini su recenti casi emblematici, come per esempio la tortura e altri maltrattamenti di decine di manifestanti a Guadalajara nel 2004; la tortura, incluso lo stupro, di almeno 26 donne detenute a San Salvador Atenco nel maggio 2006; decine di casi di tortura, detenzione arbitraria e uccisioni illegali durante la crisi politica di Oaxaca nel 2006 e 2007. A fine anno i risultati delle indagini della Corte Suprema nazionale sugli abusi a San Salvador Atenco e Oaxaca rimanevano pendenti.

*A seguito del mancato avanzamento delle indagini federali, è rimasta ignota la sorte di Edmundo Reyes Amaya e Gabriel Alberto Cruz Sánchez, due membri dell'Esercito popolare rivoluzionario (Ejército popular revolucionario - EPR) che si teme siano stati vittime di sparizione forzata nel maggio 2007.

Violenza contro donne e ragazze

Ad agosto la Corte Suprema nazionale ha respinto un ricorso costituzionale alle riforme introdotte nel 2007 alla legislazione di Città del Messico che depenalizza l'aborto nelle prime 12 settimane di gravidanza.

La violenza contro le donne in famiglia, nella comunità e sul posto di lavoro continua a essere pervasiva. Il governo non ha ancora pubblicato nuove procedure destinate al personale medico per assistere le donne sopravvissute alla violenza.

Ventotto Stati hanno promulgato legislazioni sull'accesso delle donne a una vita libera dalla violenza, ma solo le autorità federali e tre governi statali avevano emesso regolamenti esecutivi per dare attuazione alle nuove normative in materia. I finanziamenti previsti per le diverse case protette per donne sono stati ritardati, mettendo a dura prova la rete delle strutture esistenti.

*In un contesto di crescita esponenziale della violenza criminale, più di 75 donne sono state uccise a Ciudad Juárez, Stato di Chihuahua. I difensori dei diritti umani impegnati a chiedere giustizia per i casi di assassinio o rapimento di donne e ragazze sono stati oggetto di minacce e intimidazioni.

*Tre dei casi delle otto donne trovate a Campo Algodonero, a Ciudad Juárez, nel 2001 sono stati istruiti presso la Corte interamericana dei diritti umani.

Migranti

Secondo le informazioni ricevute, il numero dei migranti che attraversano la frontiera con gli Stati Uniti è diminuito, mentre i rimpatri verso il Messico sono aumentati. I migranti irregolari in Messico hanno subito abusi, come estorsioni, pestaggi, rapimenti, stupri e uccisioni da parte di funzionari o bande criminali che spesso hanno operato con la complicità delle autorità locali. Di fatto, i responsabili di questi crimini non sono stati chiamati a rispondere di fronte alla giustizia. Le riforme legislative federali hanno ridotto la pena per il reato di soggiorno illegale in Messico dal carcere al pagamento di un'ammenda. La detenzione in attesa del rimpatrio è rimasta la norma per quasi tutti i migranti. La formazione per i funzionari dell'immigrazione sulla protezione dei diritti dei minorenni è migliorata. Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani dei migranti ha visitato il Messico a marzo e ha espresso grave preoccupazione per il trattamento dei migranti del Centro America.

*Ad aprile, le foto scattate durante un'operazione congiunta del Servizio immigrazione e della Marina militare per trattenere migranti irregolari a Las Palmas, municipalità di Niltepec, Stato di Oaxaca, sono state diffuse dai media. Le immagini, che mostravano migranti che subivano pestaggi e umiliazioni, sono state confermate da testimoni oculari. Tuttavia, il Servizio immigrazione e la Marina militare hanno negato che gli abusi abbiano avuto luogo.

*Padre Alejandro Solalinde e collaboratori dell'ostello di Ciudad Ixtepec, Stato di Oaxaca, che fornisce ai migranti assistenza umanitaria e documenta gli abusi contro di loro, hanno subito ripetute minacce come rappresaglia per il loro lavoro.

Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali

Sono state apportate importanti riforme alla Costituzione federale riguardo al tema della pubblica sicurezza e al sistema di giustizia penale, compresa l'introduzione di processi orali e miglioramenti delle debite procedure nei reati ordinari, così come relativamente alla presunzione di innocenza. Tuttavia, le riforme hanno aumentato i poteri dei pubblici ministeri nelle inchieste riguardanti gravi reati federali senza assicurare adeguati controlli. È stato stabilito un periodo di otto anni per l'introduzione delle riforme, ed è stato istituito un comitato speciale del governo con il compito di sviluppare proposte legislative per dare attuazione alle riforme a livello federale. Le riforme nella maggior parte degli Stati non erano ancora state avviate.

Sono state bloccate le riforme per incorporare specificatamente nella legislazione interna i trattati internazionali sui diritti umani.

Rapporti di Amnesty International

Women's struggle for Justice and safety - Violence in the family in Mexico (AMR 41/021/2008)

Amnesty International Submission to the UN Universal Periodic Review (AMR 41/038/2008)

Promoting Indigenous Rights in Mexico: Me' phaa Indigenous People's Organization (AMR 41/040/2008)