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Myanmar

Unione di Myanmar

Capo di Stato: senior generale Than Shwe
Capo del governo: generale Thein Sein
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 49,2 milioni
Speranza di vita: 60,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 105/87‰
Alfabetizzazione adulti: 89,9%

  1. Contesto
  2. Sgomberi forzati
  3. Mancato accesso umanitario
  4. Prigionieri politici
  5. Conflitto armato
  6. Libertà di espressione
  7. Processi iniqui
  8. Sfollati
  9. Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali
  10. Vaglio internazionale
  11. Rapporti di Amnesty International

A febbraio, il governo ha annunciato più tardi durante l'anno si sarebbe tenuto un referendum su una bozza costituzionale, cui avrebbero fatto seguito le elezioni nel 2010. A maggio, a una settimana soltanto dalla data fissata per il referendum, il ciclone Nargis ha devastato parte del Myanmar meridionale, colpendo all'incirca 2,4 milioni di persone. Più di 84.500 persone hanno perso la vita e oltre 19.000 sono rimaste ferite, mentre quasi 54.000 sono stati i dispersi. Nel periodo successivo il governo ha ritardato o posto condizioni agli aiuti, e si è rifiutato di consentire ai donatori internazionali di fornire assistenza umanitaria. In seguito a una visita del Segretario generale delle Nazioni Unite alla fine di maggio, l'accesso è migliorato, ma il governo ha continuato a ostacolare gli aiuti e a sfrattare con la forza i sopravvissuti dai loro rifugi.

Sempre a maggio, il governo ha esteso gli arresti domiciliari a Daw Aung San Suu Kyi, segretaria generale della Lega nazionale per la democrazia (NLD), il principale partito di opposizione. A fine anno i prigionieri politici erano oltre 2.100. Molti erano stati condannati al termine di processi iniqui in seguito alle manifestazioni di massa del 2007. Nel Myanmar orientale, è proseguita per il quarto anno consecutivo un'offensiva militare avente nel mirino civili di etnia karen, configuratasi come crimine contro l'umanità. Lo sviluppo da parte del governo di progetti inerenti petrolio, gas naturale e centrali idroelettriche in associazione con aziende private e statali ha portato a una serie di violazioni dei diritti umani.

Contesto

La commissione istituita alla fine del 2007 per redigere una nuova costituzione, le cui linee guida erano allo studio da 14 anni, ha completato il suo lavoro a febbraio. Ciò ha contrassegnato il quarto punto di una "Roadmap verso la democrazia" del governo articolata in sette punti, cui avrebbero fatto seguito un referendum, le elezioni e la formazione di un nuovo governo. L'NLD non partecipava al processo dal 1995. A gennaio, Daw Aung San Suu Kyi ha incontrato il funzionario di collegamento del governo per la seconda volta dalla repressione del 2007 e i leader del proprio partito a novembre.

A fine anno, vi erano più prigionieri politici di lungo corso dietro le sbarre a Myanmar che in qualsiasi altro periodo dopo la sollevazione di massa filodemocratica del 1998, e il loro numero era quasi raddoppiato rispetto al 2007. Dietro le sbarre rimanevamo oltre 2.100 prigionieri politici, molti dei quali prigionieri di coscienza.

Sgomberi forzati

A qualche giorno dal ciclone Nargis, il governo ha iniziato a sfrattare con la forza le persone sopravvissute da sistemazioni predisposte dal governo e altre abusive dove erano fuggite dopo che le loro abitazioni erano andate distrutte e i loro villaggi sommersi. Amnesty International ha conferma di oltre 30 casi di sgomberi forzati da parte del governo nel solo mese successivo all'abbattersi del ciclone. In molti casi, gli aiuti sono stati del tutto inesistenti o inadeguati. In aggiunta a ciò, le autorità hanno sgomberato i sopravvissuti che avevano trovato un riparo di emergenza in scuole o monasteri allo scopo di tenere il referendum costituzionale.

*Il 19 maggio, nelle divisioni di Bogale e La butta, le autorità locali hanno costretto un gran numero di persone a salire a bordo di imbarcazioni nel tentativo di rimandarle ai loro villaggi nelle municipalità di Myaungmya e Maubin e altrove. Alla data del 25 maggio, soltanto una percentuale vicina al 10% delle persone originariamente sfollate a Bogale vi era rimasta.

*Il 23 maggio, le autorità di Yangon hanno sgomberato con la forza più di 3.000 sopravvissuti al ciclone Nargis da un campo ufficiale nella municipalità di Shwebaukan e da un campo abusivo in un istituto scolastico superiore di Dala, entrambi nella divisione di Yangon.

*Attorno al 25 maggio, le autorità hanno reinsediato con la forza a Labutta circa 600 persone da un sito abusivo stabilito presso l'istituto scolastico superiore di Myaungmya.

Gli sgomberi forzati messi in atto dalle autorità erano anche collegati a progetti di sviluppo inerenti risorse di gas naturale e il progetto a gestione sudcoreana Shwe Gas nello Stato occidentale di Rakhine. Le autorità hanno arrestato e detenuto residenti locali che si erano opposti al progetto stesso. Altri residenti del luogo si sono dati alla macchia. In altre località dello Stato di Rakhine, le autorità locali hanno confiscato terre dai residenti che abitavano nei pressi di un progetto petrolifero interno a gestione cinese per fare spazio al progetto stesso.

Mancato accesso umanitario

Per tre settimane dopo che il ciclone Nargis si era abbattuto su Myanmar tra il 2 e il 3 maggio, il governo ha respinto le offerte di aiuti internazionali e ha bloccato l'accesso al delta dell'Ayeyarwady nel momento in cui i sopravvissuti necessitavano maggiormente di cibo, riparo e accesso ai farmaci. Funzionari di governo hanno inoltre impedito a donatori privati locali di distribuire gli aiuti nella zona del delta. Alcune autorità hanno condizionato gli aiuti e l'assistenza ai sopravvissuti in cambio del voto a favore della bozza di costituzione il 24 maggio, e delle loro volontà a unirsi all'esercito o a lavorare per esso. Alcuni soldati e funzionari governativi locali hanno confiscato, dirottato o altrimenti malversato gli aiuti destinati ai sopravvissuti al ciclone.

Prigionieri politici

Il governo ha detenuto persone impegnate in campagne contro la Costituzione, nell'assistenza ai sopravvissuti e per il loro lavoro a favore dei diritti umani e della democrazia. Leader di minoranze etniche e attivisti sono stati anch'essi detenuti per aver espresso preoccupazioni riguardo allo status e al ruolo dei loro Stati e relativi interessi in base alla nuova Costituzione. A settembre, il governo ha rilasciato 10 prigionieri politici. Tuttavia, uno dei rilasciati, un giornalista di primo piano e alto esponente dell'NLD, U Win Htein, è stato riarrestato a distanza di un giorno.

*Il governo ha arrestato almeno 16 membri del gruppo di protesta Generazione Onda, in maggioranza a causa della loro opposizione al referendum costituzionale. A novembre, 10 degli arrestati, tra cui la hip-hop star Zayar Thaw, sono stati condannati fino a 7 anni e mezzo di carcere per le loro attività politiche pacifiche.

*L'anziano prigioniero di coscienza U Khun Htun Oo, il più alto rappresentante politico della minoranza etnica shan, versava in precarie condizioni di salute. Egli era stato condannato a 93 anni di carcere nel 2005 per aver preso parte a una discussione privata in merito ai programmi ufficiali per la transizione politica.

*Il commediografo Zarganar è stato arrestato il 4 giugno per aver criticato la gestione da parte del governo del dramma causato dal ciclone Nargis. Nel periodo successivo all'abbattersi del ciclone, egli aveva guidato il movimento dei donatori privati di aiuti umanitari e fornito informazioni relative alla crisi. A ottobre, egli è stato condannato a 45 anni di carcere ai sensi di leggi dalla formulazione vaga che criminalizzano il dissenso pacifico.

Conflitto armato

Nel Myanmar orientale, è proseguita un'offensiva militare da parte del tatmadaw (esercito del Myanmar) contro civili di etnia karen. Le forze governative sono state impegnate in diffuse e sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario e delle leggi sui diritti umani, configuratesi come crimini contro l'umanità. Tra le violazioni commesse, si citano esecuzioni extragiudiziali, tortura, lavoro forzato, sfollamento forzato e sparizioni forzate.

Libertà di espressione

A febbraio, il governo ha emanato una legge sul referendum per l'approvazione della bozza costituzionale, che prevede pene detentive fino a tre anni di reclusione e/o cospicue ammende per chiunque sia colto a promuovere campagne contro il referendum. Il governo si è servito della legge per detenere molti attivisti impegnati in campagne pacifiche contro la costituzione o ce ne invocavano il boicottaggio. Oltre 70 sono stati arrestati alla fine di aprile per aver cercato di tenere una manifestazione pacifica. Giornalisti e difensori dei diritti umani sono stati particolarmente presi di mira a causa del lavoro svolto in tal senso durante l'anno.

*Saw Wai, un poeta, è stato arrestato a gennaio per aver inserito un messaggio nascosto in una poesia per la giornata di San Valentino. Egli è stato condannato a due anni di carcere.

*Nay Phone Latt, un blogger, è stato detenuto a gennaio a causa delle immagini e delle vignette apparse su suoi blog. Egli è stato condannato a 20 anni e sei mesi di carcere.

Processi iniqui

A novembre, si è avuta un'ondata di processi sommari e gravemente iniqui tenutisi all'interno delle carceri, che hanno portato a lunghe pene detentive. Il governo ha interferito in maniera consistente con i diritti degli imputati a stabilire una linea di difesa, sottoponendo tra l'altro a vessazioni i difensori legali, e con altri diritti in materia di equo processo. Le corti hanno platealmente accettato prove non attendibili presentate dall'accusa e costretto a rilasciare confessioni. Circa 215 sentenze sono state comminate nel corso del mese. La maggior parte dei processi riguardavano accuse relative alle protese del 2007.

*A novembre, 23 persone, tra cui i leader del Gruppo studentesco Generation 88, Min Ko Naing, Ko Ko Gyi e Htay Kywe, sono state condannate ciascuna a 65 anni di carcere.

*A settembre, U Thet Wai, un presidente dell'NLD di Yangon che aveva contribuito a fornire all'ILO informazioni riguardanti il lavoro forzato e il reclutamento di bambini-soldato, è stato condannato a due anni di reclusione ai lavori forzati.

*A novembre, Aung Thein, avvocato difensore di U Gambira, un monaco che aveva guidato le proteste del 2007, e U Khin Maung Shein, un collega avvocato, sono stati entrambi condannati a quattro mesi di reclusione per oltraggio alla corte. Essi avevano presentato una lettera in cui ritiravano la loro assistenza legale, affermando che i loro assisiti non avevano fiducia nelle procedure giudiziarie e che non volevano più essere rappresentati legalmente.

*A novembre, Su Su Nway, una attivista impegnata contro il lavoro forzato, è stata condannata a 12 anni e sei mesi di carcere in un processo celebratosi presso la prigione di Insein.

Sfollati

A fine anno erano oltre 500.000 le persone sfollate in Myanmar, in maggioranza negli Stati di Shan e Kayin. Altri sfollati si trovavano negli Stati di Kayah e Mon e nelle divisioni di Bago e Tanintharyi.

Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali

A febbraio, il governo ha concordato di estendere un Protocollo supplementare d'intesa con l'ILO che consente di sporgere denuncia contro il lavoro forzato senza timore di punizioni da parte delle autorità e che richiede al governo di indagare sulle denunce. Alcuni casi di minorenni che, stando alle accuse, erano stati costretti ad arruolarsi come soldati erano sotto indagine.

A maggio, il governo ha sostenuto che il 98,1% degli aventi diritto al voto era andato a votare durante il referendum costituzionale e che il 92,4% di questi era in favore della bozza di costituzione. Precedentemente durante l'anno, il governo aveva rifiutato la raccomandazione e l'offerta delle Nazioni Unite per l'invio di osservatori internazionali.

La costituzione garantiva l'impunità per le passate violazioni dei diritti umani. Essa conferiva all'esercito il potere di sospendere i diritti fondamentali durante l'emergenza, e riservava all'esercito il 25% di entrambe le camere del Parlamento e percentuali significative all'esecutivo e alla magistratura. Non vi erano riferimenti alla libertà dalla tortura e altri maltrattamenti, e mancavano garanzie di tutela fondamentali per l'equità dei processi. Le clausole relative alle libertà di espressione, associazione e riunione sono state fortemente ridotte da provvedimenti vaghi o erano discriminatorie. La costituzione stessa era stata pubblicata prima del referendum soltanto nella lingua birmana di maggioranza.

Vaglio internazionale

A marzo e agosto, Ibrahim Gambari, consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, ha visitato il Myanmar. A marzo, Paulo Sérgio Pinheiro ha presentato il suo rapporto finale completo al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani prima che il suo mandato di Relatore Speciale sulla situazione dei diritti umani a Myanmar scadesse. Tomás Ojea Quintana, nominato nuovo Relatore Speciale dopo che il mandato della posizione era stato rinnovato dal Consiglio per i diritti umani, ha effettuato la sua prima visita nel Paese ad agosto, e ha presentato il suo primo rapporto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. Il Consiglio per i diritti umani ha inoltre adottato una risoluzione su Myanmar a marzo.

A maggio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha pubblicato la sua seconda dichiarazione presidenziale su Myanmar dalla repressione del 2007. Nel periodo successivo all'abbattersi del ciclone Nargis a maggio, il Sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari e coordinatore per gli aiuti di emergenze e il Segretario generale delle Nazioni Unite hanno visitato il Myanmar. Quest'ultimo ha presentato un rapporto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. A novembre, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione su Myanmar. Il "Gruppo di Amici", istituito dal Segretario generale delle Nazioni Unite per discutere su Myanmar e comprendente 14 nazioni e l'UE, si è incontrato cinque volte durante l'anno.

Il dott. Surin Pitsuwan, Segretario generale dell'ASEAN, ha visitato il Myanmar a maggio e ha contribuito a stabilire un Gruppo tripartito centrale comprendente il governo, le Nazioni Unite e l'ASEAN, per sovrintendere le operazioni di soccorso in seguito al ciclone. Le reazioni internazionali al referendum costituzionale sono state variegate: alcune nazioni hanno criticato il processo e la costituzione mentre altre lo hanno visto come un potenziale passo positivo. Gli Stati Uniti, l'UE e l'Australia hanno ristretto ulteriormente le sanzioni imposte contro Myanmar.

Rapporti di Amnesty International

Myanmar: Constitutional referendum flouts human rights, 9 maggio 2008

Myanmar: Crimes against humanity in eastern Myanmar (ASA 16/011/2008)

Myanmar: Human rights concerns a month after Cyclone Nargis (ASA 16/013/2008)