Capo di Stato e di governo: Hifikepunye Pohamba
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 2,1 milioni
Speranza di vita: 51,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 70/58‰
Alfabetizzazione adulti: 85%
Un annoso processo per tradimento non ha dato segni di poter giungere a una qualche conclusione. Donne e ragazze hanno dovuto affrontare discriminazioni sistematiche mentre comunità indigene hanno continuato a vivere in condizioni di povertà estrema. Nel nord del Paese sono state trovate fosse comuni.
Funzionari di governo dell'Organizzazione dei popoli africani sud-occidentali (SWAPO), al potere, hanno ripetutamente accusato il Raggruppamento per la democrazia e il progresso (RDP), un partito politico dell'opposizione, fondato alla fine del 2007, di promuovere il tribalismo. L'RDP rappresenta il principale antagonista politico della SWAPO dall'indipendenza della Namibia nel 1990.
Non si è intravista una qualche conclusione per il processo di Caprivi per tradimento, iniziato nel 2004 in seguito agli attacchi condotti nella Striscia di Caprivi nel 1999 da parte di un gruppo secessionista, Esercito di liberazione di Caprivi. Gran parte delle 117 persone sotto processo hanno trascorso il loro nono anno di detenzione. A fine anno, la pubblica accusa non aveva ancora chiuso il caso giudiziario.
Nessuno degli agenti di polizia accusati di aver torturato alcuni sospetti arrestati sulla scia della rivolta di Caprivi è stato chiamato a rispondere di accuse formali o è stato sottoposto ad azione disciplinare. Tre cause civili a carico del ministro degli Affari Interni e del ministro della Difesa sono state patteggiate all'esterno dell'aula di tribunale a ottobre. Derick Ndala, Sylvester Ngalaule e Herbert Mutahane hanno affermato di essere stati aggrediti, torturati e illegalmente detenuti dopo gli attacchi alla città di Katima Mulilo il 2 agosto 1999.
Il Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione razziale ha reiterato le proprie preoccupazioni riguardo ad alcuni aspetti delle leggi consuetudinarie in uso presso determinati gruppi etnici che discriminano donne e ragazze, comprese norme inerenti il matrimonio e l'eredità. Il Comitato ha altresì espresso preoccupazione riguardo alla discriminazione nell'accesso all'istruzione, così come all'elevato tasso di analfabetismo tra le fasce più emarginate della popolazione. Esso ha inoltre indicato quale motivo di sconcerto la povertà estrema in cui versano le comunità indigene.
Le condizioni carcerarie non hanno rispettato gli standard internazionali. Le prigioni sono state caratterizzate da sovraffollamento, detenuti minorenni sono stati tenuti insieme agli adulti e i reclusi non hanno avuto accesso a prodotti per l'igiene personale né a un'alimentazione sufficientemente nutriente. Si stima che l'incidenza del virus dell'HIV/AIDS nelle carceri sia stata pari al tasso nazionale del 29%. Ciò è stato attribuito a un inadeguato accesso alle cure mediche, compreso il test diagnostico per l'HIV/AIDS e le cure con farmaci anti-retrovirali. Il Parlamento namibiano ha respinto diverse proposte di autorizzare l'impiego di profilattici nelle carceri.
Stando alle fonti, nel nord delle Namibia e nel sud dell'Angola sono state scoperte fosse comuni, apparentemente contenenti i corpi di persone uccise illegalmente tra il 1994 e il 2002 dalla forze di sicurezza namibiane e angolane. Presunti sostenitori del gruppo armato angolano, Unione nazionale per l'indipendenza totale dell'Angola (UNITA) furono, stando alle accuse, prese di mira dalla forze di sicurezza, in particolare alla fine degli anni Novanta e gli inizi del 2000.
L'esistenza delle fosse è stata riportata a settembre dalla Società nazionale per i diritti umani (NSHR). Il 1° ottobre, il ministro della Protezione e della Sicurezza ha affermato che il governo era già a conoscenza delle fosse. Un'inchiesta della polizia avviata dal governo a ottobre ha ricevuto critiche da parte dell'NSHR per la sua presunta mancanza di indipendenza e l'esclusione di esperti medico-legali non di parte.