Capo di Stato: Ram Baran Yadav (subentrato all'interim di Girija Prasad Koirala a luglio)
Capo del governo: Pushpa Kamal Dahal (subentrato a Girija Prasad Koirala ad agosto)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 28,8 milioni
Speranza di vita: 62,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 68/72‰
Alfabetizzazione adulti: 48,6%
Il Nepal ha continuato a consolidare il suo processo di pace seguito alla fine del decennale conflitto tra il governo e il Partito comunista del Nepal - maoista (CPN - M) nel 2006. Gli impegni assunti nel novembre 2006 con l'Accordo completo di pace volto ad affermare i diritti civili, politici ed economici, ponendo tra l'altro fine alla discriminazione, sono rimasti disattesi. Il processo per garantire verità, giustizia e riparazione per le violazioni commesse durante il conflitto non ha fatto registrare progressi mentre è persistito un clima di impunità. La mancanza di volontà politica ha portato a un clima di insicurezza pubblica mentre gruppi armati continuavano a operare nella regione del Terai meridionale e andavano moltiplicandosi i gruppi giovanili armati affiliati ai principali partiti politici. Il Corpo di polizia armata ha fatto ricorso a un uso eccessivo della forza in diverse occasioni, anche durante operazioni di ordine pubblico nel contesto delle numerose manifestazioni incentrate sui diritti che si sono svolte nell'intero Paese.
Le elezioni del 10 aprile per una nuova Assemblea costituente (AC) hanno richiamato nel panorama politico gruppi da lungo tempo esclusi come dalit, janajati e madhesi. Il 28 maggio, l'AC ha dichiarato il Nepal una Repubblica democratica federale e ha formalmente annunciato l'abolizione della monarchia. Il 15 agosto, Pushpa Kamal Dahal (Prachanda), presidente del CPN-M, è stato eletto di primo ministro della Repubblica democratica federale del Nepal, divenendo il primo a ricoprire tale carica nella storia della neo-repubblica. L'AC ha dato inizio alla stesura di una nuova Costituzione.
Nonostante le misure adottate dallo Stato, la discriminazione nei confronti di gruppi marginalizzati, comprese le donne, è persistita impunemente, con particolare riferimento all'accesso alla giustizia.
ONG locali e internazionali hanno continuato a esprimere il timore che il progetto di legge di istituzione di una Commissione verità e riconciliazione contenesse una proposta che conferiva il potere di raccomandare l'amnistia per i perpetratori di gravi violazioni dei diritti umani.
Agli inizi dell'anno, l'ICRC ha fornito un elenco di oltre 800 persone scomparse per mano del governo e del CPN-M, la cui sorte e localizzazione rimanevano sconosciute.
Il governo ha condotto consultazioni su un progetto di legge che ascriverebbe la sparizione forzata a reato penale ai sensi della legislazione nepalese. Tuttavia, l'ordinanza della Corte Suprema del giugno 2007 che imponeva al governo di formare una commissione per indagare i casi di sparizione forzata durante il conflitto 1996-2006 è rimasta in sospeso per mancanza di volontà politica. A novembre, il governo ha pubblicato un disegno di legge (reato e pena) sulle sparizioni.
È proseguito il clima di impunità per i responsabili di violazioni dei diritti umani durante il conflitto, e nessun caso giudiziario è stato celebrato davanti a un tribunale civile. Le sopravvissute a violenza sessuale hanno riferito che la polizia su era rifiutata di registrare le loro denunce.
La polizia è ricorsa a un uso eccessivo della forza ne corso di manifestazione nella zona meridionale del Terai agli inizi dell'anno, quando diverse comunità madhesi avevano protestato contro la discriminazione. A febbraio, la polizia ha sparato ad almeno sei uomini, uccidendoli, nel corso di proteste nei distretti di Nepalgunj e Siraha.
Tra il 10 marzo e il 18 luglio, la polizia ha arrestato almeno 8.000 tibetani e altri attivisti per i diritti umani, compreso staff di Amnesty International Nepal, mentre manifestavano pacificamente in vista dell'apertura dei Giochi olimpici di Pechino. Molti dimostranti hanno riferito che la polizia li aveva percossi con lathis (lunghi bastoni di legno) durante la manifestazione e in custodia.
Alcuni gruppi armati della regione del Terai, tra cui il Janatantrik Terai Mukti Morcha (JTMM-J); le Tigri Madhesi Mukti e i Cobra Terai, hanno commesso violazioni dei diritti umani, compresi rapimenti di membri della comunità pahadi (collina) e messo in atto attacchi dinamitardi a edifici dell'amministrazione locale.
La Lega dei giovani comunisti (YCL), l'ala giovanile del CPN-M, ha compiuto una serie di violazioni dei diritti umani, compresi rapimenti. A maggio, la Commissione nazionale per i diritti umani del Nepal ha espresso gravi preoccupazioni riguardo alle attività dell'YCL. Invece di condannarne le attività, altri partiti politici hanno anch'essi formato gruppi giovanili armati, tra cui la "Forza della Gioventù", associata al Partito comunista del Nepal (UML).
Oltre 2.500 bambini-soldato rimanevano in accantonamenti (aree militari dove, ai sensi dell'Accordo completo di pace, ll CPN-M aveva concordato di essere acquartierato). Ad agosto, la Rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i bambini nel corso di conflitti armati, Radhika Coomaraswamy, ha esortato il governo del Nepal e il CPN-M ha liberare immediatamente tutti i bambini in precedenza associati con le forze maoiste.
La polizia è ricorsa abitualmente a tortura e altri maltrattamenti nei confronti di sospetti. La legislazione interna che prevede tutele contro la tortura non è in linea con gli standard internazionali, e continua a essere applicata in modo inadeguato.
Dall'aprile 2006 sono stati registrati più di 1.300 nuovi casi di tortura.
*La polizia ha arrestato Sumitra Khawas il 9 settembre nei pressi della sua abitazione nel distretto di Morang, detenendola presso la stazione di polizia di Belbari. La donna ha affermato che durante l'interrogatorio era stata ripetutamente percossa con la camera d'aria di un pneumatico d'auto e presa a pugni su tutto il corpo. Il 15 ottobre, i suoi legali hanno presentato richiesta di risarcimento per tortura in custodia ma, a fine anno, non era stato intrapreso alcun provvedimento contro i responsabili. Sebbene fosse stata processata, la corte non aveva pronunciato un verdetto definitivo e Sumitra Khawas è rimasta in custodia di polizia.
Le donne hanno continuato ad affrontare diffuse discriminazioni e violenze sia nella vita pubblica che nella sfera privata. A giugno, la Commissione nazionale sui diritti umani ha riferito che i casi di morti per questioni di eredità e violenza sessuale erano aumentati. Una legislazione debole unitamente a un corpo di polizia inadeguato hanno continuato a rendere difficile perseguire penalmente la violenza domestica e sessuale contro le donne. La polizia si è rifiutata di fornire informazioni ad attiviste per i diritti umani sullo stato delle indagini nei casi di violenza sessuale.
Difensore dei diritti umani sono state oggetto di vessazioni e sono state assassinate.
*Rita Mahato è una consulente sanitaria di 30 anni presso il Centro di riabilitazione per le donne (WOREC) in Nepal, un'organizzazione che difende i diritti delle donne dalit. Nel giugno 2007, uomini della sua comunità si sono opposti al lavoro svolto dal WOREC, e hanno attaccato l'ufficio di Siraha minacciando di stupro e morte Rita Mahato. La polizia non ha provveduto a indagare l'episodio. Rita Mahato ha continuato a ricevere minacce di morte durante l'anno.
Un terzo dei seggi (191 su 575) sono stati occupati da donne della neo Assemblea costituente.
A novembre, la Corte Suprema nepalese ha votato una sentenza che garantisce diritti e protezione in Nepal a lesbiche, gay bisessuali, transgender e intersex.
Delegati di Amnesty International hanno visitato il Nepal a marzo e novembre.
Nepal: Need for respect for human rights in policing, 20 febbraio 2008
Nepal: Clampdown on Tibet demonstrators must stop immediately and protesters released, 24 marzo 2008
Nepal: Overturning the Legacy of War - priorities for effective human rights protection, 12 maggio 2008