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Nigeria

Repubblica federale della Nigeria

Capo di Stato e di governo: Umaru Musa Yar'Adua
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 151,5 milioni
Speranza di vita: 46,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 190/182‰
Alfabetizzazione adulti: 69,1%

  1. Contesto
  2. Delta del Niger
  3. Uccisioni illegali ed esecuzioni extragiudiziali
  4. Tortura e altri maltrattamenti
  5. Sistema giudiziario
  6. Pena di morte
  7. Condizioni carcerarie
  8. Violenza contro donne e ragazze
  9. Libertà di espressione
  10. Diritti abitativi
  11. Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender
  12. Missioni e rapporti di Amnesty International

La situazione nella regione del Delta del Niger è andata ulteriormente deteriorandosi, con scontri tra gruppi armati e le forze di sicurezza, violenza inter-comunitaria e crimine violento, compresa la presa di ostaggi. Il diffuso inquinamento associato all'industria petrolifera ha messo a repentaglio i diritti umani, compreso il diritto a uno standard di vita adeguato e il diritto alla salute.

Tra le violazioni dei diritti umani compiute dalla polizia vi sono state esecuzioni extragiudiziali di detenuti e di persone impossibilitate o riluttanti a pagare tangenti e il frequente ricorso alla tortura durante gli interrogatori dei sospetti. Il braccio della morte contava oltre 700 prigionieri, centinaia dei quali erano stati condannati al termine di processi iniqui. Il sistema giudiziario necessitava di urgenti riforme, con detenuti incarcerati in condizioni spaventose e in attesa del processo da svariati anni.

La diffusa povertà della Nigeria è da attribuirsi in larga parte alla corruzione. Il tasso di mortalità materna è risultato estremamente elevato, raggiungendo circa l'1% dei nati vivi. Il diritto a un'abitazione adeguata è stato inoltre violato su vasta scala con oltre due milioni di persone sfrattate con la forza dalle loro abitazioni dal 2000.

Contesto

A febbraio un tribunale elettorale ha confermato l'elezione nel 2007 del presidente Umaru Musa Yar'Adua. Contro la decisione del tribunale era stata presentata istanza di ricorso e nel mese di dicembre la Corte Suprema ha confermato l'elezione di Yar'Adua. Quattro governatori di Stato sono stati rimossi dalla carica dai tribunali elettorali mentre sono state indette nuove elezioni governatorali in sei Stati a causa di irregolarità ravvisate durante le elezioni del 2007.

Ad aprile il presidente Yar'Adua ha fornito rassicurazioni che il suo governo avrebbe affrontato il problema dell'impunità in relazione alla corruzione. Un rapporto del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa (NEPAD) ha indicato che la povertà in Nigeria era primariamente riconducibile alla corruzione e ha messo in discussione la capacita della Nigeria di adempiere agli Obiettivi di sviluppo del Millennio.

Ad agosto, il Corpo di polizia della Nigeria ha rimosso 140 agenti, compreso l'ex presidente della Commissione sui reati economici e finanziari (EFCC), Nuhu Ribadu. Egli era stato di fatto destituito nel dicembre 2007, dopo che l'EFCC aveva arrestato e accusato un influente ex governatore. Nuhu Ribadu fu mandato un anno in formazione. Ad agosto la sua auto è stata colpita da alcuni spari ed egli ha ricevuto minacce di morte. A dicembre è stato licenziato dal Corpo di polizia della Nigeria. Nel corso dell'anno, l'EFCC ha perseguito tre ex governatori per accuse di corruzione.

A novembre circa 400 persone sono morte a Jos, Stato di Plateau, nel corso di tre giorni di tumulti scoppiati in seguito ad elezioni amministrative locali. Prima delle elezioni, associazioni della società civile avevano scritto alle autorità dello Stato di Plateau esprimendo la loro preoccupazione riguardo a possibili rigurgiti di violenza. Il governatore dello Stato ha emesso un'ordinanza di «sparare a vista» per le forze di sicurezza.

Un disegno di legge sulla libertà di informazione, già presentato nel 1999 e approvato dalla precedente Assemblea Nazionale ma non convertito in legge, era ancora pendente presso l'Assemblea Nazionale.

Delta del Niger

La situazione nel Delta del Niger è andata ulteriormente deteriorandosi nel corso dell'anno. Il flusso di armi è risultato di fatto privo di controllo, alimentato dai cospicui proventi derivanti dal furto di petrolio. Le armi sono state impiegate dalle milizie armate curante scontri con le forze di sicurezza, in dispute inter-comunitarie e per attività criminali. Nel corso dell'anno, decine di lavoratori petroliferi e loro parenti, bambini compresi, sono stati rapiti da gruppi e bande armate; anche i pozzi petroliferi hanno subito attacchi.

Le forze di sicurezza, militari compresi, hanno continuato a commettere violazioni dei diritti umani, comprendenti uccisioni illegali, tortura e altri maltrattamenti, e distruzione di abitazioni. La Task Force congiunta (JTF) ha compiuto frequenti raid nelle comunità, in particolare in seguito a scontri con le milizie armate, spesso causando morti tra i passanti.

*Ad agosto, secondo quanto riferito, quattro persone, di cui due uomini anziani, una giovane donna e una donna anziana, sono state uccise durante un raid militare nel villaggio di Agge, Stato di Bayelsa. Secondo la JTF, l'azione aveva fatto seguito a un attacco di miliziani armati.

A Port Harcourt, Stato di Rivers, scontri tra bande hanno provocato la morte di almeno 15 persone tra luglio e agosto.

Il Summit del Delta del Niger, avente lo scopo di riunire tutte le parti in causa nella lotta alla violenza, è stato rinviato diverse volte per poi essere sostituito a settembre da un Comitato tecnico per il Delta del Niger. A novembre il Comitato ha presentato le proprie conclusioni. Tra le raccomandazioni espresse al Governo federale si citano il pagamento di cospicui fondi alla Commissione per lo sviluppo del Delta del Niger, l'incremento di stanziamenti destinati agli Stati del Delta del Niger e il disarmo e la riabilitazione dei militanti.

Non è stata intrapresa alcuna azione per assicurare alla giustizia membri delle forze di sicurezza sospettati di gravi violazioni dei diritti umani. Due commissioni giudiziarie d'inchiesta hanno esaminato gli eventi del febbraio 2005, un raid condotto da membri della JTF a Odioma, in cui rimasero uccise almeno 17 persone, e una protesta al terminal dell'Escravosoil, dove soldati aprirono il fuoco sui manifestanti. I risultati delle commissioni non sono stati resi noti.

Nel Delta del Niger, alla popolazione locale è mancata una fornitura adeguata di acqua potabile ed elettricità e poche sono state le scuole e gli ambulatori medici funzionanti. Il diffuso inquinamento associato all'industria petrolifera del Delta ha messo a repentaglio i diritti umani, compreso il diritto a uno standard di vita adeguato e il diritto alla salute.

Tra gennaio e giugno, sono stati riportati alle autorità 418 fuoriuscite di petrolio. Nonostante un'ordinanza della Corte federale di interrompere la deflagrazione di gas nella comunità iwerekhan, la pratica è proseguita senza sosta.

Uccisioni illegali ed esecuzioni extragiudiziali

Sono pervenute notizie attendibili di uccisioni illegali per mano della polizia di detenuti, di persone impossibilitate o riluttanti a pagare tangenti e di soggetti fermati durante controlli stradali. Alcune se non tutte queste uccisioni avrebbero avuto la connotazione di esecuzioni extragiudiziali. A maggio, l'ONG LEDAP (Legal Defence and Assistance Project) ha calcolato che nel 2007 almeno 241 persone erano state vittime di esecuzioni extragiudiziali per mano di agenti statali.

*Il 25 febbraio, agenti del Corpo mobile di polizia hanno attaccato la comunità ogaminana, nello Stato di Kogi, stando alle fonti, dopo che un poliziotto era stato ucciso. Secondo alcuni testimoni, erano state uccise 15 persone, compresi due bambini, ed erano state bruciate auto, motociclette e abitazioni. In seguito all'attacco, il vice commissario di polizia, il quale, stando alle fonti, aveva diretto l'operazione, è stato trasferito. A fine anno non era stata condotta ancora alcuna indagine.

Tortura e altri maltrattamenti

La polizia ha frequentemente impiegato tortura e altri maltrattamenti durante l'interrogatorio di sospetti mentre è risultato inesistente qualsiasi meccanismo standard per prevenire questo tipo di abusi. Le confessioni estorte sotto tortura hanno continuato a essere utilizzate come prove nelle aule dei tribunali, in violazione del diritto internazionale.

*Nel carcere di Owerri, un uomo di 68 anni ha affermato che la polizia gli aveva sparato a una gamba, lo aveva frustato con dei cavi elettrici e gli aveva messo della sostanza in polvere negli occhi. Egli si trovava in carcere in attesa di processo da 10 anni, malgrado un referto medico che confermava le accuse di tortura, che non sono mai state indagate.

Sistema giudiziario

Tre su cinque reclusi delle carceri nigeriane non avevano avuto un processo. Molti erano in attesa di processo da anni in condizioni spaventose. Pochi potevano permettersi un avvocato e il Consiglio per l'assistenza legale, sovvenzionato dal governo, disponeva soltanto di 19 avvocati per l'intero Paese.

A luglio, sia il ministero della Giustizia federale sia il Servizio carcerario hanno assicurato ad Amnesty International che erano stati ottenuti dei miglioramenti. Il ministero della Giustizia federale ha sostenuto di aver chiesto a 2.000 avvocati di occuparsi dei casi di prigionieri privi di assistenza legale. Tuttavia, a fine anno gli effetti dell'iniziativa non erano evidenti e il sovraffollamento delle carceri non era migliorato. Il piano non affrontava le cause di ritardo nel sistema di giustizia penale e il bilancio del Consiglio per l'assistenza legale non è stato aumentato.

A fine anno, la maggior parte dei progetti di riforma del sistema giudiziario rimanevano pendenti presso l'Assemblea Nazionale.

A livello statale, vi sono stati alcuni miglioramenti. A marzo, lo Stato di Lagos ha emendato il proprio codice di procedura penale, vietando l'arresto di terze parti in luogo dei sospetti e richiedendo che gli interrogatori della polizia fossero videoregistrati o condotti in presenza di un avvocato.

Diversi Stati hanno istituito servizi di assistenza, come il Dipartimento per i diritti dei cittadini dello Stato di Ogun e l'Ufficio del difensore civico dello Stato di Lagos. Tuttavia, la capacità dei suddetti servizi è rimasta limitata, i loro fondi sono stati tagliati e la loro indipendenza si è rivelata discutibile.

*A fine anno Patrick Okoroafor era ancora incarcerato «al governatore dello Stato di Imo piacendo» nella prigione di Aba, Stato di Abia, nonostante una sentenza dell'Alta Corte del 18 ottobre 2001 che aveva decretato come illegale e nulla la sentenza di morte pronunciata nei suoi confronti. Egli aveva 16 anni quando fu condannato a morte da un Tribunale per le rapine e le armi da fuoco nel maggio 1997. Non ha avuto diritto di appello e ha affermato di essere stato torturato mentre era in custodia di polizia.

Pena di morte

A fine anno, erano almeno 735 i prigionieri nel braccio della morte, comprese 11 donne. Centinaia di essi non avevano avuto un equo processo. All'incirca 140 si trovavano nel braccio della morte da oltre 10 anni; alcuni da più di 20. Un'ottantina non avevano mai avuto un ricorso in appello in quanto erano stati condannati a morte prima del 1999 da un Tribunale per le rapine e le armi da fuoco che negava agli imputati il diritto di presentare appello. Circa 40 avevano meno di 18 anni all'epoca del reato e non avrebbero dovuto essere stati condannati a morte.

Il governo federale ha ignorato la raccomandazione del Gruppo di studi nazionale sulla pena di morte (2004) e della Commissione presidenziale sulla riforma dell'amministrazione della giustizia (2007) di adottare una moratoria. Nel mese di luglio, un progetto di legge per l'abolizione dell'obbligo di pena di morte ai sensi della legge sulle rapine e le armi da fuoco e la sua sostituzione con l'ergastolo è stato respinto presso la Camera dei rappresentanti.

Nel corso dell'anno sono state comminate almeno 40 sentenze di morte. Cinque uomini hanno ottenuto la commutazione della loro pena da parte del governatore dello Stato di Ogun. A novembre, il presidente ha graziato un uomo il quale aveva trascorso 22 anni nel braccio della morte. Durante l'anno non sono state condotte esecuzioni convalidate.

A dicembre la Nigeria ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

Condizioni carcerarie

Le condizioni di vita all'interno delle carceri sono risultate spaventose. Sovraffollamento, fognature precarie, mancanza di cibo e di medicine e diniego di poter contattare familiari e amici hanno arrecato danni al benessere psico-fisico dei detenuti. Molti reclusi hanno dormito due per letto o sul nudo pavimento. In alcune carceri mancavano i letti, le latrine erano bloccate o inesistenti, e non vi era acqua corrente. Le malattie erano diffuse. Bambini anche di 12 anni di età sono stati tenuti assieme agli adulti.

Violenza contro donne e ragazze

La violenza sulle donne è rimasta pervasiva, compresa la violenza domestica, gli stupri e altre forme di violenza sessuale da parte di funzionari statali e soggetti privati. Le autorità sono state lontane dall'esercitare la diligenza dovuta nel prevenire e affrontare la violenza sessuale sia da parte di attori statali che non statali, determinando una radicata cultura dell'impunità.

Con all'incirca 59.000 decessi materni all'anno, la Nigeria si attesta al secondo posto mondiale. Il tasso di mortalità materna della Nigeria è stato all'incirca di 1 su 100 nati vivi. Tra i fattori che hanno contribuito a tale primato si citano la mancanza di accesso ai servizi sanitari e la loro inefficienza, la corruzione, aborti insicuri, e malattie come l'eclampsia e la malaria.

A luglio, un progetto di legge per proibire e punire la nudità pubblica, l'intimidazione sessuale e altri reati correlati, che specifica la lunghezza appropriata degli abiti femminili e conferisce ampi poteri alle forze dell'ordine, è stato respinto in terza lettura all'Assemblea Nazionale.

A gennaio, lo Stato di Jigawa ha approvato una legge che proibisce la violenza domestica. Un analogo progetto di legge era all'esame della Camera assembleare dello Stato di Plateau.

Libertà di espressione

Difensori dei diritti umani e giornalisti che avevano criticato il governo hanno continuato a subire intimidazioni e vessazioni, mentre è andata aumentando l'intolleranza ufficiale nei confronti dei media. Almeno otto giornalisti sono stati arrestati dal Servizio di sicurezza di Stato (SSS) o dalla polizia. Alcuni sono stati rilasciati dopo qualche ora mentre altri sono stati detenuti in incommunicado anche fino a 10 giorni. In aggiunta a ciò, gli uffici di alcuni media sono stati oggetto di irruzione, la stazione televisiva Channels TV è stata chiusa e giornalisti sono stati minacciati e picchiati dalla polizia e dalle forze di sicurezza. Almeno due giornalisti sono stati uccisi in circostanze sospette.

Nel Delta del Niger, si sono verificati tre episodi in cui giornalisti esteri o cineasti sono stati arrestati dall'SSS e detenuti prima di essere rilasciati senza accusa dopo alcuni giorni.

Diritti abitativi

La Nigeria ha continuato a violare il diritto a un'abitazione adeguata. Nel solo Stato di Lagos, oltre un milione di persone abitavano nelle baraccopoli.

Le autorità non hanno fornito alcun risarcimento o alloggio alternativo alle persone sfrattate con la forza dalle loro abitazioni. Alcune comunità stavano affrontando il loro terzo sgombero forzato. Nel Lagos gli sfratti forzati sono risultati diffusi e non hanno seguito le debite procedure. Tra maggio e luglio hanno raggiunto una frequenza quasi settimanale. Demolizioni di massa hanno avuto luogo nelle comunità di Gosa, lungo la strada per l'aeroporto di Azikiwe, Territorio della capitale federale, tra maggio e giugno. A Port Harcourt gli sfratti forzati sono stati eseguiti lungo il litorale nonostante le precedenti promesse del governo che non vi sarebbe stato alcuno sgombero.

*Emeka, sua moglie e i loro tre figli sono stati sfrattati con la forza da un insediamento abusivo a Lagos e sono stati lasciati per strada senza alcun risarcimento o sistemazione alternativa. Tutto ciò che possedevano è stato loro distrutto durante lo sgombero. Emeka e la sua famiglia sono andati ad abitare a Makoko, un altro insediamento abusivo.

Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender

Per tutto l'anno si sono verificate violazioni dei diritti umani ai danni di persone sospettate di relazioni omosessuali. Il codice penale della Nigeria penalizza i rapporti omosessuali consensuali tra adulti con 14 anni di carcere. Il codice penale della sharia criminalizza la "sodomia", in alcuni Stati anche con la pena di morte.

Nel corso dell'anno, si sono avuti diversi arresti di uomini e donne con l'accusa di aver intrattenuto relazioni omosessuali consensuali. L'omofobia ha regolarmente determinato violenze nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender e le autorità si sono dimostrate incapaci o riluttanti a fornire una protezione adeguata.

A dicembre, alcuni parlamentari della Camera dei rappresentanti hanno presentato un progetto di legge che prevede sanzioni penali per le cerimonie di matrimonio tra persone dello stesso sesso, così come per chiunque testimoni o contribuisca a formalizzare questo tipo di unioni.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Nigeria nei mesi di febbraio/marzo, luglio e ottobre/novembre.

Nigeria: 'Waiting for the hangman' (AFR 44/020/2008)

Nigeria: Open Letter to His Excellency President Alhaji Umaru Musa Yar'adua, President of the Federal Republic of Nigeria (AFR 44/007/2008)

Nigeria: Amnesty International Submission to the UN Universal Periodic Review: Fourth session of the UPR Working Group of the Human Rights Council, February 2009 (AFR 44/016/2008)
 
Nigerian police and security forces: Failure to protect and respect human rights (AFR 44/006/2008)

Nigeria: Detention "during the pleasure of the governor" - NBA, Nigerian NGOs and Amnesty International urge the immediate release of Patrick Okoroafor (AFR 44/005/2008)

Nigeria: Prisoners' rights systematically flouted (AFR 44/001/2008)