Capo di Stato e di governo: sultano Qaboos bin Said
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 2,7 milioni
Speranza di vita: 75 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 14/13‰
Alfabetizzazione adulti: 81,4%
Ai membri di due tribù ha continuato a essere negata parità di accesso ai diritti economici e sociali. Sono state introdotte nuove restrizioni alla libertà di espressione e diversi giornalisti sono stati oggetto di vessazioni da parte delle autorità. Le donne hanno subito discriminazioni per legge e per prassi.
A novembre, il sultano Qaboos ha emanato il decreto n.124/2008 che prevede l'istituzione di una Commissione nazionale sui diritti umani, che avrebbe esercitato le proprie funzioni in modo indipendente ma comunque in seno al Majles al-Dawla, l'alta camera legislativa. A fine anno la Commissione non era ancora operativa.
A dicembre l'Oman si è astenuto alla votazione di una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.
Le persone appartenenti alle tribù aal tawayya e aal khalifayn hanno continuato a subire le avverse conseguenze economiche e sociali seguite alla decisione del 2006 del ministero dell'Interno di cambiare la denominazione delle tribù e di affiliarle a un'altra, al-harithi, di fatto riducendo il loro status a quello di "akhadam" (servi) della tribù principale. Le due tribù hanno cercato di ribaltare la decisione del ministero ma la Corte della magistratura amministrativa ha ritenuto che si trattava di un atto sovrano che andava oltre il benestare della magistratura. A ottobre, il governo ha affermato che aveva considerato le rivendicazioni delle due tribù ma non si è a conoscenza di cambiamenti apportati. I membri di entrambe le tribù hanno continuato a incontrare problemi nel rinnovo delle carte di identità, essenziali per poter registrare attività commerciali, ottenere documenti di espatrio e per concludere vertenze in materia di divorzio e di eredità.
Sono state introdotte nuove misure che limiterebbero ulteriormente la libertà di espressione. Diversi giornalisti e scrittori sono stati oggetto di vessazioni per aver criticato le politiche di governo e i servizi pubblici. L'art.61 della legge sulle comunicazioni, già emendato nel 2007, è stato sottoposto a nuovi emendamenti ad aprile al fine di rafforzare le restrizioni sull'impiego dei mezzi di comunicazione per determinate attività, come alcune che potrebbero costituire l'esercizio legittimo della libertà di espressione. Questi nuovi emendamenti estendono inoltre la responsabilità penale a coloro che operano nelle strutture e nei servizi di comunicazione, come nel caso dei siti web. Istruzioni governative riservate riguardanti un popolare programma radiofonico interattivo, trapelate e ampliamente diffuse, comprendevano direttive per sospendere la diretta e trasmettere in pre-registrata ed escludere le telefonate relative a questioni militari, giudiziarie o di sicurezza o che riguardavano il capo dello Stato.
Diversi giornalisti e scrittori sono stati interrogati dalla pubblica accusa o vessati per aver criticato il governo, come nel caso del tentativo da parte del ministero del Lavoro di tagliare i salari e peggiorare le condizioni dei lavoratori impiegati nel porto di Salala.
*'Ali al-Zuwaydi, uno scrittore del forum del notiziario on-line Sublat Oman, è stato interrogato dalla pubblica accusa in merito a un articolo in cui si implicava la principale società di telecomunicazioni a controllo statale in malversazione amministrativa e finanziaria. Egli è stato rilasciato dopo l'interrogatorio.
Le donne hanno continuato a incontrare discriminazioni per legge e per prassi, anche nel contesto dello status personale, dell'impiego e della loro subordinazione rispetto ai tutori maschi. A novembre, tuttavia, il governo ha annunciato di aver emendato la legge sull'acquisizione della terra di proprietà del demanio per costruire alloggi in modo da dare alle donne gli stessi diritti degli uomini.