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Pakistan

Repubblica Islamica del Pakistan

Capo di Stato: Asif Ali Zardari (subentrato a Pervez Musharraf a settembre)
Capo del governo: Yousuf Raza Gilani (subentrato al primo ministro tecnico Muhammadmian Soomro)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 167 milioni
Speranza di vita: 64,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 89/99‰
Alfabetizzazione adulti: 49,9%

  1. Contesto
  2. Sviluppi legislativi e costituzionali
  3. Arresti e detenzioni arbitrarie
  4. Tortura e altri maltrattamenti
  5. Sparizioni forzate
  6. Violazioni nel contesto di operazioni anti-insurrezionaliste
  7. Violazioni da parte di gruppi armati
  8. Violenza contro donne e ragazze
  9. Discriminazione - minoranze religiose
  10. Diritti dell'infanzia
  11. Pena di morte
  12. Rapporti di Amnesty International

A febbraio è stato eletto un governo civile. Il nuovo esecutivo ha rilasciato prigionieri detenuti durante lo stato di emergenza del novembre 2007 ma non ha tenuto fede a molte delle sue promesse per assicurare la protezione dei diritti umani. Nel Paese hanno continuato a verificarsi casi di tortura, decessi in custodia, aggressioni a minoranze, sparizioni forzate, delitti "d'onore" e violenza domestica. Dopo che il nuovo governo aveva annunciato che avrebbe commutato in ergastolo le condanne a morte, sono state messe a morte almeno 16 persone; durante l'anno il numero delle esecuzioni è stato di almeno 36. La violenza nelle zone tribali al confine con l'Afghanistan si è riversata in altre zone del Pakistan, con la presa di ostaggi da parte di membri dei Taliban pakistani, i quali hanno preso di mira e ucciso civili e compiuto atti di violenza contro donne e ragazze. Le relazioni tra India e Pakistan si sono deteriorate dopo che le autorità indiane avevano asserito che gli attacchi di novembre a Mumbai erano stati condotti da persone o gruppi con base in Pakistan.

Contesto

In seguito alle elezioni generali del 18 febbraio, un governo civile è entrato in carica il 31 marzo. Tuttavia, la coalizione di governo ha iniziato a dividersi quando i partiti non hanno saputo raggiungere un accordo su come reintegrare i giudici che erano stati illecitamente destituiti durante lo stato di emergenza del novembre 2007. Il presidente Musharraf si è dimesso ad agosto sotto minaccia di impeachment per violazione della Costituzione e malgoverno. Il 6 settembre, Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto e leader del Partito popolare del Pakistan, è stato eletto nuovo presidente.

La maggioranza dei giudici deposti sono rientrati in carica dopo aver prestato un nuovo giuramento. Il movimento degli avvocati ha obiettato sostenendo che la rinomina, in base a un nuovo giuramento, costituiva l'avallo dell'imposizione illegale dello stato di emergenza e la destituzione dei giudici del novembre 2007.

Di fronte a un'escalation degli attacchi armati, compresi attentati suicidi, il nuovo governo ha vacillato tra operazioni militari e tentativi di conciliazione con gruppi armati tribali e Taliban pakistani. Il 22 ottobre, entrambe le camere del parlamento hanno votato all'unanimità una risoluzione che richiede al governo di sostituire le operazioni militari nelle zone di confine con l'Afghanistan con il diritto civile e di avviare il dialogo con i Taliban che intendessero rinunciare alla violenza. Il 9 dicembre, il presidente Zardari ha dichiarato che negli ultimi cinque anni erano stati uccisi in operazioni militari nelle zone di confine 1.400 civili, 600 membri della sicurezza e 600 militanti.

I governi afghano e statunitense hanno ripetutamente esortato il Pakistan a distruggere le basi da cui i Taliban lanciano attacchi in Afghanistan. Nonostante le forti proteste da parte pakistana, le forze statunitensi operative in Afghanistan hanno intensificato il lancio di missili oltre confine in Pakistan.

Sviluppi legislativi e costituzionali

Nonostante alcuni positivi tentativi, il nuovo governo civile del Pakistan non è stato in grado di adempiere a molte delle sue promesse per tutelare i diritti umani. A marzo, il governo ha rilasciato decine di attivisti politici detenuti ai sensi dello stato di emergenza e ha liberato i giudici trattenuti illegalmente agli arresti domiciliari. Ad aprile, il Pakistan ha ratificato il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e ha firmato il Patto internazionale sui diritti civili e politici così come la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. A maggio, il governo ha annunciato che avrebbe aderito alla Convenzione internazionale sulla protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata ma a fine anno non lo aveva ancora fatto.

A novembre è stato istituito un ministero dei Diritti Umani a sé stante. Il 15 ottobre, il governo ha approvato un progetto di legge per l'istituzione di una commissione nazionale sui diritti umani ma a fine anno questa non era stata ancora approvata dal parlamento.

Arresti e detenzioni arbitrarie

La polizia ha continuato a trattenere detenuti per periodi prolungati di tempo senza condurli innanzi a un magistrato come richiesto dalla legge.

Sull'onda degli attentati di novembre contro obiettivi civili a Mumbai, in India, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto sanzioni contro l'organizzazione Jamaat-ud-Dawa e i suoi leader, decisione che ha portato alla detenzione nel mese di dicembre di centinaia di suoi dipendenti ai sensi delle norme sulla detenzione preventiva.

Tortura e altri maltrattamenti

Le forze dell'ordine e le agenzie preposte alla sicurezza hanno abitualmente impiegato tortura e altri maltrattamenti come percosse, rimanere in piedi per periodi prolungati, sospensione per le caviglie e stupri. Sono stati segnalati diversi decessi in custodia.

Sparizioni forzate

Ad aprile, il ministro della Giustizia Farooq Naik ha promesso che il governo avrebbe rintracciato tutte le persone vittime di sparizione forzata. Secondo dati forniti direttamente dal governo, nella sola provincia del Balochistan erano scomparse 1.102 persone. A maggio, il governo ha istituito due comitati per rintracciare le persone scomparse. A giugno, il governo ha dichiarato che nel Balochistan erano state ritrovate 43 persone scomparse e che queste erano state o rilasciate o detenute in un luogo non ufficiale di detenzione. Presso la Corte Suprema erano pendenti le istanze relative a centinaia di casi di sparizioni.

Il 21 novembre, il ministro dei Diritti Umani Mumtaz Alam Gilani ha annunciato che era in corso di stesura una nuova legge per facilitare il ritrovamento delle persone scomparse e ha dichiarato che il suo dicastero aveva documentato 567 casi di sparizione forzata.

Il 25 novembre, la Commissione interni del Senato ha ammesso che i servizi segreti gestivano «innumerevoli celle di tortura» sparse in tutto il Paese. Malgrado queste iniziative, sono stati segnalati nuovi casi di sparizione forzata.

*Aafia Siddiqui, una neurologa, e i suoi tre figli piccoli, secondo quanto riportato, furono prelevati a Karachi dai servizi segreti pakistani nel marzo 2003. Tuttavia, secondo fonti statunitensi, Aafia Siddiqui non fu catturata fino al 17 luglio 2008 assieme al suo figlio undicenne Mohammed Ahmed dalla polizia afghana a Ghazni, in Afghanistan. Secondo il governo degli Stati Uniti, funzionari statunitensi le hanno sparato, secondo quanto asserito, per autodifesa mentre la prendevano in custodia da funzionari afghani il 18 luglio. Aafia Siddiqui è stata trasferita in una struttura di detenzione a New York e accusata di tentato omicidio di funzionari e impiegati statunitensi a settembre, accuse non correlate con la precedente tesi secondo cui la donna avrebbe collaborato con al-Qaeda. Suo figlio è stato rimpatriato in Pakistan dalla sua famiglia. Le autorità statunitensi hanno più volte dichiarati che gli altri suoi figli non erano sotto la loro custodia. Non è stato chiarito cosa fosse successo a lei e ai suoi due figli più piccoli né dove fossero stati tra il 2003 e il luglio 2008. A dicembre, una corte federale degli Stati Uniti ha disposto un'ulteriore perizia psichiatrica sulla sua capacità di sostenere un processo e ha aggiornato le udienze al 23 febbraio 2009.

*Il 22 settembre, il dott. Abdur Razaq è stato prelevato a Rawalpindi al suo ritorno dall'ospedale. Sua moglie ha presentato istanza di habeas corpus presso l'Alta Corte di Islamabad. Il 7 novembre, rappresentanti statali hanno negato di sapere dove si trovasse. Il 17 dicembre, secondo quanto riportato, il presidente di corte, giudice Sardar Mohammad Aslam, ha affermato che «tutti sanno dove si trovano le persone scomparse», ordinando che il dottore fosse condotto immediatamente innanzi alla corte. A fine anno non si sapeva ancora dove fosse. Il suo avvocato ha affermato che il dottore era presumibilmente scomparso per aver curato dei "terroristi".

Violazioni nel contesto di operazioni anti-insurrezionaliste

Le forze di sicurezza pakistane schierate nelle zone tribali al confine tra Pakistan e le adiacenti zone della Provincia della Frontiera nord-occidentale (Swat) hanno ucciso e ferito civili durante operazioni contro gruppi armati tribali e Taliban pakistani.

*Il 19 ottobre, nel corso di un'operazione contro combattenti pakistani e stranieri, cacciabombardieri hanno colpito un villaggio della Swat. Residenti locali hanno riferito che 47 persone, compresi molti civili, erano rimasti uccisi.

Le operazioni governative hanno provocato lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone. Molti sfollati sono rimasti senza accesso agli aiuti umanitari o a un'adeguata protezione da parte del governo. Circa 20.000 pakistani hanno attraversato il confine per cercare rifugio in Afghanistan.

Violazioni da parte di gruppi armati

Gruppi armati, molti dei quali esplicitamente filo-Taliban, hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani come attacchi diretti a civili, attacchi indiscriminati, rapimenti, presa di ostaggi, tortura e altri maltrattamenti, e uccisione di prigionieri.

*A ottobre, un attentatore suicida Taliban ha ucciso oltre 80 civili inermi ferendone quasi altri 100 a un consiglio per la pace presso l'agenzia Orakzai, che stava approntando una strategia per arginare la violenza nella zona.

Taliban pakistani hanno catturato decine di ostaggi, compreso un diplomatico afghano e uno iraniano, un giornalista pakistano e uno canadese, e un ingegnere polacco. Il diplomatico afghano è stato in seguito rilasciato ma gli altri mancavano ancora all'appello.

A settembre, la sezione Swat del Tehrik-e-Taliban Pakistan (i Taliban pakistani) ha catturato come ostaggi diversi stranieri per costringere al rilascio di 136 compagni incarcerati.

Taliban locali hanno illegalmente assunto funzioni giudiziarie e «processato» e «giudicato colpevoli» persone da loro accusate di aver trasgredito alle leggi islamiche o di essere spie del governo. decine di persone sono state uccise illegalmente al termine di questi cosiddetti «processi».

*Il 27 giugno, due afghani sono stati uccisi illegalmente davanti a migliaia di astanti presso l'agenzia Bajaur dopo che un consiglio li aveva giudicati colpevoli di «spionaggio» per conto delle forze statunitensi.

Violenza contro donne e ragazze

Donne e ragazze hanno subito violazioni dei diritti umani per mano dello Stato e, in assenza di appropriato intervento del governo, all'interno della comunità, anche nel contesto di delitti "d'onore", matrimoni forzati, stupri e della violenza domestica. Il disegno di legge sulla protezione dalle molestie sul posto di lavoro, approvato dall'esecutivo a novembre, e il disegno di legge (di prevenzione e protezione) sulla violenza domestica, presentato al ministero per lo Sviluppo delle Donne ad agosto, erano ancora pendenti.

*Il 13 luglio, secondo quanto riportato, una ragazza di 16 anni e due donne, di 18 e 20 anni, sono state rapite e trasportate in auto con numero di targa governativo a Babakot, distretto di Jaffarabad, provincia del Balochistan, dove sono state uccise apparentemente perché desideravano sposare uomini di loro scelta. Un esame post-mortem ha rivelato che due delle giovani donne erano decedute per lesioni alla testa inflitte con un'arma contundente. Il terzo corpo non è stato trovato. Un senatore della provincia del Balochistan ha difeso l'uccisione in quanto «consuetudine tribale»; secondo quanto riferito, personalità influenti del luogo hanno ostacolato le indagini della polizia.

Si sono avuti anche casi di ragazze date in matrimonio per saldare dispute.

*A ottobre, tre ragazze di età compresa tra i 12 e i 14 anni, sono state costrette al matrimonio da una jirga (consiglio tribale informale) a Drighpur, distretto di Shikarpur, provincia di Sindh, per saldare una disputa riguardante un delitto "d'onore" che aveva avuto luogo due mesi prima. Nessuno è stato arrestato.

Le minacce da parte di Taliban pakistani hanno impedito a migliaia di donne di votare alle elezioni di febbraio.

Discriminazione - minoranze religiose

Il governo non ha provveduto a proteggere adeguatamente le minoranze religiose contro le diffuse discriminazioni, vessazioni e violenze mirate.

*A settembre, due uomini ahmadi, Abdul Manan Siddiqui, un medico di Mirpurkhas, Sindh, e un mercante di 75 anni, sceicco Mohammad Yousaf di Nawabshah, Sindh, sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco da ignoti alcuni giorni dopo la messa in onda da parte di un canale televisivo privato di un appello a pagamento che incitava a uccidere gli apostati e i blasfemi quale dovere religioso. Non si è a conoscenza di indagini avviate sull'episodio.

Settantasei persone sono state incriminate per blasfemia in 25 casi registrati, comprese 17 accusate ai sensi della sez.295C del codice penale pakistano (PPC) che comporta la pena di morte per aver insultato il nome del profeta Maometto.

*A giugno, 16 ahmadi sono stati incriminati per blasfemia a Nankana Sadar, Punjab perché, secondo le accuse, avrebbero rimosso un manifesto che dava un'immagine negativa del loro leader religioso.

Diritti dell'infanzia

Non sono cessati i casi di reclutamento di bambini da parte di gruppi armati, tratta di minorenni, violenza domestica nei confronti di bambini, in particolare ragazze. Secondo l'ONG Sahil, tra gennaio e giugno, 992 bambini, di cui 304 maschi e 688 femmine, hanno subito abusi sessuali.

A luglio, le autorità della Swat hanno scoperto che Taliban pakistani avevano reclutato 26 ragazzi di età compresa tra i 13 e i 18 anni a scopo di addestramento.

Pena di morte

Secondo quanto riportato, sono state condannate a morte almeno 236 persone, la maggior parte per omicidio. Il numero totale di reclusi in attesa di esecuzione era di almeno 7.000.

Il 21 giugno, il primo ministro Yousuf Raza Gilani ha annunciato che le sentenze di morte sarebbero state commutate in ergastolo. Tuttavia, il presidente Zardari ha emesso un'ordinanza a novembre che estende la pena di morte ai reati cibernetici che provocano morti.

Durante l'anno sono state messe a morte almeno 36 persone, comprese 16 dopo l'annuncio della commutazione.

A dicembre, il Pakistan ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

Rapporti di Amnesty International

Pakistan: Repairing the damage - ensuring robust human rights safeguards (ASA 33/001/2008)

Pakistan: Denying the undeniable. Enforced disappearances in Pakistan (ASA 33/018/2008)