Capo di Stato e di governo: Fernando Lugo (subentrato a Nicanor Duarte Frutos ad agosto)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 6,2 milioni
Speranza di vita: 71,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 43/32‰
Alfabetizzazione adulti: 93,5 %
La Commissione verità e giustizia ha pubblicato il suo rapporto e le sue raccomandazioni facendo luce sulle violazioni dei diritti umani commesse durante il governo militare (1954-1989) e la transizione verso la democrazia. Le popolazioni indigene hanno chiesto che il governo agisca nei confronti delle persistenti discriminazioni e povertà. Sia le popolazioni indigene che i campesinos (contadini) hanno avanzato richieste di risoluzione delle lori rivendicazioni sulla terra. Sono stati riferiti episodi di uso eccessivo della forza da parte della polizia e delle milizie civili armate durante le dispute sulla terra.
Ad agosto, Fernando Lugo è entrato in carica tra grandi aspettative che la sua elezione potesse rappresentare un punto di svolta per i diritti umani in Paraguay. Il presidente Lugo ha pronunciato una pubblica dichiarazione di scuse nei confronti delle vittime delle violazioni dei diritti umani sotto il governo militare del generale Afredo Stroessner; si tratta della prima volta che una dichiarazione del genere viene fatta da un capo di Stato paraguayano. Tuttavia, non è successivamente ritornato sull'ammissione di responsabilità da parte dello Stato per le violazioni. A fine anno mancava ancora una strategia chiara per tradurre in pratica le promesse elettorali di riforma agraria e per dare una risposta alle diverse questioni sollevate dalle popolazioni indigene.
Tra agosto e la fine dell'anno, il Paragauy ha ratificato diversi importanti trattati sui diritti umani.
Il primo studio nazionale sulle famiglie indigene, condotto tra maggio e giugno ha documentato ampie disparità sociali ed economiche tra le popolazioni indigene paraguayane e il resto della popolazione. Per esempio, è stato rilevato che il tasso di analfabetismo era quasi otto volte più alto tra i popoli indigeni (40,2%) e che il salario medio mensile dei lavoratori indigeni era meno di due terzi di quello del resto della popolazione.
Un rapporto ufficiale pubblicato a settembre ha utilizzato dati governativi per dimostrare che tra il 1989 e il 2003, il 19,3 % delle terre paraguayane era stato assegnato illegalmente, favorendo gli alleati dell'ex presidente Alfredo Stroessner.
*Il Paraguay non si è adeguato a una sentenza della Corte interamericana dei diritti umani, i cui termini sono scaduti a luglio, per la restituzione delle terre tradizionali alla comunità indigena yakye axa. A novembre, il presidente Lugo ha firmato un progetto di legge per espropriare le suddette terre, legge che a fine anno era ancora in attesa di essere discussa al Congresso.
Deforestazione, piantagioni di soya e l'uso di fitofarmaci in agricoltura hanno continuato a influenzare la vita delle popolazioni indigene e dei campesinos. I controlli del governo non sono stati in grado di fermare la deforestazione messa in atto da aziende e soggetti privati. Secondo dati ufficiali, sono 130.000 gli ettari di foresta distrutti ogni anno.
La polizia è ricorsa a torture e a uso eccessivo della forza durante le proteste e in occasione degli attacchi contro le popolazioni campesino paraguayane impegnate nelle controversie sulla terra.
*A luglio, un gruppo di circa 65 campesinos accampati nei pressi di un terreno privato su cui ritenevano di avere diritti è stato attaccato dalla polizia. L'azione della polizia nella città di San José, distretto di Horqueta, dipartimento di Concepción ha impegnato circa 300 agenti. Secondo quanto riferito, la polizia ha più volte aperto il fuoco sull'accampamento, costringendo i campesinos a sdraiarsi faccia a terra. Inoltre, gli agenti avrebbero schiacciato con i piedi i dimostranti, li avrebbero percossi e minacciati di bruciarli vivi. Alcuni campesinos sono stati obbligati a mangiare terra dagli agenti che li schernivano dicendo che questo era il modo più veloce con cui essi avrebbero potuto entrare in possesso delle loro terre. Diversi agenti hanno anche urinato addosso ai campesinos.
*Ad agosto, una dimostrazione pacifica di circa 60 persone nella città di Villeta è stata violentemente interrotta da circa 25 poliziotti in assetto antisommossa. I dimostranti protestavano contro una discarica illegale di rifiuti a meno di 100 metri dalle loro abitazioni. La polizia ha usato proiettili di gomma contro i dimostranti, li ha percossi con manganelli e presi a calci. Undici membri della comunità, compresa una donna incinta, sono rimasti feriti.
*A dicembre, un decreto presidenziale ha posto limitazioni a una legge del 2003 che aveva permesso la creazioni di pattuglie armate civili chiamate "commissioni vicinali di sicurezza". Molti di questi gruppi sono stati coinvolti in violenze e minacce contro campesinos e gruppi indigeni in zone isolate del Paese.
Quasi cinque anni dopo essere stata istituita per legge, nel mese di agosto la Commissione verità e giustizia ha presentato allo Stato le sue conclusioni e raccomandazioni. Il rapporto finale della Commissione è stato reso pubblico a fine anno.
Le conclusioni della Commissione hanno identificato 20.090 vittime dirette di violazioni dei diritti umani durante il periodo preso in considerazione. In particolare, 19.862 sono stati i casi di detenzione illegale o arbitraria, 18.772 quelli di tortura, 59 le vittime di esecuzione extragiudiziale e 336 quelle di sparizione forzata.
La Commissione ha raccomandato che il pubblico ministero e il procuratore generale continuassero a indagare sui casi. È stato riscontrato che la violenza sessuale era stata usata come strumento di repressione, identificando casi di stupro e abusi sessuali commessi da soldati o poliziotti nei confronti di ragazze di età compresa tra 12 e 15 anni. Grazie alle testimonianze raccolte, la Commissione ha indagato su violenze verso bambini, in particolare nelle comunità campesino. Ha inoltre concluso che le sistematiche e generalizzate violazioni contro la popolazione indigena aché commesse negli anni Settanta potevano costituire crimini contro l'umanità. La Commissione ha indagato su due casi relativi all'identità sessuale ma ha constatato la mancanza di prove effettive di una repressione generalizzata contro la comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender.
A settembre è stata approvata una nuova legge che permette alle vittime di detenzione per motivi politici tra il 1954 e il 1989 di chiedere risarcimenti. Questa possibilità era già ammessa per le vittime di tortura o sparizioni.
Delegati di Amnesty International hanno visitato il Paraguay e incontrato comunità indigene, ONG e funzionari governativi nei mesi di settembre, novembre e dicembre.