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Polonia

Repubblica di Polonia

Capo di Stato: Lech Kaczyński
Capo del governo: Donald Tusk
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 38 milioni
Speranza di vita: 75,2 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 8/7‰
Alfabetizzazione adulti: 99,8%

  1. Anti-terrorismo e sicurezza
  2. Discriminazione
  3. Violenza contro donne e ragazze
  4. Rifugiati e richiedenti asilo
  5. Missioni e rapporti di Amnesty International

È stata avviata un'inchiesta ufficiale sul coinvolgimento della Polonia nel programma di detenzioni segrete guidato dalla statunitense Central Intelligence Agency (CIA) dopo che erano emerse accuse più dettagliate. Lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) hanno continuato a subire discriminazioni. Nonostante il ripristino di un'alta posizione di governo con delega per la parità di genere e l'introduzione di nuove misure che facilitano l'aborto legale, l'accesso di donne e ragazze ai servizi che praticano l'aborto è risultato ostacolato.

Anti-terrorismo e sicurezza

La Commissione Europea ha dichiarato a febbraio che stava ancora attendendo una riposta dalla Polonia in merito alle accuse secondo cui essa aveva ospitato carceri della CIA in cui venivano interrogati sospetti di al-Qaeda e guardie avevano impiegato metodi equiparabili a tortura.

Ad aprile, a seguito della Revisione periodica universale del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, la Polonia è stata sollecitata a rendere pubblici i risultati delle sue indagini sull'esistenza di centri di detenzione segreta operati dalla CIA in territorio polacco, e a replicare a due comunicazioni inviate dalla Commissione Europea che richiedevano spiegazioni in merito alle suddette accuse.

A marzo il procuratore distrettuale di Varsavia ha aperto un'inchiesta sulla possibile esistenza di centri di detenzione segreta operati dalla CIA e a giungo il fascicolo è stato trasferito all'Unità crimine organizzato preso la Procura nazionale.

Una lettera dal titolo Prigioni della CIA in Polonia, che sarebbe stata consegnata dall'ex vice primo ministro Roman Giertych al primo ministro entrante in riferimento a un protocollo segreto redatto dai servizi segreti polacchi nel 2005, avrebbe fornito prove circostanziate di un centro di detenzione segreta della CIA sul suolo polacco tra il 2002 e il 2005. Il primo ministro ha consegnato una lettera al Procuratore nazionale il 1° settembre, che ha sortito una nuova inchiesta nel caso da parte della Procura nazionale. L'inchiesta ha continuato a essere classificata come riservata e l'elenco dei testimoni è stato mantenuto segreto. Tuttavia, fonti hanno suggerito che a fine anno erano stati interrogati diversi funzionari.

A ottobre, il primo ministro ha promesso di sollevare vari soggetti dal loro obbligo di mantenere il segreto di Stato, come richiesto in precedenza dalla Procura nazionale. Anche il presidente del Parlamento ha autorizzato i parlamentari a testimoniare.

Discriminazione

Nel corso della Revisione periodica universale di aprile, membri del Consiglio per i diritti umani hanno esortato le autorità polacche a introdurre una legislazione organica anti-discriminazione. Il governo ha dichiarato che il Parlamento aveva in programma l'approvazione a novembre di una nuova legge sulla parità di trattamento. La bozza legislativa, redatta con il contributo di ONG, affronta la discriminazione per motivi di genere, razza, origine etnica, nazionalità, religione, opinioni politiche, disabilità, età, orientamento sessuale, e status civile e familiare. Ciononostante, la legge vieta la discriminazione basata su genere, razza e origine etnica soltanto nel contesto dell'accesso ai servizi, ai servizi sociali, alla sanità e all'istruzione. Essa non assicura protezione da molteplici forme di discriminazione o dalla discriminazione per associazione.

*A novembre, la Biblioteca Vivente, un progetto che si prefigge di promuovere la diversità e i diritti delle minoranze, che avrebbe inizialmente dovuto tenersi, su iniziativa di attivisti per i diritti umani, a Opole presso il Centro civico cultutrale, è stato vietato senza spiegazioni dal vice sindaco. Il progetto prevedeva, tra gli altri, la partecipazione di rappresentanti delle minoranze tedesca e rom, rifugiati e migranti, persone con disabilità fisica e mentale, e lesbiche e gay. I media hanno riportato che il vice sindaco si era opposto alla partecipazione di gay e lesbiche definendola «non accettabile» in quanto avrebbe «promosso la devianza». Il sindaco ha pubblicamente appoggiato la decisione del suo vice. L'Università di Opole, indipendente dal governo locale, ha alla fine ospitato il progetto.

Violenza contro donne e ragazze

A marzo, il primo ministro ha nominato un'alta funzionaria di governo con delega per la parità di genere. La posizione, abolita dal precedente governo nel 2005, è stata reintrodotta in seguito all'attività di lobby esercitata da organismi per i diritti umani e ONG. Tuttavia, il ruolo e i poteri della posizione a fine anno risultavano ancora da chiarire.

***Rifiuto di fornire procedure abortive

Ad aprile, durante la Revisione periodica universale della Polonia, il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha sollevato la questione del diniego di accesso all'aborto per le donne che ne rientravano nei termini di legge. Questo fatto ha continuato destare preoccupazione nonostante una sentenza del 2007 della Corte europea dei diritti umani in base alla quale il governo aveva il dovere di creare meccanismi effettivi al fine di assicurare alle donne l'accesso all'aborto nei casi previsti dalla legge.

*Una ragazza di 14 anni di Lublin, indicata dai media con lo pseudonimo di Agata, e incinta in seguito a uno stupro, ha subito ritardi nell'accesso all'aborto. Gli ospedali di Lublin e di Varsavia si sono rifiutati di praticarle l'aborto, nonostante questo rientrasse nei termini di legalità, e non hanno provveduto a informarla. Secondo fonti di stampa, vi era stata una grave violazione del diritto di Agata alla riservatezza medica e la ragazza e sua madre non erano state protette dalle vessazioni dirette e personali da parte degli antiabortisti. A seguito dell'intervento della ministra della Salute, Agata ha ottenuto un aborto quattro settimane dopo la sua richiesta iniziale per eseguire la procedura e soltanto una settimana prima del termine massimo di 12 settimane gestazionali previsto dalla legge per poter accedere all'aborto.

Rifugiati e richiedenti asilo

La legge in materia di rifugiati e richiedenti asilo è stata emendata a maggio, in recepimento della direttiva UE. È stata introdotta una protezione sussidiaria al fine di proteggere i soggetti che non si qualificano per ottenere lo status di rifugiato ma che si trovano comunque esposti a grave rischio nel proprio Paese di origine. Gli emendamenti hanno inoltre introdotto una definizione dettagliata dei termini «rifugiato», «persecuzione» e «persecutori».

A maggio, è stato reso disponibile un programma per le persone che ricevono la protezione sussidiaria così come accade per i rifugiati riconosciuti. Tuttavia, richiedenti asilo e rifugiati riconosciuti hanno continuato a incontrare difficoltà nell'accedere al mercato del lavoro e ai servizi sanitari, in parte a causa della lacunosità del programma di integrazione.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Polonia a settembre e ottobre.
 
Oral statement on the outcome on Poland under the Universal Periodic Review (IOR 41/023/2008)

Eastern Europe: Eighth session of the UN Human Rights Council, 2-20 June 2008: Review of the Czech Republic, Poland and Romania under the Universal Periodic Review: Amnesty International's reflections on the outcome (EUR 02/001/2008)