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Ceca, Repubblica

Repubblica Ceca

Capo di Stato: Václav Klaus
Capo del governo: Mirek Topolánek
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 10,2 milioni
Speranza di vita: 75,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 5/4‰

  1. Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali
  2. Discriminazione - rom
  3. Tortura e altri maltrattamenti - salute mentale
  4. Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender
  5. Giustizia internazionale
  6. Missioni e rapporti di Amnesty International

Il governo ancora una volta non ha provveduto a dare attuazione alla normativa anti-discriminazione. I rom hanno continuato a subire discriminazioni, in particolare nell'accesso all'istruzione, agli alloggi e ai servizi sanitari, così come minacce di attacchi da parte di gruppi di estrema destra. Hanno destato preoccupazioni i casi di trattamento inumano e degradante delle persone con disabilità mentale.

Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali

Non è stata applicata una legge organica anti-discriminazione che prevede assistenza legale per le vittime e un effettivo monitoraggio sul fenomeno. A maggio il presidente ha posto il veto alla legislazione contro la discriminazione asserendo che, secondo fonti di stampa, questa era «non necessaria, controproducente e di scarsa qualità e il suo impatto [...] del tutto discutibile». Ciò malgrado un impegno assunto dal governo a varare una legge di tutela del diritto alla parità di trattamento e protezione contro la discriminazione, in linea con le direttive dell'UE.

Discriminazione - rom

I rom hanno continuato a subire discriminazioni da parte di pubblici ufficiali e privati cittadini nell'ambito dell'istruzione, degli alloggi, della salute e dell'impiego. Le località in cui stazionavano comunità emarginate di rom sono divenute bersaglio di gruppi di estrema destra; pubblici ufficiali hanno continuato a impiegare un linguaggio razzista nei confronti dei rom.

*Ad agosto, quattro clienti rom e personale non rom di un bar della cittadina di Rokycany sono stati aggrediti da un gruppo di all'incirca 15 giovani. Il personale del bar è stato attaccato perché aveva servito i clienti rom. La polizia ceca ha negato che l'attacco avesse connotazioni razziali. Cinque uomini sono stati perseguiti per reati minori come «procurato disturbo, delinquenza e tentativo di arrecare lesioni personali». Residenti locali rom hanno rigettato l'esito dell'inchiesta giudicandola apertamente razzista. Nei giorni successivi al fatto per le strade sono apparsi volantini anti-rom. La tesa situazione di Rokycany ha spinto alcuni rom a cercare asilo al di fuori del Paese.

*Il 17 novembre, manifestanti legati al partito di estrema desta Partito dei lavoratori cechi (CWP) hanno inneggiato slogan anti-rom a un raduno di Litvínov. Secondo quanto riportato, circa 500 manifestanti armati con pietre, petardi, e bombe incendiarie si sono scontrati con la polizia nel tentativo di raggiungere il quartiere a maggioranza rom di Janov. Dodici persone sono state arrestate. Il CPW aveva in precedenza cercato di organizzare manifestazioni analoghe contro la comunità rom di Litvínov il 4 e 18 ottobre, e nuovamente il 29 novembre, ma le autorità le avevano impedite. A novembre il ministero dell'Interno ha presentato una proposta per porre fuorilegge il CWP che è stata approvata dal governo. Il 24 novembre la Corte suprema amministrativa ha ricevuto la richiesta di sciogliere il CWP. A seguito degli eventi di Litvínov, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul razzismo ha dichiarato il 20 novembre che «questo tipo di azioni rivelano problematiche gravi e profondamente radicate di razzismo e discriminazione nei confronti dei rom nel cuore dell'Europa moderna che devono essere affrontate nella maniera più vigorosa e nel contesto del principio di legalità». Il 13 dicembre, il CWP ha organizzato un altro raduno a Litvínov. Circa un centinaio di manifestanti di estrema destra, compresi residenti locali, sono stati alla fine dispersi dalla polizia in assetto antisommossa.

*Ad aprile, la Procura di Stato di Ostrava ha formulato accuse di diffamazione nei confronti di Jiří Jizerský, ex vicesindaca di Ostrava, e di Liana Janáčková, senatrice ed ex sindaca del distretto, per alcune dichiarazioni razziste riguardanti i rom pronunciate nel 2006. Tuttavia, poiché il Senato non aveva privato Liana Janáčková dell'immunità parlamentare, il procedimento a suo carico è risultato bloccato.

***Istruzione

Non è cessata la prassi di segregare i bambini rom in scuole ceche per bambini con disabilità mentale nonostante una sentenza della Corte europea dei diritti umani del novembre 2007 secondo cui questa costituiva una discriminazione illecita. Due ONG, il Centro europeo per i diritti dei rom e il Fondo per l'istruzione dei rom, hanno riportato a novembre che molti bambini rom continuavano a frequentare scuole segregate dotate di programmi ridotti. Il rapporto ha dimostrato che i mutamenti legislativi del 2005, in cui la categoria di "scuole speciali" per bambini con disabilità mentali minori era stata sostituita con "scuole pratiche", offrivano agli studenti i medesimi programmi ridotti limitandone pertanto le opportunità di proseguire l'istruzione e di trovare un impiego. Il rapporto ha inoltre posto in evidenza come la presenza dei bambini rom in queste scuole fosse sovra-rappresentata.

Il ministero dell'Istruzione ha ammesso durante l'anno le deficienze del sistema e ha intrapreso alcune iniziative preliminari per affrontarle.

***Alloggi

I rom hanno subito discriminazioni razziali e deliberate politiche di segregazione all'interno di alcune municipalità. Nel mese di aprile, nel presentare la propria relazione in riferimento alla Revisione periodica universale presso il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHRC), le ONG ceche Centro per diritti abitativi e gli sfratti forzati, Vita Insieme, e Fondo di sviluppo per la pace hanno riferito che «i rom sono frequentemente costretti a risiedere in ghetti segregati, che costituiscono sistemazioni abitative sottostandard e inadeguate». La relazione ha sottolineato come le prassi discriminatorie sul mercato pubblico e privato degli affitti significavano frequentemente per i rom l'impossibilità a ottenere un alloggio, anche quando erano in grado di presentare garanzie finanziarie.

A gennaio è stata creata l'Agenzia per l'inserimento sociale delle comunità rom come progetto pilota in 12 località con finalità di migliorare la situazione nelle comunità rom socialmente escluse.

***Sterilizzazione forzata di donne rom

A marzo, nel rapporto nazionale redatto per la Revisione periodica universale, le autorità ceche ammettevano che alcuni casi di sterilizzazione di donne rom non si erano in passato attenute alle leggi e alle linee guida dettate dal ministero della Salute. Tuttavia, esse non le hanno considerate come «motivate da pregiudizi razziali o nazionali».

*Iveta Červeňáková, ora 32enne, fu illegalmente sterilizzata senza il proprio consenso dopo che aveva dato alla luce la sua seconda figlia per parto cesareo. A novembre l'Alta Corte di Olomouc ha ribaltato una decisione del 2007 della Corte regionale di Ostrava che ordinava all'ospedale municipale di Ostrava di pagare un risarcimento di 500.000 koruna (pari a 20.460 euro) e di scusarsi per aver violato i diritti della donna. La sentenza è stata ribaltata per decorrenza dei termini di prescrizione di tre anni del caso, e all'ospedale è stato solamente richiesto di scusarsi.

Tortura e altri maltrattamenti - salute mentale

A gennaio, il canale televisivo britannico BBC One ha trasmesso un filmato girato in segreto sull'impiego di "letti-gabbia" per i giovani con gravi disabilità mentali e fisiche in diversi istituti sociali di cura. L'impiego di letti di costrizione chiusi per i pazienti psichiatrici non è cessato. A fine anno le autorità non avevano ancora annunciato alcuna intenzione di interrompere l'utilizzo di "letti-retati", nonostante i richiami dell'UNHRC di aprile affinché fossero aboliti. Il Difensore civico nazionale ha effettuato visite a sorpresa negli istituti psichiatrici nella prima parte dell'anno. Le visite hanno rivelato che nei reparti psichiatrici geriatrici i letti di costrizione venivano usati non soltanto in situazioni di pericolo imminente ma anche come soluzioni a lungo termine.

Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender

Il 28 giugno, a Brno, circa 500 attivisti per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno preso parte alla prima marcia Pride della Repubblica Ceca. Nonostante le autorità cittadine avessero vietato due contro-manifestazioni, circa 150 dimostranti di estrema destra si sino radunati per protestare contro la marcia. Diversi contro-manifestanti sono stati arrestati.

Giustizia internazionale

A ottobre, il Parlamento ceco ha riconosciuto la Corte penale internazionale. La decisione faceva seguito a un'approvazione formale da parte del Senato ceco nel mese di luglio, 10 anni dopo che questa era stata originariamente concordata. La Repubblica Ceca era l'unico degli Stati membri dell'UE a non aver approvato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale sebbene suoi rappresentanti l'avessero firmato nell'aprile 1999. La decisone parlamentare doveva ancora essere ratificata dal presidente.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Amnesty International ha visitato la Repubblica Ceca a novembre.


Eastern Europe: Eighth session of the UN Human Rights Council, 2-20 June 2008: Review of the Czech Republic, Poland and Romania under the Universal Periodic Review: Amnesty International's reflections on the outcome (EUR 02/001/2008)

Oral statement on the outcome on the Czech Republic under the Universal Periodic Review (IOR 41/025/2008)

UN Human Rights Council Eighth Session, 2-18 June 2008: Compilation of statements by Amnesty International (including joint statements and public statements) (IOR 41/034/2008)