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Romania

Romania

Capo di Stato: Traian Băsescu
Capo del governo: Emil Boc (subentrato a Călin Popescu-Tăriceanu a dicembre)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 21,3 milioni
Speranza di vita: 71,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 20/15‰
Alfabetizzazione adulti: 97,3%

  1. Contesto
  2. Controterrore e sicurezza
  3. Tortura, altri maltrattamenti e uso eccessivo della forza
  4. Discriminazione
  5. Missioni e rapporti di Amnesty International

Sono emerse nuove accuse secondo cui la Romania era coinvolta nel programma di detenzioni segrete e rendition gestito dagli Stati Uniti, malgrado le continue negazioni da parte del governo di un qualsiasi coinvolgimento e nonostante i risultati di una commissione d'inchiesta da parte del Senato. Sono stati segnalati casi di maltrattamento, uso eccessivo della forza e impiego illegale di armi da fuoco da parte di agenti delle forze dell'ordine. Sono persistite condizioni di discriminazione nei confronti di rom, e lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT).

Contesto

La Commissione Europea ha pubblicato a luglio un rapporto sull'avanzamento della Romania. Tale rapporto esortava le autorità romene a migliorare il sistema giudiziario e a rafforzare le misure per contrastare la corruzione, in particolare a livello delle amministrazioni locali.

Controterrore e sicurezza

Le autorità non hanno fornito risposte soddisfacenti alle ripetute richieste da parte della Commissione Europea e altre istituzioni di fare chiarezza in merito alle asserzioni secondo cui il territorio romeno era stato utilizzato dal programma di rendition, detenzioni segrete e sparizioni forzate gestito dagli Stati Uniti.

Nel mese di febbraio, un alto ufficiale romeno ha dichiarato nel corso di un'intervista rilasciata ai media che nel 2004 e nel 2005 aveva visto arrivare per cinque volte un autobus nero in un angolo prefissato del supersorvegliato aeroporto Mihail Kogălniceanu, nei pressi di Constanţa. Egli ha affermato che pacchi che avevano la parvenza di prigionieri infagottati venivano presi dall'autobus e caricati sul velivolo, che poi decollava alla volta del Nord Africa con il suo cargo e due agenti della statunitense Central Intelligence Agency (CIA) a bordo. L'ufficiale ha inoltre dichiarato che i piloti statunitensi compilavano abitualmente piani di volo fasulli, o non ne compilavano affatto, per poi volare verso non dichiarate destinazioni.

Sempre a febbraio, la Commissione Europea ha dichiarato che la risposta della Romania a una richiesta avanzata dal Commissario dell'UE alla giustizia, la libertà e la sicurezza affinché fossero condotte inchieste giudiziarie riguardo all'esistenza di centri di detenzione segreta sul suo territorio risultava incompleta. La Commissione Europea ha richiesto ancora una volta alla Romania di fornire informazioni sul possibile trasferimento o detenzione di persone sospettate di coinvolgimento nel terrorismo. Il presidente Traian Băsescu ha dichiarato di non essere stato a conoscenza di un qualsiasi pacco sospetto trasferito all'aeroporto Mihail Kogălniceanu e ha fatto notare che l'aeroporto era aperto ai giornalisti romeni e stranieri.

Il governo ha ripetutamente negato un qualsiasi coinvolgimento in programmi di rendition e detenzioni segrete degli Stati Uniti. Ha altresì ribadito che un'inchiesta condotta da una commissione del senato nel corso del 2006 e 2007 non aveva riscontrato alcuna prova di un tale coinvolgimento. Il rapporto della commissione, gran parte del quale è rimasto classificato, concludeva che «le accuse avanzate nei confronti della Romania sono prive di fondamento». Il rapporto è stato recepito dal Senato nel mese di aprile.

Ad agosto, l'Associazione per la difesa dei diritti umani in Romania - comitato Helsinki (APADOR-CH) - ha presentato una serie di richieste di informazioni, compresa una alla commissione d'inchiesta del Senato. La commissione ha risposto a ottobre che investigare sullo scopo dei voli in arrivo in Romania non rientrava nel suo mandato che era piuttosto di «indagare sulle illazioni relative all'esistenza di centri di detenzione segreta della CIA in territorio romeno o di voli operati con velivoli affittati dalla CIA» sul territorio romeno. Ne conseguiva che la commissione non aveva né richiesto né era in possesso di informazioni relative allo scopo di questi voli. Essa ha inoltre affermato che a maggio aveva chiesto alle autorità competenti di prendere in considerazione di declassificare determinate informazioni contenute nel suo rapporto; a fine anno non era stata ancora assunta alcuna decisione in merito a tale richiesta.

Tortura, altri maltrattamenti e uso eccessivo della forza

Sono giunte continue segnalazioni di maltrattamento e uso eccessivo della forza da parte di agenti delle forze dell'ordine. Molte delle vittime erano appartenenti alla comunità rom.

*Un uomo rom, Ion Boacă, e il suo figlio di 15 anni hanno asserito di essere stati feriti dopo che agenti della polizia locale e della gendarmeria erano entrati nella loro casa nel villaggio di Clejani, contea di Giurgiu, ad agosto. Gli agenti hanno colpito Ion Boacă al volto con una pistola e hanno sparato un proiettile di gomma contro sui figlio. Due bambini, uno di due e l'altro di quatto anni, sono svenuti dopo che la polizia aveva sparato gas lacrimogeni all'interno della casa.

*Il 4 marzo, la Corte europea dei diritti umani ha sentenziato che la Romania non aveva provveduto ad avviare un'inchiesta appropriata sulle accuse di maltrattamento da parte della polizia ai danni di Constantin Stoica. Il ragazzo, un 14 enne di etnia rom, rappresentato dall'ONG Centro europeo per i diritti rom e dall'ONG rom CRISS, fu ferito durante uno scontro tra agenti delle forze dell'ordine e alcuni rom davanti a un bar a Giulia, nell'aprile 2001. Egli fu sbattuto per terra e preso a calci alla testa dagli agenti, nonostante avesse detto loro che era stato di recente sottoposto a un intervento chirurgico alla testa. I referti medici compilati in seguito all'aggressione indicavano che egli aveva riportato gravi disabilità in conseguenza delle percosse subite. La Corte ha inoltre rilevato che il comportamento degli agenti di polizia aveva chiare motivazioni razziste.

Nel mese di dicembre, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) ha pubblicato un rapporto in merito a una sua visita in Romania nel giugno 2006. Il rapporto ha messo in evidenza come una percentuale significativa dei detenuti intervistati avesse denunciato un «uso eccessivo della forza da parte della polizia durante le fasi del loro arresto o abusi fisici durante gli interrogatori che vi avevano fatto seguito».

Il governo romeno non ha provveduto a emendare la legislazione relativa all'impiego delle armi da fuoco da parte delle forze dell'ordine al fine di allinearla agli standard internazionali in materia.

*Le autorità non hanno fornito risposte ai risultati di un'inchiesta condotta dalla Missione di amministrazione ad interim delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK) sulla morte di due uomini e il grave ferimento di un altro durante una manifestazione tenutasi il 10 febbraio 2007 a Pristina, in Kosovo. L'inchiesta dell'UNMIK aveva stabilito che le morti e il ferimento erano stati il risultato dell'impiego improprio di proiettili di gomma obsoleti da parte di membri dell'Unità di polizia a formazione romena. A fine anno, nessuno era stato ritenuto responsabile per le morti e l'inchiesta era ancora in corso.

***Persone con disabilità mentali

Diverse ONG nazionali e internazionali, tra cui Amnesty International, Centre for Legal Resources e Save the Children-Romania, hanno espresso costanti preoccupazioni per il ricovero, le condizioni di vita e il trattamento di pazienti in molti reparti psichiatrici mentre ospedali hanno continuato a violare gli standard internazionali sui diritti umani.

Le autorità romene hanno ammesso a maggio che le misure per proteggere i diritti di persone con disabilità mentali rimanevano inadeguate, che gli istituti e le organizzazioni che si occupavano di persone con disabilità erano gravemente sotto-organico e che il personale non era dotato di una formazione specialistica.

Nel suo rapporto di dicembre, il CPT ha espresso preoccupazione per le procedure di ricovero e lo status legale delle persone negli istituti psichiatrici e nei centri sociale di cura. Il Comitato ha sottolineato come questi istituiti spesso operassero con fondi e risorse veramente limitati e che fossero state segnalate condizioni inadeguate nonché limitate attività ricreative e all'aperto. Il Comitato ha altresì riportato casi di decessi collegati a grave malnutrizione presso il centro sociale di cura di Nucet nel 2004 e 2005 e ha esortato le autorità ad assicurare che tutti i decessi all'interno degli istituti psichiatrici e altri servizi sociali di adulti al di sotto dei 40 anni, laddove non fosse stata diagnosticata una patologia, fossero oggetto di indagini appropriate.

Discriminazione

***Rom

La discriminazione nei confronti dei rom, sia da parte di funzionari pubblici sia da parte della società in generale, ha continuato a essere un fenomeno diffuso e radicato. Le autorità romene non hanno provveduto a intraprendere misure adeguate per combattere la discriminazione e fermare la violenza ai danni dei rom.

A settembre, l'Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha sentenziato che la frase «zingaro puzzolente», pronunciata dal presidente Traian Băsescu nel riferirsi a un giornalista nel maggio 2007, era discriminatoria. Tuttavia, la Corte non ha applicato sanzioni poiché l'espressione era stata pronunciata durante una conversazione privata.

I rom hanno continuato a veder loro negata parità di acceso all'istruzione, all'abitazione, ai servizi sanitari e all'impiego.

Nel suo rapporto al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani in riferimento alla Revisione periodica universale di maggio, la Romania ha ammesso che le comunità rom si trovavano in condizioni di insicurezza economica ed erano particolarmente a rischio di subire varie forme di discriminazione. Il rapporto ha inoltre osservato come i rom subissero politiche che avrebbero potuto determinare forme di segregazione, specialmente nel campo dell'istruzione.

*Il 2 ottobre, Istvan Haller, membro del Consiglio nazionale per la lotta alla discriminazione, ha iniziato uno sciopero della fame contro la persistente incapacità da parte del governo romeno di attuare le misure che erano state promesse in seguito ad alcuni gravi attacchi contro le comunità rom avvenuti a Hãdãreni, Plăieşii de Sus e Casinul Nou nei primo anni Novanta. Almeno cinque persone erano rimaste uccise e 45 case erano state distrutte nel corso di violenze di massa. Centinaia di persone erano rimaste senzatetto mentre le autorità locali non erano intervenute o avevano partecipato attivamente agli attacchi stessi.

In seguito alle sentenze della Corte europea dei diritti umani del 2005 e 2007 in merito a questi casi, il governo romeno si era assunto l'impegno di avviare progetti di sviluppo per le comunità al fine di migliorare le condizioni di vita e le relazioni interetniche. Tali misure comprendevano la creazione di infrastrutture, come case per coloro la cui abitazione era stata distrutta, così come provvedimenti anti-discriminazione, scolastici e di altro tema sociale. Tuttavia, il governo non aveva tenuto fede agli impegni assunti. Istvan Haller ha terminato lo sciopero della fame il 9 ottobre in seguito alle assicurazioni da parte del governo che non avrebbe bloccato i fondi destinati al progetto Hãdãreni, e a una decisione da parte delle autorità per avviare progetti di sviluppo per le comunità di Plăieşii de Sus e Casinul Nou.

***Lesbiche, gay, bisessuali e transgender

Nel suo rapporto al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani in riferimento alla Revisione periodica universale di maggio, il governo ha ammesso che le persone LGBT continuavano a incontrare pregiudizi e atteggiamenti discriminatori.

A febbraio, un emendamento del Senato alla definizione legale di famiglia ha di fatto posto fuorilegge il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L'emendamento ha apportato modifiche a una legge del 1953 che definiva il matrimonio «tra coniugi»; la nuova legge ora definisce il matrimonio come «tra un uomo e una donna».

Il 24 maggio, circa 200 attivisti per i diritti LGBT hanno marciato attraverso la città di Bucarest in una parata del Pride strettamente vigilata dalle forze dell'ordine, sfidando i tentativi da parte di gruppi religiosi e di estrema destra di far vietare l'appuntamento annuale dell'evento.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Romania a ottobre.

Eastern Europe: Eighth session of the UN Human Rights Council, 2-20 June 2008: Review of the Czech Republic, Poland and Romania under the Universal Periodic Review: Amnesty International's reflections on the outcome (EUR 02/001/2008)