Capo di Stato: Abdoulaye Wade
Capo del governo: Cheikh Hadjibou Soumaré
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 12,7 milioni
Speranza di vita: 62,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 120/108‰
Alfabetizzazione adulti: 39,3%
Il processo di pace nel Casamance meridionale non ha fatto registrare progressi e si sono avuti sporadici attacchi contro civili. La polizia ha represso la folla che manifestava contro il carovita. Media e giornalisti indipendenti sono stati oggetto di vessazioni e alcuni giornalisti sono stati arrestati. La lungamente attesa inchiesta sul caso dell'ex presidente ciadiano Hissène Habré non è iniziata.
Quattro anni dopo l'accordo generale di pace del 2004, non sono stati ottenuti progressi nel processo di pace nel Casamance meridionale dove civili hanno continuato a essere vittime di mine terrestri e di sporadici attacchi da parte di separatisti combattenti. Ad aprile, diversi leader delle Forze democratiche del movimento del Casamance (Mouvement des forces démocratiques de Casamance - MFDC) si sono incontati per tentare di riunificate il movimento separatista. A fine anno le divisioni tra l'ala armata e quella civile del movimento non erano state ancora superate.
A dicembre, le forze di sicurezza hanno compiuto in giro di vite nei confronti di manifestanti dopo che le proteste contro le precarie condizioni di vita nella regione mineraria del Kedougou (700km a sud-est di Dakar) erano sfociate in violenza con danni alle proprietà e edifici demaniali dati alle fiamme. Le forze di sicurezza hanno impiegato munizioni cariche, uccidendo almeno una persona, Sinad Sidibé, e ferendone diverse altre. Nei giorni successivi alla protesta, le forze di sicurezza hanno arrestato e torturato decine di persone che a fine anno si trovavano ancora trattenute senza processo. Molti altri sono entrati in clandestinità per sfuggire alle ondate di arresti lanciate dalle forze di sicurezza.
A marzo, agenti di polizia hanno disperso una manifestazione non autorizzata contro l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità come riso, petrolio, latte e sapone. La polizia ha impiegato manganelli e gas lacrimogeni per reprimere i manifestanti e ha inoltre aggredito giornalisti impegnati nella cronaca della manifestazione. Almeno 24 persone, tra cui due funzionari di associazioni dei consumatori, Muammar Ndao e Jean-Pierre Dieng, così come un leader dell'opposizione, Talla Sylla, sono state brevemente arrestate.
Media e singoli giornalisti indipendenti sono stati presi di mira nel tentativo di soffocare la libertà di espressione e le critiche nei confronti del presidente Abdoulaye Wade.
*A marzo, la polizia ha compiuto un'irruzione nella sede di una stazione televisiva privata dopo che questa aveva trasmesso immagini delle polizia che picchiava i manifestanti durante una protesta contro il carovita.
*A settembre, El Malick Seck, editore del quotidiano 24 Heures Chrono, è stato condannato a tre anni di carcere per aver pubblicato un articolo che implicava il capo dello Stato nel riciclaggio di denaro. Il giornale è stato sospeso per tre mesi.
Membri autoproclamati dell'MFDC hanno attaccato e rapito civili nel Casamance, nell'apparente tentativo di punirli per essersi addentrati su terreni da essi ritenuti essere proprio territorio. L'MFDC ha negato qualsiasi coinvolgimento nei suddetti attacchi.
*A maggio, 16 abitanti di un villaggio che raccoglievano anacardi a Tempe, 15 km a est di Ziguinchor, la principale città del Casamance, sono stati attaccati da membri autoproclamati dell'MFDC che li hanno legati per le mani tagliando loro l'orecchio sinistro.
Singole persone hanno dovuto affrontare arresti, vessazioni e discriminazioni a causa del loro presunto coinvolgimento in relazioni omosessuali consenzienti.
*A febbraio, nove uomini e una donna sono stati arrestati in seguito a una condanna da parte dei media di una festa in cui alcuni di loro erano stati fotografati. Alcuni commenti successivamente postati su Internet invocavano l'uccisione degli uomini. Come conseguenza, diverse persone sono state costrette a lasciare il Paese.
*Ad agosto, un cittadino belga e il suo aiutante domestico senegalese sono stati condannati a due anni di carcere per «matrimonio omosessuale e atti contro natura». Amnesty International li ha adottati come prigionieri di coscienza.
Nonostante l'eliminazione degli ultimi ostacoli legali per un'indagine penale, l'inchiesta giudiziaria riguardante il caso di Hissène Habré non è iniziata.
Ad aprile, l'Assemblea Nazionale ha adottato un emendamento costituzionale che introduce una norma retroattiva per crimini contro l'umanità, crimini di guerra, genocidio e tortura, la quale permetterebbe il processo dell'ex capo di Stato del Ciad che vive in esilio in Senegal. A maggio, è stato nominato un giudice coordinatore con il compito di organizzare il processo. Il 16 settembre vittime ciadiane hanno sporto un'ulteriore denuncia. Le autorità senegalesi hanno sostenuto che non vi erano più ostacoli sulla via del processo se non la mancanza di fondi, ma non hanno intrapreso altre iniziative nonostante gli aiuti economici offerti dall'Unione Europea.
Ad agosto, Hissène Habré è stato condannato a morte in contumacia in Ciad. Associazioni per i diritti umani hanno sottolineato che tale verdetto di condanna in Ciad si basava su accuse differenti e che non avrebbe dovuto avere alcun impatto sul procedimento giudiziario in Senegal.
Senegal: Submission to the UN Universal Periodic Review, 1 September 2008 (AFR 49/004/2008)