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Slovacchia

Repubblica Slovacca

Capo di Stato: Ivan Gašparovič
Capo del governo: Robert Fico
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 5,4 milioni
Speranza di vita: 74,2 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 9/8‰

  1. Sviluppi politici
  2. Discriminazione - rom
  3. Tortura e altri maltrattamenti
  4. Anti-terrorismo e sicurezza
  5. Missioni e rapporti di Amnesty International

I rom hanno continuato a subire discriminazioni nel campo dell'istruzione, dell'abitazione e della salute. L'accettazione di rassicurazioni diplomatiche contro tortura e altri maltrattamenti ha continuato a rappresentare motivo di preoccupazione.

Sviluppi politici

A febbraio, il Partito dei socialisti europei del Parlamento Europeo ha revocato il bando al partner storico della coalizione di governo della Slovacchia, Democrazia socialdemocratica (Smer-SD), in seguito all'impegno assunto dal primo ministro a migliorare i diritti delle minoranze. A seguito delle elezioni del giugno 2006, lo Smer-SD aveva formato una colazione tripartitica di governo assieme al Partito nazionale slovacco (SNS) e al Partito-movimento popolare per una Slovacchia democratica (LS-HZDS).

Discriminazione - rom

***Istruzione

Il governo ha dato risalto a varie misure per migliorare l'accesso all'istruzione per i bambini rom, ma non sono stati assunti impegni concreti per eliminare la segregazione nelle scuole. Le autorità hanno continuato a sostenere che il numero sproporzionalmente alto di bambini rom in scuole speciali per bambini con disabilità mentali era dovuto al loro retroterra socialmente svantaggiato.

A marzo, il governo ha adottato un programma quinquennale finalizzato a migliorare gli arretrati standard di vita e scolastici della sua estesa minoranza rom. Le misure adottate comprendevano la scuola materna obbligatoria per tutti i bambini fino a cinque anni entro il 2013, la fornitura di libri scolastici in lingua rom e più rigide norme che regolamentassero l'inserimento di bambini rom in scuole speciali.

A maggio, il Parlamento slovacco (Consiglio Nazionale) ha approvato la nuova legge sulla crescita e l'istruzione (legge sulla scuola), valida per l'anno scolastico 2008/2009. La legge vieta qualsiasi forma di discriminazione, compresa la segregazione. Una disposizione che consentiva l'inserimento temporaneo (diagnostický pobyt) di alunni in scuole speciali dopo una valutazione inconcludente, in molti casi determinante per un inserimento di tipo arbitrario, è stata eliminata dalla legge. A settembre il governo ha abolito la disposizione relativa a borse di studio motivazionali dalla legge sull'assistenza sociale. La norma, che si basava sulle prestazioni scolastiche degli alunni, dava ai genitori rom un incentivo economico per iscrivere i loro figli alle scuole speciali. Questo sarebbe stato sostituito da un sussidio universale, condizionato dalla frequenza scolastica, per tutti gli alunni provenienti da famiglie con bisogni materiali.

Tuttavia, la legge sulla scuola non comprendeva misure concrete per eliminare la discriminazione incontrata dai rom. ONG internazionali e nazionali hanno invocato la presa in esame di misure come l'introduzione obbligatoria di classi preparatorie annuali e di insegnanti di sostegno, e una più chiara definizione dei criteri e delle procedure per l'inserimento di un bambino in istituti di istruzione speciale.

La categoria dei «bambini socialmente svantaggiati» è rimasta inserita nell'elenco che definisce i bisogni scolastici speciali previsti dalla legge sulla scuola. Di conseguenza, l'associazione tra svantaggio sociale e disabilità mentale è rimasta invariata.

*A Pavlovce nad Uhom, il 99,5% degli all'incirca 200 alunni della scuola speciale erano rom. Essi costituivano oltre la metà dei bambini rom frequentanti la scuola primaria della città. In seguito a ispezioni condotte nel 2007, per 17 alunni della scuola speciale è stato formalmente riconosciuto che erano stati erroneamente valutati ed essi sono stati quindi trasferiti in scuole ordinarie. Ufficialmente, i bambini possono essere inseriti in scuole speciali solamente dopo una diagnosi di disabilità mentale e con il pieno consenso dei genitori. Tuttavia, molti bambini non erano stati affatto valutati e spesso il consenso dei genitori non era stato né libero né informato. All'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, la scuola speciale primaria di Pavlovce nad Uhom continuava a essere di fatto una scuola segregata.

***Alloggi

A gennaio, il Comitato parlamentare slovacco per i diritti umani, le nazionalità e lo status femminile ha adottato una risoluzione sugli sfratti forzati derivanti dagli arretrati di affitto, che colpivano in maniera sproporzionata i rom. In base alla risoluzione, il governo è tenuto a intraprendere una serie di misure per garantire il diritto di protezione contro la povertà e l'esclusione sociale, e a un'abitazione adeguata.

A giugno, la Fondazione Milan Šimečka ha pubblicato una valutazione di 57 progetti abitativi destinati agli abitanti di insediamenti rom. Nel 91% delle località prese in esame, le nuove abitazioni avevano mantenuto, e spesso aumentato, l'esistente segregazione geografica dei beneficiari rom.

***Sterilizzazione forzata di donne rom

A febbraio, la Procura regionale di Košice ha bloccato nuovamente le indagini relative al caso di presunte sterilizzazioni illegali di tre donne rom nella Slovacchia orientale rispettivamente nel 1999, 2000 e 2002. La Procura ha ritenuto che le sterilizzazioni erano state praticate con il consenso libero e informato delle donne. L'inchiesta penale, iniziata nel 2003, era stata interrotta tre volte ma era ripresa in seguito a ricorsi presentati presso la Corte Costituzionale, la quale aveva ritenuto che non era stata condotta alcuna inchiesta effettiva. Ad aprile, l'ONG Centro per i diritti umani e civili ha presentato presso la Corte Costituzionale una nuova istanza per conto delle tre donne, che è stata tuttavia archiviata a luglio.

A luglio, il Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione contro le donne ha raccomandato che la Slovacchia «intraprenda tutte le misure necessarie per assicurare che i ricorsi presentati da donne rom in merito a sterilizzazioni coatte siano debitamente esaminati e che alle vittime di tali pratiche siano accordati concreti indennizzi».

Tortura e altri maltrattamenti

*A marzo la Corte regionale di Banská Bystrica ha condannato sette poliziotti per il maltrattamento e la morte di Karol Sendrei, un uomo rom di 51 anni, mentre si trovava in custodia di polizia nel 2001. Due agenti, Ján K. e Miroslav S., sono stati ritenuti i principali responsabili, e condannati ciascuno a otto anni e mezzo di carcere per accuse di tortura e condotta crudele. Ladislav K., un agente che era saltato sul torace di Karol Sendrei, ha ricevuto una condanna a sette anni per le medesime accuse. L'agente di servizio, Roman R., è stato condannato a quattro anni per tortura. La corte ha ritenuto che nonostante egli non avesse preso parte alla tortura di Karol Sandrei, non aveva compiuto il proprio dovere di impedire l'episodio. Altri tre agenti sono stati condannati da uno a due anni con sospensione della pena. Tutti gli imputati si sono appellati presso la Corte Suprema contro le loro sentenze.

Anti-terrorismo e sicurezza

***Non-refoulement

*Il 26 giugno la Corte Costituzionale ha emesso il proprio giudizio in merito al caso di Mustapha Labsi, un cittadino algerino trattenuto in Slovacchia sulla base di una richiesta di estradizione presentata dall'Algeria. La Corte ha concluso che la decisione della Corte Suprema del 22 gennaio, che autorizzava l'estradizione di Mustapha Labsi in Algeria, aveva violato il suo diritto alla protezione giudiziaria e non aveva tenuto debito conto della situazione dei diritti umani in Algeria.

La Corte ha riaffermato il dovere assoluto delle autorità di non rimpatriare chiunque verso un Paese dove questi è esposto a reale rischio di tortura o altri maltrattamenti. L'obbligo della Slovacchia di non fare affidamento su rassicurazioni diplomatiche era inoltre implicito nel giudizio critico verso le sentenze della Corte regionale e della Corte Suprema.

La Corte Suprema ha conseguentemente riesaminato il caso di Mustapha Labsi e sentenziato il 7 agosto che egli non poteva essere espulso in Algeria dove rischiava gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tortura e altri maltrattamenti. Egli è stato rilasciato ma tratto immediatamente di nuovo in arresto sulla base di un ordine di espulsione risalente al 2006. Mustapha Labsi ha presentato ancora una volta richiesta di asilo, che è stata respinta il 6 ottobre. A fine anno erano pendenti un appello contro il rigetto della sua domanda di asilo e una causa legale contro la sua detenzione.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Amnesty International ha visitato la Slovacchia a marzo e aprile.

NGOs call on Slovakia on International Roma Day to address discrimination of Roma in education (EUR 72/003/2008)

Slovakia: NGOs joint open letter on the occasion of the second reading of the draft new Schools Act at the Slovak National Council (EUR 72/004/2008)

Slovakia: Constitutional Court upholds the absolute prohibition of torture (EUR 72/005/2008)

A tale of two schools: Segregating Roma into special education in Slovakia (EUR 72/007/2008)

Slovakia: Submission to the UN Universal Periodic Review - Fifth session of the UPR Working Group of the Human Rights Council, May 2009 (EUR 72/009/2008)