Capo di Stato: re Juan Carlos I di Borbone
Capo del governo: José Luis Rodríguez Zapatero
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 44,6 milioni
Speranza di vita: 80,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/5‰
Sono stati segnalati frequenti casi di tortura e maltrattamenti a opera di agenti delle forze dell'ordine. È stato rilevato un persistente uso della detenzione in incommunicado. Il gruppo armato basco Euskadi Ta Askatasuna (ETA) ha continuato la campagna di violenza, rivendicando l'uccisione di quattro persone. Gli sforzi delle autorità per controllare l'immigrazione, in collaborazione con l'UE e alcuni Paesi africani, hanno messo in pericolo i diritti di migranti e richiedenti asilo. È stata avviata e chiusa un'inchiesta giudiziaria sulle sparizioni forzate durante la guerra civile del 1936-1939 e la dittatura franchista. Il 12 dicembre il governo ha adottato il piano d'azione nazionale per i diritti umani.
Sono pervenute frequenti e diffuse segnalazioni di casi di tortura e maltrattamenti a opera delle forze dell'ordine. Nel mese di aprile la Corte Costituzionale ha nuovamente sottolineato la necessità di indagini complete ed efficaci in merito a tali denunce. Il Relatore Speciale delle Nazioni unite sui diritti umani e l'anti-terrorismo ha espresso preoccupazione per il continuo pervenire di denunce di tortura e maltrattamenti che non hanno sistematicamente dato luogo a indagini immediate ed esaurienti. Alcune autorità politiche e giudiziarie hanno continuato ad asserire che le denunce di maltrattamenti presentate da detenuti arrestati per terrorismo facevano parte di una strategia per screditare lo Stato.
*È proseguita l'inchiesta giudiziaria per la morte di Osamuyia Akpitaye, un cittadino nigeriano morto nel 2007 durante l'espulsione forzata. La giudice inquirente aveva incriminato gli agenti di polizia coinvolti per «illecito lieve». Tuttavia, dopo un ricorso in appello del pubblico ministero e della famiglia della vittima, è stato chiesto al magistrato inquirente di presentare contro gli agenti un'accusa più grave. A fine anno il caso era ancora oggetto di inchiesta.
*Seppur con lentezza, è proseguita l'inchiesta sulle denunce di maltrattamento di detenuti nella stazione della polizia autonoma catalana di Les Corts a Barcellona. In un caso, una telecamera nascosta dal marzo 2007 ha registrato un video in cui alcuni agenti picchiavano, prendevano a calci e insultavano un uomo fermato. A seguito dell'apertura di un'inchiesta penale, cinque agenti erano stati sospesi dal servizio ma, il 16 gennaio, sono rientrati in servizio attivo in attesa dei risultati degli accertamenti. A giugno il pubblico ministero ha formalmente incriminato gli agenti per falsificazione di atti di polizia e violenza lieve. L'accusa ha chiesto una condanna a quattro anni e mezzo di reclusione per la falsificazione degli atti e a quindici mesi e un'ammenda per trattamento degradante e aggressione. A fine anno la data di inizio del processo non era ancora stata fissata.
*A quasi tre anni di distanza dalla denuncia di torture subite da Mohammed Fahsi durante la detenzione in incommunicado nel gennaio 2006, non era ancora stata avviata alcuna indagine penale. L'inchiesta era stata affidata al Consiglio generale della magistratura e al pubblico ministero di Madrid, ma entrambi gli organi hanno risposto che non vi erano i presupposti per farlo.
*Il 5 gennaio, due sospetti membri dell'ETA sono stati fermati e trattenuti in incommunicado dalla Guardia Civil di Mondragón (Guipuzcoa). Secondo quanto riferito, entrambi sono stati maltrattati durante la detenzione e uno degli uomini è stato in seguito ricoverato all'ospedale di San Sebastián per la frattura di due costole e la perforazione di un polmone. Il tribunale inquirente n.1 di San Sebastián ha immediatamente avviato un'indagine, non ancora conclusasi alla fine dell'anno.
Il 22 luglio, Basel Ghalyoun è stato rimpatriato forzatamente in Siria, nonostante egli fosse a rischio di tortura e detenzione arbitraria. Il 17 luglio la Corte Suprema lo ha prosciolto dall'accusa di coinvolgimento nell'attentato dell'11 marzo 2004 ai treni dei pendolari di Madrid ed egli è stato rilasciato. Subito dopo è stato preso in consegna dalla polizia a seguito di un ordine di espulsione emanato poiché il suo permesso di soggiorno era scaduto mentre si trovava in carcere. Né l'uomo, né il suo avvocato erano a conoscenza dell'ordine di espulsione e l'avvocato non ha potuto presentare ricorso prima che Basel Ghalyoun fosse rimpatriato. Egli è stato arrestato appena giunto in Siria e detenuto in incommunicado in una località segreta.
*Il 31 dicembre, il cittadino russo di origine cecena Murad Gasayev è stato estradato in Russia nonostante vi fossero prove secondo cui avrebbe rischiato di subire un processo non equo, tortura e maltrattamenti. La Corte penale nazionale ha approvato la richiesta di estradizione sulla base di "rassicurazioni diplomatiche" fornite dall'ufficio del pubblico ministero russo, in cui si affermava che il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) sarebbe stato autorizzato a visitare Murad Gasayev durante la detenzione. Il CPT ha informato le autorità spagnole che non avrebbe accettato tale responsabilità a causa delle gravi preoccupazioni sull'affidabilità di tali "rassicurazioni diplomatiche". Ciononostante, le autorità spagnole hanno estradato Murad Gasayev a condizione che funzionari dell'ambasciata spagnola di Mosca potessero visitarlo.
Nel 2008 l'ETA ha rivendicato l'uccisione di quattro persone e vari attentati dinamitardi. Il 2 aprile il quotidiano Gara ha pubblicato le minacce rivolte dall'ETA a membri del Partito socialista operaio, attualmente al governo, del Partito nazionalista basco e a reti radiofoniche e televisive pubbliche dei Paesi Baschi. Gli attentati rivendicati dall'ETA contro una caserma della Guardia Civil a maggio e un'accademia militare a settembre hanno provocato la morte di due ufficiali.
*Il 7 marzo, due giorni prima delle elezioni politiche nazionali, un ex consigliere del Partito socialista operaio è stato ucciso nei Paesi Baschi in un attentato rivendicato dall'ETA. Isaías Carrasco è stato colpito davanti alla sua abitazione a Mondragón ed è stato dichiarato morto in ospedale.
*Il 3 dicembre Ignacio Uría Mendizábal, comproprietario di una delle aziende di costruzioni impegnate nei lavori della linea ferroviaria ad alta velocità Madrid-Paesi Baschi è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco. L'omicidio è stato rivendicato dall'ETA che, ad agosto, aveva rivendicato anche tre attentati contro altre aziende impegnate nei lavori di costruzione ferroviaria e aveva minacciato ulteriori azioni.
Il Relatore Speciale delle Nazioni unite sui diritti umani e il Comitato diritti umani hanno espresso preoccupazione perché la definizione di terrorismo contenuta in alcuni articoli del codice penale spagnolo poteva comprendere atti che non rientravano appropriatamente in tale categoria. I due organismi hanno anche ripetuto gli appelli, ormai di lunga data, al governo spagnolo per l'abolizione delle norme che autorizzano la detenzione in incommunicado di persone fermate per reati legati al terrorismo. Seguendo l'esempio delle forze autonome di polizia basche e catalane, anche le autorità nazionali hanno annunciato l'installazione di telecamere nelle celle della Corte penale nazionale, dove sono trattenuti in incommunicado i detenuti, come misura precauzionale contro la tortura e altri maltrattamenti. Tuttavia, l'uso delle telecamere non è obbligatorio e, per ogni singolo caso, deve essere richiesto dal giudice inquirente.
È proseguita l'inchiesta giudiziaria condotta dalla Corte penale nazionale in merito ai presunti voli di rendition operati da aerei della CIA o dell'esercito degli Stati Uniti, che hanno fatto scalo in aeroporti militari spagnoli o hanno attraversato lo spazio aereo della Spagna. Il governo ha fornito agli inquirenti informazioni relative a vari voli aerei effettuati da o verso Guantánamo Bay tra il 2002 e il 2007. A dicembre è trapelato attraverso la stampa il contenuto di alcuni documenti ufficiali segreti redatti dal gennaio 2002 in poi. In essi si confermava che le autorità spagnole all'epoca avevano consapevolmente autorizzato, su richiesta delle autorità statunitensi, l'uso di basi militari spagnole durante il trasferimento di detenuti a Guantánamo Bay.
*Il 5 marzo, la Corte penale nazionale ha annullato i mandati di cattura europei che aveva spiccato nel dicembre 2007 per Omar Deghayes e Jamil El Banna, e ha archiviato i procedimenti penali a loro carico. Entrambi erano ricercati dalle autorità spagnole per reati legati al terrorismo. I due uomini erano stati rimpatriati nel Regno Unito nel dicembre 2007 dopo diversi anni di detenzione nella base statunitense di Guantánamo Bay. La Corte penale nazionale ha ordinato l'archiviazione dei procedimenti contro i due uomini, affermando che, sebbene l'inchiesta spagnola fosse iniziata prima della loro detenzione a Guantánamo, qualunque informazione in seguito rivelata in tribunale che fosse stata connessa alla loro detenzione sarebbe stata una prova inammissibile e avrebbe potuto inquinare il processo. La Corte ha anche concluso che, considerate le precarie condizioni di salute dei due accusati, la prosecuzione del processo sarebbe stata un atto inumano. La Corte ha sottolineato che durante la detenzione a Guantánamo Bay entrambi gli uomini avevano subito torture e maltrattamenti per un periodo prolungato al di fuori di qualunque principio di legalità.
Un gran numero di migranti e richiedenti asilo hanno continuato a mettere a rischio le proprie vite per raggiungere la Spagna con pericolosi viaggi per mare o via terra, patendo lungo il cammino maltrattamenti per mano di associazioni criminali e delle forze di sicurezza. Gli accordi di riammissione siglati tra la Spagna e diversi Paesi dell'Africa settentrionale e occidentale non hanno preso adeguatamente in considerazione la tutela dei diritti umani. Si ritiene che l'intensa pressione esercitata dalla Spagna e altri Paesi dell'UE per impedire l'immigrazione irregolare sia stata la causa di detenzioni di massa ed espulsioni di potenziali migranti irregolari in Mauritania.
A tre anni dall'introduzione della legge contro la violenza di genere, in alcune zone della Spagna le donne vittime di tali crimini hanno continuato a incontrare ostacoli per accedere all'assistenza legale e medica. Particolarmente ardue sono state le difficoltà che hanno dovuto affrontare le donne migranti irregolari. Secondo statistiche fornite dal governo, durante l'anno 70 donne sono state uccise dal loro partner, attuale o passato, e 34 di esse erano cittadine straniere.
*Il 10 aprile, Sylvina Bassanni e il suo compagno Andrés Marzal sono stati uccisi dal marito da cui la donna si era separata. Nel settembre 2006, Sylvina Bassanni aveva dichiarato a un tribunale di temere per la propria vita poiché l'ex marito aveva più volte minacciato di ucciderla. Egli aveva ripetutamente violato un ordine di allontanamento, ma nei suoi confronti non era stato assunto alcun provvedimento. Sylvina Bassanni presentò al tribunale 28 ulteriori richieste di misure di protezione e di indagine, tutte rifiutate o rimaste senza risposta. Sei giorni dopo la sua morte, il suo avvocato ha ricevuto una lettera del tribunale in risposta alle richieste di protezione, alcune vecchie di un anno, in cui si affermava che il pubblico ministero aveva archiviato il caso contro l'ex marito.
Sono continuate a pervenire segnalazioni di aggressioni razziste effettuate da privati cittadini e di casi di torture e maltrattamenti di stampo razzista commessi dalle forze dell'ordine. Secondo l'Agenzia per i diritti fondamentali dell'UE, la Spagna è uno dei soli cinque Paesi membri a non rendere pubblici i dati ufficiali sulle denunce e sui procedimenti penali relativi a reati motivati da razzismo.
A fine anno non erano ancora state sviluppate le linee guida procedurali e le mappature delle sepolture come richiesto dalla legge sulla memoria storica approvata nel dicembre 2007. Nel mese di ottobre un giudice inquirente della Corte penale nazionale ha aperto un'indagine su circa 114.266 sparizioni forzate avvenute durante la guerra civile e i primi anni della dittatura franchista. Il pubblico ministero ha presentato ricorso in appello contro l'avvio dell'inchiesta chiedendo l'applicazione della legge di amnistia del 1977 che garantiva l'amnistia per tutti i reati politici commessi fino al 1977. Egli ha anche affermato tali presunti crimini erano ormai prescritti.
Il 2 dicembre, la Corte penale nazionale ha dichiarato di non avere la competenza per indagare in merito a reati di tale natura e ha chiuso l'inchiesta. Tuttavia, il giudice inquirente ha stabilito che i tribunali locali erano competenti a indagare per i casi commessi nella propria giurisdizione territoriale e, il 26 dicembre, ha inviato dossier informativi a vari tribunali locali per ulteriori indagini su casi di sospette sparizioni forzate e sull'allontanamento illegale dalle rispettive famiglie di 30.960 bambini.
Una delegazione di alto livello di Amnesty International ha visitato la Spagna giugno e delegati di Amnesty International si sono recati in Spagna a ottobre.
Spain: Amnesty International calls for a thorough independent and impartial investigation to determine whether human rights were violated during the arrest of Igor Portu (EUR 41/001/2008)
Spain: No pardon for torture! Four police officers convicted of illegal detention and ill-treatment have pardons confirmed by Supreme Court (EUR 41/003/2008)
Spain: Briefing to the Human Rights Committee (EUR 41/012/2008)
Spain: Amnesty International condemns forcible return of Basel Ghalyoun to Syria (EUR 41/015/2008)
España: Ejercer la jurisdicción universal para acabar con la impunidad (EUR 41/017/2008)
Spain: Catalan autonomous government must take action against police officers convicted of torture (EUR 41/021/2008)
Spain: Amnesty International condemns killing of Ignacio Uría Mendizábal (EUR 41/022/2008)