Capo di Stato: re Carlo Gustavo XVI
Capo del governo: Fredrik Reinfeldt
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 9,2 milioni
Speranza di vita: 80,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 4/4 per 1.000
Due vittime di rendition hanno ottenuto un risarcimento, nonostante non sia stata assunta alcuna decisione sulla loro domanda di residenza in Svezia. È stato ridotto il livello di protezione accordato ai richiedenti asilo provenienti dall'Iraq. Relativamente pochi casi di stupro denunciati alla polizia hanno dato origine a un processo penale.
Ahmed Agiza e Mohammed El Zari hanno ottenuto un risarcimento di circa 3.160.000 corone svedesi (pari a circa 307.000 euro) per le gravi violazioni subite durante e dopo l'espulsione illegale dalla Svezia all'Egitto, avvenuta nel dicembre 2001. In Egitto, entrambi furono torturati mentre erano detenuti in incommunicado. In Svezia fu loro negato un procedimento completo ed equo per la determinazione dell'asilo e furono espulsi in base a "rassicurazioni diplomatiche" senza valore fornite dalle autorità egiziane.
Mohammed El Zari fu rilasciato dalle carceri egiziane nell'ottobre 2003, senza essere mai stato incriminato. Ahmed Agiza è rimasto in prigione in Egitto, a seguito di un processo iniquo celebrato davanti un tribunale militare. Il governo svedese non ha mai assunto una decisione definitiva sui ricorsi presentati da entrambi gli uomini contro il rigetto delle loro richieste per ottenere il permesso di soggiorno in Svezia.
Nel mese di giugno il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) ha sollecitato la Svezia a indagare in modo approfondito le ragioni che avevano condotto all'espulsione di Mohammed El Zari e Ahmed Agiza e, se opportuno, a perseguire i responsabili.
*Nel mese di giugno il Consiglio per l'immigrazione ha respinto la richiesta di residenza di Adel Hakim, un rifugiato rilasciato nel maggio 2006 dal centro di detenzione statunitense di Guantánamo. Adel Hakim, cittadino cinese di etnia uigura, fu trasferito con altri quattro uiguri da Guantánamo in Albania, Paese che aveva accettato di offrire loro protezione. Adel Hakim chiese il permesso di soggiorno in Svezia durante una visita compiuta nel 2007, anche motivato dal fatto che sua sorella vi risiede. Il Consiglio per l'immigrazione ha respinto la richiesta poiché egli aveva già il diritto di risiedere in Albania. Adel Hakim è ricorso in appello contro tale decisione ed è rimasto in Svezia in attesa del risultato del ricorso stesso.
A giugno il CAT ha espresso preoccupazione per la pratica comune di detenere i richiedenti asilo prima dell'espulsione e si è rammaricato per la mancanza, nel diritto svedese, di «un limite assoluto alla durata della detenzione di un richiedente asilo».
La maggior parte delle nuove domande dei richiedenti asilo iracheni sono state respinte dopo che il Consiglio per l'immigrazione e la Corte d'appello per l'immigrazione avevano deciso che in Iraq non vi era un conflitto armato interno. In passato, quasi tutti i richiedenti asilo iracheni avevano ottenuto qualche forma di protezione.
Nel mese di febbraio le autorità di Svezia e Iraq hanno raggiunto un accordo sul rimpatrio forzato di richiedenti asilo respinti. Prima di tale accordo, le autorità dell'Iraq accettavano soltanto cittadini che acconsentivano a essere rimpatriati.
Le autorità svedesi hanno continuato a respingere le domande di richiedenti asilo eritrei. Ciò ha esposto queste persone al rischio di essere rimpatriate in Eritrea nonostante l'UNHCR abbia raccomandato a tutti gli Stati di sospendere i rimpatri forzati verso tale Paese. Ad aprile almeno un cittadino eritreo è stato rimpatriato a forza dalla Svezia.
A ottobre, in attesa di pronunciarsi sul possibile rischio di tortura, il CAT ha chiesto la sospensione temporanea del previsto rimpatrio di un'altra cittadina eritrea.
Gli episodi di stupro denunciati alla polizia hanno prodotto un procedimento penale soltanto nel 12% circa dei casi. L'impegno per rafforzare la protezione fornita alle vittime è stato ostacolato dalla mancanza di ricerca sistematica e indipendente e di analisi delle indagini e delle decisioni giudiziarie nei casi di stupro.
Nel mese di giugno il CAT si è detto rammaricato per la mancanza di dati statistici nazionali sulla violenza domestica e ha sollecitato la Svezia ad aumentare gli sforzi per prevenire, combattere e punire la violenza contro donne e bambini, compresa ogni forma di violenza domestica e i delitti d'onore.
State of denial - Europe's role in rendition and secret detention (EUR 01/003/2008)