Capo di Stato: re Mwsati III
Capo del governo: Barnabas Sibusiso Dlamini (subentrato ad Absalom Themba Dlamini a ottobre)
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 1,1 milioni
Speranza di vita: 40,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 121/103‰
Alfabetizzazione adulti: 79,6%
Violenze di matrice politica e proteste pubbliche hanno portato a un giro di vite nei confronti di persone che avevano espresso critiche contro il governo sulla base della nuova legge sulla soppressione del terrorismo. Più di due terzi della popolazione dello Swaziland viveva in condizioni di povertà e due quinti necessitava di aiuti alimentari. Donne e ragazze hanno continuato a essere sproporzionalmente colpite dall'epidemia da HIV diffusa nel Paese, oltre che dalla violenza sessuale. La polizia ha continuato a ricorrere a un uso eccessivo della forza contro manifestanti pacifici e lavoratori in sciopero. Sono giunte segnalazioni di tortura, altri maltrattamenti e di indebito impiego di forza letale da parte di agenti delle forze dell'ordine.
La legge sulla soppressione del terrorismo (STA) è stata controfirmata dal re ad agosto, dopo che l'iter parlamentare aveva ricevuto scarso contributo pubblico. L'ampia definizione di "atto terroristico" contenuta nella legge non corrisponde ai requisiti di legalità. I reati derivati dalla nuova legge limitano in modo eccessivo un'ampia gamma di diritti umani, compresa la libertà di pensiero, di coscienza e religione; la libertà di espressione; la libertà di associazione; e la libertà di riunione. La STA limita il ruolo dei tribunali e permette la detenzione in incommunicado senza accusa né processo per sette giorni.
Il 19 settembre si sono tenute le elezioni parlamentari nazionali, basate sul sistema tradizionale tinkhundla. Osservatori elettorali hanno espresso preoccupazione riguardo alla credibilità del processo; i partiti politici hanno visto negato il riconoscimento formale e il diritto a partecipare alle elezioni. Si era ancora in attesa di un pronunciamento in merito a una causa intentata dalla Coalizione delle organizzazioni civiche preoccupate contro la loro esclusione dall'informazione agli elettori. Diverse manifestazioni di protesta di vasta portata, guidate dal movimento sindacalista, si sono svolte prima delle elezioni. In seguito a queste ultime, il re ha nominato un nuovo governo presieduto dal primo ministro Barnabas Sibusiso Dlamini.
Il 20 settembre, Musa Dlamini e il cittadino sudafricano Jack Govender sono stati uccisi mentre sistemavano una bomba nei pressi di una delle residenze del re. Un terzo uomo, il cittadino sudafricano Amos Mbedzi, è rimasto ferito e tratto agli arresti. Secondo le accuse, Amos Mbedzi è stato torturato e ha successivamente rilasciato una dichiarazione a un magistrato mentre era in custodia di polizia e senza accesso a un avvocato. Il 24 settembre egli è stato incriminato ai sensi della legge sulle attività sovversive e sediziose, e di altri due capi di imputazione, e rinviato in custodia al carcere di massima di sicurezza di Matsapha. Le successive udienze di rinvio a giudizio sono state condotte in carcere e non in un'aula aperte di tribunale. Tuttavia, gli è stato concesso accesso da parte del console, di un legale e dei familiari dopo la carcerazione.
Il 15 novembre, il presidente del Movimento popolare democratico unito (PUDEMO), all'opposizione, Mario Masuku, è stato arrestato, detenuto e accusato ai sensi della STA in relazione a un discorso che avrebbe pronunciato al funerale di Musa Dlamini. Il provvedimento in base al quale è stato incriminato viola il principio di legalità. A dicembre la pubblica accusa ha aggiunto una successiva accusa di sedizione. A fine anno il processo a suo carico non era ancora iniziato.
Il processo nei confronti di 16 imputati accusati nel 2006 di tradimento a fine anno non era stato ancora istruito. Il governo non aveva ancora reso pubblici a fine anno i risultati di una commissione dì inchiesta sulle accuse secondo cui i 16 uomini erano stati torturati durante la custodia cautelare.
Il 14 novembre il primo ministro ha dichiarato quattro organizzazioni "entità terroristiche" ai sensi della STA. Esse sono: il PUDEMO; il Congresso giovanile dello Swaziland (SWAYOCO); la rete di solidarietà dello Swaziland con sede in Sudafrica (SSN); e l'Esercito di liberazione popolare dello Swaziland (Umbane). La STA limita il ruolo dei tribunali nella revisione delle ordinanze di messa al bando.
Nelle settimane successive le attività delle organizzazioni della società civile e degli operatori dei media sono state sottoposte a sorveglianza, vessazioni e sabotaggi.
La polizia, in virtù dei poteri conferiteli dalla STA, ha sottoposto a lunghi interrogatori altri membri di partiti politici e di organizzazioni della società civile. Essi sono stati rilasciati senza accusa ma con l'ammonizione che sarebbero incorsi a ulteriori interrogatori e possibili incriminazioni.
La polizia e altri funzionari della sicurezza hanno continuato a impiegare un uso eccessivo della forza nei confronti di sospetti criminali e manifestanti disarmati, compresi sindacalisti, membri del non riconosciuto sindacato di polizia, lavoratrici tessili in sciopero e organizzazioni politiche.
Sono pervenute persistenti segnalazioni di tortura ai danni di sospetti criminali, in particolare in determinate stazioni di polizia. Le indagini non hanno portato all'individuazione e perseguimento dei responsabili.
*L'8 agosto, Musa Gamedze è stato colpito da spari alla schiena esplosi da un'arma a rapida percussione da un guardiacaccia nella Riserva di caccia di Mkhaya, di proprietà dei Big Game Parks, nei pressi della sua abitazione a eSitjeni. Un'indagine della polizia sulla sua morte non ha portato ad alcuna azione contro il presunto responsabile. La legge sulla caccia consente ai guardiacaccia di impiegare «una forza ragionevole» per fermare sospetti bracconieri e i guardiacaccia godono dell'immunità dai procedimenti giudiziari per azioni previste dalla legge. Organizzazioni della società civile si sono appellate affinché avesse fine l'impunità per i guardiacaccia e per sollecitare provvedimenti al fine di contrastare le disuguaglianze e la povertà che costringono la popolazione rurale al bracconaggio per poter sopravvivere.
L'incidenza del virus dell'HIV è rimasta elevata, in particolare tra le donne. Il Consiglio di risposta di emergenza nazionale sull'HIV/AIDS (NERCHA) ha osservato che il 34,6% delle giovani donne che si rivolgevano ad ambulatori pre-natali erano sieropositive all'HIV. L'UNAIDS/OMS ha calcolato che l'incidenza tra i maschi di età compresa tra i 15 e 24 anni era del 5,4% mentre quella delle femmine del 22,6%.
Soltanto circa il 40% delle persone che necessitavano di terapia tramite farmaci salvavita antiretrovirali (ART) hanno di fatto ricevuto il trattamento. Tuttavia, l'UNAIDS/OMS ha riportato che il numero di donne incinte sieropositive all'HIV in terapia ART per prevenire la trasmissione madre-figlio era aumentato dalle 600 nel 2004 alle 8.772, circa i tre/quinti di coloro che necessitavano del trattamento.
Oltre il 40% della popolazione dello Swaziland necessitava di aiuti alimentari, e all'incirca il 69% delle persone viveva con meno di 1 dollaro USA al giorno. La povertà unitamente alla mancanza di cibo ha continuato a ostacolare la capacità delle persone sieropositive all'HIV/AIDS di accedere ai servizi sanitari e di aderire alla terapia.
A gennaio, la funzionaria a capo del Dipartimento violenza domestica, sessuale e abusi sui minorenni della polizia ha dichiarato che il suo dipartimento aveva indagato oltre 700 casi di stupro di bambini e oltre 460 casi di stupro di donne nei due anni precedenti. Ad aprile l'UNICEF ha pubblicato uno studio sulla violenza contro donne e ragazze e giovani donne in cui è stato rilevato che una su tre delle donne intervistate aveva subito abusi sessuali quando era bambina e una su quattro aveva subito episodi di violenza fisica. La vittima conosceva il perpetratore nel 75% dei casi. Meno di metà degli episodi venivano denunciati alle autorità.
Il governo non è stato in grado di completare la riforma della legislazione sul matrimonio e la proprietà. Il progetto di legge sui reati sessuali e la violenza domestica, in scrittura dal 2006, a fine anno non era stato ancora approvato. La polizia ha lamentato che il ritardo nell'approvazione della legislazione impediva ai tribunali di utilizzare strutture dedicate al fine di raccogliere prove da parte di testimoni vulnerabili nei casi di violenza sessuale.
A dicembre lo Swaziland ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.
Sebbene la Costituzione del 2006 preveda il ricorso alla pena capitale, non si sono più avute esecuzioni dal 1983. Nessuna sentenza di morte è stata comminata durante l'anno.
Due persone rimanevano in attesa di esecuzione.