Capo di Stato: Imomali Rakhmon
Capo del governo: Okil Okilov
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 6,8 milioni
Speranza di vita: 66,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 81/72‰
Alfabetizzazione adulti: 99,5%
Le autorità non hanno provveduto ad affrontare il persistente grave problema della violenza sessuale e domestica. Membri di minoranze religiose sono stati oggetto di crescenti pressioni da parte delle autorità. Centinaia di persone sono incorse in sgomberi forzati e sfollamento.
Il World Food Programme delle Nazioni Unite ha annunciato ad agosto che avrebbe stanziato fondi pari 10 milioni di dollari USA in derrate alimentari per fronteggiare la carestia nel Paese. La decisione è stata assunta in seguito a uno degli inverni più rigidi mai conosciuti da vari decenni nella regione dell'Asia Centrale. Il Tagikistan è stato segnato da una grave situazione di mancanza approvvigionamento energetico che ha messo in ginocchio infrastrutture vitali e lasciato la maggior parte della popolazione senza riscaldamento o energia elettrica e con limitato accesso al cibo. Una successiva siccità e un'infestazione di cavallette sono andate ad aggiungersi alle già strenue difficoltà di uno dei Paesi più poveri del mondo.
La violenza sessuale e domestica contro le donne ha continuato a rappresentare un grave problema. Nei casi di aggressione domestica la polizia poteva avviare un'indagine soltanto su richiesta scritta da parte della vittima. Molte donne non hanno sporto formale denuncia scritta per timore di ritorsioni da parte del partner o della famiglia di lui. Una bozza di legge «sulla protezione sociale e legale dalla violenza domestica», in preparazione da diversi anni, non era stata ancora presentata in Parlamento. Povertà e disoccupazione hanno colpito le donne in maniere sproporzionata rendendole più vulnerabili alle violazioni dei diritti umani. Matrimoni non registrati, poligamia e matrimoni forzati sono risultati fenomeni in crescita. Anche i suicidi di donne sono stati segnalati in aumento.
Le autorità hanno proseguito gli sgomberi forzati e lo sfollamento di persone che abitavano in zone destinate a riqualificazione urbanistica. I residenti colpiti hanno sostenuto che non era stato offerto loro alcun indennizzo economico oppure questo era inadeguato, né erano disponibili alternative per il reinsediamento. Nella capitale Dushanbe, l'unica sinagoga del Paese è stata demolita a giugno. Una chiesa protestante è stata distrutta un mese dopo.
*Il mese di aprile ha conosciuto una rara, timida manifestazione pacifica da parte di residenti di un distretto di Dushanbe destinato alla demolizione. Agenti di polizia hanno impiegato la forza per disperdere i manifestanti e hanno detenuto 20 donne che partecipavano alla protesta. Esse sono state rilasciate dopo aver fornito rassicurazioni che non avrebbero più preso parte a delle manifestazioni.
Ha continuato a essere oggetto di dibattito una nuova restrittiva proposta di legge sulla religione. In attesa dell'adozione della legge non sono state accettate nuove domande di registrazione dello status legale da parte di organizzazioni religiose. Due gruppi protestanti, la Chiesa Ehio e il Centro cristiano vita abbondante, sospesi per tre mesi nell'ottobre 2007, non hanno potuto riprendere le loro attività. Un altro gruppo protestante ha perso il proprio edificio di culto a Dushanbe ad agosto. Alla decisione ha fatto seguito un ricorso presentato a ottobre. Il pastore capo della congregazione, un cittadino statunitense, è stato minacciato dalle autorità della revoca del visto.
*A settembre, un tribunale di Dushanbe ha confermato la decisione del governo dell'ottobre 2007 di revocare lo status legale ai Testimoni di Geova e di mettere al bando ogni attività della minoranza religiosa in tutto il Paese. a fine anno un appello contro la decisione era all'esame della Corte Suprema.
Rappresentanti di Amnesty International hanno visitato il Tagikistan a ottobre e novembre.
Central Asia: Summary of Human Rights Concerns March 2007-March 2008 (EUR 04/001/2008)