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Tanzania

Repubblica Unita di Tanzania

Capo di Stato: Jakaya Kikwete
Capo del governo: Mizengo Pinda (subentrato a Edward Lowassa a febbraio)
Capo del governo di Zanzibar: Amani Abeid Karume
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 41,5 milioni
Speranza di vita: 51 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 123/110‰
Alfabetizzazione adulti: 69,4%

  1. Contesto
  2. Discriminazione - uccisioni di persone albine
  3. Libertà di espressione
  4. Violenza contro donne e ragazze
  5. Condizioni carcerarie
  6. Pena di morte
  7. Missione di Amnesty International

Nonostante la crescita economica, una significativa porzione della popolazione della Tanzania ha continuato a vivere in condizioni di povertà. Persone albine sono state uccise in alcune parti del paese e la risposta del governo è risultata inadeguata. Il diritto alla libertà di espressione ha subito attacchi. Sono proseguite le notizie di violenza sulle donne.

Contesto

Si sono interrotti i colloqui tra il partito di governo, Chama Cha Mapinduzi (CCM) e l'opposizione, Fronte civile unito (CUF), riguardanti la condivisioni del potere e le riforme legislative ed elettorali nella semi-autonoma Zanzibar.

Discriminazione - uccisioni di persone albine

Quale diretto risultato di prassi culturali discriminatorie e dannose, almeno 28 persone albine (uomini e donne) sono state uccise in circostanze riconducibili a uccisioni rituali in varie parti del paese, comprese Tabora, Arusha, Mara, il villaggio di Shilela e Shinyanga. Tali uccisioni sarebbero state indotte dalla credenza secondo cui le parti del corpo avrebbero reso ricchi coloro che le avessero usate in pratiche di stregoneria. Alcuni dei corpi sono stati mutilati. Il presidente ha condannato queste uccisioni e ha invocato l'arresto e il perseguimento dei responsabili e la registrazione a livello centrale di tutte le persone albine allo scopo di assicurare loro la protezione della polizia. Questa ha annunciato l'arresto di 47 sospetti responsabili delle uccisioni. Tuttavia, a fine anno non si aveva notizia di alcun procedimento giudiziario. L'Associazione albini della Tanzania, un'organizzazione della società civile, ha criticato l'assenza di procedimenti, l'esiguo numero di arresti di presunti perpetratori e la mancanza di un piano articolato da parte del governo finalizzato a prevenire le uccisioni.

Libertà di espressione

Il governo ha ritirato il disegno di legge sui media del 2007, affermando che questo sarebbe stato riscritto. Il disegno di legge aveva attirato critiche a livello locale e internazionale poiché, nel caso in cui fosse stato approvato, avrebbe gravemente limitato il diritto alla libertà di espressione. A ottobre, associazioni della società civile per i media locali hanno presentato una versione emendata al governo affinché fosse tenuta in considerazione nel redigere il nuovo documento legislativo. A fine anno la versione riscritta del disegno di legge non era stata ancora pubblicata.

*A ottobre, il governo ha ordinato la messa al bando per tre mesi del settimanale MwanaHALISI per aver pubblicato un articolo che individuava tre persone che avrebbero ostacolato i tentativi del presidente di candidarsi per un secondo mandato. Il ministro dell'Informazione ha citato alcuni comma della legge sui quotidiani che consente al governo di ordinare la cessazione delle pubblicazioni di una testata «nel caso in cui ciò vada contro il pubblico interesse» o sia «negli interessi della quiete e dell'ordine pubblico». Il ministro ha inoltre annunciato l'intenzione di incriminare per diffamazione l'editore e il direttore del giornale. A fine anno il bando contro il quotidiano era ancora in vigore.

Violenza contro donne e ragazze

La violenza sulle donne, compresa la violenza domestica, lo stupro maritale e il matrimonio precoce di ragazzine, sono rimasti fenomeni diffusi. Le mutilazioni genitali femminili (MGF) hanno continuato a essere praticate in alcune zone rurali. Il governo e una coalizione di ONG hanno continuato a promuovere campagne contro le MGF nelle zone dove queste erano prevalenti. Tuttavia, a dieci anni dall'emanazione della legge (provvedimento speciale) sui reati sessuali del 1998, con cui venivano poste fuori legge le MGF, gli sforzi del governo per sradicarle hanno continuato a essere inadeguati. L'applicazione della legge è risultata lenta e raramente i responsabili sono stati assicurati alla giustizia. Organizzazioni locali impegnate nella lotta alla pratica hanno denunciato il perpetuarsi di una tradizione in cui ragazze e donne di età superiore ai 18 anni venivano con la forza sottoposte a MGF (anche quando erano riuscite a sfuggire alla pratica in tenera età), in parte come conseguenza del fallimento della legge del 1998 che vieta la pratica soltanto per le minorenni al di sotto dei 18 anni di età.

Condizioni carcerarie

Le condizioni carcerarie - sia sul continente che a Zanzibar - hanno continuato a essere pessime e i reclusi hanno denunciato cibo inadeguato e scarse cure mediche. Un rapporto del Centro legale per i diritti umani e il Centro servizi legali di Zanzibar, due locali organizzazioni per i diritti umani, ha riscontrato un sovraffollamento pari al 193% in terraferma, un dato attribuito principalmente ai ritardi nell'istruttoria dei casi giudiziari presso i tribunali.

In alcune carceri i minorenni sono stati tenuti insieme ai reclusi adulti, in violazione degli standard internazionali.

Pena di morte

Sebbene non vi siano state esecuzioni, i tribunali hanno continuato a comminare sentenze di morte. Nonostante la commutazione di condanne a morte in ergastolo nel 2006, il governo non ha intrapreso iniziative formali per abolire la pena capitale.

Missione di Amnesty International

Un delegato di Amnesty International ha visitato la Tanzania in terraferma a ottobre.