Capo di Stato e di governo: Gurbanguly Berdymukhamedov
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 5 milioni
Speranza di vita: 62,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 104/84‰
Alfabetizzazione adulti: 98,8%
Giornalisti indipendenti e le loro famiglie sono stati intimiditi ed è stato loro impedito di svolgere il proprio lavoro. Attivisti della società civile sono stati incarcerati al termine di processi iniqui e trattenuti in incommunicado. È risultata pervasiva l'impunità per le forze di polizia, di sicurezza e altre autorità di governo. Non sono cessate le discriminazioni nei confronti delle minoranze etniche.
Delegati dell'UE hanno visitato la capitale Ashgabad ad aprile e di nuovo a giugno per una prima serie di «dialoghi sui diritti umani» con il governo. Ad aprile si sono intensificate le pressioni nei confronti degli attivisti dei diritti umani, compresi attivisti turkmeni in esilio. Osservatori indipendenti, come il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), hanno continuato a veder loro negato l'accesso ai prigionieri e alle famiglie di questi.
A settembre, il Consiglio del popolo ha approvato una nuova Costituzione, che ha accresciuto il potere nelle mani del presidente ma che, secondo quanto riportato, amplierebbe anche il ruolo del Parlamento.
*L'attivista della società civile e possibile prigioniero di coscienza Valeri Pal è stato condannato a 12 anni di carcere a febbraio per aver sottratto beni dal posto di lavoro. I suoi sostenitori ritengono che il caso giudiziario a suo carico sia stato montato al fine di punirlo per i suoi contatti con difensori dei diritti umani all'estero, e che il suo processo non abbia rispettato gli standard di equità processuale. Egli aveva avuto un ictus nel 2004, che lo aveva lasciato semiparalizzato, e soffriva di altri gravi problemi di salute. A settembre, egli ha avuto un attacco di cuore in carcere. Successivamente, sua moglie ha affermato che faceva fatica a parlare. Sono state sollevate gravi preoccupazioni riguardo alla sua possibilità di accedere a cure mediche. Valeri Pal è stato rilasciato il 7 dicembre dal carcere della città di Mary in seguito a un decreto di amnistia presidenziale.
*L'ex dissidente politico Gulgeldy Annaniyazov è stato condannato a 11 anni di carcere il 7 ottobre al termine di un processo celebratosi a porte chiuse dinanzi a un tribunale di Ashgabad. Non sono note le imputazioni a suo carico. Gulgeldy Annaniyazov aveva lasciato il Paese nel 1999, e viveva in Norvegia dove aveva ottenuto lo status di rifugiato. Aveva fatto ritorno in Turkmenistan nel giugno 2008 ed è stato arrestato il 24 dello stesso mese. A fine anno era ancora detenuto in incommunicado.
*La famiglia di Boris Shikhmuradov, ministro degli Affari Esteri sotto l'ex presidente Niyazov, ha perso ogni contatto con lui verso la fine del dicembre 2002, e da allora di lui si sono perse le tracce. Boris Shikhmuradov fu condannato a 25 anni di carcere al termine di un processo a porte chiuse agli inizi del dicembre 2002. Il Consiglio del popolo aveva aumentato all'ergastolo la sua condanna il giorno dopo il pronunciamento della sentenza.
*I difensori dei diritti umani Annakurban Amanklychev e Sapardurdy Khadzhiev hanno continuato a scontare le loro condanne a sette anni di carcere per «acquisizione illegale, possesso o vendita di munizioni o armi da fuoco» comminate nell'agosto 2006 al termine di un processo iniquo. Entrambi erano legato all'ONG Fondazione Helsinki del Turkmenistan. L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) aveva riferito nell'agosto 2006 che fonti governative avevano dichiarato all'organizzazione che Annakurban Amanklychev era detenuto per «raccolta illecita di informazioni allo scopo di incoraggiare l'insoddisfazione pubblica» e «trasmissione di materiale a cittadini stranieri». Annakurban Amanklychev e Sapardurdy Khadzhiev furono processati assieme a Ogulsapar Muradova, una corrispondente di Radio Free Europe/Radio Liberty, la quale era deceduta in custodia in circostanze controverse nel settembre 2006.
Le autorità hanno accresciuto l'accesso a Internet, ma hanno anche intrapreso provvedimenti per rendere di fatto inaccessibili siti web che pubblicavano articoli riguardanti violazioni dei diritti umani e in cui venivano criticate le politiche del governo.
Ad aprile le autorità hanno lanciato una nuova ondata di repressione contro attivisti della società civile e giornalisti, intimidendo le singole persone e le loro famiglie. Le autorità hanno dichiarato l'intenzione di identificare i collaboratori, alcuni dei quali usavano pseudonimi, di mezzi di informazioni estere e ONG con sede esterna al Paese. A novembre, tutti i telefoni cellulari dei collaboratori di Radio Free Europe/Radio Liberty sono stati bloccati.
*Il 3 aprile Gurbansultan Achilova è stata convocata al ministero della Sicurezza Nazionale ad Ashgabad, dove le è stato comunicato che doveva firmare una lettera in cui dichiarava che avrebbe smesso di lavorare per Radio Free Europe/Radio Liberty finché le autorità non le avessero rilasciato un accredito. La stazione radiofonica ha cercato invano di confermarle l'accredito. Senza questo, Gurbansultan Achilova era passibile di arresto nel caso avesse continuato a lavorare come giornalista.
*Gurbandurdy Durdykuliev, un collaboratore di Radio Free Europe/Radio Liberty ha riferito a maggio che dal 2006 era stato visitato per molte volte da medici dell'ospedale psichiatrico della regione di Balkan e da agenti del ministero della Sicurezza Nazionale, i quali gli avevano chiesto di recarsi in ospedale per sottoporsi ad accertamenti psichiatrici. Egli era stato ricoverato con la forza in ospedali psichiatrici dal 2004 al 2006. Nell'aprile 2008 la sua casa è stata coperta di scritte intimidatorie e nella veranda sono state gettate bombolette incendiarie. Egli ritiene che l'intento fosse quello di dissuaderlo dal collaborare con Radio Free Europe/Radio Liberty e dal denunciare alle autorità problemi sociali ed economici locali.
Durante l'anno l'Iniziativa turkmena per i diritti umani ha pubblicato una serie di articoli sul proprio sito web in cui si accusa il presidente Berdymukhamedov di nepotismo. Il sito web ha inoltre pubblicato notizie e articoli riguardanti le violazioni dei diritti umani in Turkmenistan e ha ospitato un editoriale critico delle politiche e delle prassi adottate dal governo. Secondo quanto riferito, il presidente ha ordinato di bloccare l'accesso al sito in Turkmenistan e di identificare coloro che continuavano a collaborarvi.
Il cosiddetto sistema "propiska", ovvero la registrazione del luogo di residenza permanente, ha continuato a limitare l'accesso delle persone ad abitazione, impiego, sussidi sociali, servizi sanitari e istruzione. Il sistema è divenuto inoltre terreno fertile per la corruzione in quanto molte sue norme potevano essere scavalcate facilmente previo pagamento di una tangente. Il sistema "propiska" ha continuato a essere impiegato dalle autorità per dissuadere le persone dallo spostarsi all'interno del Paese, specialmente nella capitale, in cerca di lavoro. Traslocare senza "propiska" per andare a vivere assieme a un altro componente della famiglia significava la conseguente perdita dell'accesso al lavoro o ai sussidi sociali come i pagamenti della pensione. La minaccia di perdere un "propiska" è stata utilizzata dalla polizia e dai servizi di sicurezza per impedire alle persone di denunciare i maltrattamenti per mano della polizia.
Non si è attenuato l'atteggiamento di discriminazione nei confronti delle minoranze etniche che è risultato particolarmente manifesto nelle restrizioni di accesso al lavoro e all'istruzione superiore. È proseguita la prassi di verificare l'origine etnica delle persone fino alla terza generazione, che si è tradotta nell'esclusione di qualsiasi persona appartenente a una minoranza etnica dalla posizione di ministro, direttore o deputato di amministrazioni regionali o distrettuali. Il controllo fino alla terza generazione si è inoltre applicato a coloro che presentavano domanda di iscrizione a istituti di istruzione superiore. Si sono avuti pochi casi eccezionali in cui membri di minoranze etniche o persone con un parente non-turkmeno sono state ammesse all'università ma, secondo quanto riferito, ciò si sarebbe verificato soltanto previo pagamento di una tangente o in presenza di una raccomandazione speciale.
Central Asia: Summary of Human Rights Concerns, March 2007-March 2008 (EUR 04/001/2008)
Turkmenistan: No effective human rights reform (EUR 61/004/2008)