Capo di Stato: László Sólyom
Capo del governo: Ferenc Gyurcsány
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 10 milioni
Speranza di vita: 72,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 9/8‰
La comunità rom ha continuato a incorrere in discriminazioni in ogni aspetto della vita e persone rom sono state vittime di attacchi di presunta matrice razzista. Lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno continuato a subire l'intolleranza di gruppi violenti.
È cresciuto il sostegno alla Magyar Gárda (Guardia Ungherese), un'organizzazione della destra radicale, che è per principio anti-rom e ha manifestato contro quanto viene da essa descritto come «criminalità rom». A dicembre, la Corte municipale di Budapest ha sentenziato che il gruppo andava sciolto in quanto «intende creare un clima di paura, mentre le sue attività - la marcia dei suoi membri in insediamenti popolati da rom e i discorsi dei suoi leader - costituiscono una violazione dei diritti di altri cittadini». Il leader dell'organizzazione ha annunciato un ricorso contro la decisione.
A giugno, la Corte Costituzionale ha rigettato gli emendamenti ai codici civile e penale approvati dal Parlamento rispettivamente nel novembre 2007 e febbraio 2008. Gli emendamenti rappresentavano il quarto tentativo da parte del Parlamento di cambiare la legge sui discorsi dettati dall'odio. Essi avrebbero criminalizzato l'incitamento contro un gruppo minoritario e avrebbero fissato una pena massima di due anni di reclusione per chiunque avesse usato espressioni infamanti nei confronti di determinati gruppi etnici od offeso la loro dignità. La Corte ha stabilito che tali emendamenti erano incostituzionali in quanto avrebbero limitato la libertà di espressione.
I rom hanno continuato a incorrere in discriminazioni, come la mancanza di accesso all'istruzione, ai servizi sanitari, all'abitazione e all'impiego. A luglio l'ONG Osservatorio sul Decennio, nel riferire l'avanzamento dell'Ungheria in riferimento al Decennio di inserimento dei rom, ha dichiarato che «le misure per eliminare l'istruzione segregata dei rom sono state applicate con riluttanza da alcune autorità locali, e gli stanziamenti fissati per queste misure sono stati sottoutilizzati o usati impropriamente a causa della mancanza di interesse nel promuovere l'istruzione integrata dei rom da parte delle istituzioni scolastiche a livello locale». Sebbene la Corte Suprema abbia sentenziato il 19 novembre che una municipalità e due scuole praticavano l'istruzione segregata, l'Osservatorio sul Decennio ha ritenuto che, di fatto, la segregazione delle scuole solo per rom continuava a esistere in 170 località.
La polizia ha istituito una squadra investigativa composta da 50 membri specializzata nelle aggressioni contro i rom in seguito al crescente numero di casi di aggressioni violente nei loro confronti registrato durante l'anno. Le aggressioni comprendevano attacchi con bottiglie incendiarie, bombe a mano e altri armi.
*Una coppia rom è stata uccisa a Pecs il 18 novembre da una granata gettata nella loro casa, che ha ferito anche due dei loro tre figli. Secondo fonti di stampa, le dichiarazioni iniziali della polizia hanno negato qualsiasi motivazione razziale dietro le uccisioni. Tuttavia, il capo della polizia nazionale, parlando alla stampa il 20 novembre, ha dichiarato che in tutti i casi in cui le vittime di aggressioni erano rom, la possibilità di una motivazione etnica non poteva e non doveva essere abbandonata fintantoché non vi fosse netta prova del contrario.
L'11 giugno, il capo della polizia di Budapest ha deciso di vietare la marcia del Pride di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) fissato per gli inizi di luglio, citando preoccupazioni in materia di sicurezza dopo i violenti episodi con contro-manifestanti verificatisi nel 2007. In seguito a pressioni internazionali e nazionali ha ribaltato la sua decisione il 13 giugno.
Il 5 luglio, circa 450 persone hanno preso parte alla marcia nel corso della quale centinaia di dimostranti di estrema destra hanno gettato ordigni esplosivi in direzione della polizia, inneggiando slogan minacciosi. Il giorno successivo, il primo ministro Ferenc Gyurcsány ha condannato la violenza contro i partecipanti alla marcia per i diritti LGBT e ha invocato azioni ferme contro l'estremismo e l'intolleranza.
L'8 luglio, quattro contro-manifestanti sono stati condannati al pagamento di multe lievi e tre sono stati prosciolti dalla Corte distrettuale centrale di Budapest, dopo essere stati sottoposti a fermo per aver gettato uova e avere disobbedito agli ordini della polizia durante la marcia. Tutti e sette sono stati processati per comportamento illecito, che può essere o un reato minore o un reato grave. Nel caso in cui il comportamento illecito violento minaci altri o causi disordini di massa, o sia perpetrato in gruppo esso si qualifica come reato grave. Nel caso in oggetto è stato considerato un reato minore.
Il 17 luglio, la Corte distrettuale centrale di Budapest ha comminato una sentenza a 18 mesi di reclusione con sospensione della pena a un uomo che aveva attaccato la polizia gettando pietre almeno tre volte nel corso della marcia.
I singoli agenti di polizia responsabili di maltrattamento e uso eccessivo della forza durante le operazioni di ordine pubblico in occasione della manifestazioni di Budapest del 2006 non erano stati ancora identificati. La Procura nazionale ha riferito che in seguito a 200 denunce presentate contro la polizia, 174 erano state archiviate, 24 erano ancora pendenti e soltanto in 2 casi la corte aveva pronunciato sentenze.
*A febbraio, la Corte metropolitana di Budapest ha prosciolto un agente di polizia imputato del caso del presunto maltrattamento di Ángel Mendoza durante la sua detenzione presso una stazione di polizia di Budapest dopo le manifestazioni del settembre 2006. Tuttavia, a giugno, la Corte d'appello ha annullato la sentenza e ha disposto un nuovo processo a carico dell'agente prosciolto. Il caso di Ángel Mendoza, il quale è stato patrocinato dall'ONG Comitato Helsinki ungherese, a fine anno era ancora pendente.
*Due agenti di polizia sono stati giudicati colpevoli del maltrattamento di Imre Török dalla Corte metropolitana di Budapest nel mese di marzo. Gli agenti sono stati condannati rispettivamente a 14 e 16 mesi di reclusione con sospensione della pena. A novembre la Corte d'appello ha ridotto la sentenza del primo agente a nove mesi, ma ha confermato quella comminata al suo collega, il quale aveva già un precedente per maltrattamento commesso durante l'espletamento del servizio. Imre Török è stato rappresentato dal Comitato Helsinki ungherese.
Ad aprile, l'iniziativa non governativa, Gruppo di lavoro ungherese su stupro e violenza sessuale, è divenuta un sotto-comitato del Consiglio per la parità sociale tra uomini e donne dell'Ungheria presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
*Non sono stati registrati sviluppi positivi nel caso di ampia risonanza pubblica della 22enne Zsanett E., la quale, stando alle accuse, era stata stuprata da due agenti di polizia nel maggio 2007. Nel dicembre 2007 la Procura di Budapest aveva archiviato l'indagine dichiarando che non era stato commesso reato. A febbraio l'avvocato di Zsanett E. ha presentato in sostituzione una causa civile. La prima udienza si è tenuta il 17 novembre, e a fine anno il procedimento era ancora in corso.