Capo di Stato e di governo: Hugo Chávez Frías
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 28,1 milioni
Speranza di vita: 73,2 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 24/19‰
Alfabetizzazione adulti: 93%
Vi sono stati diffusi attacchi a giornalisti. Sono continuate le vessazioni nei confronti di difensori dei diritti umani. A causa delle pessime condizioni di prigionia, ci sono stati diversi scioperi della fame negli istituti di pena del Paese. Sono stati compiuti dei passi importanti per attuare la legge del 2007 contro la violenza sulle donne, ma spesso è mancato l'impegno necessario da parte delle autorità competenti. La mancanza di controlli sulla diffusione delle armi ha contribuito all'aumento della violenza e dell'insicurezza.
Il 31 luglio la legge che permetteva al presidente Hugo Chávez Frías di legiferare per decreto su una vasta serie di materie, tra cui la pubblica sicurezza e le riforme istituzionali, è decaduta e il potere legislativo è tornato pienamente nelle mani dell'Assemblea Nazionale. Durante i 18 mesi in cui la legge è stata in vigore, il presidente Chávez ha emanato 66 decreti riguardanti una vasta serie di argomenti.
Una legge sui servizi di sicurezza e di intelligence, emanata per decreto presidenziale a maggio, è stata ritirata il mese seguente in seguito alle proteste che contestavano diversi aspetti della legge, tra cui una disposizione che istituiva l'obbligo per i cittadini di fornire informazioni riguardanti altri cittadini o di incorrere altrimenti in denunce penali.
Sono stati segnalati attacchi nei confronti di giornalisti, compiuti sia dalle forze di sicurezza che da civili. La sicurezza pubblica è rimasta un grave problema, con un gran numero di armi di piccolo calibro in circolazione, anche all'interno del sistema penitenziario.
A novembre si sono svolte le elezioni locali per eleggere i sindaci e i governatori. L'applicazione di normative anticorruzione nei confronti di alcuni funzionari pubblici ne ha di fatto impedito la candidatura. Ad agosto la Corte suprema di giustizia ha confermato la costituzionalità di tali normative.
A dicembre, la Corte Suprema ha sentenziato che la decisione della Corte interamericana dei diritti umani secondo cui tre giudici avrebbero dovuto essere reintegrati e risarciti per la loro rimozione dall'incarico, era «inapplicabile». I giudici erano stati destituiti nel 2003. Sono state espresse preoccupazioni che la decisione della Corte Suprema potesse minare le disposizioni della Costituzione che garantiscono l'attuazione delle sentenze emesse dagli organismi internazionali.
Durante l'anno si sono osservati alcuni miglioramenti, tra cui la formazione specifica per i pubblici ministeri e la creazione di tribunali specializzati. Tuttavia, alcune personalità, incaricate di obblighi e responsabilità ai sensi della legge per il diritto delle donne a vivere una vita libera dalla violenza del 2007, come il ministero della Salute, il ministero dell'Interno e della Giustizia e alcune autorità regionali, hanno disatteso i propri obblighi. A fine anno, nella maggior parte del Paese non erano state ancora create case protette per le donne vittime di violenza e continuava a mancare un addestramento adeguato delle forze di polizia, necessario all'applicazione concreta della legge. Inoltre, i responsabili di reati commessi prima della legge del 2007 continuavano a godere dell'impunità.
*Nel maggio 2004, Alexandra Hidalgo fu rapita e sottoposta a trattamento inumano per 7 ore, durante le quali fu stuprata e torturata da un gruppo di uomini. Alla fine del 2008 solo due dei suoi aggressori erano stati chiamati in giudizio. Alla donna non è stata fornita la necessaria protezione nonostante le numerose minacce anonime ricevute e la paura di ritorsioni da parte del suo ex marito, che lei stessa aveva accusato di essere tra i suoi aggressori. Nonostante fosse stato emesso un mandato di arresto nei confronti dell'ex marito, a fine anno l'uomo risultava ancora in libertà.
Funzionari governativi hanno tentato di delegittimare il lavoro di difesa dei diritti umani lanciando accuse infondate nei confronti di alcune organizzazioni per i diritti umani.
Ad agosto alcuni attivisti per i diritti umani, che sostenevano la comunità indigena yukpa e che erano stati coinvolti in una disputa con i proprietari terrieri locali circa alcuni diritti di proprietà a Machiques, nello Stato di Zulia, sono stati oggetto di vessazioni ed arresti. Un'inchiesta ufficiale è stata aperta solo dopo l'uccisione dell'anziano padre di Sabino Romero Izarra, uno dei capi della comunità; stando alle accuse, questi è stato picchiato a morte da un gruppo di uomini armati.
A settembre, due rappresentati dell'ONG Human Rights Watch sono stati allontanati dal Paese in seguito al lancio di un rapporto, che criticava l'operato del governo in tema di diritti umani.
*Il difensore dei diritti umani José Luis Urbano è stato ripetutamente minacciato a causa del suo lavoro come presidente della Fondazione per la difesa del diritto all'istruzione (Fundación pro-defensa del derecho a la educación). A maggio, il direttore di una scuola, di cui José Luis Urbano aveva denunciato le irregolarità, lo ha minacciato, auspicando che venisse aggredito. Sempre a maggio, egli ha ricevuto minacce di morte telefoniche. A settembre, la polizia di Stato ha cercato di fare irruzione nella casa di sua sorella, urlando minacce nei confronti del fratello. Si ritiene che questa fosse una ritorsione dovuta la fatto che José Luis Urbano aveva denunciato le vessazioni ricevute da un membro di quella stessa squadra di polizia. Nonostante sia stata sporta denuncia alle autorità competenti per le minacce, a fine anno non era noto se fosse stata intrapresa una qualche indagine.
A febbraio la Corte interamericana dei diritti umani ha ordinato alle autorità di adottare provvedimenti al fine di proteggere i detenuti nella prigione di Rodeo, nello Stato di Miranda. Nel corso dell'anno le gravi condizioni delle carceri hanno condotto a una serie di scioperi della fame e altre proteste negli istituti di pena di tutto il Paese.
Ad aprile il presidente Chávez ha approvato una nuova legge sulla polizia, la cui stesura era stata affidata a una Commissione nazionale per la riforma della polizia. Tra le varie questioni elencate dalla Commissione emergevano la necessità di controllare l'uso delle armi da parte della polizia e quella di definire e attuare un codice di condotta per la polizia.
La Procura generale ha annunciato la creazione nel 2009 di una squadra investigativa designata a indagare sui oltre 6.000 casi di esecuzioni extragiudiziali denunciati, in cui persone rimasero uccise durante scontri con la polizia tra il 2000 e il 2007.
Una delegazione di Amnesty International ha visitato il Venezuela a luglio per lanciare un rapporto sulla violenza contro le donne all'interno della famiglia.
"The law is there, let's use it" - Ending domestic violence in Venezuela (AMR 53/001/2008)