Capo di Stato: 'Ali Abdullah Saleh
Capo del governo: Ali Mohammed Megawar
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 23,1 milioni
Speranza di vita: 61,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 83/72‰
Alfabetizzazione adulti: 54,1%
Centinaia di prigionieri politici, tra cui prigionieri di coscienza, sono stati rilasciati. Alcuni sono stati liberati in seguito a un'ordinanza presidenziale con cui è stata annunciata la fine degli scontri armati nella regione di Sa'da; altri erano detenuti in relazione alle proteste che avevano avuto luogo nel sud. Sono stati effettuati altre centinai di arresti mentre un numero imprecisato di persone detenute negli anni precedenti continuavano a essere trattenute. Decine di prigionieri politici sono stati condannati al termine di processi iniqui tenutisi davanti alla Corte penale specializzata (SCC). Le autorità non hanno provveduto a indagare possibili esecuzioni extragiudiziali e altre uccisioni per mano delle forze di sicurezza. Diffuse sono state le accuse di brutalità e di tortura e altri maltrattamenti da parte della polizia. Sono state imposte ed eseguite sentenze alla fustigazione. Almeno 13 persone sono state messe a morte mentre erano centinaia i prigionieri del braccio della morte, minorenni compresi.
Diversi attacchi sono stati attribuiti ad al-Qaeda e a suoi sostenitori, compreso un attentato dinamitardo verificatosi a settembre nei pressi dell'ambasciata statunitense a Sana'a in cui sono rimaste uccise 16 persone, tra cui civili. A dicembre, un membro della comunità ebraica di minoranza è stato ucciso nel governatorato di 'Amran mentre altri hanno ricevuto minacce anonime con cui si chiedeva loro di convertirsi all'Islam o di lasciare lo Yemen. Anche turisti stranieri sono finiti nel mirino degli attacchi: due turisti belgi e due yemeniti che li accompagnavano sono stati uccisi a gennaio. Due donne giapponesi e una coppia tedesca con la loro figlia sono stati rapiti e trattenuti brevemente da membri di tribù che protestavano contro la detenzione di loro parenti da parte delle autorità.
Ad agosto il governo ha annunciato la fine delle ostilità tra le forze di sicurezza e i seguaci del defunto leader religioso della comunità di minoranza zaidi sciita Hussain Badr al-Din al-Huthi, che si verificavano con cadenza intermittente nel governatorato di Sa'da dal 2004. Anche i sostenitori di Hussain Badr al-Din al-Huthi hanno annunciato la fine degli scontri. Entrambe le parti hanno in seguito rilasciato centinaia di prigionieri, comprese persone trattenute prima e dopo il processo da parte delle autorità e delle forze di sicurezza così come sostenitori catturati dai seguaci di Hussain Badr al-Din al-Huthi. Non è chiaro quanti altri ne rimanessero prigionieri. Anche il presidente ha ordinato il rilascio di prigionieri, compresi prigionieri di coscienza, trattenuti in relazione alle proteste pacifiche che si erano svolte in particolare nel sud del Paese.
Il governo ha proposto emendamenti negativi al codice penale riguardo alle pene corporali, alla discriminazione contro le donne e alla criminalizzazione delle critiche verso la religione. Il governo ha altresì proposto una legge anti-terrorismo e una legge sul riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Entrambe le leggi danno una definizione vaga di terrorismo, indebolirebbero le tutele relative alla protezione dei sospetti, e non prevederebbero alcuna garanzia di veder salvaguardato il legittimo esercizio del diritto alle libertà di espressione, di associazione e di riunione.
A luglio, il Comitato sull'eliminazione della discriminazione contro le donne ha preso in esame il 6° rapporto periodico dello Yemen sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne. Il Comitato ha rilevato che discriminazione e violenza sulle donne continuavano a essere radicate nelle leggi e nelle tradizioni della società yemenita e ha esortato il governo a intraprendere tutte le misure necessarie per giungere all'eliminazione di questo tipi di discriminazione entro la prossima revisione del rapporto, prevista per il 2013.
Nonostante il rilascio di prigionieri di coscienza, nel corso dell'anno sono state arrestate centinaia di persone in seguito a proteste pacifiche in quanto sospettate di essere sostenitori di Hussain Badr al-Din al-Huthi, simpatizzanti o membri di al-Qaeda, apostati o spie. Alcuni erano prigionieri di coscienza.
*Il dott. Mohamed al-Saqaf, avvocato e docente universitario, è stato detenuto da funzionari della Sicurezza nazionale l'11 agosto a Sana' mentre si apprestava a lasciare il Paese con la sua famiglia per recarsi in vacanza. È stato trattenuto presso la prigione dell'Unità investigativa criminale per diversi giorni, poi rilasciato su cauzione in attesa del processo. Egli è stato accusato di «minacciare l'unità nazionale» per aver criticato la repressione del governo della protesta pacifica indetta da soldati in congedo nel sud del Paese. egli era inoltre legale della difesa per conto di Hassan Ba'oom, un attivista del Partito socialista, il quale era stato ripetutamente arrestato e detenuto per brevi periodi senza accusa né processo.
*Secondo quanto riferito, Haitham bin Sa'ad è stato arrestato assieme ad altre quattro persone a luglio nella regione di Hadhramout in relazione ai violenti attacchi verificatesi nel sud-est dello Yemen. Tutti e cinque erano sospettati di essere sostenitori di al-Qaeda.
Tra i prigionieri politici rilasciati nel corso dell'anno figuravano prigionieri di coscienza.
*Fahd al-Qirni, un artista condannato a 18 mesi di reclusione con l'accusa di aver insultato il presidente dopo che ne aveva fatto la satira criticando la repressione messa in atto dal governo contro le proteste del sud, è stato liberato a settembre. Egli era stato condannato a 18 mesi di carcere e al pagamento di un'ammenda.
Decine di persone sospettate di essere spie e di presunti sostenitori di Hussain Badr al-Din al-Huthi o di al-Qaeda sono state sottoposte a processi iniqui davanti alla SCC, o hanno visto confermate le loro condanne dalla Corte d'appello specializzata (ASC). Gli avvocati della difesa hanno lamentato che non era stato permesso loro di accedere liberamente ai fascicoli dei loro assistiti, e gli imputati hanno asserito che le "confessioni" che avevano reso durante le lunghe detenzioni pre-processuali in incommunicado erano state ottenute sotto tortura o altri maltrattamenti.
*Nel cosiddetto caso della "Cellula 2 di Sana'a", 14 presunti sostenitori di Hussain Badr al-Din al-Huthi sono stati giudicati colpevoli di reati violenti e di altro tipo in relazione ai disordini civili di Sa'da del 2007. Alcuni sono stati condannati a pene detentive e un imputato è stato condannato a morte. Tra le persone giudicate colpevoli vi era il giornalista Abdul Karim al-Khaiwani, un prigioniero di coscienza condannato a sei anni di carcere; egli è stato rilasciato a settembre in seguito a grazia presidenziale.
*Hamad 'Ali al-Dahouk e 'Abdul 'Aziz al-Hatbani sono stati condannati a morte in quanto spie a febbraio. Entrambi erano stati giudicati colpevoli di aver informato le autorità egiziane che i governo dell'Arabia Saudita e del Kuwait, con l'acquiescenza delle autorità yemenite, stavano finanziando gruppi armati in Yemen per pianificare attentati contro turisti stranieri in Egitto. A ottobre l'ASC ha confermato la sentenza di morte nei confronti di Hamad 'Ali al-Dahouk ma ha prosciolto 'Abdul 'Aziz al-Hatbani. Il caso era in attesa di essere esaminato in ultima istanza dalla Corte Suprema.
*Tre persone accusate di spionaggio per conto dell'Iran sono comparse davanti alla SCC a ottobre. Secondo quanto riferito, essi erano stati precedentemente detenuti per due mesi, trattenuti in incommunicado e percossi. Essi erano collegati a un'associazione sciita di Aden che operava da anni alla luce del sole. A fine anno il processo a loro carico era ancora in corso.
*Almeno 37 presunti membri o sostenitori di al-Qaeda sono stati processati dalla SCC o hanno avuto i loro appelli esaminati dall'ASC. A febbraio, Bashir Rawah Nnu'man è stato condannato a cinque anni di carcere per possesso di documenti falsi mentre si apprestava a raggiungere l'Iraq per prendere parte al conflitto in corso nel Paese. A ottobre, l'ASC ha confermato i verdetti di 36 imputati condannati dalla SCC nel novembre 2007; 33 hanno ricevuto condanne a pene detentive variabili dai tre ai 15 anni di carcere e tre sono stati condannati a morte in contumacia. Tutti erano stati giudicati colpevoli di appartenenza a un gruppo armato e di attentati a pozzi petroliferi.
Sono stati segnalati come diffusi e perpetrati nell'impunità casi di brutalità da parte della polizia e di tortura di detenuti trattenuti in incommunicado in relazione ad azioni o manifestazioni di tipo politico così come di sospetti criminali comuni. Confessioni che, stando alle accuse, erano state ottenuto sotto tortura o coercizione sono state ammesse agli atti quale prova in tribunale senza che fossero condotte indagini adeguate, o senza indagine alcuna. Tra i metodi di tortura citati figurano percosse con bastoni, pugni, calci, sospensione prolungata per i polsi o le caviglie, bruciature di sigarette, denudamento, diniego di cibo o di cure mediche tempestive, e minacce di abusi di tipo sessuale.
*Tawfiq al-Masouri, condannato a morte dalla SCC nel mese di gennaio per un omicidio commesso quando aveva 17 anni, stando alle fonti, è stato torturato durante la detenzione in incommunicado durata tre mesi per mano della polizia di Sana'a. Egli ha affermato di aver confessato dopo essere stato torturato, e una visita medica condotta su richiesta del suo avvocato ha rilevato segni compatibili con questo tipo di accuse. Tuttavia, non sono note ulteriori indagini da parte delle autorità.
Sono state eseguite frequenti sentenze alla fustigazione, comminate dai tribunali per reati sessuali o inerenti al consumo di alcol.
Diversi dimostranti sono stati deliberatamente uccisi o sono morti in seguito a uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza nel corso di manifestazioni pacifiche. Non sono note indagini indipendenti su questi casi per i quali nessuno è stato chiamato in giudizio.
*A maggio, secondo quanto riferito, nella città di Tor al-Bahl, nel governatorato di Lehj, nel sud del Paese, soldati hanno picchiato lo sceicco Yahya Muhammad Hassan al-Sawmali, per poi lasciarlo morire dopo avergli sparato. Secondo notizie ricevute egli era disarmato e non rappresentava alcuna minaccia per i soldati. Diversi militari sarebbero stati arrestati in relazione alla sua morte ma non sono state condotte indagini indipendenti sull'accaduto e a fine anno i responsabili non erano stati chiamati in giudizio.
Il governo ha dichiarato che era in corso di stesura una legge sui rifugiati ma non ha fornito dettagli. Non è chiaro se la legge proposta sarebbe stata in linea don gli standard internazionali per la protezione dei rifugiati, che le autorità continuano a violare. Secondo fonti di stampa, ad agosto almeno otto persone sono state rimpatriate forzatamente in Arabia saudita malgrado i timori secondo cui sarebbero state esposte al rischio di tortura ed esecuzione.
Lo Yemen ha accolto oltre 40.000 profughi somali sopravvissuti al rischioso attraversamento del Golfo di Aden; si ritiene che molti altri siano annegati o siano stati uccisi dai trafficanti di persone. Secondo dati forniti dal governo, circa 1.300 richiedenti asilo sono stati rimpatriati contro la loro volontà nei Paesi di origine. Tra le persone per le quali si profilava con ogni probabilità il rimpatrio forzato vi era Mohamadain 'Abdel Hameed Haroun, un cittadino sudanese della regione del Darfur, il quale sarebbe stato a rischio di tortura e altri maltrattamenti una volta rimpatriato in Sudan.
Le donne hanno continuato a incontrare discriminazioni per legge e per prassi e non hanno ricevuto adeguata protezione contro la violenza domestica e di altro tipo.
Ad aprile, secondo quanto riferito, il Parlamento ha approvato emendamenti legislativi a beneficio delle donne nell'ambito della sicurezza sociale, della previdenza pensionistica e della concessione delle ferie. Tuttavia, il governo non ha provveduto ad affrontare il più vasto problema della discriminazione nei confronti delle donne.
In un rapporto "ombra" consegnato al Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione contro le donne in previsione della sua revisione periodica di luglio relativa all'applicazione da parte dello Yemen della Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne, organizzazioni yemenite per la difesa dei diritti della donne hanno evidenziato varie forme di discriminazione e violenza patite dalla donne, compresi abusi come il matrimonio di ragazzine anche di otto anni di età.
*Si è concluso il caso giudiziario a carico di due agenti di polizia perseguiti per lo stupro di Anissa al-Shu'aybi nel 2002 a Sana'a. Ad aprile, la Corte di primo grado si Sana'a ha prosciolto uno dei poliziotti ma ha giudicato colpevole l'altro, comminandogli una condanna a tre mesi di reclusione con sospensione della pena. La corte ha inoltre accordato ad Anissa al-Shu'aybi un risarcimento di 1 milione di riyal yemeniti (all'incirca 5.000 dollari USA). Successivamente, la corte ha prosciolto entrambi i poliziotti ma ha confermato la sentenza di risarcimento.
Almeno 13 persone sono state messe a morte e il braccio della morte contava centinaia di prigionieri. Tra questi vi erano persone affette da disabilità mentale o di altro tipo e minorenni. Imputati con difficoltà uditive sono stati condannati senza che fosse loro accordato il servizio di interpretazione del linguaggio dei segni.
*Walid Haykal, condannato a morte per un omicidio commesso quando aveva 16 anni, è rimasto nel braccio della morte. La sua sentenza aveva esaurito tutti i gradi di appello ed era in attesa di ratifica da parte del presidente.
Un delegato di Amnesty International ha visitato lo Yemen a gennaio per partecipare a una conferenza riguardante i cittadini yemeniti in custodia statunitense a Guantánamo Bay e i luoghi di detenzione segreta operati dal governo statunitense.
Yemen: Amnesty International submission to the UN Universal Periodic Review, May 2009 (MDE 31/012/2008)