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Burundi

Repubblica del Burundi

Capo di stato e di governo: Pierre Nkurunziza
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 8,3 milioni
Aspettativa di vita: 50,1 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 177/155‰
Alfabetizzazione adulti: 59,3%

  1. Contesto
  2. Libertà di associazione
  3. Libertà di espressione
  4. Difensori dei diritti umani
  5. Sistema giudiziario - Interferenze sul corso della giustizia
  6. Sviluppi legislativi
  7. Violenza contro donne e ragazze
  8. Giustizia transizionale
  9. Commissione nazionale indipendente sui diritti umani
  10. Rifugiati e richiedenti asilo
  11. Dispute sulla terra
  12. Uccisioni di bambini albini
  13. Missione e rapporti di Amnesty International

 Il governo ha soppresso i diritti alla libertà di espressione e di associazione esercitando vessazioni e limitazioni delle attività di alcuni difensori dei diritti umani, giornalisti e partiti politici di opposizione. Non è diminuito l'elevato numero di casi di stupri e altre violenze di tipo sessuale nei confronti di donne e ragazze. Un nuovo codice penale ha abolito la pena di morte e introdotto altre positive riforme, tuttavia, criminalizza i rapporti omosessuali. Sono proseguite le dispute riguardanti la proprietà dei terreni nel contesto del rimpatrio di massa di profughi dalla Tanzania.

Contesto

La situazione politica si è mantenuta tesa nel periodo di preparazione alle elezioni, fissate per il 2010. Il governo, guidato dal Consiglio nazionale per la difesa della democrazia - Forze per la difesa della democrazia (Cndd-Fdd), ha limitato le attività dei partiti di opposizione e dei gruppi della società civile.

Ad aprile è stato raggiunto un accordo di pace tra il governo e le Forze di liberazione nazionale (Fnl). Tuttavia, la violenza politica è aumentata, con i partiti di opposizione che sostenevano che il Cndd-Fdd aveva creato un nuovo gruppo giovanile armato, fornito armi a ex combattenti e commesso uccisioni illegali. Secondo le notizie riportate, anche altri partiti politici, comprese le Fnl, hanno perpetrato violenze.

Secondo quanto riferito, il Cndd-Fdd e le Fnl si sono resi responsabili di uccisioni illegali e aggressioni ai danni di oppositori politici o esponenti critici dei loro stessi partiti. Il Cndd-Fdd ha mobilitato la propria ala giovanile, la Imbonerakure, i cui membri, stando alle fonti, sono spesso armati con bastoni o mazze e sono stati visti assieme a funzionari statali, mentre effettuavano arresti e svolgevano pattugliamenti all'interno della comunità.

Le Fnl, precedentemente note come Palipehutu-Fnl, hanno eliminato il riferimento etnico dal nome ufficiale del partito a gennaio, fatto che ne ha consentito la registrazione come partito politico il 21 aprile. Altri esponenti del partito sono stati chiamati a ricoprire cariche di governo il 5 giugno. Ex combattenti sono entrati a far parte del programma di smobilitazione, 5000 dei quali sono stati integrati in posizioni di governo e nell'esercito sotto la supervisione dell'Au. Ex combattenti delle Fnl si sono lamentati riguardo all'indennità di smobilitazione, acuendo i timori sulla sicurezza.
 
L'11 settembre, l'Assemblea nazionale ha raggiunto un accordo in merito a un'annosa e contesa bozza di legge elettorale. Il Cndd-Fdd e i partiti di opposizione hanno inoltre concordato che le elezioni amministrative comunali si sarebbero tenute prima di quelle presidenziali.

L'insicurezza, spesso associata alla criminalità, ha continuato a rappresentare un problema in presenza di una persistente diffusione di armi di piccolo calibro. La gente ha riposto scarsa fiducia nel sistema giudiziario ed è ricorsa piuttosto a un sistema di giustizia informale, in diverse occasioni. Dispute violente riguardo ai terreni, in taluni casi sfociate in perdite di vite umane, hanno peggiorato la situazione della sicurezza, specialmente nel sud del paese.

Libertà di associazione

I partiti di opposizione, compresa l'Unione per la pace e lo sviluppo (Upd-Zigamibanga), il Movimento per la solidarietà e la democrazia (Msd) e le Fnl sono stati regolarmente interdetti dall'organizzare comizi. Il 18 marzo, il ministro dell'Interno ha vietato ai partiti politici di organizzare raduni "illegali", in vista delle elezioni del 2010. Numerosi membri dei partiti di opposizione sono stati detenuti arbitrariamente, la maggior parte per brevi periodi.

*A maggio, le autorità hanno vietato con un brevissimo preavviso una marcia organizzata da gruppi della società civile per chiedere giustizia, in seguito all'uccisione del difensore dei diritti umani Ernest Manirumva (v. di seguito). Il sindaco di Bujumbura ha addotto motivi di sicurezza per giustificare il divieto, motivazione rigettata dagli organizzatori.

Libertà di espressione

Le relazioni tra il governo e la società civile, in particolare giornalisti e difensori dei diritti umani, sono risultate tese.

*Juvénal Rududura, vicepresidente del sindacato del personale non togato presso il dipartimento della Giustizia, è stato arrestato agli inizi dell'anno con l'accusa di aver dichiarato il falso. Egli aveva parlato della corruzione all'interno del ministero della Giustizia. È stato posto in libertà provvisoria l'8 luglio in attesa del processo.

*Due prigionieri di coscienza, il giornalista Jean-Claude Kavumbagu e il presidente dell'Msd, Alexis Sinduhije, sono stati rilasciati a marzo. Jean-Claude Kavumbagu era stato arrestato l'11 settembre 2008 e incriminato per diffamazione. Egli aveva asserito in un articolo che il costo del viaggio del presidente Nkurunziza per assistere alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Pechino aveva causato il ritardo del pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Alexis Sinduhije era stato arrestato il 3 novembre dopo aver tenuto un incontro di partito e accusato di "oltraggio al capo dello stato".

Difensori dei diritti umani

L'Organizzazione non governativa anticorruzione Olucome ha denunciato regolari minacce telefoniche.

*Ernest Manirumva, vicepresidente di Olucome, è stato accoltellato a morte da uomini non identificati nella sua abitazione di Bujumbura, l'8 aprile. Nel periodo antecedente la sua morte, stava indagando sulla corruzione dellapolizia, in particolare in merito ad agenti che reclamavano stipendi per posizioni in realtà inesistenti, così come sulla corruzione all'interno di società private. Egli aveva in precedenza ricevuto diverse minacce di morte. Le indagini sulla sua uccisione sono state lente e i risultati di tre successive commissioni di inchiesta non sono stati resi pubblici. Hilaire Ndayizamba, un noto uomo d'affari, e due agenti di polizia sono stati arrestati il 15 ottobre in relazione all'omicidio. 
 
*Il 23 novembre, il ministro dell'Interno ha revocato la registrazione del Forum per il rafforzamento della società civile (Forsc), una coalizione di associazioni della società civile burundese. Il ministro ha in seguito sospeso l'ordinanza di revoca della registrazione, ma a fine anno lo status legale del Forsc continuava a essere poco chiaro. Il giro di vite faceva seguito a crescenti intimidazioni e vessazioni, nonché minacce, nei confronti di attivisti della società civile impegnati sull'attribuzione di responsabilità, non ultime le richieste di giustizia per l'uccisione di Ernest Manirumva.

Sistema giudiziario - Interferenze sul corso della giustizia

Il governo e le Nazioni Unite hanno intrapreso iniziative per riformare e rafforzare il sistema giudiziario, anche attraverso la costruzione e ristrutturazione di aule di tribunale, formazione dei giudici, misure per affrontare il sovraffollamento nelle strutture di detenzione e riduzione dell'arretrato di casi giudiziari penali. Tuttavia, hanno continuato a persistere problemi significativi.

In alcuni casi i giudici sono stati posti sotto pressione da parte dell'esecutivo. Il ministero della Giustizia ha nominato magistrati senza una sufficiente consultazione con il Consiglio superiore della magistratura. Sono pervenute inoltre notizie di corruzione e di scarsa formazione tra i giudici.

*Un giudice che presiedeva il processo a carico di Alexis Sinduhije (v. sopra) è stato rapito il 6 maggio. Quattro uomini in uniforme di polizia gli hanno puntato una pistola alla testa e lo hanno costretto a salire a bordo di un'auto. Lo hanno condotto in una località sconosciuta dove lo hanno percosso, accusandolo di aver ricevuto denaro dall'Msd allo scopo di influenzare l'esito del processo. Prima di rilasciarlo la stessa notte gli hanno detto che aveva tre giorni di tempo per formulare una dichiarazione formale scritta, in cui doveva ammettere di aver ricevuto del denaro.

*Il sindacato dei magistrati burundese Syambu ha indetto uno sciopero di due giorni a settembre per esprimere la propria preoccupazione in marito all'interferenza con la magistratura esercitata dall'esecutivo. Ciò aveva fatto seguito alla sospensione di tre magistrati di Bujumbura a settembre, per cattiva condotta professionale, dopo che questi avevano prosciolto Gédéon Ntunzwenindavya, presidente di Pa Amasekanya, un partito politico, dall'accusa di minacce alla sicurezza dello stato.

Sviluppi legislativi

 La legge n.1/05 di revisione del codice penale è entrata in vigore il 22 aprile. La legge abolisce la pena di morte e ascrive a reato la tortura, il genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità. Essa rafforza le sanzioni per la violenza fisica e sessuale contro le donne ed eleva l'età per la responsabilità penale a 15 anni. Tuttavia, l'art. 567 criminalizza i rapporti omosessuali e potrebbe portare al perseguimento in Burundi della comunità di lesbiche, gay, bisessuali e transgender. In risposta alla pressione esercitata da alcuni settori, il governo ha organizzato una grande manifestazione a Bujumbura il 6 marzo, per protestare contro l'iniziale decisione del senato di escludere l'art. 567.

Violenza contro donne e ragazze

Il numero dei casi di stupri e altre violenze sessuali nei confronti di donne e ragazze è rimasto elevato. La maggior parte sono stati commessi ai danni di minorenni.

Giustizia transizionale

Si sono registrati lenti progressi nella creazione di una Commissione di verità e riconciliazione e di un tribunale speciale all'interno del sistema burundese per indagare il passato violento del Burundi e perseguire, se acclarati, i reati di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Le consultazioni nazionali sono iniziate a luglio e terminate a dicembre. Una rete di organizzazioni della società civile internazionali e nazionali stavano monitorando attentamente il processo. Secondo quanto riferito, la partecipazione in determinate province è risultata elevata.

Commissione nazionale indipendente sui diritti umani

L'avanzamento del processo di istituzione di una Commissione nazionale indipendente sui diritti umani ha continuato a essere lento, con una nuova bozza legislativa elaborata alla fine dell'anno.

Rifugiati e richiedenti asilo

Tra gennaio e settembre, 29.052 rifugiati burundesi sono rientrati in patria, principalmente dalla Tanzania. Di questi, 20.758 erano rifugiati fuoriusciti dal paese nel 1972.

A ottobre, le autorità hanno iniziato a espellere circa 400 richiedenti asilo ruandesi dalla regione settentrionale di Kirundo, prima di ribaltare la loro posizione, effettuando una valutazione individuale dei casi. I rifugiati hanno dichiarato di essere fuggiti da processi iniqui davanti ai tribunali ruandesi gacaca e alla violenza nel sud del Ruanda.

Dispute sulla terra

Le dispute sulla terra sono risultate all'ordine del giorno e in alcuni casi sono sfociate in violenti scontri tra le persone, anche con uccisioni. I casi sono risultati più diffusi nel sud del paese, specialmente nelle province di Bururi e Makamba.

Molte dispute sulla terra sono avvenute tra rifugiati rientrati in patria, i quali intendevano rivendicare la loro proprietà, e i residenti attuali. Ciò si è rivelato particolarmente complicato per i rifugiati che avevano lasciato il Burundi nel 1972, in quanto la legge interna del paese consente al nuovo occupante di divenire proprietario legale del terreno dopo 30 anni.

Il lavoro della Commissione nazionale sulla terra e le altre proprietà, istituita dal governo nel 2006, è stato ostacolato dalla mancanza di una giurisdizione legale sulle dispute e dal numero di denunce.

Uccisioni di bambini albini

Bambini albini sono stati uccisi da persone burundesi che ne hanno venduto i corpi smembrati a medici sciamani della Tanzania.

*Un ragazzo albino è stato ucciso il 23 febbraio da individui armati che si sono introdotti nella sua abitazione. Hanno legato i genitori e hanno smembrato gli arti del ragazzo. Gli aggressori se ne sono poi andati lanciando una granata nella casa mentre uscivano. A marzo sono stati effettuati alcuni arresti.

Missione e rapporti di Amnesty International

Una delegazione di Amnesty International ha visitato il Burundi ad agosto per condurre ricerche.

Human Rights Council adopts Universal Periodic Review outcome on Burundi (AFR 16/02/2009)

Burundi abolishes the death penalty but bans homosexuality, 27 aprile 2009

Burundi: Reverse ban on civil society groups, 25 novembre 2009

 

© 2010 Fandango Libri. Per acquistare il Rapporto Annuale 2010, vai su www.fandango.it