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Qatar

Stato del Qatar

Capo di stato: sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani
Capo del governo: sceicco Hamad bin Jassim bin Jabr al-Thani
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 1,4 milioni
Aspettativa di vita: 75,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 10/10‰
Alfabetizzazione adulti: 93,1%

  1. Discriminazione e violenza contro le donne
  2. Libertà di espressione
  3. Diritti dei migranti
  4. Discriminazione - Diniego della nazionalità
  5. Pene crudeli, disumane e degradanti
  6. Pena di morte
  7. Rapporto di Amnesty International

Le donne hanno subito discriminazioni e violenze. Lavoratori migranti sono stati sfruttati e hanno subito di abusi, oltre a essere inadeguatamente tutelati dalla legge. Centinaia di persone hanno continuato a essere arbitrariamente private della loro nazionalità. Sono state comminate pene alla fustigazione. Hanno continuato a essere pronunciate condanne a morte, sebbene non ci siano state esecuzioni.

Discriminazione e violenza contro le donne

Le donne hanno continuato a incontrare discriminazioni nella legge e nella prassi e sono state inadeguatamente tutelate contro la violenza all'interno della famiglia. Il codice di famiglia rende molto più semplice per gli uomini divorziare rispetto alle donne.

Nonostante una riforma del 2008 alla legge sui risarcimenti che stabilisce parità di trattamento per uomini e donne, ad aprile una corte d'appello ha ribaltato la decisione di un tribunale di primo grado che aveva ottemperato alla riforma e ha sentenziato che il risarcimento per la morte di una donna e di sua figlia doveva essere valutato la metà di quello per la morte del marito e del loro figlio, secondo quanto stabilito dalla legge della shari'a.

Ad aprile, il Qatar ha aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne ma con riserve relativamente alla parità delle donne di fronte alla legge, in materia di matrimonio e di custodia dei figli.

Libertà di espressione

Almeno 11 cittadini stranieri sono stati giudicati colpevoli di blasfemia, tre dei quali hanno ricevuto pene fino a un massimo di sette anni di reclusione per aver impiegato parole considerate insultanti verso l'Islam. Tra questi figurava un uomo siriano giudicato colpevole per "aver insultato l'Islam in un accesso d'ira" e per aver pronunciato una parola blasfema quando il credito del suo telefono cellulare si era esaurito durante una conversazione. Il tribunale ha inoltre ordinato la sua espulsione. Non è chiaro se la sentenza di condanna al carcere sia stata applicata in questo come in altri casi.

Almeno altri 52 cittadini stranieri sono stati giudicati colpevoli di accuse relative a "relazioni sessuali illecite" ed espulsi o condannati al carcere e poi all'espulsione.

È proseguito il dibattito riguardo a una possibile nuova legge sulla stampa e le pubblicazioni a sostituzione della legge n. 8 del 1979, che prevede il carcere per aver criticato la religione, l'esercito e l'emiro.

Diritti dei migranti

I lavoratori migranti, che costituiscono più dell'80 per cento della popolazione del Qatar, hanno continuato a essere esposti ad abusi e a sfruttamento da parte dei datori di lavoro, senza adeguata protezione. Le lavoratrici domestiche immigrate sono risultate particolarmente a rischio di abusi come percosse, stupro e altre violenze sessuali.

Una nuova legge sullo sponsor approvata a febbraio per regolamentare l'ingresso, la fuoriuscita, la residenza e il lavoro di cittadini stranieri ha introdotto alcuni miglioramenti. Nello specifico, la legge richiede che i datori di lavoro che sponsorizzano il lavoratore non detengano più il passaporto del loro dipendente dopo che sono state completate le formalità relative al visto. Essa inoltre permette alle donne impiegate nel settore privato di garantire per l'ingresso e la residenza in Qatar del loro marito e dei figli.

Discriminazione - Diniego della nazionalità

Il governo ha continuato a negare la cittadinanza del Qatar a centinaia di persone alle quali vengono conseguentemente negate le opportunità di impiego, la previdenza sociale e le cure sanitarie in Qatar, o alle quali viene negato l'ingresso nel paese. Queste non hanno possibilità di ricorso presso i tribunali. La maggior parte appartengono alla tribù al-murra, in parte considerata responsabile di un colpo di stato del 1996.

Pene crudeli, disumane e degradanti

Almeno 18 persone, per lo più cittadini stranieri, sono state condannate alla fustigazione, tra i 40 e i 100 colpi, per reati collegati a "relazioni sessuali illecite" o consumo di alcol. Soltanto i musulmani considerati fisicamente abili sono stati dichiarati adatti a subire queste pene. Non è noto se qualcuna di queste condanne sia stata applicata.

Pena di morte

Almeno tre persone sono state condannate a morte e cinque sono state le pene capitali confermate nel corso del 2009. A fine anno erano almeno 27 le persone nel braccio della morte.

Rapporto di Amnesty International

Qatar: Submission to the UN Universal Periodic Review (MDE 22/001/2009)

 

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