Capo di stato: Sékouba Konaté (subentrato a Moussa Dadis Camara a dicembre)
Capo di governo: Kabiné Komara
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 10,1 milioni
Aspettativa di vita: 57,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 157/138‰
Alfabetizzazione adulti: 29,5%
Oltre 150 manifestanti pacifici sono rimasti vittime di esecuzioni extragiudiziali per mano delle forze di sicurezza, le quali ne hanno feriti più di altri 1500 in uno stadio durante una protesta; decine di donne sono state stuprate in pubblico. Tortura e altri maltrattamenti sono risultati fenomeni diffusi. Decine di persone sono state detenute arbitrariamente, anche in località segrete. Le forze di sicurezza hanno continuato a godere dell'impunità per le violazioni dei diritti umani. Difensori dei diritti umani e giornalisti hanno ricevuto minacce e intimidazioni.
A gennaio, l'Ecowas ha appoggiato la decisione assunta dall'Au e ha sospeso la Guinea fino al ristabilimento dell'ordine costituzionale nel paese. Il presidente Mussa Dadis Camara, capo di una giunta militare che aveva conquistato il potere alla fine del 2008, ha promesso di indire nuove elezioni nel 2009 e si è impegnato a non presentarsi come candidato alla presidenza e a fare sì che altrettanto avrebbero fatto i membri del Consiglio nazionale per la democrazia e lo sviluppo (Conseil national pour la démocratie et le développement - Cndd). La popolarità del Cndd è barcollata non appena è divenuto chiaro a febbraio che il presidente Camara era riluttante a mantenere la sua promessa.
Dopo il massacro allo stadio del 28 settembre (v. di seguito), l'Ecowas e l'Eu hanno imposto un embargo sulle armi alla Guinea. Parimenti sono state imposte sanzioni mirate nei confronti dei membri della giunta da parte dell'Au e dell'Eu.
A dicembre, il presidente Camara è rimasto ferito in un tentato omicidio; il generale Sékouba Konaté lo ha sostituito come soluzione ad interim.
Le forze di sicurezza hanno impiegato abitualmente forza eccessiva e indebitamente letale nei confronti di manifestanti pacifici. Nessuna sanzione è stata applicata nei confronti dei responsabili di uccisioni illegali. In diverse occasioni, membri del Cndd hanno incoraggiato la gente a linciare sospetti ladri.
*Ad agosto, una persona è stata uccisa e due sono rimaste gravemente ferite a Kamsar quando le forze di sicurezza hanno disperso manifestazioni contro la carenza nella fornitura di acqua ed elettricità.
*Il 28 settembre, più di 150 persone sono state vittime di esecuzioni extragiudiziali e oltre 1500 sono rimaste ferite quando le forze di sicurezza hanno represso violentemente una manifestazione pacifica a Conakry. Migliaia di manifestanti si sono radunati in uno stadio in risposta all'appello di una coalizione di partiti politici, sindacati e organizzazioni della società civile contro la partecipazione del presidente Camara alle elezioni presidenziali previste per gennaio 2010. La giunta aveva vietato la manifestazione.
*Il 30 settembre, nel distretto di La Cimenterie, a Conakry, soldati dai berretti rossi, che stavano ricercando un presunto sostenitore dell'opposizione, hanno accoltellato a morte la madre di questi, di 75 anni.
Le forze di sicurezza hanno continuato a godere dell'impunità. Una commissione nazionale di inchiesta, istituita nel 2007 per indagare sulle gravi violazioni dei diritti umani commesse nel 2006 e 2007, non ha portato a niente.
A ottobre, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha istituito una Commissione internazionale d'inchiesta (Ici), appoggiata dall'Au e dall'Ecowas, per indagare sulle gravi violazioni dei diritti umani, compresi gli stupri, commesse dalle forze di sicurezza guineane a settembre. A dicembre, l'Ici ha presentato il suo rapporto al Segretario generale delle Nazioni Unite ma non è stato reso ufficialmente pubblico. L'Ici ha rilevato che era ragionevole concludere che i reati commessi il 28 settembre e nei momenti immediatamente successivi potevano costituire crimini contro l'umanità. È inoltre giunto alla conclusione che vi erano sufficienti motivi per attribuire la responsabilità penale ad alcuni soggetti, compreso il presidente Camara; il comandante Moussa Tiégboro Camara, ministro dei Servizi speciali preposti alla lotta al traffico di droga e al crimine organizzato; e il tenente Aboubacar Chérif Diakité, assistente sul campo del presidente e comandante delle sue guardie del corpo personali.
A ottobre, il procuratore della Corte penale internazionale (Icc) ha avviato un'indagine preliminare al fine di determinare se le violazioni del 28 settembre rientrassero nella giurisdizione della corte. Lo stesso mese la giunta ha creato una commissione nazionale d'inchiesta, che è stata boicottata da organizzazioni della società civile.
Le forze di sicurezza hanno commesso abitualmente tortura e altri maltrattamenti, stupri compresi, oltre a duri pestaggi e accoltellamenti. I detenuti sono stati inoltre trattenuti in incommunicado in località segrete.
*Soldati arrestati a gennaio (v. di seguito) sono stati picchiati al loro arrivo alla caserma militare sull'isola di Kassa. Essi sono stati spogliati e costretti a giacere a terra con le mani legate dietro la schiena, quindi calpestati e percossi.
*Le persone arrestate dopo il massacro di settembre allo stadio sono state torturate in detenzione segreta. Coloro che cercavano i corpi di parenti o amici sono stati arrestati e percossi all'interno di campi militari.
Sono stati frequenti casi di violenza sessuale, stupro compreso, specialmente dopo il 28 settembre.
*Decine di donne hanno raccontato ad Amnesty International di essere state stuprate in pubblico il 28 settembre allo stadio dai soldati, comprese le guardie presidenziali. Referti medici dell'ospedale Donka di Conakry hanno indicato che erano state stuprate almeno 32 donne manifestanti. Diverse donne che erano state arrestate e trasferite in un centro sanitario dopo essere state stuprate, sono state successivamente arrestate. Sono state trattenute per cinque giorni, drogate e nuovamente stuprate dalle forze di sicurezza.
*Il corpo di una donna arrestata il 28 settembre è stato restituito alla sua famiglia pochi giorni dopo e mostrava segni di violenza sessuale, così come segni di bruciature da ferro da stiro.
*Almeno due donne che avevano testimoniato davanti all'Ici hanno ricevuto minacce di morte dopo la partenza della delegazione delle Nazioni Unite, agli inizi di dicembre.
Gruppi della società civile consolidati, tra cui l'Organizzazione guineana dei diritti umani (Organisation Guinéenne des droits de l'homme - Ogdh) e il Consiglio nazionale delle organizzazioni della società civile hanno continuato a lavorare a favore dei diritti umani, malgrado i rischi, le minacce e le intimidazioni.
A seguito degli eventi del 28 settembre, l'Ogdh è stata regolarmente attaccata alla radio e alla televisione nazionale.
*Mouctar Diallo, vicepresidente dell'Observatoire national des droits de l'homme (Ondh), la commissione nazionale per i diritti umani della Guinea, è stato arrestato il 26 novembre. È stato trattenuto presso la caserma militare Alpha Yaya di Conakry prima di essere trasferito al centro di detenzione Pm III (Poste militaire III). Non è stato incriminato né ha potuto ricevere la visita di un avvocato. Le autorità hanno informato Amnesty International che Mouctar Diallo era accusato di un reato inerente la sicurezza di stato.
Decine di persone sono state arrestate e detenute arbitrariamente. Il numero di persone arrestate il 28 settembre è rimasto sconosciuto.
*A gennaio, almeno 12 soldati, compresi ufficiali militari, sono stati arrestati e trattenuti senza accusa alla caserma militare Alpha Yaya. La maggior parte di loro aveva lavorato per l'ex presidente Lansana Conté. È stato loro concesso di ricevere qualche visita dei familiari ma non hanno potuto accedere a un avvocato. Ad agosto, 11 sono stati trasferiti in un centro di detenzione sull'isola di Kassa. Gli uomini avevano addosso soltanto biancheria intima e sono stati legati con funi. A Kassa, sono stati torturati e maltrattati (v. sopra) ed è stato loro negato di ricevere le visite dei familiari. Il 5 dicembre, sono stati trasferiti nella prigione centrale di Conakry e il 27 dicembre nei locali gestiti dal corpo delle forze di sicurezza Brigata di intervento rapido. A fine anno non erano stati ancora incriminati.
*Quattro soldati, compresi ufficiali militari, sono stati arrestati ad aprile e trattenuti sull'isola di Kassa senza accusa fino al loro rilascio a dicembre.
*Nel periodo antecedente la manifestazione del 28 settembre, membri del Battaglione autonomo delle truppe aeroportuali sono stati dispiegati in diversi distretti di Conakry, tra cui Bomboli, Hamdalaye, Mapoto ed Enco 5. Il 29 settembre, essi hanno compiuto un'irruzione a Bomboli e arrestato persone nelle loro case e per strada. Hanno percosso alcuni degli arrestati e li hanno chiusi all'interno del bagagliaio di alcuni veicoli.
La libertà di espressione, in particolare per i giornalisti che avevano seguito la cronaca delle manifestazioni contro la corruzione o considerati ostili dal Cndd, hanno continuato a essere abitualmente sottoposti a restrizioni. Giornalisti che lavoravano per stazioni radiofoniche private sono stati intimiditi e minacciati; alcuni hanno praticato l'autocensura, trasmettendo musica al fine di evitare irruzioni.
*Ad agosto, Diarougba Baldé, giornalista del sito web Kibarou, è stato arrestato mentre seguiva una manifestazione contro il Cndd. È stato rilasciato qualche ora dopo.
*Il 28 settembre, Moctar Bah e Amadou Diallo, rispettivamente corrispondenti della stazione radiofonica francese Rfi e della britannica Bbc, sono stati minacciati e aggrediti dalle forze di sicurezza mentre seguivano un raduno contro il Cndd. Alcuni soldati li hanno costretti a inginocchiarsi davanti a dei cadaveri. I loro effetti personali sono stati sequestrati e la loro attrezzatura fatta a pezzi.
Una delegazione di Amnesty International ha visitato la Guinea a novembre per condurre ricerche e tenere colloqui con le autorità.
Guinea: What has happened to the civilians and soldiers of whom there is no news? (AFR 29/006/2009)
Guinea: Submission to the UN Universal Periodic Review (AFR 29/007/2009)
Guinea: Details of violence emerge - Amnesty calls for international commission of inquiry, 30 settembre 2009
Guinea: Call for suspension of military and police weapons transfers, 8 ottobre 2009
Guinea: Evidence of new arrests, harassment and illegal detentions by security forces, 3 dicembre 2009
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