Capo di stato: Václav Klaus
Capo del governo: Jan Fischer (subentrato a Mirek Topolánek a maggio)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 10,4 milioni
Aspettativa di vita: 76,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 5/4‰
Il parlamento ha approvato una legge contro la discriminazione che per diversi anni era stata bloccata dall'opposizione presidenziale. Sono aumentati gli episodi di incitamento all'odio e le manifestazioni contro i rom da parte di partiti e gruppi di estrema destra. È proseguita la segregazione scolastica e abitativa dei rom. Sebbene il governo abbia chiesto scusa per le sterilizzazioni forzate delle donne rom avvenute in passato, i tribunali non hanno accolto le richieste di risarcimento presentate da singole persone.
Nel mese di marzo, il governo del primo ministro Mirek Topolánek è stato messo in minoranza da un voto di fiducia e, a maggio, è stato sostituito da un esecutivo ad interim guidato da Jan Fischer.
A giugno, il parlamento ha adottato una normativa antidiscriminazione ribaltando il precedente veto del presidente Klaus e adempiendo, con diversi anni di ritardo, agli obblighi previsti dalle direttive dell'Eu su un equo trattamento delle persone indipendentemente dall'etnia e in materia di occupazione e condizioni di lavoro. La nuova legge ha garantito il diritto all'equità di trattamento e ha vietato la discriminazione in settori quali l'istruzione, l'occupazione e l'alloggio.
È cresciuta la palese ostilità dell'opinione pubblica nei confronti dei rom, così come la segregazione scolastica e abitativa e la discriminazione in materia di lavoro.
Nel mese di marzo, la Corte suprema amministrativa, motivandola con l'insufficienza di prove, ha respinto una proposta del governo di sciogliere il partito di estrema destra Partito dei lavoratori cechi (Cwp), che aveva organizzato ronde di vigilantes il cui obiettivo erano i rom.
In un rapporto pubblicato a settembre, la Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (Ecri) ha espresso preoccupazione per l'aumento dell'incitamento all'odio contro i rom nelle dichiarazioni pubbliche e per le ripetute manifestazioni di gruppi di estrema destra. La Commissione ha raccomandato l'attuazione rigorosa delle leggi che vietano la violenza razzista e l'incitamento all'odio.
*Il 4 aprile, gruppi di estrema destra hanno organizzato un corteo che ha attraversato il quartiere rom della città di Přerov. Il Cwp, che inizialmente aveva annunciato la marcia, ha in seguito preso le distanze dalla manifestazione. Circa 500 manifestanti, ai quali si sono uniti abitanti del quartiere, scandendo slogan contro i rom, hanno marciato per la città e il quartiere rom. La presenza di circa 700 agenti di polizia ha impedito l'aggressione diretta ai rom, ma la violenza è scoppiata più tardi, quando i manifestanti hanno attaccato gli agenti a cavallo e in tenuta antisommossa.
*Il 18 aprile nel villaggio di Vítkov, sono state lanciate bottiglie molotov nella casa di una famiglia rom, in cui Pavel Kudrik viveva con la sua compagna, quattro figlie e altri due membri della famiglia. L'incendio ha completamente distrutto la loro casa e ha gravemente ferito i genitori. La loro figlia di due anni, Natálka, ha riportato ustioni sull'80 per cento del corpo, è rimasta in coma farmacologico per tre mesi e in ospedale per più di sette mesi. Nel mese di agosto, la polizia ha arrestato 12 sospettati: quattro sono stati incriminati per l'aggressione e otto sono stati rilasciati senza accusa. La polizia ha dichiarato che i sospettati erano sostenitori di gruppi di estrema destra. Secondo la televisione ceca, essi si richiamavano ai Nazionalisti autonomi, un'organizzazione presumibilmente legata al Cwp.
*Nel mese di ottobre, la polizia ha arrestato otto sospettati accusati di attentati contro i rom, verificatisi a Havířov nel novembre 2008. Alla fine del 2009, il caso era all'esame del tribunale regionale di Ostrava.
A due anni di distanza dal verdetto con cui la Corte europea dei diritti umani aveva stabilito che la Repubblica Ceca aveva discriminato i bambini rom inserendoli in scuole speciali, la loro segregazione è continuata. Essi sono stati ancora in maggior parte inseriti in scuole e classi elementari per alunni con "disabilità mentali lievi" o in scuole e classi tradizionali ma separate. Ciò è avvenuto nonostante la legge sulla scuola, in vigore dal 2005, abbia abolito la categoria delle "scuole speciali" per gli alunni con disabilità mentale lieve. Tali classi e scuole spesso hanno fornito un'istruzione di livello inferiore.
A febbraio, l'organizzazione non governativa ceca Persone in difficoltà ha segnalato che il sistema educativo tendeva a escludere gli alunni con bisogni educativi speciali. Un'analisi sulla segregazione dei bambini provenienti da ambienti svantaggiati, commissionata dal ministero dell'Istruzione e pubblicata ad aprile, ha rilevato che quasi la metà degli alunni rom nelle scuole elementari o non riuscivano a superare gli esami o erano stati trasferiti nelle "scuole speciali".
*Nel mese di aprile, il tribunale della città di Praga ha respinto una querela presentata da Jaroslav Suchý contro il ministero dell'Istruzione per la discriminazione subita e per essersi visto negare il diritto all'istruzione. Jaroslav Suchý affermava di essere stato inserito in una "scuola speciale" poiché apparteneva alla comunità rom. Il tribunale ha sentenziato che egli non aveva dimostrato la propria tesi e che l'inserimento nella "scuola speciale" era stato giustificato da una valutazione psicologica.
*A maggio, il Consiglio comunale di Valašské Meziříčí ha annunciato un progetto per la creazione di classi speciali per bambini rom per il primo biennio della locale scuola elementare. La proposta è stata presentata come un tentativo di affrontare le particolari esigenze educative degli alunni rom. Dopo le critiche del ministro per i Diritti umani e del ministero dell'Istruzione, il Consiglio ha infine ritirato il progetto.
I rom hanno continuato a essere vittime di segregazione anche in materia di alloggio. Nella relazione presentata a settembre, l'Ecri non ha registrato sviluppi positivi nella gestione del problema e ha sottolineato come il governo non sia riuscito a chiedere conto delle responsabilità agli enti locali che non rispettano il diritto all'alloggio.
*L'organizzazione non governativa ceca Z§vůle práva, che fornisce consulenza legale ai rom, ha sporto denunce contro le autorità locali: nel mese di luglio ha denunciato la segregazione abitativa su base etnica dei rom a Kladno, mentre in agosto la discriminazione contro i rom nell'ottenimento della residenza permanente nella città di Ostrava.
Vi sono stati alcuni progressi verso il riconoscimento delle responsabilità per le sterilizzazioni forzate effettuate in passato. Nel mese di novembre, il primo ministro ha espresso rammarico per le sterilizzazioni illegali e ha chiesto al ministro della Salute di riferire in merito all'attuazione della normativa esistente, che le proibisce. Secondo il Gruppo di donne lese dalla sterilizzazione forzata, una Ngo ceca, almeno 100 donne potrebbero essere state sterilizzate contro la loro volontà. Sebbene la maggior parte delle sterilizzazioni forzate siano avvenute negli anni 1970 e 1980, la segnalazione più recente di un analogo episodio è del 2007.
*Nel mese di ottobre, la Corte costituzionale ha respinto una richiesta di risarcimento di una donna rom sterilizzata illegalmente motivando il rifiuto con il ritardo con cui aveva intrapreso l'azione legale, pervenuta oltre i termini di scadenza. La donna aveva ricevuto le scuse da un ospedale di Vitkovice dopo che, nel 2005, il tribunale regionale di Ostrava aveva stabilito che i medici avevano agito illegalmente nell'effettuare la sterilizzazione senza il suo consenso informato. Il ministro per i Diritti umani ha in seguito annunciato anche che lo stato era obbligato ad assumere una posizione che riflettesse l'impatto irreversibile della sterilizzazione sulla vita delle donne.
Nel mese di marzo, il difensore nazionale dei diritti (difensore civico) ha riferito che alcuni istituti psichiatrici hanno continuato a utilizzare letti di contenzione anche quando non vi era alcun rischio per i pazienti o per l'ambiente circostante. In alcuni casi, i letti di contenzione erano presenti negli inventari degli istituti. A settembre, il ministero della Salute ha pubblicato una guida metodologica per regolamentare l'impiego delle tecniche di contenimento, inclusi i "letti-gabbia". Nel 2004 il Comitato europeo per la prevenzione della tortura aveva raccomandato di interrompere immediatamente l'impiego dei "letti gabbia" e di sospendere nel più breve tempo possibile l'uso dei "letti retati", come strumento per gestire i pazienti agitati, sia temporanei che residenti.
Delegati di Amnesty International hanno visitato la Repubblica Ceca a febbraio e aprile.
Injustice renamed: discrimination in education of Roma persists in Czech Republic (EUR 73/003/2009)
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